Manca poco alla manifestazione organizzata dal Comitato Vespro in cui gli indipendentisti siciliani si uniranno per ricordare le cinque giornate di Messina. Il 7 Settembre alle ore 17, con partenza da Largo Seggiola, una manifestazione molto significativa che ripercorrerà un periodo storico davvero particolare e cruento per la nostra amata città, in cui gli insorti siciliani si contrapposero al dispotismo borbonico, con il conseguente sacrificio dei giovani Camiciotti.
Un momento di grande riflessione ma al contempo teso a risvegliare nei siciliani il desiderio di libertà.
In quelle cinque giornate molti messinesi si distinsero per il forte spirito patriottico, tra cui, appunto, dei giovani arruolati nell’esercito rivoluzionario siciliano, i “Camiciotti”. Nell’ultima giornata di questa incessante battaglia, i Camiciotti furono circondati dalle forze borboniche attorno ad un pozzo, nell’area fortificata del Monastero della Maddalena.
Una stampa d’epoca con il tragico momento del pozzo
Piuttosto che arrendersi decisero di gettarsi in fondo ad esso,in nome della libertà della Sicilia. Il Comitato del Vespro ci tiene a precisare quanto sia importante riportare alla memoria quel glorioso episodio e di ribadire la ferma convinzione e determinazione contro i “dispositivi inferiorizzanti del colonialismo”.
Un’importante momento di memoria storica, di riflessione e di stimolo per coloro che vi parteciperanno, per un’isola martoriata dal sottosviluppo e dallo sfruttamento, in cui molti siciliani piuttosto che alzare la testa e lottare preferisce emigrare e lasciare tutto alle spalle.
Da anni l’equipe archeologica dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, guidata da Lorenzo Nigro, docente di Archeologia del Vicino Oriente Antico, porta avanti una campagna di scavo sull’isola di Mozia. Ultimo prodotto delle preziose ricerche condotte su questo sito archeologico è la ricostruzione della statua di Baal, divinità astrale venerata dai Fenici.
Il monumento in questione risulta essere uno dei primi colossi nella storia del Mediterraneo e la sua riproduzione sta per essere ricollocata al centro del Kothon, la piscina sacra collegata al tempio dedicato alla divinità. L’evento avrà luogo il 7 e l’8 Settembre e, data la spettacolarità del momento, sarà riservato a un numero massimo di 150 partecipanti, i quali saranno guidati dal prof. Lorenzo Nigro e dal suo staff, che presenteranno l’opera dietro la suggestiva cornice dagli ultimi raggi solari. Durante la manifestazione, sarà possibile anche degustare prodotti e vini locali.
Nel mese di luglio si è svolta la prima campagna di scavo in località San Gada, nel territorio comunale di Laino Borgo. La missione ha approfondito il rinvenimento di un insediamento nascosto nelle pendici di una montagna. La campagna, supportata dall’ente Parco del Pollino e dall’amministrazione comunale di Laino Borgo, è stata progettata dall’Università di Messina e condotta dal gruppo di ricerca e scavo diretto dal prof. Fabrizio Mollo, docente del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, affiancato dal Dott. Marco Sfacteria e da un’equipe di studenti di archeologia dello stesso ateneo.
Il progetto ha avuto inizio parecchio tempo fa, con l’incontro tra il docente e il compianto Sindaco di Laino Borgo, Francesco Armentano, che fu entusiasta di inserirlo in un più ampio quadro di valorizzazione del turismo culturale dell’intera Valle del Mercure.
I risultati ufficiali di questa prima campagna di scavo saranno presentati alla stampa e alla città durante la conferenza che si terrà giorno 6 Settembre, alle ore 18:30, in piazza Navarro a Laino Borgo, e alla quale prenderanno parte l’attuale Sindaco di Laino Borgo, Mariangelina Russo, il vice sindaco, Innocenzo Donato, il responsabile dell’Ufficio Geoparco del Parco Nazionale del Pollino, Luigi Bloise, Domenico Pappaterra, presidente del Parco Nazionale del Pollino e Maria Francesca Corigliano, assessore ai Beni Culturali della Regione Calabria.
L’emozione di precipitare indietro nel tempo fa rabbrividire e risveglia la coscienza nel romanzo appassionato e coinvolgente dell’archeologo Lorenzo Nigro, che da venti anni scava a Gerico, in Palestina. Le scoperte della missione archeologica, narrate in presa diretta, inducono a riflettere sulle conquiste di un lontano passato meravigliosamente attuale: il rapporto con l’ambiente, le prime invenzioni, il ruolo della donna, il senso della vita e della morte.
Con il suo primo romanzo, pubblicato da Il Vomere storico editore di Marsala, l’autore ci conduce nella città più antica del mondo, situata nei pressi di una rigogliosa sorgente che sgorga dalla collina del Sultano.
In questo luogo magico della terra, circa 12.000 anni fa, un’intraprendente comunità umana diede vita alla prima rivoluzione della storia. La mano, l’occhio e il cuore dell’archeologo ce ne svelano l’immensa portata storica. “La Preistoria – afferma l’autore – è come il Sud della Storia, è il luogo dove imparare chi siamo veramente”. La domesticazione di piante e animali, la prima casa e la più antica città, la ruota, il mattone, la tecnologia del fuoco, ma anche le idee, la società e i valori del Neolitico sono narrati e illustrati (105 figure) con scientifica leggerezza all’interno di un romanzo avvincente che ci fa vivere con gli archeologi, pone domande attuali e restituisce speranza. Scritto in modo avvincente, il libro cattura il lettore e lo porta a conoscere i meccanismi della ricerca e i suoi più interessanti risultati.
Eventi di presentazione
Il romanzo sarà presentato il 31 agosto alle 18 presso l’Isola di Mozia, Marsala, dove l’autore discuterà con il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.
Il 14 settembre l’autore sarà presente a Camogli, al Festival Della Comunicazione (quest’anno è dedicato al tema “Civiltà”) insieme a Guido Barbujani e Duccio Cavalieri per un intervento dal titolo emblematico: Homo Sapiens, Vivere insieme.
Il 18 settembre il romanzo sarà presentato nella prestigiosa sede del Museo Archeologico Regionale Salinas di Palermo.
L’autore
L’autore del romanzo, il Prof. Lorenzo Nigro
L’autore, Lorenzo Nigro, È un archeologo con 30 anni di esperienza sul campo sia nel Vicino Oriente che nel Mediterraneo. I suoi primi scavi sono stati ad Ebla dove ha scavato dal 1989 al 1997. La Missione archeologica in Palestina e Giordania da lui fondata ha scavato a Tell es-Sultan (antica Gerico), nei siti pre-classici di Betlemme e Tell Abu Zarad in Palestina; in Giordania ha riportato alla luce la città di Khirbet al-Batrawy, un sito del III millennio a.C. prima sconosciuto e i siti di Jamaan e Rujum al-Jamus. Dal 2002 è Direttore della Missione archeologica sull’isola di Mozia, colonia fenicia in Sicilia Occidentale, di fronte Marsala. Ha scritto numerosi saggi, monografie, rapporti di scavo e più di 200 articoli scientifici su riviste internazionali. È considerato uno degli archeologi più esperti del Levante e del Mediterraneo preclassici.
L’editore
Il Vomere è il più antico periodico siciliano, fondato a Marsala da Vito Rubino, il 12 luglio del 1896. L’attività editoriale accompagna la storia della testata dagli anni Settanta del secolo scorso ed ha visto la pubblicazione di importanti titoli legati alla promozione e alla valorizzazione della cultura e dell’identità locale.
Contatti: Lorenzo Nigro lorenzo.nigro@uniroma1.it Alessandra Intraversato scavareeilmiopeccato@gmail.com; alessandra.intraversato@gmail.com
Il 2 settembre a Nuxis, presso la grotta di Acquacadda prenderà avvio la prima campagna di scavo archeologico diretta dal ProfessorRiccardo Cicilloni, Docente e Ricercatore di Preistoria e Protostoria presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari in collaborazione con la Prof.ssa Elisabetta Marini del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente. Lo scavo si svolgerà per tutto il mese di settembre.
Le attività di scavo e ricerca sono stare rese possibili grazie alla concessione di scavo da parte del MIBAC – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e si svolgeranno con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e del Comune di Nuxis, con il supporto tecnico dell’Associazione Speleo Club Nuxis, che gestisce l’area, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggioper la Città Metropolitana di Cagliari e per le Province di Oristano e Sud Sardegna.
Nuxis – Grotta di Acquacadda: Un’immagine di una delle aree che saranno interessate dallo scavo.
L’importante sito preistorico della grotta di Acquacadda (o Grotta de Su Montixeddu), frequentato a scopo funerario almeno dall’età del Rame, è già noto in letteratura in quanto negli anni ’60 del secolo scorso fu oggetto di un primo saggio di uno scavo, ancora praticamente inedito, condotto dalla compianta Prof.ssa Maria Luisa Ferrarese Ceruti, afferente allora all’Università di Cagliari.
Da queste indagini si ricavò una delle prime datazioni radiocarboniche dell’archeologia sarda, che ha fatto sì che la grotta di Acquacadda sia stata citata in numerose pubblicazioni a carattere nazionale ed internazionale.
La ricerca ricade nell’ambito di un progetto più ampio, portato avanti dalla Cattedra di Preistoria e Protostoria dell’Università di Cagliari, mirante all’investigazione delle fasi preistoriche antecedenti alla nascita della civiltà nuragica, con particolare riferimento alle attività di estrazione dei metalli ed alle attività metallurgiche che le popolazioni dell’età del Rame e poi del Bronzo effettuarono a partire dall’inizio del III millennio a.C. L’obiettivo principale delle indagini di scavo sarà quello di indagare il passaggio dalla cultura di Monte Claro (età del Rame) a quella di Bonnanaro (prima età del Bronzo), e capire quale ruolo quest’ultima abbia nella formazionedella successiva civiltà nuragica.
“La possibilità di riprendere le indagini archeologiche nella Grotta di Acquacadda ha da subito entusiasmato me ed il mio team di collaboratori. L’unione di intenti tra noi, l’amministrazione e lo Speleo Club è stata da subito importante per impostare un lavoro scientifico all’avanguardia e soprattuttoduraturo” afferma Riccardo Cicilloni, direttore scientifico dello scavo.
Nuxis – Grotta di Acquacadda: un suggestivo scorcio della grotta.
Alla ricerca archeologica sul campo si alterneranno una serie di attività di tipo divulgativo, a cui prenderanno parte studiosi provenienti da più parti d’Europa, tra cui: Annaluisa Pedrottidell’Università di Trento (31 agosto), di Fernando Molina Gonzalez, Juan Antonio Cámara Serrano e Liliana Spaneddadell’Universidad de Granada (4 settembre), di Valentina Mattadell’Università di Aarhus in Danimarca (11 settembre), di Sabrina Cisci,funzionaria archeologa della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e per le Province di Sud Sardegna e Oristano (17 settembre).
“La giornata del31 testimonia un passaggio molto importante nel progetto di valorizzazione delle risorse del territorio in cui l’Amministrazione Comunale ripone molta fiducia. Un percorso ancora lungo, nel quale crediamo e che abbiamo fortemente voluto, convinti possa aggiungere un tassello importante per lo sviluppo futuro delle nostre comunità” afferma Piero Andrea Deias, sindaco di Nuxis, “nutriamo molta fiducia e speranza nei risultati dello scavo, che sarà egregiamente coordinata e condotta dal Prof. Riccardo Cicilloni e dai suoi validissimi collaboratori e studenti, con l’indispensabile supporto logistico dello Speleo Club Nuxis”. “Chiedo ai cittadini e a tutte le Associazioni del nostro paese, in tanti lo hanno già fatto, di condividere, appoggiare e sostenere questo progetto, soprattutto in questa importantissima fase, che vorremmo diventasse, attraverso varie iniziative, un importante esperimento socioculturale per la comunità intera. Sono certo che saremo all’altezza” prosegue il primo cittadino di Nuxis. “Persone da più parti della Sardegna ma anche provenienti dal di fuori dell’isola risiederanno nella nostra comunità per un mese, e per noi anche questo aspetto sarà di fondamentale importanza”.
Alle attività in programma prenderà, infatti, parte un team di circa 30 studenti provenienti da diversi atenei europei e internazionali, oltre quello cagliaritano, le università di Bologna, Granada, Barcellona e Melbourne, coordinati sul campo dagli archeologi Marco Cabras e Federico Porcedda.
Tutto il progetto sarà caratterizzato dalla collaborazione interdisciplinare tra i dipartimentidi Lettere, Lingue e Beni Culturalie quello di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Cagliari, ma non solo.Sono in progetto una serie di analisi archeometrichefinalizzate alla ricostruzione della vita delle comunità del tempo. L’obiettivo è quello di ricavare dati sul DNA e sulla dieta delle popolazioni dell’età del Rame sardo, sulle cause di morte degli individui sepolti nella grotta di Acquacadda. Tramite le analisi polliniche si proverà inoltre a ricostruire l’ambiente antico di questa zona del Sulcis. Sui reperti che verranno rinvenuti saranno immediatamenteportate avanti una serie di attività laboratoriali: catalogazione, studio deireperti ceramici, malacologici e metallici,ma anche dei resti osteologici.
Grande importanza verrà dataallacomunicazione. Alle attività di studio e ricerca infattine saranno affiancate altrefinalizzate alla divulgazione dei risultati e ad una maggiore conoscenza del dato scientifico attraverso una serie di iniziative online e offline: social network, scavo aperto al pubblico, seminari e attività con la comunità locale.
Conferenza stampa ed inaugurazione delle attività
31 AGOSTO DALLE ORE 10:30
presso sito geo speleo archeologico «Sa Marchesa»
Ex miniera Sa Marchesa – Acquacadda – Nuxis (SU) – incrocio: S.P. 78 km 0,2/S.S. 293 km 50,4
Plus code: 5QJ2+3F Acquacadda, Nuxis CI
Interventi:
Saluti delle autorità regionali e provinciali;
Piero Andrea Deias, Sindaco di Nuxis;
Tarcisio Agus, Presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna;
Sabrina Cisci, Funzionario archeologo, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e per le Province di Sud Sardegna e Oristano;
Riccardo Cicilloni, Università di Cagliari, direttore scientifico dello scavo archeologico presso la Grotta di Acquacadda;
Elisabetta Marini, Università di Cagliari, Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente;
Salvatore Buschettu, Presidente Federazione Speleologica Sarda;
Roberto Curreli, Presidente Associazione Speleo-Club Nuxis;
Marco Cabras, archeologo;
Federico Porcedda, archeologo.
DALLE ORE 18:00
Conferenza a tema archeologico
Annaluisa Pedrotti (Professore associato – Università degli Studi di Trento), Ötzi, l’uomo venuto dai ghiacci: le novità della ricerca scientifica.
La conferenza costituisce il primo evento del Ciclo di Conferenze «Incontri di archeologia alla Grotta di Acquacadda. Cinquant’anni di ricerche nel Sulcis-Iglesiente» organizzato dall’associazione speleo club Nuxis.
A seguire intervento dal titolo: Archeologia e viticoltura, a cura dell’Associazione ItalianaSommelier. Per finire degustazione di vini della Cantina di Santadi e dell’Agricola Punica.
Previsto intrattenimento per bambini nel giardino del sito di Sa Marchesa.
Ritrovata in Calabria, precisamente nella città di Cortale, nel catanzarese, un’iscrizione lapidea risalente al VII secolo a.C. L’iscrizione, che gli archeologi stanno al momento decifrando, secondo una prima analisi sembrerebbe la più antica delle iscrizioni trovate tra Sicilia e Magna Grecia.
“Si tratta di una scoperta che darà nuova luce alla storia della Magna Grecia”, ha affermato il Dottor Mario Pagano, Soprintendente della sezione Archeologica per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone. «Siamo dinanzi all’iscrizione più antica della Magna Grecia e della Sicilia finora rinvenuta: l’iscrizione, che stiamo tuttora decifrando, è in alfabeto acheo e si può dunque datare intorno agli inizi del VII secolo a. C. e sembrerebbe, da una prima lettura, una dedica a Ercole Boario, paredro di Astarte.”
Il frate domenicano Tommaso Fazello, nato a Sciacca nel 1498, fu autore della imponente opera De rebus Siculisdecadesduae, pubblicata nel 1558. Nella prima Deca, Fazello mostra tutta la sua competenza da ricercatore, e non descrive solo i siti delle rovine classiche ma anche gli aspetti urbanistici delle località moderne. In particolare, per Messina ricorda la presenza di una torre anticaturris vetustissima, presente nella zona falcata, i cui lavori di costruzione vennero completati nel 1556: Ab ipso vertice ad hujususqueBrachiiconvexum [ubiturris ad nocturnumnavigantibus lume exhibendum anno fal. 1556. ex quadratislapidibus, affabrèrestauratà est].
La struttura in questione è la Lanterna, edificata intorno al 1550sui resti di una precedente torre da Giovanni Montorsoli con la collaborazione di Francesco Maurolico. L’edificio fu oggetto, inoltre, di alcuni interventi nel 1676 per opera dei Francesi.
La realizzazione del Montorsoli, che ancora oggi si eleva al centro della falce, risulta particolarmente raffinata e presenta forma piramidale tronca con le pareti leggermente scarpate. Doveva essere munita di fossato e mura ed essere congiunta alla strada mediante un ponte. L’ingresso era sopraelevato e risultava più alto del piano di calpestio. Le finestre strombate, come se fossero cannoniere, sottolineano la rilevanza militare della struttura.La porta è architravata ed avanzata, le finestre molto curate; la cornice a marcapiani, accentuata, divide il pian terreno dalle altre due elevazioni che invece sono prive di cornice, in modo da conferire un certo slancio alla massiccia costruzione. Sulla sommità è presente un corpo ottagonale, rifatto nel secolo scorso, in cui è sistemata la lanterna.
Riferimenti bibliografici
Fazello T. De rebus Siculisdecadesduae, Vito M. Amico & Tatella S. (a cura di), Typographia Joachim Pulejiimpress. AcademiaeAetnaeorum, Catania, 1753.
Chillemi R., Mura, Torri e Fortezze, Messina,in “Fortificazioni e arsenali, Strutture storiche e realtà urbana”, Sisci R., Chillemi F., LoCurzio M. (a cura di), Provincia regionale di Messina, Assessorato alla Pubblica Istruzione, Messina, 1990.
Aricò N., La Torre della Lanterna di Giovannangelo Montorsoli, Gbm, Messina, 2005.
L’Archeologia Preventiva è quella branca dell’archeologia che si occupa di tutelare preventivamente qualunque zona ad alto rischio archeologico interessata da scavi di profondità.
In termini spiccioli, un team di archeologi professionisti, selezionato e coadiuvato dalla Soprintendenza responsabile, affianca e coordina qualunque azienda abbia intenzione di operare in profondità in zone in cui è più probabile intercettare tracce del passato. Lo scavo assume, quindi, criteri stratigrafici consoni ad un eventuale lavoro di recupero di materiali che il tempo ha obliato sotto metri di terra.
Ed è esattamente quanto accaduto nella giornata di oggi a Milazzo. Durante lavori di scavo, finalizzati all’inserimento dei nuovi cavi di linea elettrica, che hanno interessato la Via Giorgio Rizzo, gli archeologi impegnati nella sorveglianza del cantiere dell’Enel hanno identificatoquattro tombe alla cappuccina di età greca, a circa 50 centimetri dal livello del manto stradale.
La prima indagine e il ritrovamento dei defunti
Un rinvenimento che allarga il campo di azione rispetto a quanto identificato nel corso degli ultimi anni di studio e indagine nel territorio di Milazzo. Infatti, altri lembi di necropoli erano stati identificati in vicinanza del sito scoperto quest’oggi. E proprio per questo motivo, la zona era stata classificata dalla Soprintendenza di Messina “ad alto rischio archeologico”, rendendo di fatto possibile la scoperta di oggi.
L’area di scavo è stata rilevata e messa in sicurezza, al fine di salvaguardare queste importanti testimonianze.
Il 19 Luglio 1992 Palermo ode nuovamente un forte boato, come un ruggito che scuote la terra ed echeggia nei cuori: l’ennesima autobomba. Stavolta, la vita strappata è quella di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta. Così se ne andava un altro fondamentale pilastro della feroce battaglia tra giustizia e mafia che imperversava da oltre 10 anni a Palermo. Un uomo buono, un uomo forte e caparbio, ricco di ideali e che era in grado di trasmette valori positivi ai posteri. Un uomo speciale.
Paolo Borsellino nasce il 19 Gennaio 1940 a Palermo, nell’antico quartiere di origine araba della Kalsa, da madre e padre farmacisti. È lo stesso quartiere che ha dato i natali a Giovanni Falcone e che li ha visti giocare insieme tante partite di calcio. Frequenta il Liceo classico “Meli” e dopo si dedica anima e corpo allo studio delle leggi presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo, laureandosi a pieni voti a soli 22 anni.
La perdita del padre pochi giorni dopo la laurea catapulta il giovane Paolo tra le fauci delle dure responsabilità: tocca a lui provvedere alla famiglia e farsi strada tra i ranghi della magistratura. Prende accordi con l’ordine dei farmacisti, così da tenere aperta la farmacia del padre fino al conseguimento della laurea in farmacia della sorella, e si dedica agli studi per il concorso in magistratura.
I primi incarichi arrivano fin dal 1965 ma è solo nel 1975 che comincia quella attività di giudice per il quale Borsellino è amato e ricordato: Paolo viene trasferito al Tribunale di Palermo nell’Ufficio Istruzione Processi Penali sotto la guida di Rocco Chinnici.
Paolo Borsellino e Giovanni Falcone
Nel 1980, a seguito dei primi arresti mafiosi, Rocco Chinnici, assieme ad altri tre magistrati (Falcone, Borsellino e Barrile) fonda il primo Pool Antimafia. Quest’organo porta ad una più concreta collaborazione con le forze dell’ordine ed aveva un unico e solo forte obiettivo: smantellare Cosa Nostra. Purtroppo, un così forte grido di battaglia porta anche spiacevoli conseguenze: i magistrati e le loro famiglie vengono messi sotto scorta e sono costretti a modificare le proprie abitudini quotidiane.
Il Pool va avanti senza sosta per poter istituire il primo maxi-processo contro la mafia siciliana. Paolo Borsellino è il primo che, nel tempo che gli rimane dopo il lavoro, si impegna a parlare con i civili, con i giovani, facendo conferenze e promuovendo la legalità e la giustizia per le strade della città; egli cercava di svegliare gli animi delle persone per bene affinché potessero ribellarsi a quella finta normalità che si voleva ostentare, affinchè il motto “la mafia non esiste” venisse scardinato.
Nel 1983 l’assassinio di Rocco Chinnici è un pugno in faccia ai componenti del Pool che perdono il loro leader. Fortunatamente, gli ideali che avevano fondato il gruppo non vanno perduti e il duro lavoroporta i primi frutti: l’arresto di Vito Ciancimino e il pentimento di Tommaso Buscetta. Ma il sangue di chi combatte la mafia continua a scorrere per le strade di Palermo e Borsellino viene trasferito, assieme a Falcone, al Carcere dell’Asinara così da poter concludere la monumentale istruttoria del primo maxi-processo a Cosa Nostra. Conclusa l’opera Borsellino chiede e ottiene subito il trasferimento al Tribunale di Marsala per ricoprire il posto di Procuratore Capo.
La scorta non lascia mai la famiglia Borsellino e l’inizio dei processi reca con se un voltafaccia inaspettato: il popolo, i civili, che avevano combattuto al fianco dei magistrati, ora erano i primi a far fiorire le critiche e a tacciarli quali servi del potere che ad esso si erano svenduti. Borsellino rischia il provvedimento disciplinare per le risposte alle accuse ma viene fortemente sostenuto dal Presidente della Repubblica Cossiga, che lo difende e ne riabilita il nome.
A Marsala, Paolo Borsellino fa da mentore a numerosi giovani magistrati che, affascinati e contagiati dal suo carisma, lo affiancano nelle indagini mafiose e ne ereditano i principi morali. Ma, ben presto, Paolo chiede alla Procura della Repubblica di Marsala il trasferimento alla Procura della Repubblica di Palermo nei panni di Procuratore Aggiunto; lo ottiene e, grazie ai suoi indiscussi meriti, diviene delegato al coordinamento dell’attività dei Sostituti facenti parte della Direzione Distrettuale Antimafia: è il 1991.
Poi il dramma. Il 23 Maggio 1992 Borsellino riceve la notizia della Strage di Capaci e della morte dell’amato amico e collega Giovanni Falcone. Paolo soffre molto, il suo rapporto con Giovanni era speciale, era un legame a doppio filo, un legame che era stato spezzato. La cosa peggiore è che Paolo Borsellino sentiva in cuor suo che presto sarebbe giunto il suo momento: i più forti componenti del Pool Antimafia erano stati assassinati, l’opinione pubblica, che tanta parte aveva avuto nella resa dei primi criminali, gli era contro e lo Stato, tranne pochi onorati componenti, aveva voltato le spalle.
Nonostante tutto il giudice non aveva paura, anzi egli sosteneva fieramente che “È normale che esiste la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti”. Infatti, la giustizia siciliana è andata avanti, ferita da quel 23 Maggio e dilaniata da quel 19 Luglio 1992, ha proseguito il lavoro di Falcone e Borsellino e, soprattutto, non ha mai dimenticato queste date e il loro operato. Dopo il 19 Luglio tutti sanno che la mafia esiste.
Sta facendo il giro del web il video del terribile incendio a Notre Dame, online sulle pagine social del quotidiano parigino Le Figaro e diffuso dai media. Di seguito le immagini della caduta della guglia.
(Clicca qui per conoscere i dettagli dell’incendio)
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.