Autore: Francesco Tirrito

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REDAZIONALE | La mia vita non può dipendere dall’ignoranza dei No Vax

Qualche giorno fa sono stato fermato da un vicino di casa che mi chiedeva se mi fossi vaccinato. La mia risposta è stata: “Certo!”. Non se l’aspettava questa risposta secca e decisa, nè io mi aspettavo la sua strana reazione. 

Mi guarda, incredulo, stranito, e mi dice: “Ma perché hai fatto questa pazzia?”
Non sapevo cosa rispondere perché volevo evitare di offenderlo, quindi inizialmente resto in silenzio, con gli occhi sgranati. Provo ad accennare un timido “forse apparteniamo a diverse scuole di pensiero” ma il suo “Ci vogliono controllare, è tutto un imbroglio” mi leva ogni possibilità (e voglia) di replica.

Manifestazione No Vax in America

Quasi spaventato dall’udire una risposta ancora più bislacca, chiedo: “Scusa, ma perché dici questo? C’è un virus che sta mettendo in ginocchio il mondo.”
“Ma quando mai”, dice lui, “è tutto un modo per controllarci e per far diminuire la popolazione. Guarda, ti faccio vedere una cosa. Qual è il braccio in cui hai fatto il vaccino?”

Gli indico il sinistro e lui tira fuori una monetina da 1 euro. “Guarda cosa succede!”
Non so propriamente cosa si aspettasse, fatto sta che non successe nulla. Stranito, borbotta che la monetina da 1 euro non andava bene; sarebbe servita una monetina da 50 centesimi che lui non aveva. Ma io si.
Gli passo la monetina, deciso ormai a vederla tutta questa assurda scena, e per almeno 10 minuti me la strofina su tutta la spalla, aspettandosi, probabilmente, di vederla agganciarsi in qualche modo alla mia cute. Boh. Del tipo “David Copperfield spostati”.

E questo in barba alle leggi della fisica, perché secondo il vicino in questione ci inietterebbero metalli pesanti che, al contatto con questa monetina da 50 centesimi, attrarrebbero la stessa verso la pelle. Vagli a spiegare il concetto dei poli e del magnetismo e che per vedere la cosiddetta “attrazione” bisognerebbe che uno dei due fosse un magnete. Insomma, considerazioni semplici che chiunque potrebbe fare. Certo, ammesso che quel chiunque abbia ben fatto almeno le elementari e le medie, momento in cui si spiega il magnetismo, ma anche tanta altra “roba” che dovrebbe meritare un pizzico di attenzione. Giusto per evitare queste e altre cialtronerie.

Tornando al nostro racconto, il vicino non è riuscito ovviamente a dimostrare il suo pensiero, dunque, visibilmente deluso, ha cominciato a sciorinare una serie di “a una persona che conosco è rimasta attaccata” e “evidentemente a te lo hanno fatto bene”, per concludere con “d’altronde non è un caso che abbiano avviato l’installazione del 5G nello stesso momento”.

La protesta del comitato No vax e No 5g contro le vaccinazioni obbligatorie all’esterno dell’ospedale Amedeo di Savoia, Torino, 29 dicembre 2020. ANSA/TINO ROMANO

Beh, un furbacchione, non c’è dubbio. A lui e a tutti quelli come lui di certo non la si fa. Perché loro sono più scaltri di te che leggi, che magari hai anche studiato “certe cose”. Ma quello che hai studiato per loro non è abbastanza, perché “la laurea possono prenderla tutti, anche io avrei potuto ma…”

La verità, invece, è che nella “testa” di queste persone mancano quelle conoscenze necessarie a   comprendere, in maniera chiara e inequivocabile, quello che succede attorno a loro. Anche le cose più elementari sfuggono da ogni comprensione. D’altronde gli antichi non conoscevano l’elettricità e i fenomeni meteorologici, attribuendo questo o quell’episodio alla volontà degli dei.

Cartellone goliardico apparso durante una manifestazione No Vax, QAnon, No 5G a Roma

Non comprendono, dunque, e non sono in grado di fare la scelta giusta. Ecco perché chiediamo al Governo, alle Istituzioni, che si obblighi la popolazione alla vaccinazione, bloccando qualsiasi attività a chi non si sottopone al trattamento.

Perché la mia salvezza non può dipendere da chi gioca con le monetine, plasmando le leggi della fisica a suo piacimento, o da chi non sa leggere dati e statistiche. E non può dipendere nemmeno da chi ride sui post riguardanti vaccini e Covid, anche quando viene fatta la conta dei morti, o da chi vede collegamento tra qualsiasi decesso e vaccini, anche in casi di incidenti automobilistici e malori sulla spiaggia (casi realmente accaduti, l’ultimo pubblicato nella nostra galleria immagini sui social).

Green Pass. Così è, se vi pare.

Nel frattempo preghiamo per i No Vax, perché  loro non hanno i mezzi per capire e possono realmente nuocere a se stessi e a tutti quanti.

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Un milione di visite nell’ultimo anno: ArcheoMe ringrazia il suo pubblico con la nascita della tessera SUPPORTER

Amici della community, colleghi e appassionati, vi ringraziamo calorosamente per tutto il tempo trascorso sulla nostra pagina. Il nostro lavoro è cominciato, lentamente e con i mezzi a nostra disposizione, nel lontano 2018. Da allora abbiamo realizzato un giornale, una rivista e decine di eventi con scuole, università, ma anche conferenze, convegni, mostre, laboratori, percorsi turistici, progettazione e supporto alle istituzioni. Nonostante la pandemia da COVID-19, che ha fortemente compromesso il regolare svolgimento della vita di tutti i giorni, non ci siamo persi d’animo e abbiamo realizzato la nostra ambiziosa rivista di divulgazione, prima in digitale e poi in cartaceo. Ma il nostro lavoro principale è stato svolto sui social e attraverso il nostro sito di riferimento, nel quale siamo più che lieti (quasi sbigottiti) di annunciarvi che è stato superato il milione di visite!

Questo traguardo è stato raggiunto grazie a tutti voi, gentilissimi lettori che con grande curiosità accogliete il nostro lavoro, donandoci un’energia e un entusiasmo incredibili. E per ringraziarvi della vostra fedeltà, la Redazione ha pensato un modo per far partecipare e coinvolgere più persone possibili nel progetto ArcheoMe. Perchè? Vi starete chiedendo.

Perché ArcheoMe è un progetto di Archeologia Pubblica, dunque  è pensato proprio per far sinergia con il pubblico, coinvolgere addetti e non addetti ai lavori, trasmettendo informazioni e facendo rete, anche con le istituzioni. ArcheoMe non potrebbe esistere senza Voi e, proprio per questi motivi, ha creato la Tessera SUPPORTER.

tessera supporter
Le statistiche aggiornate del sito archeome.it: in alto a sinistra le visite totali dell’ultimo anno
Nasce la Tessera SUPPORTER – Come funziona e che cosa offre

La Tessera offre una scontistica del 10% su tutte le iniziative del nostro gruppo, dalla rivista ai percorsi turistici, passando per i prodotti dello shop che proprio adesso è in allestimento. Sono state previste, inoltre, partnership con aziende, alcune delle quali già in trattativa (vi aggiorneremo quanto prima). A breve sarà dunque possibile avere, grazie alla tessera, ulteriori scontistiche sui prodotti oggetto dell’accordo.

La tessera da il diritto alla pubblicazione sulla nostra rivista e alla creazione di un profilo personale WordPress sul nostro sito www.archeome.it, in modo da poter pubblicare, previa revisione del comitato di redazione/scientifico, i contributi che volete sottoporre all’attenzione del nostro pubblico.

Come sottoscrivere la tessera – Canoni e durata

Sottoscrivere la tessera è molto semplice: basta contattarci sulle nostre pagine di riferimento o all’indirizzo redazione@archeome.it e compilare il modulo che vi invieremo.

È previsto un modestissimo contributo di €20. La tessera avrà validità annuale e scadrà il 31/12 di ogni anno. Sarà rinnovata tacitamente per l’anno successivo ma, per recedere, basterà inoltrare una PEC all’indirizzo archeome@pec.it 30 giorni prima del rinnovo automatico (entro e non oltre il 30 novembre di ogni anno).

Il retro della tessera SUPPORTER

Un piccolo contributo per far parte del nostro progetto e consertirci di affrontare le tante spese che il nostro lavoro ci impone.
Grazie a tutti gli amici che ci sosterranno, approfittando delle nostre offerte 🙏🏻❤️

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NEWS | Archeologia Preventiva, a Palermo riemergono sorprese medievali

I lavori di ammodernamento dell’impianto fognario del Palazzo Reale a Palermo, che stanno comportando anche la risistemazione di piazza del Parlamento, hanno restituito interessanti testimonianze di età medievale. Durante il cantiere, avviato dall’Assemblea Regionale Siciliana, infatti, è stata effettuata un’esplorazione archeologica preventiva nella lunga trincea interessata dalla quale sono emerse importanti testimonianze storico-archeologiche. L’annuncio è stato dato direttamente da Alberto Samonà sul suo profilo Facebook.

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La trincea su piazza del Parlamento a Palermo – foto: Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo

Nel corso degli scavi – effettuati sotto la direzione tecnico-scientifica della Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo, sono emerse strutture murarie di età medievale, realizzate con varie tecniche di costruzione (blocchetti regolari in calcare biancastro disposti in filari alternati), pietrame grossolanamente sbozzato legato con malta di terra, strutture in mattoni crudi.

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Le strutture murarie di età medievale riemerse – foto: Alberto Samonà

Tra i reperti rinvenuti, numerose espressioni di ceramica islamica e normanna, quali catini carenati, coppe emisferiche a breve tesa, anfore con solcature sulla superficie e pennellate in bruno, ceramica a spirali. Rinvenuti anche manufatti di età sveva (ceramica solcata di importazione tirrenica e le produzioni nord-africane decorate con i colori cobalto e manganese).

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NEWS | SopriCT, al via la dichiarazione di interesse culturale per la villa di Battiato

La Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Catania ha avviato la procedura di dichiarazione di interesse culturale per “Villa Grazia”, la casa di Franco Battiato a Milo. A comunicarlo è direttamente l’assessore Samonà sul suo profilo Facebook. 

Alle pendici dell’Etna, e con lo sguardo rivolto alla costa ionica, Villa Grazia è stata il luogo nel quale l’artista siciliano aveva deciso di tornare ormai da diversi anni per vivere in un’atmosfera raccolta e di quiete. Molto più che una villa in senso stretto, ma un piccolo borgo circondato da un parco, con uno studio dove Franco Battiato era solito comporre i suoi brani, e con diversi ambienti dedicati alla meditazione, alla lettura e alla ricerca. La dimora dove, circondato dall’affetto dei familiari, ha trascorso anche questi ultimi anni.

Il procedimento, avviato dalla Soprintendenza, terminerà entro 120 giorni con l’apposizione del vincolo che dichiarerà la villa quale bene culturale.

“La nostra funzione è quella di preservare e tutelare ciò che ha un valore storico, etnoantropologico e culturale perché ne resti memoria nel tempo. La villa di Milo – precisa Donatella Aprile, Soprintendente di Catania – oltre ad essere un bell’esempio di casale rurale, è oggi un luogo simbolico che testimonia la vita di un artista siciliano riconosciuto in tutto il mondo per la peculiarità della sua produzione; la sua casa deve essere preservata perché possa testimoniarne la vita e diventare un luogo di riferimento, un Museo della Musica che ne possa mantenere la memoria”.

“Villa Grazia è un luogo unico – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – perché esprime quel silenzio e quella spiritualità che Franco Battiato ci ha donato con la sua arte. Il vincolo culturale è un gesto di amore verso l’artista, ma anche di rispetto e di attenzione per quella che fu la sua dimora. Un luogo che ci invita alla riflessione, all’introspezione e alla ricerca della verità: un microcosmo alle pendici della montagna sacra, che con questo gesto vorremmo che fosse ulteriormente valorizzato, nel nome di questo grande, grandissimo artista”.

“La casa di Franco Battiato – evidenzia Alfio Cosentino, Sindaco di Milo – rappresenta nel mondo culturale italiano un bene di enorme valore. Essa, infatti, è stata il luogo in cui l’artista ha composto la sua musica, approfondito i suoi studi, realizzato i suoi dipinti, raccolto gli oggetti a lui più cari. Apprezzo e accolgo, dunque, con grande soddisfazione l’iniziativa dell’assessore ai Beni Culturali, Alberto Samonà e della Sovrintendente dei beni culturali di Catania, architetto Donatella Aprile, i quali hanno mostrato grande attenzione e sensibilità ponendo il vincolo culturale su Villa Grazia, residenza di Milo che Battiato aveva scelto come luogo in cui vivere e da cui trarre ispirazione”.

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SPECIALE GIORNO BUIO | Nel ricordo delle vittime di mafia: Nino D’Uva nelle parole del figlio Gennaro

Il 6 maggio del 1986 a Messina venne ucciso Nino D’Uva, avvocato penalista e difensore del maxiprocesso contro la mafia messinese, iniziato il 14 aprile dello stesso anno. Su 283 imputati, esponenti di spicco delle associazioni mafiose cittadine, una ventina avevano scelto lui come difensore; il processo fu estremamente complesso e D’Uva dimostrò tutta la sua professionalità cercando dialogo costruttivo tra le parti in causa. Nonostante ciò, circa un mese dopo, nell’ufficio del legale, nella centralissima via di San Giacomo a Messina, si consumò il suo brutale omicidio. Nino D’Uva spalancò inconsciamente le porte al suo assassino, che lo colse alle spalle, durante una telefonata, piantandogli un colpo di pistola alla nuca

Uva
L’avvocato Nino D’uva

Lunga e complessa è stata la vicenda giudiziaria che ha seguito l’assassinio D’Uva. In occasione della Giornata e dello speciale dedicatoparla per la nostra redazione Gennaro D’Uva, figlio di Nino; ringraziamo il deputato Francesco D’Uva, figlio di Gennaro, per averci messo in contatto con il padre.

Gennaro D’Uva, figlio di Nino D’Uva
Che persona era Nino D’Uva? Si sente di condividere con noi qualche ricordo in particolare di suo padre?

Non parlo di papà come avvocato, parlavamo pochissimo della sua attività professionale. Papà era un uomo di svariati interessi: se non avesse fatto l’avvocato avrebbe potuto fare l’insegnante di lettere, il critico d’ arte, magari lavorare in un teatro. Quando finiva la sua attività in studio ascoltava musica classica. Amava giocare a carte con gli amici: briscola e tressetteAmava tanto la buona cucina ed il mare e faceva lunghissime nuotate. Mi ha insegnato ad amare la musica. Ricordo che da piccolo mi portò a Taormina, in piazza Duomo eseguivano l’Histoire du soldat di Stravinsky e fu il primo dei tanti concerti insieme.

Quando compii 21 anni lo accompagnai a Roma in Cassazione e poi mi portò all’Auditorium di via della Conciliazione per ascoltare Natal Milnstein che eseguiva i concerti per violino di Mozart e Bruch e poi l’indomani al teatro dell’Opera in loggione per Cavalleria Rusticana e Pagliacci. Fino alla riapertura del Teatro «Vittorio Emanuele» con la difesa sulla Gazzetta del Sud della compagnia polacca – mediocre in verità – che eseguiva le opere: “Spezzo una lancia in favore dei polacchi” era il titolo. Vedeva sempre il bicchiere mezzo pieno.

Come ha appreso la notizia della sua scomparsa? Ricorda il momento?

Ero a Roma per il primo giorno di corso di medicina del lavoro, un corso di 8 settimane. Alloggiavo all’hotel King in via Sistina ed avevo cenato al Circolo Ufficiali delle Forze Armate al Palazzo Barberini, ritornavo in albergo e vidi la gente che sfollava dal Teatro Sistina. Vidi gli zii romani di mia moglie e pensai che avessero preso parte allo spettacolo, ma, quando mi comunicarono la notizia, feci i bagagli, pagai il conto, il mio collega Stefano Tiano che aveva appreso la notizia dalla TV mi diede un tranquillante. Gli zii mi accompagnarono a Roma Tiburtina e presi il treno notturno per la Sicilia.

Il treno era deserto, feci un viaggio allucinante. La mattina a Villa San Giovanni mi prese mio cognato e mi accompagnò a casa di papà. La salma non c’era, era all’Istituto di Medicina Legale.

L’avvocato Nino D’Uva
Secondo lei oggi a Messina esiste ancora un circuito mafioso articolato oppure, negli ultimi anni, la lotta alle mafie sta debellando questa piaga?

Non so rispondere con vera cognizione. Ho l’impressione che la lotta alla mafia stia dando dei risultati qui a Messina. Ma la battaglia è ancora lunga e le recenti retate della Polizia indicano quanto ci sia ancora da fare.

E in Sicilia o, più in generale, in Italia?

La mafia mi pare di capire che abbia cambiato pelle e cerchi di insinuarsi nelle istituzioni, nelle gare d’appalto, nella grande corruzione. Magari spara di meno, ma per questo forse è ancora più pericolosa perché riesce a mimetizzarsi molto meglio. E ricordiamoci come la ‘ndrangheta stia proliferando al Nord e all’estero. Quando apprendo le notizie di arresti di colletti bianchi qui in Sicilia mi sento cascare le braccia.

Oggi è la ricorrenza della “Giornata più buia di Italia” che corrisponde agli omicidi di Aldo Moro, Peppino Impastato e generalmente di tutte le vittime delle mafie. Cosa prova in questo giorno particolare?

Magari tutti i Siciliani avessero lo stesso coraggio di Impastato. Ho vissuto il caso Moro, ero imbarcato su Nave Proteo quando arrivò la notizia. Il caso Moro è una delle pagine più buie della nostra Repubblica. Ancora oggi la verità non è venuta fuori, la sapremo mai?

Cosa si sente di dire a chi, come lei, ha vissuto situazioni simili o di consigliare a chi magari le sta vivendo ancora?

Io, malgrado tutto, continuo ad avere fiducia nello Stato, non mi voglio arrendere. Bisogna lavorare sui giovani, inculcare loro il valore della legalità, della correttezza e della giustizia. Assistiamo purtroppo a casi di mala politica, mala giustizia ecc… ebbene, non tutto è così! Ecco guardiamo come faceva papà al bicchiere mezzo pieno perché, nonostante tutto, io sono come lui: un ingenuo ottimista. Prima o poi ne verremo fuori.

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SPECIALE ROMA | Alberto Angela torna con “Ulisse” su RaiUno e riparte da Roma

Riparte Ulisse, la docuserie più conosciuta di RaiUno condotta dall’archeologo più famoso della TV, Alberto Angela.
“Anche questa serie di puntate, come quella precedente, è stata realizzata nonostante le tante difficoltà e le mille cautele che la pandemia in corso ci ha messo di fronte”, commenta Alberto Angela sul suo profilo Facebook ufficiale. “Non è stato facile per un programma come il nostro basato sui viaggi – aggiunge – ma ora siamo lieti di proporvi nuove esplorazioni nella storia e nel mondo.”

Angela

“Roma, le 7 meraviglie della Roma imperiale”. Questo l’argomento trattato nel corso del primo episodio di questo nuovo ciclo, particolarmente caro anche al noto conduttore: “D’altra parte, non poteva essere diversamente – scrive Angela – proprio oggi, infatti, si celebra il Natale di Roma che, secondo la leggenda, sarebbe stata fondata il 21 Aprile del 753 a.C.”.

Attraverso la Città Eterna nel giorno del suo compleanno

Angela ha accompagnato i telespettatori in un viaggio alla scoperta della Roma dei Cesari partendo da un sito eccezionale: il Mausoleo di Augusto, tornato finalmente visibile al pubblico dopo un lungo lavoro di restauro durato quattordici anni e che lo stesso Angela ha visitato per l’occasione per la prima volta.

Angela

Esplorati i luoghi simbolo dell’Impero, alla riscoperta della magia della Città Eterna tra cultura classica e panorami mozzafiato. Un viaggio nel tempo in cui è stata raccontata la storia dell’Impero attraverso le grandi opere che ci hanno lasciato, in sequenza, gli imperatori e le dinastie. L’attenzione è stata rivolta sull’età augustea, con la visita dell’Ara Pacis, uno dei monumenti che simbolicamente segna l’inizio della Roma imperiale, e le splendide statue della Collezione Torlonia, tornata visibile al pubblico dopo settant’anni. Seguendo la linea del tempo, il viaggio ha condotto il pubblico alla riscoperta di alcuni tra i più noti monumenti della nostra Capitale: il Colosseo, il più grande anfiteatro romano mai costruito; il Palazzo imperiale di Domiziano sul Palatino, per secoli il centro del potere dell’Impero; la Colonna Traiana, monumento simbolo dell’età d’oro di Roma; il Pantheon, il più importante tempio della Roma antica.

Grazie all’ingegno dell’artista digitale Daniel Voshart è stata realizzata una ricostruzione grafica dei volti degli imperatori romani, “quasi fossero dei ritratti fotografici”. Attraverso la rielaborazione fedele delle immagini di busti e monete, infatti, sono stati realizzati una serie di “identikit” di come sarebbero potuti apparire alcuni di questi grandi protagonisti della Storia.

Alberto Angela spiega, presentando la puntata, i motivi che hanno condotto la sua equipe a lavorare a questa idea: “In questi mesi in cui non possiamo muoverci come prima, ho voluto impostare questa puntata come una visita a Roma assieme a voi, passeggiando nella sua Storia in una giornata di primavera, rimanendo a bocca aperta davanti ad ogni meraviglia di questa città. Spero che stasera possiate vivere quest’emozione, in attesa, speriamo al più presto, che tutte le città tornino a riempirsi di turisti a caccia delle bellezze e delle meraviglie del nostro patrimonio”.

Non solo Roma: i prossimi episodi

Nelle prossime settimane lo show proseguirà con la riscoperta dell’Inghilterra del ‘500 alla corte di Enrico VIII, si ripercorreranno le tracce degli Etruschi con un appassionante viaggio archeologico attraverso le evidenze archeologiche, verranno approfondite le vicende di due tra i personaggi più amati della storia del nostro Paese: San Francesco e Santa Chiara.

L’ultimo episodio, invece, prevedrà uno dei temi più dibattuti del momento: i cambiamenti climatici.

Alberto Angela (Parigi, 8 aprile 1962) è un paleontologo, divulgatore scientifico, conduttore televisivo, giornalista e scrittore italiano.

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NEWS | Crotone, riemerge la storia grazie al regalo dei “Krotoniati”

L’emergenza pandemica non ha impedito a un gruppo di cittadini, attivisti e volontari, di rimpadronirsi della propria storia. Infatti, il progetto finanziato da “i Krotoniati”, cittadini di Crotone con un occhio attento alla storia e alle tradizioni, prende vita sul lungomare della città calabrese.

Krotoniati, infatti, hanno regalato alla città un monumento rappresentante l’antica colonia greca di Kroton, città importantissima negli schemi della Megale Hellas. E proprio questa importanza spinge il gruppo di volontari al commissionare la realizzazione dell’opera, posta successivamente all’interno di un’area verde, adottata e curata direttamente da loro, situata sul lungomare in corrispondenza di via Poggioreale. Un grande tripode dai tre anelli, uno rivolto a sud-est verso il promontorio Lacinio, uno a nord e l’altro ad ovest dove tramonta il sole, un Airone e il KRO, simboli della storia dell’insediamento.

Questo è il nostro dono alla città di Crotone per onorarne la grandiosa storia”.

Krotoniati
Il Tripode sul lungomare – foto CrotoneOK

Foto di copertina da CrotoneNews.

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NEWS | “Addio, amato marito”, la regina Elisabetta annuncia la scomparsa del principe Filippo

Lutto nel Regno Unito: si spegne il principe Filippo, 99enne consorte della regina Elisabetta.
Il principe, nonché duca di Edimburgo, era stato dimesso di recente dopo alcune settimane in ospedale a Londra a causa di una non meglio precisata infezione – non legata al Covid, assicura ansa.it – cui si erano aggiunti problemi al cuore.

A dar l’annuncio è direttamente la regina in una nota diffusa da Buckingham, in cui la sovrana esprime “profonda tristezza” per la perdita “dell’amato marito”.

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Il principe Filippo e la regina Elisabetta a Broadlands per le loro nozze di diamante  (©Tim Graham/Getty Images)
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SPECIALE COVID | Il difficile momento del “pubblico”: l’intervista al funzionario archeologo dott.ssa Maria Teresa Magro

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La dott.ssa Maria Teresa Magro

Lo SPECIALE COVID realizzato in questi giorni volge al termine. Diversi i contributi raccolti dalla nostra redazione: a partire dal redazionale sul mondo dell’archeologia, abbiamo registrato il parere di professori universitari, di studenti, di società cooperative. Non poteva dunque mancare, in conclusione, un parere di chi svolge attività pubbliche. Per questo motivo abbiamo raggiunto la dott.ssa Maria Teresa Magro, funzionario archeologo per la Soprintendenza di Catania, curatrice e direttrice scientifica di mostre e musei, nonché direttrice del Comitato scientifico di ArcheoMe. Significativo il suo intervento, di seguito riportato, che pone l’accento sul difficile momento vissuto dal mondo pubblico, costretto a “rimandare la ricerca a quando sarà possibile”.

Una breve presentazione: chi è, nello specifico, la dott.ssa Magro e di cosa si occupa?

Sono un funzionario archeologo presso la Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania. Ho diretto numerosi scavi nel territorio della provincia di Catania: Mascalucia, Caltagirone, Aci Catena, Calatabiano, Monte San Paolillo. Nel 2000 sono stata nominata direttrice scientifica del Museo archeologico “Paolo Vagliasindi” di Randazzo e mi occupo della Collezione Vagliasindi. Nell’ambito della collaborazione con la cattedra di Topografia Antica dell’Università di Catania ho condotto lo scavo in contrada Reitana di Aci Catena e in contrada Pianotta di Calatabiano.

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Locandina di un progetto curato dalla dott.ssa Magro nei Musei civici di Randazzo (CT)
Quest’ultimo anno è stato difficile per qualsiasi attività, nel pubblico o privato che sia. Tra restrizioni e chiusure, parziali e totali, di dipartimenti, ministeri, musei, soprintendenze, qual è il quadro che si evince nella pubblica amministrazione?

Periodo complesso, superato dalle pubbliche amministrazioni con senso del dovere, con utilizzo delle tecniche informatiche per superare l’impasse di difficoltà nell’approccio con il pubblico. Ad eccezione delle fasi di stretta chiusura, ho comunque seguito le attività esterne dove le normative lo permettessero.

Per quel che concerne il rapporto con le università e/o con i progetti di ricerca, cosa è stato possibile realizzare in questo ultimo anno? E quali e quante cose sono state rimandate al prossimo futuro?

Per le attività di ricerca si è lavorato nelle modalità consentite, dedicandoci alla programmazione di ricerche scientifiche che potranno essere svolte quando la situazione lo renderà possibile.

Musei e Cultura hanno subito un duro contraccolpo dalla pandemia, qual è la sua opinione a riguardo?

Certamente la chiusura dei musei e delle biblioteche costituisce una notevole difficoltà. Molti convegni scientifici sono stati condotti in webinar, altri rimandati a data da destinarsi.

L’archeologia è sempre stato un settore molto complesso. La carriera universitaria è molto lunga, gli sbocchi lavorativi sono spesso insufficienti. Cosa si sente di consigliare ai giovani che si approcciano al mondo dei beni culturali e dell’archeologia?

La professione dell’archeologo è certamente una delle più gratificanti ma con notevoli difficoltà, necessita sicuramente motivazione e senso del dovere. Sicuramente una possibilità lavorativa è presente nel codice degli appalti che prevede la presenza dell’archeologo nei lavori pubblici, permettendo la tutela del territorio.

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La dott.ssa Magro in cantiere ad Aci Catena (CT)

In copertina: la dott.ssa Magro spiega un cantiere di scavo al governatore siciliano Nello Musumeci.