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NEWS | Il Mausoleo di Augusto riapre al pubblico

Il 1 marzo 2021 la tomba del Pater Patriae, Ottaviano Augusto, riaprirà le porte ai visitatori, dopo un restauro lungo 14 anni.

“Dal 1 marzo, giorno della riapertura, fino al 21 aprile, Natale di Roma, la visita sarà gratuita per tutti – ha detto la sindaca Virginia Raggi – e per tutto il 2021 sarà gratis per i romani. È un regalo che faccio ai miei concittadini. Invito tutti a prenotarsi”.

Dal 21 dicembre si potrà effettuare la prenotazione online, obbligatoria per visitare il monumento, sul sito mausoleodiaugusto.it. Le visite, della durata di 50 minuti, saranno effettuate dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle ore 16 (ultimo ingresso alle 15).

La riapertura del sito, un messaggio di speranza

“Il cammino per arrivare fino a qui è stato lungo”, ha detto la sindaca, “dalle fasi progettuali ai lavori di restauro vero e proprio fino agli interventi di musealizzazione che sta facendo Fondazione Tim. È un lavoro di squadra che in questi anni è andato avanti per restituire questo monumento ai romani e al mondo intero. È un grande regalo che vogliamo fare in un momento difficile. È un messaggio di speranza“.

La tomba dei Cesari

Anche noto come Augusteo, è un monumento funebre che ha custodito le spoglie del primo imperatore di Roma, della sua famiglia e di molti altri imperatori successivi. Fu fatto costruire da Ottaviano Augusto nel 29 d. C., all’indomani della battaglia di Azio, nella quale Ottaviano sconfisse Marco Antonio. Ci si chiede spesso cosa sarebbe successo se al posto di Augusto fosse stato Marco Antonio a ereditare il ruolo di Cesare. Marco Antonio, che era rimasto folgorato dall’Egitto e che aveva fatto di Alessandria la sua dimora e la capitale ideale del suo regno, avrebbe forse trasformato Roma in una città secondaria? Il centro del mondo si sarebbe forse trasferito in Oriente? Probabilmente è una domanda che anche i romani dell’epoca si posero. Augusto, appena tornato a Roma dopo la grande vittoria, ordinò subito la costruzione del luogo che un giorno avrebbe conservato i suoi resti. La costruzione della sua tomba, infatti, era proprio la risposta a queste domande: Roma era ancora la caput mundi e lo sarebbe rimasta. Con questa mossa Ottaviano sentiva l’esigenza di rassicurare il suo popolo, mettendo in chiaro fin da subito quale sarebbe stato il posto di Roma nel mondo.

Un monumento ispirato ai grandi mausolei d’Oriente

Tuttavia, forse, anche Augusto restò affascinato dal lontano Oriente ed è lo stesso mausoleo a dircelo. Lo storico Svetonio scrive che, durante la sua permanenza ad Alessandria d’Egitto, Ottaviano Augusto vide con i suoi occhi il mausoleo ellenistico di Alessandro magno, costruito a pianta circolare, dal quale prese ispirazione per il proprio mausoleo. Un altro monumento che potrebbe aver influenzato la scelta architettonica dell’Augusteo, è il mausoleo di Alicarnasso, fatto erigere da Artemisia per il re Mausolo, suo consorte. Inoltre, due obelischi furono posizionati davanti la porta d’ingresso, sui quali furono scritte le Res Gestae, affinché “le imprese del Divino Augusto” continuassero a vivere nella memoria dei cittadini dell’Impero.

La storia del Mausoleo nei secoli fino a oggi

Il primo ad essere sepolto all’interno del Mausoleo fu Marcello, nipote di Augusto, nel 23 a. C., quando il mausoleo non era ancora completamente finito. Seguirono poi Marco Vespasiano Agrippa, Druso maggiore, Lucio e Gaio Cesare. Augusto vi fu sepolto nel 14 d. C., seguito da Druso minore, Germanico, Livia e Tiberio. L’ultimo a esservi sepolto fu Nerva, nel 98 d. C.

Successivamente, Il monumento venne danneggiato nel 409, durante il sacco di Roma da parte dei Goti di Alarico. Nel Medioevo, il Mausoleo subì la stessa sorte di molti altri monumenti di epoca romana ormai abbandonati: venne spoliato dei preziosi marmi che lo rivestivano e la statua dell’imperatore, che sovrastava il monumento, venne fusa per fare delle monete; divenne una fortezza nel 1200 e fu trasformato in giardino pensile nel 1500; nel XVIII secolo divenne un teatro, un’arena per la corrida e un auditorium. Nel 1908 divenne una sala per concerti e, poi, nel 1932 tutte le modifiche strutturali subite nel corso dei secoli furono demolite. In questo modo il Mausoleo originale tornava alla luce: un monumento silenzioso e abbandonato nel cuore di Roma.

Non ci resta che attendere il 1 marzo 2021, giorno in cui si riapriranno le porte dell’ultima dimora del grande Princeps.

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