Autore: Antonino Nicolo’

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UCRAINA | Cina per la pace, continuano bombardamenti e negoziati

Ventiquattresimo giorno di conflitto. Mentre continuano i bombardamenti lungo tutto il territorio ucraino, la Cina fa sapere di voler mantenere la pace globale in stretta collaborazione con gli Stati Uniti. Tuttavia, Putin continua per la sua strada, deciso ad attuare tutti i piani della Russia

Continuano i bombardamenti

Non si placano i bombardamenti nel territorio ucraino. Nella mattinata di ieri, due persone sono rimaste uccise e sei ferite in un attacco aereo russo a Kramatorsk, nell’oblast di Donetsk. Lo riporta The Kyiv Independent. Secondo Pavlo Kyrylenko, capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, l’attacco ha anche colpito un edificio residenziale e una struttura amministrativa.

Vitali Klitschko, sindaco di Kiev, fa invece sapere che ci sono stati nuovi bombardamenti che hanno colpito asili e scuole. Ha detto su Telegram: “Il nemico continua ad attaccare la capitale. Stamane la zona residenziale nel distretto di Podolsk è stata bombardata dagli orchi che hanno colpito sei case, asili nido e una scuola. Una persona è morta, 19 sono rimaste ferite, inclusi quattro bambini. Sul posto stanno operando i soccorritori e i medici”. 

Spostandoci più a ovest, zona Leopoli, si sono udite tre forti esplosioni nell’aeroporto civile della città. La notizia non è ancora confermata da fonti ufficiali, ma su Telegram e su Twitter circolano già i primi video dell’attacco. Le esplosioni sono state anticipate dalle sirene anti-aeree, scattate attorno alle 06:00 ora locale.

Infine, la BBC riferisce di un attacco russo a due caserme dell’esercito ucraino nella città meridionale di Mykolaiv, causando almeno 45 morti.

Leopoli, teatro di uno degli ultimi bombardamenti
 
Putin, “Attueremo tutti i nostri piani”

Evento dell’ultimo giorno è stato senz’altro il discorso tenuto da Putin allo Stadio Luzhniki di Mosca, in occasione di una manifestazione per celebrare l’ottavo anniversario dell’annessione della Crimea alla Russia. Proprio sulla Crimea si è concentrato parte del suo discorso, affermando: “Abbiamo risollevato la Crimea dal degrado, dall’abbandono in cui versava, specialmente la città di Sebastopoli, quando appartenevano a un altro Stato. E abbiamo fatto risorgere questi territori”. Poi continua parlando della sua “missione” in Ucraina: “Abbiamo iniziato la nostra missione in Ucraina per evitare il genocidio nel Donbass. Attueremo tutti i nostri piani.”

Putin allo Stadio Luzhniki
 
Colloqui telefonici tra Putin, Scholz e Macron

Putin ha anche avuto contatti telefonici dapprima con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, poi con il presidente francese Emmanuel Macron

Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha fatto sapere che il colloquio tra Putin e Scholz è stato difficile. Ha detto: “Il colloquio telefonico di oggi tra il presidente russo Vladimir Putin e il cancelliere tedesco Olaf Scholz difficilmente si può definire amichevole. Tuttavia, c’è ancora bisogno di tali contatti, per lo scambio di informazioni e la discussione di argomenti delicati relativi all’operazione speciale in Ucraina”.

Nell’altra telefonata di giornata, invece, Macron esprima la sua estrema preoccupazione per i continui bombardamenti a Mariupol e non solo, frutto di una negoziazione tra Russia e Ucraina che non ha fatto passi avanti. Dal canto suo, Putin chiarisce a Macron che a commettere i crimini di guerra sono le truppe e i nazionalisti ucraini. Lo riferisce la Tass.

Putin che stringe la mano a Macron
 
Colloquio Biden-Xi, “Cina e Usa mantengano la pace globale”

Altro colloquio telefonico di rilievo è stato quello tra Joe Biden e il leader cinese Xi Jinping.  Secondo il media statunitense Bloomberg, lo scopo della telefonata è quello di chiedere a Xi di convincere Putin a porre fine a questa orribile guerra. Il Financial Times, inoltre, aggiunge che Biden è pronto a ritorsioni se Pechino sostiene Mosca

Durante la videochiamata, Xi ha sottolineato che “un conflitto non è nell’interesse di nessuno”,  aggiungendo che la Cina si adopererà con gli Stati Uniti per “mantenere la pace globale“. Infine, il leader cinese ha esortato tutte le parti coinvolte nella crisi ucraina a “sostenere congiuntamente il dialogo e il negoziato tra Mosca e Kiev e trattare i risultati e la pace”.

Joe Biden in videochiamata con Xi
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UCRAINA | Si avvicinano le parti del conflitto

In questo fine settimana Russia e Ucraina si sono ulteriormente avvicinate.

Mosca ha infatti aperto al dialogo tra il suo presidente, Vladimir Putin, e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Intanto, però, crescono a dismisura i profughi e le vittime ucraine. Qui di seguito, le fasi salienti del weekend bellico.

Avvicinamento nei negoziati e il falso attacco bielorusso

Il Cremlino ha aperto al possibile dialogo tra il presidente russo Putin e il presidente ucraino Zelensky. Ha detto: “Nessuno esclude un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky, i quali si dovrebbero incontrare per ottenere qualche risultato”. Un’apertura accolta come una vittoria da Zelensky: “Abbiamo già raggiunto una svolta strategica. Siamo già sulla strada per la vittoria.” ha detto il presidente ucraino tramite un videomessaggio su Telegram.

Persino Putin, inoltre, ha ammesso che le sanzioni sono pesanti per l’economia della Russia. Gli attacchi ai territori ucraini, però, continuano. Kiev aveva segnalato un possibile attacco della Bielorussia la sera dell’11 marzo, prontamente smentito dal ministro della difesa bielorusso. Anche gli Stati Uniti, infine, non hanno trovato riscontri in merito a tale attacco.

Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina

Ma c’è anche scetticismo 

Di altre vedute, invece, il ministro degli Esteri Ucraino Dmytro Kuleba, che si mostra scettico sulla possibilità di negoziare un accordo con la Russia che ponga fine all’invasione: “C’è poco spazio per la diplomazia nella testa di Vladimir Putin, che continua ad avanzare richieste per noi inaccettabili. Non scenderemo a compromessi su nessuno dei temi esistenziali che riguardano l’Ucraina”.

Intanto Zelensky conferma l’apertura della Russia anche dopo l’ultimo colloquio:  “Negli ultimi negoziati è emerso un approccio fondamentalmente diverso da parte di Mosca, che prima non faceva altro che porre ultimatum. Contento di avere un segnale dalla Russia”. Il presidente ucraino ha infine tenuto una videochiamata in collegamento con la manifestazione di Eurocities a Firenze, in cui ha espresso profonda gratitudine a nome del popolo ucraino verso l’Europa, ma anche ribadito la richiesta di una No Fly Zone sull’Ucraina

Dmytro Kuleba, Ministro degli Esteri dell’Ucraina

Di Maio contro No Fly Zone e Chernobyl ripristinata

In risposta alla richiesta di una No Fly Zone di Zelensky, Luigi Di Maio ha fatto sapere che l’Italia continuerà ad opporsi perché significherebbe “scatenare la terza guerra mondiale”. Il ministro degli esteri italiano ha poi continuato: “Va tenuto aperto il negoziato, i segnali ci sono, ma la diplomazia non ha i tempi delle bombe. Per questo le guerre non dovrebbero mai scoppiare”.

In giornata ha anche parlato il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu, che ha fatto sapere che la Turchia “non si unirà alle sanzioni dell’occidente contro la Russia” ma anche che le parti ucraine e russe “si sono avvicinate” nei negoziati. Infine, l’Energoatom fa sapere che la fornitura di energia elettrica alla centrale nucleare di Chernobyl è stata ripristinata.

Mevlüt Çavuşoğlu, ministro degli affari Esteri della Turchia

I numeri aggiornati del conflitto

Il Viminale rende noto che 37.447 profughi ucraini sono entrati in Italia dall’inizio della guerra: 19.002 donne, 3.298 uomini e 15.147 minori. Inoltre, fino a sabato, erano 34.851 i profughi giunti nel nostro Paese: in un giorno, quindi, sono arrivate 2.596 persone.

Dall’altra parte, l’ONU fa sapere che i civili uccisi dalla guerra ammonta a 596, di cui 43 bambini. Anche in Russia aumentano le proteste contro la guerra: il sito OVD-Info fa sapere che 37 città russe hanno manifestato contro il conflitto, con un totale di 817 dissidenti portati via dalla polizia.

Profughi Ucraini al confine
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UCRAINA | Crescono i dialoghi ma anche le vittime

Sedicesimo giorno di conflitto. Sono stati tanti i confronti avuti nell’ultimo giorno, in particolar modo quello tenutosi in Turchia tra Russia e Ucraina, ma non solo. Anche la Cina si è aperta al dialogo con l’Italia, nonostante un acceso botta e risposta con gli Stati Uniti. Nel frattempo, però, il territorio ucraino continua ad essere teatro di sanguinosi attacchi.

Botta e risposta tra Stati Uniti e Cina

Secondo quanto riportato dalla Cnn, la Segretaria al Commercio Usa, Gina Raimondo, ha avvertito tutti quei paesi che non vogliono rispettare le sanzioni, compresa la Cina.  “Se la Cina, come ogni altro Paese, non rispetterà le sanzioni imposte dagli Stati Uniti sulle esportazioni verso la Russia pagherà un prezzo alto“. Poi continua: “l’amministrazione Biden è pronta a impedire alla Cina di ottenere apparecchiature e software americani o europei necessari a produrre semiconduttori“. 

Non è mancata la risposta di Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri cinese: “Quando gestiscono le relazioni con la Russia, gli Stati Uniti non dovrebbero imporre le cosiddette sanzioni e la giurisdizione a lungo raggio su società e individui cinesi, e non dovrebbero danneggiare i diritti e gli interessi legittimi della Cina, altrimenti la Cina darà una risposta risoluta e decisa“.

Zhao Lijian, Portavoce del Ministero degli affari esteri della Repubblica popolare cinese 

Incontro Di Maio-Li

Nella giornata di ieri, però, la Cina ha anche dialogato con l’Italia

Tramite una videochiamata, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e l’omologo cinese Wang Yi si sono confrontati sullo sviluppo della guerra di Ucraina. “Con il collega Wang Yi abbiamo concordato sforzi congiunti per un percorso di pace. Ribadito che il coordinamento della comunità internazionale è l’unica via per raggiungere una soluzione diplomatica. Ho espresso ferma condanna per l’aggressione russa e ribadito sostegno al popolo ucraino”. Ha detto Di Maio su Twitter, al termine della videochiamata. 

Luigi Di Maio

Colloqui Russia-Ucraina in Turchia

Argomento di nicchia è stato il quarto round di colloqui tra Russia e Ucraina, avuto luogo ad Antalya (Turchia) tra Sergei Lavrov e la controparte ucraina Dmytro Kuleba.

L’incontro si è tenuto alle 10:45 ora locale (8:45 in Italia) e non ha portato a grandissimi risultati. “Non abbiamo fatto progressi sul cessate il fuoco, nonostante io abbia fatto del mio meglio per trovare una soluzione diplomatica. Abbiamo affrontato la questione del cessate il fuoco di 24 ore per ragioni umanitarie. Non abbiamo fatto progressi su questo, purtroppo. Sembra che ci siano altre persone che decidono su questo in Russia “. Ha detto Kuleba, che apre al futuro: “Sono pronto a incontrare nuovamente Lavrov se ci saranno prospettive concrete”.

D’altro canto, Lavrov fa sapere “Siamo per la soluzione dei problemi ma abbiamo avuto la conferma che non abbiamo alternative. Le armi fornite dall’Occidente all’Ucraina potrebbero spargersi attraverso l’Europa. Sono pericolose. Vogliamo che l’Ucraina sia neutrale“. Poi anche lui conclude ad una possibile apertura di dialogo da parte di Putin: “Il presidente Putin non ha mai negato contatti. non rifiuta un incontro tra presidenti ma bisogna fare prima tutto un lavoro preparatorio. L’Ucraina ci ha detto che ci darà risposte concrete, noi attendiamo”.

 

Sergey Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa

 

Contatti tra Scholz, Macron e Schröder con Putin

Intanto, come annunciato da Dmitri Peskov, Putin ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron e con il cancelliere tedesco Olaf Scholz sulla crisi in Ucraina.

Secondo quanto si apprende da fonti del governo tedesco, della telefonata è emerso che “Germania e Francia hanno chiesto una tregua immediata“. Inoltre, Scholz e Macron hanno “insistito sul fatto che la soluzione a questa crisi debba arrivare dalle trattative fra Ucraina e Russa”. I tre leader hanno infine deciso di sentirsi di nuovo nei prossimi giorni. 

A sorpresa, però, anche l’ex cancelliere Gerhard Schröder ha incontrato l’amico Putin. Lo riporta la Bild, affermando che il governo tedesco e l’Spd non sapevano di questo incontro. Schröder sarebbe andato a Mosca su richiesta del governo ucraino, per mediare la pace. Il partito di Schröder, infatti, ha preso le distanze dalla guerra, esortandolo a lasciare i suoi incarichi in Russia. Schröder è presidente del consiglio di sorveglianza del colosso petrolifero Rosneft, e candidato ad entrare in quello di Gazprom.

Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa

Novità a Chernobyl

Nei giorni passati, Kiev aveva accusato le forze russe di aver scollegato l’impianto nucleare della centrale di Chernobyl dalla rete. Lo ha fatto sapere anche l’Aiea, dichiarando di aver “perso il contatto remoto di trasmissione dati con i sistemi di salvaguardia di Chernobyl”.

Nell’ultimo giorno del conflitto, l’argomento ha tenuto banco, creando non pochi contrasti. Yevgeny Grabchak, vice ministro dell’energia russo, ha fatto sapere che la Bielorussia ha fornito energia elettrica alla centrale nucleare di Chernobyl, che è attualmente sotto il controllo delle forze armate russe. Ha detto: “Gli ingegneri energetici bielorussi hanno assicurato la fornitura di elettricità alla centrale nucleare di Chernobyl, che è sotto il controllo delle forze armate russe”. Tuttavia, l’Energoatom, l’azienda di Stato ucraina che gestisce le quattro centrali nucleari nel Paese, ha definito “fake news” la notizia annunciata da Mosca secondo la quale esperti bielorussi avrebbero ripristinato la fornitura di elettricità a Chernobyl. 

Centrale Nucleare di Chernobyl

Numeri di vittime e profughi in crescita

Non si fermano, intanto, il numero di profughi e vittime. Il sindaco di Kiev ha fatto sapere che metà della popolazione è fuggita dalla capitale ucraina dall’inizio dell’invasione russa. Nel complesso, fa sapere l’agenzia delle nazioni unite, sono oltre 2,3 milioni i rifugiati dall’inizio del conflitto in Ucraina, 112.000 di questi cittadini di altri paesi (fonte dell’Unhcr). Sono poi rimasti uccisi 71 i bambini in Ucraina dall’inizio della guerra. Lo ha annunciato Liudmyla Denisova, incaricata dei Diritti umani al Parlamento ucraino. 

Ma ad aver fatto maggiore notizia è stato l’attacco delle forze russe all’ospedale pediatrico di Mariupol. Lo hanno reso noto le autorità locali, aggiungendo che tre persone sono rimaste vittime, di cui una bambina. La Russia, però, smentisce di avere bombardato l’ospedale, definendo le accuse di Kiev “fake news” e sostenendo che l’edificio in questione era un ex ospedale pediatrico ora occupato dalle truppe. “È così che nascono le fake news”, ha affermato Dmitry Polyanskiy, rappresentante della Russia alle Nazioni Unite. La BBC fa anche sapere di un bombardamento che ha colpito un edificio residenziale a Kharkiv e il villaggio di Slobozhanske, nel sud-est del paese. L’attacco ha causato 4 morti, di cui la metà erano bambini

Guerra

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UCRAINA | Tanti dialoghi, nessun passo avanti

Continua il confronto tra Ucraina e Russia. Nonostante un rischio default sempre più imminente, Mosca accetta un dialogo con Kiev solo alle proprie condizioni. A gettare ulteriormente benzina sul fuoco ci penseranno la Cina, con la sua definitiva posizione sul conflitto, e la Polonia, che ha proposto aiuti aerei agli Stati Uniti. Ma c’è anche chi ha deciso di non dare supporto a Biden.

 

Leader di Arabia ed Emirati rifiutano telefonata con Biden

Secondo quanto scritto dal Wall Street Journal, i leader di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avrebbero declinato una telefonata con Joe Biden. Oggetto della telefonata era la costruzione di una coalizione internazionale per sostenere Kiev e frenare i prezzi del petrolio russo. Il rifiuto dei due leader sarebbe giustificato dal debole supporto che gli Stati Uniti hanno dato nella guerra in Yemen, ma anche da possibili preoccupazioni in merito all’accordo sul nucleare iraniano.

 

Gli aiuti aerei della Polonia
Rifugiati al confine con la Polonia


Discorso diverso, invece, per la Polonia.  Le autorità della Repubblica di Polonia, dopo le consultazioni tra il presidente e il governo, sono pronte a schierare gratuitamente tutti i loro jet MIG-29 alla base aerea di Ramstein e a metterli a disposizione del governo degli Stati Uniti d’America.

Parallelamente, la Polonia chiede agli Stati Uniti di fornirle aerei usati con capacità operative corrispondenti. Il governo polacco ha poi chiesto agli altri alleati della NATO di agire nello stesso modo. Tuttavia, Washington ha rifiutato la proposta polacca, definendola “non sostenibile” e “preoccupante per l’intera alleanza NATO”.

Russia, “Dialogo solo se riconosciuta la sovranità di Donetsk e Lugansk”

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dall’agenzia di stampa Tass, ha detto: “L’operazione militare speciale della Federazione Russa non mira a rovesciare l’attuale governo dell’Ucraina o distruggere la sovranità del paese, ma mira a proteggere le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk“.

Di conseguenza, il Cremlino aggiunge: “La Russia vuole tenere colloqui con l’Ucraina il prima possibile, dipende dalla volontà di Kiev nel riconoscere le Repubbliche di Donetsk e Lugansk stati sovrani e indipendenti.”

Interruzioni delle attività commerciali con la Russia e possibile default

Ma il Cremlino ha anche denunciato una guerra economica guidata dagli Stati Uniti contro la Russia.

A dimostrarlo ci sono le numerose aziende che si sono unite nell’interrompere ogni forma di attività commerciale con la Russia. Questo scenario, secondo l’agenzia di rating Fitch, potrebbe portare la Russia a rischiare l’imminente default.

L’ennesimo cambio di rotta della Cina

A differenza dei giorni passati, infine, la Cina ha preso una posizione più filo-russa.

Infatti, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, commentando le ricostruzioni del New York Times relative alla conoscenza di Pechino dei piani russi contro l’Ucraina, ha detto: “le azioni della Nato guidata dagli Stati Uniti hanno gradualmente spinto fino al conflitto Russia-Ucraina”.

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UCRAINA | Due settimane di un conflitto che non accenna a placarsi

Quattordicesimo giorno del conflitto ucraino. A distanza di due settimane dallo scoppio della guerra, la situazione non accenna a placarsi, nonostante alcuni leggerissimi passi avanti (si spera) sulle trattative che, nella giornata odierna, potrebbe concretizzarsi o sfumare del tutto. Ma proviamo a schematizzare quanto successo tra ieri e oggi, con le novità più importati da segnalare nelle ultime 24 ore.

Zelensky: “Possibile compromesso su Donbass e Crimea”

Tra gli ultimi aggiornamenti, spiccano senz’altro le parole di Volodymyr Zelensky

In una intervista ad Abc, il presidente ucraino si è espresso in merito all’indipendenza del Donbass e della Crimea: – “Se parliamo di territori temporaneamente occupati e repubbliche non riconosciute da nessuno, possiamo discutere e trovare un compromesso“. Il leader ucraino ha poi continuato: – Per me è importante sapere come la gente che vuole essere parte dell’Ucraina vivrà in quei territori”E conclude: – “È questione più complicata di riconoscere e basta, questo è un altro ultimatum e non siamo pronti per un ultimatum. La cosa importante è che Putin cominci a dialogare“.

La neutralità della Cina

Un dialogo che, invece, la Cina sarebbe disposta ad accettare.

Dopo un confronto tenutosi a Parigi con Macron e Scholz, infatti, il leader cinese Xi Jinping ha dichiarato la posizione della Cina sul conflitto. Pechino chiede di “lavorare insieme” per ridurre le conseguenze della crisi in Ucraina, bocciando le sanzioni “che avranno un impatto negativo sulla stabilità della finanza globale, dell’energia, dei trasporti e delle catene di approvvigionamento”, trascinando al ribasso “l’economia mondiale, che è sotto il pesante impatto della pandemia” del Covid-19 e “saranno dannose per tutte le parti”. 

Biden: “Stop embargo gas e petrolio russo in USA”

D’altro canto, risulta più netta la posizione degli Stati Uniti

Il presidente Joe Biden, direttamente dalla Casa Bianca, ha infatti confermato il divieto di importazione di petrolio e gas russo nel paese a stelle e strisce: – “Gli Stati Uniti stavano già avvicinando i livelli record di produzione di carburante e gas. Questa guerra ci ha dato un motivo in più per diventare, sul lungo periodo, indipendenti dal punto di vista energetico“. Biden ha poi vantato l’accordo bipartisan in Usa sull’embargo all’energia russa, ma ha detto di capire che molti alleati non sono in grado di allinearsi su questa misura. Infine rassicura il mondo: – “Putin non vincerà, potrà conquistare le città ma non un intero Paese”.

In tutta risposta, Putin ha firmato un decreto che permette al governo di stilare, entro due settimane, una lista di Paesi per i quali saranno vietati i movimenti di export e import per “salvaguardare la sicurezza della Russia”. Il divieto riguarderà, secondo quanto precisa Interfax, prodotti finiti e materie prime

Cresce il numero di rifugiati 

Mentre continuano i negoziati, l’ONU ha fatto sapere che il numero di persone fuggite dall’Ucraina ha superato la soglia dei 2 milioni. Tra questi, scrive su Twitter il portavoce dell’UNICEF James Elder, almeno un milione sono bambini.

Ma la vera emergenza la riporta l’OMS, che ha comunicato l’imminente fine delle forniture mediche. Catherine Smallwood, responsabile emergenze dell’Oms per l’Europa, ha dichiarato al “Guardian” le cause di questa improvvisa carenza, ricercabile nei continui attacchi ad ospedali ed ambulanze. A dimostrazione della sua tesi, Smallwood riporta una statistica alquanto rilevante: almeno nove persone sono morte in 16 attacchi a strutture sanitarie dall’inizio dell’invasione. Anche i media ucraini sembrano rispecchiare a pieno la statistica, riportando la completa distruzione dell’ospedale di Izyum da parte delle truppe russe. 

Aumentano, infine, i profughi in Italia: il numero è salito a 21mila, 4mila in più rispetto a 48 ore fa. Le principali città di destinazione continuano ad essere Roma, Milano, Napoli e Bologna.

La situazione a Kiev e dintorni

Le cose non migliorano a Kiev.

Il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov ha riferito che dall’inizio dell’attacco russo in Ucraina sono morti 38 bambini e oltre 70 sono rimasti feriti. Anche se i dati non sono certi, precisa Reznikov, complessivamente si contano almeno 400 morti e 800 feriti. Il ministro ha poi concluso dicendo che i missili russi hanno distrutto più di 200 scuole, 34 ospedali e 1.500 edifici residenziali. In molte zone periferiche, invece, è stata addirittura interrotta l’evacuazione accordata. A Mariupol, ad esempio, la Russia tiene in ostaggio 300mila civili. Stessa sorte, come riportato dall’agenzia ucraina Unian, è toccata a Sumy, che non solo ha visto l’evacuazione interrompersi, ma è stata anche attaccata da continui bombardamenti durante la notte dalle forze russe. Si contano almeno 9 vittime, di cui 2 bambini.

 

 

 

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UCRAINA | Il conflitto all’alba del tredicesimo giorno

Il conflitto in Ucraina arriva al tredicesimo giorno. Molti civili continuano a morire sotto i bombardamenti, con i tanks russi che hanno raggiunto la capitale Kiev proprio in questi ultimi istanti.

 
ORE 8, La posizione della Cina

Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha parla di “amicizia duratura e solida come una roccia” con la Russia, affermando che i due Paesi contribuiranno a portare “pace e stabilità” nel mondo. Nonostante questo, però, il ministro continua dicendo che la Cina è disposta a “fare le necessarie mediazioni” e a partecipare allamediazione internazionale” sulla crisi in Ucraina.

 

ORE 10, Mosca apre 6 corridoi umanitari, ma Kiev…

Il Cremlino ha dichiarato una tregua alle armi per permettere l’attivazione dei corridoi umanitari. Lo riferisce Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russa: – “Un cessate il fuoco è stato dichiarato dalle 10 di stamane, ora di Mosca, e sono stati aperti sei corridoi umanitari: uno da Kiev a Gomel (Bielorussia), due da Mariupol a Zaporizhzhya e Rostov sul Don, uno da Kharkiv a Belgorod e due da Sumy a Belgorod e Poltava”.

Kiev, tuttavia, vede con scetticismo l’apertura dei corridoi verso i paesi confinanti (Bielorussia e Russia), tanto che Zelensky ha giudicato la proposta della Russia “completamente immorale“. A questo, infine, si aggiungono gli ostacoli nell’evacuazione della città di Mariupol. A riportarlo è Dominik Stillhart, funzionario del ICRC, che ha parlato di “situazione estremamente pericolosa” a causa della strada minata.

 

ORE 15/18 Terzo colloquio Ucraina-Russia, progressi sui corridoi umanitari

Le cose cambieranno dopo il terzo round di negoziati tra Russia e Ucraina. Il colloquio, previsto dapprima alle ore 12:00 (orario italiano), è invece cominciato alle ore 15:20, avendo dei risvolti positivi. Mykhailo Podolyak, consigliere di Zelensky, mostra la sua soddisfazione con un Tweet: – “Il terzo round dei negoziati è finito. Ci sono piccoli sviluppi positivi nel miglioramento della logistica per i corridoi umanitari”. 

 

Incontro Draghi-Von der Leyen e la “Black list” della Russia

In mattinata c’è anche stato l’incontro a Bruxelles tra Mario Draghi e Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione UE. L’obiettivo principale dell’incontro è stato la discussione e l’attuazione di nuove sanzioni verso Mosca, dicendo basta alle dipendenze dal gas russo: – “L’Italia è al lavoro per ridurre in tempi rapidi la sua dipendenza dal gas russo. Sabato ho sentito al telefono l’emiro del Qatar, Al Thani, con cui ho discusso in particolare di come rafforzare la cooperazione energetica tra i nostri Paesi.” Ha dichiarato il premier italiano. Conseguentemente alle sanzioni, il governo russo ha stilato una lista di “Paesi ostili” che si sono schierati a favore delle sanzioni contro Mosca. Tra i paesi, oltre all’Ucraina, compaiono l’USA, la Gran Bretagna, i Paesi membri dell’UE (Quindi anche l’Italia), il Giappone, la Corea Del Sud, la Svizzera e la Nuova Zelanda.

 

Situazione rifugiati

Arrivano anche aggiornamenti sul numero di persone fuggite dall’Ucraina. Secondo i dati riportati dall’ Unhcr, il numero di rifugiati ha raggiunto un totale di 1.708.436, un milione di questi giunti in Polonia. Oltre 230.000, invece, sono giunti in Moldavia, che ha fatto sapere, tramite il proprio premier Natalia Gavrilița, di essere  “al limite delle sue capacità di accoglienza”. Per quanto riguarda l’Italia, infine, il numero di profughi ammonta ad oltre 17.000. La conferma arriva da Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento di protezione civile

 

Continuano i bombardamenti a Kiev

Non cessano, infine, i bombardamenti a Kiev e nelle sue zone periferiche.

Il sindaco di Gostomel, Yuri Illich Prylypko, è stato ucciso dai russi. Lo hanno dichiarano le autorità cittadine: – “Il primo cittadino di Gostomel, Yuri Illich Prylypko, è morto mentre distribuiva il pane agli affamati e medicine ai malati”. Non viene specificato quando è accaduto il fatto, l’unica certezza è che l’uomo sia stato raggiunto da uno sparo insieme ad altri due uomini. Ma Gostomel non è stato l’unico comune sotto attacco: – “Feroci battaglie sono in corso vicino a Kiev. Il nemico sta distruggendo Bucha, Hostomel, Vorzel, Irpin con particolare furia. Stanno uccidendo deliberatamente i civili”. ha affermato Vitalij Klyčko, sindaco di Kiev. Non è esente da attacchi neanche la capitale, che nella giornata odierna è stata teatro di un bombardamento in un panificio. Si contano 13 morti.  

Sempre sui bombardamenti, Zelensky ha spiegato di aver parlato con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel: – “Abbiamo discusso della minaccia agli impianti nucleari, il bombardamento dei civili e delle infrastrutture cruciali. Dobbiamo fermare questo. Ho sollevato la questione dell’adesione dell’Ucraina all’Ue. Il popolo ucraino lo merita”.