Autore: David Gnesi

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News | I gladiatori tornano al centro del Mann: un nuovo ciclo di incontri al museo

Il 14 ottobre i gladiatori tornano al centro del Mann con un ciclo di conferenze incentrate sugli anfiteatri e i giochi gladiatori.

Le parole del direttore
Direttore del Mann, Paolo Giulierini

Paolo Giulierini, direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli, descrive il ciclo di incontri come:

Un autentico percorso a tappe attraverso la vita intensa e affascinante all’interno del nostro museo, un racconto di assoluto spessore scientifico, ma che vuole essere sempre curioso e intrigante, per allargare il nostro pubblico e coinvolgere sempre più giovani ed appassionati… si parlerà molto di gladiatori e arricchiremo ancora con tanti contenuti la grande mostra prorogata fino ad aprile, ma non solo. Racconteremo i nostri studi, i restauri, i nuovi allestimenti, gli scavi in città, lo faremo insieme ai nostri archeologi e a prestigiosi docenti ed esperti.

Mann, sezione della mostra sugli archeologi
Il programma

Il ciclo di incontri è curato da Lucia Emilio (responsabile servizi educativi del museo) e del suo staff e sarà collegata alla mostra sui gladiatori. Le conferenze si terranno al Mann il:

  • 14 ottobre: Paolo Giulierini e Giovanni Brizzi tratteranno della rivolta di Spartaco;
  • 21 ottobre: Valeria Sampaolo, curatrice del progetto di esposizione, tratterà della traduzione pittorica dei combattimenti antichi nelle arene;
  • 4 novembre: Stefano De Caro si occuperà degli Anfiteatri della Campania antica;
  • 11 novembre: Gennaro Ferrante parlerà della ricezione del mito classico nel Medioevo: all’incontro, seguirà una visita guidata alla mostra “Divina Archeologia”;
  • 18 novembre: Gennaro Rispoli parlerà della scienza medica descrivendo come abbia curato le “ferite sul campo”;
  • 2 dicembre: Ida Gennarelli parlerà della macchina scenica degli spettacoli dei gladiatori;
  • 9 dicembre: Valerio Caprara farà una suggestiva incursione nel genere peplum, tra fiction e ricerca;
  • 16 dicembre: Giovanni Greco tratterà delle Baccanti nel XX secolo;
  • 13 gennaio 2022: Carlo Rescigno parlerà di Cuma tramite le raccolte del Mann;
  • 24 gennaio 2022: Fabio Beltrame tratterà di giovani e donne nelle Quattro Giornate di Napoli.
Programma degli incontri
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NEWS | L’archeologia svela la storia delle Madonie

L’archeologia svela la storia delle Madonie; le ricerche alla Villa Romana di S. Marina, nel comune di Petralia Soprana (PA), la datano all’età di Augusto.

La missione archeologica

La campagna di scavo di quest’anno è stata diretta da Rosa Maria Cucco, archeologa della Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo; la missione è stata possibile ancora una volta grazie al contributo dell’associazione culturale “Gaetano Messineo”.

L’archeologo, Gaetano Messineo

La ricerca ha interessato il settore occidentale del portico colonnato, permettendo di datare la struttura tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C.; gli studi si sono focalizzati anche sui resti ossei di animali che erano stati recuperati nelle precedenti campagne di scavo. L’archeozoologo Vito Giuseppe Prillo ha studiato resti ossei appartenenti ad animali domestici e da allevamento e, oltre a questi, ha individuato ossi lavorati, che fa ipotizzare la presenza di un’officina per la lavorazione dell’osso.

Le parole di Alberto Samonà
L’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà

È stato un anno molto fruttuoso per le scoperte archeologiche svolte in tutta la Sicilia. Le Madonie sono state teatro di numerose campagne di scavi che ci hanno consegnato importanti tasselli utili a ricostruire la storia del territorio. Quando si parla di scavi, in terra o in mare, è importante sottolineare il ruolo svolto dalle amministrazioni comunali e dai privati. E in questo caso è impossibile non ricordare il prezioso ruolo svolto da Gaetano Messineo, l’archeologo madonita che effettuò le prime ricerche con il patrocinio dell’Università, della Soprintendenza di Palermo e la partecipazione di un gruppo di studenti dell’Aquila.

Le parole di Selima Giuliano
La soprintendente di Palermo, Selima Giuliano

Anche nel caso di S. Marina la Soprintendenza ha sostenuto un ambito di ricerca che aiuta a comprendere e valorizzare la storia e le tradizioni culturali del territorio. È stato un anno molto fruttuoso per le scoperte archeologiche sulle Madonie e questo anche per la collaborazione costante con i Comuni e le Associazioni Culturali che operano nel comprensorio.

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NEWS | Roscigno (SA) al centro di nuove scoperte archeologiche

Il 18 settembre sono terminate le indagini archeologiche, Roscigno al centro di nuove scoperte archeologiche effettuate dal Dipartimento di studi umanistici della Federico II.

Il progetto e le parole della responsabile

La professoressa Bianca Ferrara ha diretto il progetto proseguendo il lavoro di Giovanna Greco. Con questi programmi sul campo la Federico II offre a studenti la possibilità di fare archeologia sul campo e, allo stesso tempo, collabora con le soprintendenze per potenziare le attività di tutela e valorizzazione.

La direttrice di scavo, Bianca Ferrara

<<Dal mese di giugno a settembre>>, ha dichiarato la dott.ssa Ferrara, <<gli studenti e i giovani archeologi laureati della Federico II sono stati impegnati nelle campagne di scavo condotte dal Dipartimento di studi umanistici della Federico II a Roscigno Monte Pruno, al santuario di Hera alla foce del Sele nel territorio dell’antica Poseidonia, all’abbazia di San Pietro a Crapolla-Massa Lubrense e nel sito archeologico di Noto antica in Sicilia. I risultati raggiunti sono il frutto di una proficua collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino, il Parco archeologico di Paestum e Velia e le amministrazioni comunali che sostengono le ricerche in ogni aspetto logistico>>.

L’area di Roscigno

Il sito di Roscigno è stato indagato da quindici studenti sotto la guida di Rachele Cava. L’attenzione della ricerca è stata posta sui settori abitativi del pianoro di Monte Pruno in provincia di Salerno. Il sito in questione ha restituito materiali archeologici tra la fine del VII secolo al III secolo a.C. Importanti le sepolture indagate, tra le quali una principesca di VI secolo a.C. il cui corredo è al Museo provinciale di Salerno.

Area di scavo di Roscigno

A Roscigno è emersa una notevole struttura dalla planimetria rettangolare costruita in blocchi di pietra locale che misura circa 15×4 metri. L’edificio è conservato in fondazione e ha restituito una grande quantità di scorie di bronzo e stagno. Di qui l’ipotesi che potesse essere destinato ad attività di carattere produttivo artigianale.

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NEWS | “Le foibe? Una falsificazione fascista”, nuova bufera su Barbero che chiarisce

In seguito a giorni di forti critiche dopo le dichiarazioni a proposito del Green PassBarbero chiarisce le sue posizioni sulle foibe dopo il discorso di Montanari.

l’inizio delle discussioni

Il tutto è iniziato quando lo storico dell’Arte di Siena, Tomaso Montanari, ha rilasciato un articolo sul Fatto Quotidiano il 26 agosto; Montanari ha criticato la legge del 2004 che istituisce “la giornata del ricordo delle foibe” a ridosso e in evidente opposizione a quella della Memoria definendola il più clamoroso successo di una falsificazione storica di parte neofascista.

Storico dell’Arte e futuro Rettore eletto dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari

A ciò sono seguite critiche da diversi giornali e da diverse forze politiche, le quali hanno chiesto anche le dimissioni di Montanari.

Le posizioni di Barbero
Storico, Alessandro Barbero

In seguito ad alcune affermazioni pubbliche da parte del docente di storia su questa faccenda, il Fatto Quotidiano ha deciso di intervistarlo il I settembre. Barbero, alla domanda se fosse d’accordo con Montanari sulla questione relativa alle foibe, lo difende dalle accuse e mette chiarezza sulle loro posizioni:

Sono d’accordo, ma bisogna capirsi. Montanari non ha affatto detto che le foibe sono un’invenzione e che non è vero che migliaia di italiani sono stati uccisi lì. Nessuno si sogna di dirlo: la fuga e le stragi degli italiani hanno accompagnato l’avanzata dei partigiani jugoslavi sul confine orientale, e questo è un fatto. La falsificazione della storia da parte neofascista, di cui l’istituzione della Giornata del ricordo costituisce senza dubbio una tappa, consiste nell’alimentare l’idea che nella Seconda guerra mondiale non si combattesse uno scontro fra la civiltà e la barbarie, in cui le Nazioni Unite e tutti quelli che stavano con loro stavano dalla parte giusta e i loro avversari, per quanto in buona fede, stavano dalla parte sbagliata.

La critica maggiore viene fatta alla politica e deriva dallo scegliere di ricordare una categoria di morti piuttosto che un’altra:

…scegliere una specifica atrocità per dichiarare che quella, e non altre, va ricordata e insegnata ai giovani è una scelta politica, e falsifica la realtà in quanto isola una vicenda dal suo contesto.

Schema di una foiba tratto da una pubblicazione del CLN (1946)

 

 

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NEWS | Ritorna a vivere la necropoli del “Laghetto” di Cerveteri

Grazie alla sinergia tra il Comune, la Soprintendenza e il GACT, il “Laghetto” di Cerveteri torna a vivere in tutti i 7000 metri quadri di area archeologica.

L’area archeologica

L’area archeologica è situata nel lato Est del pianoro della Banditaccia, sito UNESCO. La denominazione “Laghetto” è data da un piccolo lago formato da acque sorgive già esistente al tempo dei Rasenna (Etruschi) di Caisra (Cerveteri); loro, infatti, scavarono un corso di deflusso semi-sotterraneo passante sotto la necropoli e scaricante in quello che, attualmente, è chiamato fosso del Manganello.

Tombe a camera della necropoli del “Laghetto” di Cerveteri

L’area è formata da 500 tombe etrusche, la cui datazione va dall’VIII secolo a.C. al II a.C.

Valorizzazione e fruibilità

Il sito è stato reso nuovamente fruibile grazie all’’impegno messo in campo da GACT (Gruppo Archeologico del Territorio Cerite), sotto la supervisione della Soprintendenza; il lavoro, durato circa un anno, è stato coordinato, per la parte scientifica, dall’archeologo Stefano Giorgi e, per quella operativa, dal sig. Gianfranco Pasanisi. Molta attenzione è stata posta anche nella tutela ambientale: nel rispetto delle varie specie di piante e di alcune pozze, nelle quali, fra l’altro, ben convivono rane, rospi e alcuni, sempre più rari, tritoni.

Tomba a camera n. 290, dipinta – Necropoli del Laghetto di Cerveteri

L’area archeologica del “Laghetto”, inoltre, è stata ulteriormente impreziosita da splendidi spettacoli di danza e musica antica nomati “Ludi Scaenici”, il tutto nell’ambito della manifestazione “Alla scoperta degli Etruschi del Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità di Cerveteri e Tarquinia”.

Il sito sarà visitabile tutte le domeniche fino a dicembre dalle ore 10:00; prenotare al 3497836358.

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NEWS | La necropoli punico-romana di Tuvixeddu (CA) si veste di “nuovo”

Grazie ad un finanziamento regionale atto alla valorizzazione dell’area, la necropoli punico-romana di Tuvixeddu, Cagliari, si veste di “nuovo”.

La necropoli

La necropoli di Tuvixeddu è la più grande necropoli punica ancora esistente. Si estende all’interno della città di Cagliari, su tutto il colle omonimo. Tra il VI ed il III secolo a.C. i Cartaginesi scelsero il colle per seppellirvi i loro morti: tali sepolture erano raggiungibili attraverso un pozzo scavato interamente nella roccia calcarea e profondo dai due metri e mezzo sino a undici metri. All’interno del pozzo una piccola apertura introduceva alla camera funeraria o cella sepolcrale.

Parte della necropoli di Tuvixeddu vista dall’alto

Alle pendici del colle di Tuvixeddu si trova anche una necropoli romana, che si affacciava sulla strada che, all’uscita della città, diventava la a Karalibus Turrem (oggi il viale Sant’Avendrace), dove si trova il sepolcro di Atilia Pomptilla, noto come la grotta della Vipera. La necropoli romana è prevalentemente composta da tombe a fossa e a camera, incinerazione, arcosolio e colombari.

Sepolcro di Atilia Pomptilla, conosciuta anche come grotta della Vipera

 

Il progetto

Alcune tombe si trovano nelle vicinanze di palazzi, parcheggi e cortili. A volte per visitare scavi e reperti è stato necessario chiedere l’autorizzazione a privati e le chiavi agli amministratori di condominio. Per ovviare a questo problema il segretariato regionale del ministero della Cultura ha stanziato 800mila euro per la valorizzazione del sito.

Tomba di Rubellio

La prima parte dei lavori prevede lo scavo ed il restauro per il ripristino del paesaggio funerario originario. I lavori prevedono anche la realizzazione di un percorso per la tomba di Rubellio, un probabile aristocratico romano, e la stessa tomba delle spighe e dei pesci, la più vicina alla strada. Nell’area antistante, per anni discarica e poi contestata sede di un cantiere per la realizzazione di un palazzo, dovrebbe nascere una piazzetta che potrebbe diventare una sorta di porta di accesso alla necropoli punico-romana.

Decorazioni di spighe e pesci all’interno della tomba

 

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NEWS | Ripartono gli scavi nel sito di Entella, a Contessa Entellina (PA)

La Scuola Normale di Pisa insieme al Parco Archeologico di Segesta tornano a Entella: ripartono gli scavi nel sito di Entella, a Contessa Entellina (PA).

Il sito

Entella era una delle antiche città della Sicilia tradizionalmente attribuite agli Elimi (assieme ad Erice, Segesta e Iaitas). Sorgeva sulla Rocca di Entella, lungo il corso del fiume Belice sinistro. Nel 404 a.C. subì la conquista da parte di soldati mercenari campani; nei successivi secoli IV e III a.C. ebbe alterni rapporti con i Cartaginesi e coi Greci. Durante la prima guerra punica, si schierò dalla parte dei Romani.

Parte degli scavi effettuati su Rocca d’Entella

Il sito fu occupato dall’Eneolitico e dall’età del Bronzo, il pianoro e le pendici di Rocca d’Entella mostrano eloquenti resti della città antica, fiorente dall’età arcaica alla prima età imperiale, e poi ancora nel medioevo, fino al definitivo e forzato abbandono nel 1246.

Nuova campagna di scavo

La nuova campagna è svolta in unione tra il Parco Archeologico di Segesta e la Scuola normale di Pisa.

Palazzo Carovana, sede della Scuola Normale Superiore di Pisa

Le ricerche e lo studio su Entella dal 2018 rientrano anche nel “Progetto Elymos”, voluto dalla Direttrice del Parco Archelogico di Segesta, Rossella Giglio per la quale «è giunto il momento di raccogliere le fila di trent’anni di ricerche archeologiche e ricominciare a parlare degli Elimi, di Segesta, di Erice, Entella e di tutti quei siti che, grazie alla ricerca scientifica, hanno offerto alla storia nuove interpretazioni sulle nostre origini».

La direttrice del Parco Archeologico di Segesta, Rossella Giglio

Le aree dove si concentrano gli scavi di questa ultima missione saranno il complesso monumentale del Vallone est e il Palazzo fortificato medievale. Nel vallone orientale sono state riprese indagini mirate alla conoscenza del grande complesso pubblico che, tra il VI e il III secolo a.C., si articolò su quattro terrazze digradanti, costituendo il fulcro della città antica; qui si ipotizza possa trovarsi anche l’agorà.

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NEWS | Gli Elimi in Sicilia: il convegno internazionale in programma a Erice (TP)

Il 28 settembre si apre, alla Fondazione “Ettore Majorana” di Erice un convegno internazionale che tratterrà degli Elimi in Sicilia.

Il popolo

Gli Elimi sono stati un antico popolo della Sicilia occidentale vissuti dal IX o VIII secolo a.C. al I secolo a.C. Le città principali fondate dagli Elimi sono: Erice, che ospitava il centro religioso sul Monte Erice, Entella, situata nell’entroterra palermitano, Iaitias, su un promontorio che domina la odierna San Giuseppe Iato, e Segesta la città dalla storia più rilevante e tumultuosa.

Quest’ultima ha mostrato anche la forza bellica di questa popolazione; infatti, Segesta ha avuto la forza di scontrarsi più volte con la colonia greca di Selinunte.

Programma del convegno

Il convegno è stato organizzato su iniziativa del Parco archeologico di Segesta e curato dallo stesso Direttore Rossella Giglio e facente parte del “Progetto Elymos” del 2018.

Rossella Giglio, direttore del Parco Archeologico di Segesta

Erice rappresenta il fondamentale anello di congiunzione fra antico e attualità; il direttore del Parco Rossella Giglio spiega così: <<riportare a Erice gli Elimi, con i loro luoghi, i reperti, la tradizione e la storia, è stato il passaggio fondamentale per divulgazione e ricerca scientifica>>.

Fondazione Ettore Majorana

Tre sono le sezioni in cui si articolerà il Convegno: storica, epigrafica e archeologica. I lavori si apriranno nell’aula magna San Domenico martedì alle 15. Interverranno: Antonino Zichichi, Alberto Samonà, assessore regionale all’identità siciliana, il sindaco Daniela Toscano, Lorenzo Zichichi della International School on Treasures of Art and Science, Rossella Giglio, Direttore del Parco Segesta e Anna Magnetto del Laboratorio di storia, archeologia, epigrafia, tradizione dell’antico della Scuola Normale Superiore di Pisa.

Il convegno sarà aperto agli studenti come spiega il direttore Giglio: <<L’apertura al territorio è una delle prerogative del Parco; in quest’occasione centinaia di studenti di Licei e Istituti tecnici saranno collegati online con l’aula magna dove svolgeremo i lavori e così conoscere il popolo degli Elimi che ha fatto parte della storia di questo nostro territorio>>.

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NEWS | Volterra celebra in grande le “Giornate degli Etruschi”

Il 16 e il 17 settembre saranno celebrate le Giornate degli Etruschi a Volterra con il progetto Velathri Volaterrae: dalla città etrusca al municipio romano”.

Enti partecipanti

A collaborare al progetto della città toscana ci saranno la Soprintendenza di Pisa e Livorno, l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, il Comitato Organizzatore del Convegno Velathri Volaterrae e il Consorzio Turistico Volterra Valdicecina.

Gli eventi

Il primo evento, che si svolgerà il 16 settembre, prevede delle visite guidate su due cantieri di scavo:

  • La necropoli etrusca a Le Colombaie, tenuto dall’Università di Pisa;
Cantiere di scavo della necropoli La Colombaie
  • L’Anfiteatro di Volterra, tenuto dalla Soprintendenza di Pisa e Livorno.
Anfiteatro di Volterra

Le visite guidate prevedono la prenotazione obbligatoria. La partecipazione è gratuita.

Il secondo evento, che si svolgerà il 17 settembre, prevede la presentazione del volume Velathri Volaterrae. La città etrusca e il municipio romano, gli atti del convegno tenutosi a Volterra nel 2017, pubblicato nella Biblioteca di Studi Etruschi, a cura di Marisa Bonamici ed Elena Sorge.

Le parole del sindaco
Sindaco di Volterra, Giacomo Santi

«Sono molto orgoglioso dell’iniziativa messa in campo quest’anno per le “Giornate degli Etruschi”. Avere la collaborazione di prestigiose istituzioni come la Soprintendenza, l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, l’Università di Pisa, oltre alla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e il Comitato Organizzatore del Convegno Velathri Volaterrae è di per sé indice di grande lustro per la nostra città e per l’evento».

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NEWS | Su Sky Arte è in programma un viaggio nella città siriana di Palmira

Il 4 settembre 2021 è in programma il docufilm sulla città siriana di Palmira sul canale di Sky Arte (canale 404) alle ore 21:30.

L’incantevole Palmira

La città fu in tempi antichi una delle più importanti della Siria. Palmira è menzionata per la prima volta, con il nome di Tadmor, in documenti provenienti dagli archivi assiri di Kanech, in Cappadocia, nel XIX secolo a.C.; viene citata anche negli archivi di Mari dell’XVIII secolo a.C., in ulteriori archivi assiri dell’XI secolo a.C. In seguito, le menzioni di Palmira scompaiono fino al I secolo a.C. La città crebbe di importanza, grazie alla sua posizione strategica, sotto la dominazione romana: Palmira venne annessa formalmente alla provincia romana di Siria nel 19 d.C., durante il regno di Tiberio, fu integrata praticamente solo con Nerone.

Il tempio di Bel prima e dopo il passaggio dell’ISIS

Il sito archeologico ha subito gravissimi danni durante la guerra civile siriana, opera di sistematiche distruzioni del gruppo terrorista dello Stato Islamico nel 2013, ma è stata riconquistata dalla Siria nel 2016.

Il programma

La pellicola, che andrà in onda il 4 settembre su Sky Arte, ha come titolo: I volti dimenticati di Palmira.

Avrà lo scopo di ricomporre l’identità della popolazione che abitava la città siriana attraverso le scoperte e le ricerche archeologiche sui ritratti funebri sparsi in tutto il mondo. Tramite il documentario sarà possibile ripercorrere la storia di una città attraverso i volti dei suoi abitanti, mostrando un sito multiculturale che merita una visibilità maggiore in seguito ai nefasti avvenimenti che ha subito a causa della guerra.

Rilievo funerario con ritratto di donna, primi decenni III secolo d.C. Museo di Scultura Antica “Giovanni Barracco” (Roma)