Autore: Redazione ArcheoMe

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NEWS | Palermo, apertura serale straordinaria della Chiesa del Carmine Maggiore

Apertura straordinaria serale della Chiesa del Carmine Maggiore

Sarà possibile fare delle visite serali e assistere al concerto di musica classica.

Con i brani scelti di Piazzolla e Bach eseguiti dal duo chitarra e flauto “Note Allegre” con Rose-Marie Soncini e Stefano Romeo.

L’appuntamento è per domenica 2 febbraio alle ore 19:00 concerto del duo chitarra e flauto “Note Allegre” con Rose-Marie Soncini e Stefano Romeo” che eseguiranno brani scelti di Piazzolla e Bach e visite a cura di Terradamare alla chiesa serpottiana di Ballarò. 

Prenotazione obbligatoria: 329.8765958 – 320.7672134 | oppure al sito eventi@terradamare.org – www.terradamare.org/infoline – ticket: € 8 – Piazza Carmine (Ballarò – Palermo)

CHIESA DEL CARMINE MAGGIORE

Attraversando il mercato si giunge a piazza Carmine, un grande allargamento irregolare, dominato dal grande cupolone simbolo della sfarzosa chiesa barocca e dall’annesso convento della chiesa del Carmine Maggiore. La cupola è la più bella in assoluto a Palermo, visibile da ogni parte della città antica si impone allo sguardo dello spettatore.

Al suo interno la chiesa conserva pregevoli manufatti artistici che vanno dal XV al XIX secolo, tra cui un quadro del Novellli e Tommaso De Vigilia. Particolarmente affascinanti sono le colonne tortili realizzate nel 1683 da Giacomo e Giuseppe Serpotta, che traggono ispirazione dal ben noto baldacchino del Bernini.

La maestria e grazia dei Serpotta si concretizza in un manto dorato con motivi decorativi, in cui, in un microscopico meraviglioso universo, vengono raccontate scene dell Vergine e di Cristo.


IL “DUO “NOTE ALLEGRE”

Rose-Marie Soncini

Flautista, si è diplomata con il massimo dei voti al Conservatorio di Musica di Berna, sua città natale. Si è in seguito perfezionata con Marcel Moyse e con James Galway.

Ha fatto parte dell’Orchestra Municipale di Metz (Francia) e della Société d’Orchestre di Bienne (Svizzera). È stata primo flauto dell’Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo, per più di 30 anni all’interno della quale ha suonato spesso come solista o in gruppi cameristici.

Collabora inoltre con diverse associazioni italiane ed estere (in Europa, Tunisia e USA) sia come solista che in gruppi da camera; in particolare dal 1992 suona in duo con la pianista svizzera Esther Flückiger, con la quale ha tra l’altro presentato un programma di compositrici contemporanee per i Festival Internazionale “Women in Music today” a Seoul, Miami e Pechino.

Ha effettuato registrazioni per le radio italiane e svizzere ed ha inciso nel 2001 il CD “Le musiche delle donne nel duemila”con brani per flauto e altri strumenti di autrici italiane in prima registrazione assoluta, nel 2005 il CD “Duende” con musiche per flauto e chitarra di Luisa Indovini Beretta e nel 2012 il CD “I suoni bianchi della notte” con musiche di compositrici italiane.

Stefano Romeo

Nasce a Palermo nel ’95, Inizia il suo percorso musicale avvicinandosi alla chitarra elettrica presso il Brass Group per poi studiare chitarra classica presso il Conservatorio “A. Scarlatti” (ex “V. Bellini”) di Palermo dove nel 2018 si diploma con il massimo dei voti.

Nel 2012 debutta come solista insieme all’ “Ensemble Campus Camerata Ensemble” presso il Teatro Comunale di Cefalù. Collabora con diverse formazioni musicali all’interno del Conservatorio di Palermo ed attualmente membro dell’Orchestra a plettro del conservatorio ‘A. Scarlatti’ diretta dal M. Buzi.

Ha studiato con artisti di fama internazionale fra i quali Göran Sollscher, Scott Tennant, Pavel Steidl. Negli ultimi anni ha collaborato diverse volte con l’Orchestra Sinfonica Siciliana come chitarrista suonando con artisti del calibro di Giovanni Sollima, Stefano Bollani e Nicola Piovani.

Continua i suoi studi sotto la guida dei maestri Massimo delle Cese e del duo Pace – Poli Cappelli a Roma. Attualmente si esibisce da solista e insieme al Mediterraneo Guitar Ensemble.

 

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ETIMOLOGIA | Sull’origine della parola “LAPALISSIANO”

Addentrarsi nel mondo dell’origine e della storia delle parole è sempre affascinante: la lingua, forse più di ogni altra cosa, può dirci quali siano le nostre origini e quali siano stati, e sono, i nostri rapporti con il mondo esterno. A volte questo viaggio può portarci a scoprire delle curiosità: ad esempio, come una parola possa essersi generata da un errore.

È il caso della parola lapalissiano. Il vocabolario Treccani dà di lapalissiano la seguente definizione: Ovvio, evidente, detto di una verità o di un fatto talmente evidenti che sarebbe ridicolo enunciarli”.

L’origine della parola viene ricondotta ad un aneddoto collegato alla battaglia di Pavia del 1525. Uno dei comandanti dell’esercito francese era il Maresciallo di Francia Jacques de Chabannes signore di La Palice. Il buon maresciallo morì durante l’assedio della città lombarda, ed i suoi soldati, per rendere onore al suo coraggio, avrebbero composto la seguente strofa:

Hélas! la Palice est mort,
il est mort devant Pavie ;
Hélas! s’il n’estoit pas mort,
il seroit encore en vie.

(Ahimè! La Palice è morto,
è morto davanti a Pavia;
Ahimè! se non fosse morto,
sarebbe ancora in vita.)

Certamente questa quartina presenta una palese ovvietà: se non fosse morto, sarebbe sicuramente ancora in vita.

Si sostiene, tuttavia, che in origine la quartina fosse leggermente diversa, e avesse tutto un altro significato:

Hélas! la Palice est mort,
il est mort devant Pavie ;
Hélas! s’il n’estoit pas mort,
il feroit encore envie.

(Ahimè! La Palice è morto,
è morto davanti a Pavia;
Ahimè! se non fosse morto,
farebbe ancora invidia.)

In francese, le parole en vie e envie sono omofone, cioè si pronunciano allo stesso modo: questo avrebbe portato ad una confusione nella tradizione orale della strofa. Il fatto più curioso, però, riguarda il verbo presente nell’ultimo verso. Nel primo caso abbiamo seroit (sarebbe), mentre nel secondo feroit (farebbe).Ora, nel Rinascimento la calligrafia era in alcuni casi molto diversa da quella moderna. In particolare, le lettere s ed f erano scritte, rispettivamente, ſ ed ƒ. È, quindi, ben possibile che chi ha copiato in un momento successivo la strofa, abbia fatto confusione tra le due lettere, cambiando il verbo da feroit a seroit (farebbesarebbe), modificando di conseguenza anche il resto del significato della frase, rifacendosi probabilmente alla tradizione orale di cui sopra. Quello che ne è uscito è, appunto…lapalissiano.

 

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NEWS | Archeologia sperimentale e pubblica per la valorizzazione del territorio di Serri (SU)

Archeologia sperimentale e pubblica per la promozione del territorio. A Serri si terrà la presentazione del documentario “Bias de Trigu”,  per la valorizzazione del patrimonio culturale locale.

Il 31 gennaio a Serri (Sud Sardegna) si conclude la prima edizione del progetto Archeosperimentando, festival dedicato all’archeologia sperimentale e alla divulgazione della scienza archeologica.  Il progetto, svoltosi nel mese di settembre, è stato teatro di numerose iniziative di tipo culturale, racchiuse nella manifestazione chiamata “Archeosperimentando”.

L’amministrazione comunale, con il contributo della Fondazione di Sardegna, ha portato avanti le sue politiche di valorizzazione e divulgazione del patrimonio culturale locale, in particolare l’archeologia, insieme alla promozione del santuario Nuragico di Santa Vittoria di Serri, gestita dalla cooperativa Acropoli Nuragica.

Da anni, infatti, l’amministrazione comunale serrese ha puntato sull’ archeologia quale catalizzatore e diffusore non solo culturale, ma anche e soprattutto economico. La convinzione è quella, infatti, di un paese che possa vivere grazie al turismo, contribuendo così alla crescita di tutto il territorio.

Il 31 gennaio, in occasione della chiusura del progetto, sarà presentato al pubblico il cortometraggio Bias de trigu – Un viaggio tra storia e tradizione, con la regia di Fabio Ortu – Terra del Punt e con la collaborazione scientifica di Federico Porcedda, Samuele Antonio Gaviano, Giovanna Fundoni, Luca Doro, Claudio Bulla, Valeria Congiatu, Riccardo Cicilloni, Juan Antonio Camara Serrano, Liliana Spanedda, Massimo Casagrande, Gianfranca Salis e Chiara Pilo.

Alla realizzazione del cortometraggio hanno partecipato anche i volontari del Servizio Civile del Comune di Serri, un gruppo di massaie locali del CAS (Centro di Aggregazione Sociale) e gli archeologi del laboratorio RIPAM dell’Università di Sassari.

Il corto racconta il pane nella storia di Serri e della Sardegna. Un lavoro di valorizzazione, ricerca e riscoperta di tradizioni che hanno basi millenarie. La coltivazione del grano e la lavorazione del pane, dal periodo nuragico alle tradizioni di un passato recente. Un piccolo centro dell’isola che si racconta, si raccoglie e unisce attorno alla propria terra ed alla propria storia contadina. Un progetto di ricerca scientifica ed archeologica che scopre e dimostra come la lavorazione del grano e la panificazione fosse sapere comune per la civiltà nuragica.

Il cortometraggio, inoltre, verrà presentato durante il Firenze Archeofilm, Festival internazionale del cinema di archeologia, arte e ambiente. Il festival è organizzato dalla rivista, edita da Giunti, Archeologia viva e si svolgerà dall’11 al 15 Marzo.

Archeosperimentando è stato ideato e promosso dal Comune di Serri, grazie anche alle collaborazioni con il laboratorio RIPAM (Ricerche Integrate di Protostoria e Archeometallurgia della Sardegna) e l’associazione Sicut Erat; non mancano i preziosi contributi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Università degli Studi di Cagliari e Sassari, nonché dell’Universidad de Granada, dei giovani volontari del Servizio Civile Nazionale (in corso a Serri per il secondo anno), della Comunità Montana Barbagia di Seulo, del Laboratorio di Archeologia del Paesaggio (LArP) dell’Università degli Studi di Cagliari, del Consorzio Turistico dei Laghi e della cooperativa L’acropoli nuragica, che gestisce l’area archeologica di Santa Vittoria a Serri.

Il programma dell’evento, oltre alla conferenza di chiusura del progetto Archeosperimentando, prevede la presentazione ufficiale delle attività culturali che avranno luogo in occasione del 250° anniversario della costruzione della chiesa di Sant’Antonio.

Al termine verrà inaugurato il nuovo diorama del pozzo sacro di Santa Vittoria, che sarà esposto nelle strutture comunali.

Dichiarazione del sindaco di Serri, Samuele Gaviano: “La valorizzazione del patrimonio culturale passa anche attraverso un’attenta attività di divulgazione scientifica. Il progetto Archeosperimentando sviluppato a Serri in questi mesi ha coinvolto attivamente studiosi e appassionati di archeologia, ragazzi e adulti in differenti attività, e si conclude con il cortometraggio, un lavoro accurato sulla storia del grano che coniuga attività di studio e promozione. Un modo anche questo per trasmettere alle future generazioni i valori identitari e culturali del nostro paese”.

 

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NEWS | Gli appuntamenti di Febbraio 2020 al Parco della Valle dei Templi di Agrigento

I colori di Agrigentum

La mostra Archeologica presso il Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo sarà esposta fino all’8 marzo 2020.
 
Primo risultato del lavoro paziente condotto nell’ ambito del progetto Pinxerunt, a cui aderiscono più Enti di ricerca, che hanno in corso studi sui contesti domestici del Quartiere ellenistico-romano in convenzione con il Parco Valle dei Templi.

L’esposizione propone intonaci dipinti, recuperati recentemente dall’ Università di Bologna nel crollo della Casa III M. Il rinvenimento ha aperto nuove prospettive alla comprensione dei sistemi decorativi in rapporto al contesto domestico, a cui il Parco ha dedicato anche l’ultima edizione delle Giornate Gregoriane.

Con la Mostra, si entra per la prima volta all’ interno delle domus agrigentine, per ammirare le pareti dipinte, ricostruite virtualmente nei loro brillanti colori, per raccontare la vita quotidiana e il gusto dei ricchi proprietari, che affidarono alla pittura l’orgoglio del proprio status e il loro desiderio di eternità.    
 
Modalità di partecipazione
Dove: Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo.
Partecipazione con biglietto di ingresso del Museo
Prenotazione consigliata al numero +39 0922 1839996 e [ online ]( http://3n64u.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/4OHk6sXnZUugzqYr31Va4BYrlVBuHPY5TPMCyloxKhnNsaJZ9bk7QJ2qICbZ3dh7_VZ_I3d3nFDIyWXGOcz62wh-bqlbkf289Vjmd9i2ZSzY2uhSoFr7i9ar-7tSB50pZePfl36jF4ajo93irL8waAVhRNUBe5eLUh6xfcDVakaHeJbgqqdeiUEoNAy_YDn2jIx6PQ09Xznz6-MwGjxkQGiH2HpkhPaVi6vRdbwlF_JIL2T4QUq_z50kGRtkyZlLBvJt-XGDaRSZJ1NVwPFMwWqMA1jCsROq9yzaHTwHdfYc79ZJ6idvCBGyYsMU6GQ5b0FClP5v8vVkPrDVfhjdJlzw8IlUN-LrG4eQ1rbr1Q01OETaIxMIuagIilw22rWb91fcSf0SDQZY7sEj6asvVJDgX1GMuCYq7GAoychVTIXD7bwncGKwyKZlSvwMU4yUDBE06byNZHTgA9rOZFD0uQlcii_yGzk-pBjvSTdIXWTMCg4SiDPfhbKnD2gCwqbblFtZQHJXJZ-r5iPuuX3zjdvdmodSMH_QWcI7CIfJ9R4 )     

Eroi mitici al Museo

Il Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo vi aspetta domenica 2 febbraio 2020, ore 16.30 per una Visita-laboratorio con storytelling.

Adatto ai bambini dai 6 ai 12 anni. Sarà possibile partecipare ad un laboratorio speciale che prende spunto da alcuni tesori custoditi tra le vetrine del Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo di Agrigento: attraverso i racconti delle vicende di celebri eroi della mitologia greca, i più piccoli rivivranno emozioni senza tempo, le stesse vissute tanti secoli fa da altri bambini che si riunivano tutti insieme intorno al focolare per ascoltare le mirabolanti imprese di uomini muniti di finissimo ingegno e forza sovraumana per sconfiggere mostri bestiali.    
 
Modalità di partecipazione
Costo: euro 5,00 a partecipante / ingresso gratuito per tutti in occasione della prima domenica del mese.
Prenotazione consigliata fino a esaurimento posti al numero +39 0922 1839996     e on line 

(http://3n64u.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/1DykySKzQhaa0WilQAV11r8SmDnN1kbbojS20nB21wvmOHQaKAgso2dUIAUfStCSMAVWK8uy2DvxXDIKRsyWk0rRE9WGP0kxTvpSXg7PmhQ2T__z-CQEk0TZPoI5Xj_CfuMOJtaGBnOdK2VZ_VS0qjmLcnUpTUMByGYI7n5nlSP7mSOmw4cWXZt2Ea0cyFMiqNddFmzMIKn_HPOUusZJC7xDJ8JclsoiiO3arvVh4UQyrpq2CKX_eWRiJeM1UPuXkIuxKY-pUD_rcgSSlWs6zodMtAh3k2Yjqywe6jKlt8sG3thn7QduYGeh_3gJEb3d1n6pHtHjHdZeH0x-OfAA_uYEimv-Mn7trY8-D7pOiy9ebuBsglhzURpBqNLKxY0-xOnzy6lYIT_iMIs )

Percorsi Sotterranei della Valle dei Templi

Presso la Valle dei Templi di Agrigento ogni giorno alle ore 12.00 e Domenica 2 febbraio dalle ore 12.00, 13.30- 15.00 e 16.30 avrà luogo una speciale visita dedicata all’ esplorazione di particolari strutture riconducibili all’ attività di necropoli delle prime comunità di cristiani agrigentini.

La realizzazione di queste strutture ha modificato radicalmente diversi settori della Valle dei Templi.

Iniziando dal cancello d’accesso a Villa Aurea, il tour entra da subito nel vivo con la visita alla necropoli sub-divo, frutto di un intenso lavoro che ha trasformato radicalmente l’originario contesto greco. Attraversando il sottosuolo roccioso della Valle si giungerà prima alla catacomba della rotunda XII, per poi proseguire verso la Grotta Fragapane, la più grande catacomba mai rinvenuta nel sito archeologico.

Una volta tornati all’aria aperta, il tour tra le meraviglie paleocristiane continuerà costeggiando le antiche mura di difesa greche, attraversando successivamente il giardino della villa per concludersi innanzi al tempio della Concordia.    
 
Modalità di partecipazione
Dove: Via Sacra, cancello di accesso a Villa Aurea.
Costo: adulto euro 10,00 + biglietto di ingresso al sito. Ingresso e adesione gratuita per bambini sotto i 12 anni. / Domenica 2 febbraio 2020, euro 10,00 a persona, gratuita per bambini sotto i 12 anni + ingresso gratuito per tutti in occasione della prima domenica del mese
Prenotazione consigliata fino a esaurimento posti al numero +39 0922 1839996 e on line

(http://3n64u.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/BlDNPN2veeiV1r3NpVfv8IzrkWfH1zTSv8c1fvJlc-iR3xfFTYdeGTupBQzeuww_p3JQl229xhyjbbbcGyE8eK2U9bXF_vi_PLVUwKGao89FyWsookLEEmq-G_sZadBtHFOWFKMWGzJUj–ED1OAF7sGFp_x9PLuX8YDXSA2XSwK-vtT3TuuygP-8LW0bPFHBY2Mf18fBl4gxy6sQ5kTafu4iW8MoZF_MBwuwNcsQ64-rlane8Q19uUw1ok_0KumWIVE7bTKk6kx1qEYn0zHeGXeGt-9fuUWMjQ0b0aLrcShvJQJlJuJWc06hccj2p_Gb5-eXJgAoTKs7ex4nW4hfTQkDMVeKjrBcvRW1K2mKp4RiFftd1Ln895t6xbSABFhc6VFk6391J7Jr_8aXsgfkBxcCDtv84688Qz_MsS_ibklcLjvg6opha4zWsX0PzegERiVX7QPNoFSwzU9JbWIcmSdM3RY68PBxAja-MEahdg-re7gfHB0GzpQRf76PvqphS6KheR3FGefVq-wzKDkdnH50bxYnf7Yvnzli8M_AtRTMhkRHyKmMlrIrSki )     
 

Info e prenotazioni
+39 0922 1839996

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NEWS | Il Parco Archeologico di Paestum (SA), un centro in continua crescita

Il Parco Archeologico di Paestum cresce ancora, in estensione e in profondità. Oltre alle aree di scavo e agli interventi di manutenzione ordinaria, aumentano i visitatori che raggiungono i 443mila all’anno, il 4% in più rispetto al 2018.

Paestum si posiziona al sedicesimo posto tra i siti statali più visitati in Italia. Come sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel, un elemento centrale della politica culturale del Parco di Paestum è la diversificazione dell’offerta che si rivolge a pubblici diversi, con la stessa attenzione a ciascuno.

“La crescita di flussi e incassi non è un obiettivo in sé – continua il direttore, – ma il risultato di un lavoro di qualità che a Paestum stiamo portando avanti grazie a una squadra eccezionale: dagli assistenti alla vigilanza impegnati in progetti di accessibilità fino all’ufficio promozione che è riuscito a coinvolgere sponsor e donatori privati nelle nostre attività”.

Una delle ultime novità riguarda un progetto pilota di “museologia partecipata”, a cura di Paola Contursi della Scuola del Patrimonio: i cittadini saranno coinvolti nella creazione di un nuovo racconto museale che sarà inserito nell’App del Parco, già scaricabile gratuitamente e con percorsi individualizzati.
Nasce proprio in questi giorni a Paestum il “Parco dei Piccoli”, realizzato in collaborazione con Legambiente Paestum, con l’intento di intrattenere i bambini con il gioco e di trasmettere al tempo stesso conoscenze e valori. Sarà possibile vedere anche alcune macchine da cantiere utilizzate per la costruzione dei tre templi dorici, rispondendo così alle curiosità di tanti visitatori.

Con questo progetto il Parco si prefigge nuovi obiettivi in termini di accessibilità, per esempio attraverso laboratori didattici gratuiti fondati sul gioco, nell’ottica di un approccio metacognitivo.
Sono state coinvolte le scuole del territorio, il museo del giocattolo antico di Massicelle e l’associazione Cilento4all, che già collabora da tempo con il Museo di Paestum per la fruizione museale di persone con difficoltà nello spettro autistico.

Cresce così anche l’impegno per l’accessibilità universale, dopo la riapertura del percorso senza barriere del tempio più antico della città.

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NEWS | Paestum in_vita, un progetto pilota di “museologia partecipata” al Parco Archeologico di Paestum.

A chi appartiene il patrimonio culturale? E chi è titolato a raccontarlo? Solo gli “addetti ai lavori” o anche chi, in qualche modo, ci convive?

Domande spinose che animano il dibattito sui beni etnografici raccolti durante il colonialismo europeo, ma che riguardano tutto il patrimonio culturale. Anche i templi di Paestum.
Ufficialmente un parco archeologico statale dotato di autonomia in base alla riforma Franceschini, il sito UNESCO ha deciso di accogliere un progetto sperimentale di Paola Contursi, ricercatrice della Scuola del Patrimonio voluta dal Mibact.

L’obiettivo è di coinvolgere i cittadini nella creazione di un nuovo racconto museale che sarà inserito nell’App del Parco.

“Le persone che vivono nelle contrade che facevano parte del territorio dell’antica Paestum hanno una conoscenza dei luoghi che spesso manca agli studiosi. Una visione che, sebbene diversa da quella puramente ‘accademica’, è altrettanto interessante ed è importante salvaguardare” – commenta il direttore Gabriel Zuchtriegel, “Noi vogliamo aprirci all’esperienza delle persone che vivono questi luoghi e includerla nella nostra narrazione, perché il patrimonio è di tutti.”


Il primo incontro con il direttore e il gruppo di lavoro coordinato dalla dott.ssa Contursi nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum è stato programmato per il 29 gennaio 2020.

“Sono tutti invitati: grandi e piccoli, da Gromola a Fonte, fino ad Agropoli” – afferma Paola Contursi – “Il progetto si chiama ‘Paestum in_vita’ proprio perché crediamo che tutti possano contribuire ad arricchire il racconto del sito con i loro saperi e competenze. Condivideremo storie, documenti e riflessioni in occasioni di confronto e ascolto attivo, per poi ricucirle insieme in un’unica narrazione che sarà fruibile da tutti attraverso l’App del Parco. Usare il coinvolgimento delle comunità come metodo sarà la sfida per i musei del XXI secolo”.


Per ulteriori informazioni visitate il  sito: http://www.paestum.museum

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NEWS | Il Museo di Naxos: il terzo Bronzo di Riace e il mistero su lancia, scudo ed elmo mai recuperati in mare

Appuntamento per questo sabato 25 al Museo di Naxos con gli autori de “Il cammino degli eroi. Da Argo a Riace”.

L’Evento
Chi erano nella vita reale i due affascinanti “Bronzi di Riace”? Che fine hanno fatto lancia, scudo ed elmo che – verosimilmente – completavano le due statue, opere originali della metà del V secolo a.C. oggi esposte nel Museo Archeologico di Reggio Calabria? E perché dal 1972 – anno in cui vennero trovate e recuperate in mare al largo di Riace Marina, in Calabria – periodicamente si torna a parlare di una “terza statua”, misteriosamente trafugata?

Argomento che appassiona in tanti, fra addetti ai lavori e appassionati di
arte e cultura classica, i Bronzi di Riace saranno al centro del prossimo evento di “Comunicare l’Antico” (Museo di Naxos, sabato 25 gennaio, ore 17), ciclo di incontri letterari promossi dal Parco Archeologico Naxos Taormina, diretto d Gabriella Tigano, e organizzati da NaxosLegge con la direzione artistica di Fulvia Toscano.

Protagonista dell’incontro sarà il volume “Il cammino degli Eroi. Da Argo a Riace” (Società Editrice Dante Alighieri) racconto in cui Dan Faton – pseudonimo dietro cui si celano tre studiosi – ricostruisce il percorso di questi straordinari capolavori dell’arte greca formulando delle ipotesi sulla loro misteriosa identità e su altre incognite legate al loro ritrovamento.


Dietro Dan Faton sono Daniele Castrizio, Fabio Cuzzola e Tonino Perna – docenti d’area umanistica all’Università di Messina e al liceo classico (le iniziali dei loro nomi compongono l’autore del volume) – e saranno tutti presenti sabato a Naxos per indagare sull’origine dei bronzi di Riace, le ipotesi sul loro viaggio nel Mediterraneo (conclusosi con un naufragio e l’inabissamento del vascello vicino alle coste della Calabria) e i misteri che aleggiano sul loro ritrovamento e sulla scomparsa di altri reperti collegati alle statue.

L’ingresso è libero.


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ARCHEOLOGIA | La celebrazione del dominus nella tradizione figurativa delle ville romane. I mosaici della villa di Patti marina

Nel volume “Sicilia. Guida archeologica Laterza” la villa romana di Patti marina viene definita dagli archeologi Filippo Coaerelli e Mario Torelli “un’ importantissima testimonianza del lusso dell’aristocrazia romana e locale” d’età tardo antica.

Che cosa farebbe trapelare questa espressione, ai fini di una corretta ricostruzione storica del sito? Senz’altro, quello di una villa rustica, che non assolve solo la funzione di una grande residenza agricola, basata sullo sfruttamento della manodopera servile, ma costituisce anche un mezzo di ostentazione del potere sociale e politico del dominus

Che ruolo, dunque, hanno avuto le immagini per la trasmissione di questo tipo di messaggio? e, dal punto di vista storico-artistico, che tipo di schema decorativo sceglie la classe dirigente per manifestare la propria ricchezza?

Ecco, quindi, che troviamo nella villa romana di Patti marina la presenza del mosaico policromo.

Villa romana di Patti marina- sala tricora. Pavimento musivo.

Il mosaico, in età romana, secondo quanto riportato da Plinio il Vecchio e da Vitruvio, consisteva in una composizione artistica figurativa di grande pregio, in cui venivano adoperati piccoli frammenti di varia composizione (basalto, marmo, travertino, pasta vitrea ecc..) definiti tessere musive. Lo schema decorativo, ottenuto dall’accostamento di queste tessere, era il frutto di un lavoro estremamente particolareggiato e meticoloso, tale da essere di prerogativa della classe più abbiente. Pertanto, più le tessere erano piccole e pregiate, più il costo della manodopera aumentava.

La presenza di questa tecnica decorativa tenderebbe senz’altro a sottolineare l’ importanza e la ricchezza della villa romana di Patti marina in età tardo antica.

Dove si trovano i mosaici più significativi della villa di Patti?

Villa romana- Planimetria ricostruttiva. Indicazione degli ambienti intorno al peristilio.

I mosaici sono stati rinvenuti nei vani distribuiti intorno alla corte centrale della villa. Tra questi, quelli più famosi e allo stesso tempo più esplicativi a livello ideologico, si trovano nella sala tricora, il triclinium.

Proprio qui, nel luogo in cui il dominus intratteneva i suoi ospiti, troviamo degli interessatissimi mosaici figurati, molto simili al ciclo dei mosaici della “ Grande caccia”  attestati nella villa del Casale a Piazza Armerina. Al centro del vano, all’interno dei medaglioni ottagonali e circolari, troviamo la rappresentazione di vari animali: cervi, asini selvatici, cinghiali. Tra questi, spicca un riquadro ottagonale in cui è inscritta una grande tigre che gioca con la palla. Per i caratteri stilistici e tecnici, i mosaici emersi nella sala tricora sarebbero, in qualche modo, riconducibili a maestranze africane che giunsero in Sicilia in seguito a intensi scambi commerciali.

Villa romana di Patti marina- sala tricora. Particolare musivo

La ciclicità della terra, allusiva allo sfruttamento agricolo del territorio, è stata rappresentata, invece, nel tablinium. All’interno di rettangolo, in cui è inscritto un medaglione circolare, sono state rinvenute le personificazioni delle stagioni. Oggi, delle quattro figure, si conservano soltanto la “primavera” e “l’inverno”.

Villa romana di Patti marina- peristilio. Tablinum.

I mosaici della villa di Patti si inseriscono, pertanto, nel cosiddetto “ciclo dei latifondi”.

L’adozione di questo tipo di immagini, quindi, non solo aveva un preciso scopo celebrativo, ma diveniva anche il mezzo di comunicazione del valore “estetico” del complesso architettonico.

Cristina Acacia

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NEWS | Quattro giorni di eventi ed iniziative a Palermo per celebrare il Giorno della Memoria

Quattro giorni di eventi ed iniziative organizzate dal Comune di Palermo per celebrare il Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale che si celebra il 27 gennaio per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Iniziate già da mercoledì 22 gennaio a Palermo che ha ospitato l’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig finalizzata, attraverso la posa di “Pietre d’inciampo”, alla memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.

Su proposta di Leone Zingales, già vice-presidente nazionale dell’Unione cronisti italiani e referente dell’evento, sono state individuate per Palermo due figure emblematiche della tragedia della deportazione: la signora Maria Di Gesù che, dalla città di Pola dove si era trasferita, è stata deportata prima ad Auschwitz e poi a Ravensbrück, per poi trascorrere il resto della vita a Palermo ed il signor Liborio Baldanza che in città ha vissuto ed ha lavorato in gioventù presso i Cantieri navali.

Sempre mercoledì 22 gennaio a Villa Niscemi è stata inaugurata la mostra fotografica “Immagini dai lager”.

Una cerimonia per ricordare la permanenza nella nostra città di Emilio Segrè, con la deposizione di una targa marmorea nell’area vicina ai luoghi dove ha vissuto, un evento davanti al vagone della Memoria, la presentazione del libro “Storia di una famiglia di origine ebrea a Palermo”
all’Archivio storico comunale e la presentazione di un libro di Mauro Li Vigni “E poi venne la libertà” in collaborazione con l’I.S.C. Rita Levi Montalcini alla biblioteca di Borgo Nuovo, sono alcuni degli altri eventi programmati per la celebrazione che si concluderanno il 28 gennaio.

In programma per il 27 gennaio anche due iniziative del Rotary Club, alle ore 11.00 presso il Giardino dei Giusti e alle 17 a Palazzo delle Aquile verrà ricordato Jan Karski, l’uomo che scoprì l’olocausto, con la presentazione di un libro edito da Rizzoli Lizardi a cura dei giornalisti Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso.

Entrambi questi due appuntamenti hanno il patrocinio del Comune di Palermo “Anche quest’anno – dichiara il sindaco Orlando . celebriamo il Giorno della Memoria con tanti momenti di incontro e di riflessione dedicati alle vittime della Shoah a conferma della profonda esigenza di risvegliare e custodire la memoria di quei tragici eventi”.

Di seguito il programma delle iniziative:

Domenica 26 gennaio

  • ore 9.00 – 13.00 – Apertura straordinaria dell’Archivio Storico Comunale in occasione della visita guidata del quartiere ebraico.

Lunedì 27 gennaio

  • 09:00 – Al vagone della Memoria evento con le scuole. Gli studenti
    daranno vita ad un Reading di brani scelti sul tema dell’Olocausto.
  •  Ore 11.00 – Biblioteca di Borgo Nuovo – Presentazione del libro di Mauro Li Vigni “E poi venne la libertà” in collaborazione con l’I.S.C. Rita Levi Montalcini.
  • Ore 16.30 – Archivio Storico – Presentazione del libro ” Delle
    vicissitudini dei giudei di Sicilia. Gli ebrei a Palermo tra il XIV e il XV
    secolo” di Girolamo Mazzola – Concerto di musiche ebraiche eseguite dal Coro Sancte Joseph diretto dal M. M. Visconti. Direzione artistica di
    Elvira Maiorca Italiano

Martedì 28 gennaio

  • 9,30 – Piazza Francesco Crispi – Inaugurazione targa marmorea dedicata al fisico Emilio Segrè
  •  Ore 16.00 – Biblioteca di Villa Trabia – Presentazione del libro “Storia
    di una famiglia di origine ebrea a Palermo”, di Alessandro Hoffmann

 

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NEWS | A Paestum nasce il Parco dei Piccoli , giochi antichi all’ombra dei Templi

A Paestum, nasce il Parco dei Piccoli!
Macchinari e giochi antichi all’ombra dei Templi: inaugurazione 27 gennaio 2020. Anche l’altalena ha radici classiche.

Un parco giochi a tema archeologico e con uno sguardo all’ambiente e alla sostenibilità: è questa la proposta che l’associazione Legambiente di Capaccio Paestum e il Parco Archeologico mettono in campo per rendere il sito UNESCO più accattivante per i visitatori piccoli che rappresentano quasi la metà del pubblico che ogni anno arriva a Paestum da tutto il mondo, dato costantemente in crescita.


Il “Parco dei Piccoli”, collocato sul lato est dei due grandi templi “Basilica” e “Nettuno”, consiste in 10 strutture che riproducono alcuni dei più famosi giochi di logica e strategia dell’antichità, ma anche alcune macchine da cantiere utilizzate per la costruzione dei tre templi dorici di Paestum: non manca la vite idraulica di Archimede.

L’allestimento è inserito nel percorso di visita del sito archeologico ed è corredato da pannelli esplicativi e da panchine dove i genitori possono rilassarsi al cospetto dei monumenti millenari con uno sguardo vigile ai loro figli che, giocando, scoprono alcuni aspetti di storia e archeologia antica.
“Il museo come istituzione pubblica nasce nell’Ottocento per un pubblico di adulti colti – spiega il direttore, Gabriel Zuchtriegel – Oggi invece vogliamo offrire un’esperienza culturalmente arricchente per tutti, per cui ci impegniamo a rendere il sito più accessibile per i bambini, ma anche per le persone con disabilità. Il gioco coinvolge tutti i sensi ed è uno strumento da non sottovalutare per la trasmissione di conoscenze: esso è uno stimolo per la creatività di piccoli e grandi. Il passato ci può insegnare molte cose anche per il futuro, per esempio in merito alla sostenibilità ambientale”.

Atteso per l’inaugurazione, in data 27 gennaio alle ore 11:00 presso l’ingresso di “Porta Principale”, anche il Presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, che ha voluto sostenere l’iniziativa del circolo pestano.
“Rilanciamo con forza il lavoro di alleanza per la promozione del patrimonio locale attraverso la cura del territorio – commenta il Presidente Stefano Ciafani – Legambiente e Parco Archeologico, dopo il sentiero degli Argonauti e delle Sirene e l’Osservatorio del Paesaggio, ancora insieme per una sperimentazione rivolta ai più piccoli. Uno spazio di apprendimento e gioco per conoscere e diffondere il rispetto del patrimonio di bellezza culturale, artistico e paesaggistico. Lo abbiamo visto negli scorsi mesi: è attraverso il coinvolgimento dei più giovani che si riesce a diffondere maggiore consapevolezza su temi importanti come la tutela ambientale. Questo spazio sarà un ulteriore sfida di moltiplicazione dei luoghi della speranza di cambiamento”.