Autore: Maria Rosaria Ariano

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NEWS | La Sapienza supera Oxford, prima al mondo in Classics & Ancient History

Alla Sapienza – Università di Roma torna lo scettro per il settore Classics & Ancient History nel Ranking QS 2021. È la seconda volta che l’ateneo romano conquista tale posizione: primo in classifica già nel 2018; nel 2019 era andato giù di una sola posizione, secondo solo all’Università di Oxford.

Il QS Ranking by Subject 2021 è stato pubblicato nella tarda serata di ieri: La Sapienza è l’unica università italiana a vantare un primo posto assoluto a livello internazionale. L’Ateneo si colloca al 10° posto a livello internazionale con Archaeology (al primo posto in Italia); cresce poi nella macroarea Arts & Humanities, collocandosi al 65° posto (+16 posizioni rispetto al 2020).

Cos’è QS World University Rankings?

QS World University Rankings è una delle più note classifiche universitarie al mondo. Viene pubblicata annualmente e stilata sui settori disciplinari dei vari dipartimenti delle università mondiali. La Classifica si basa su quattro indicatori per ognuna delle discipline considerate:

  1. Academic Reputation, riguarda la reputazione accademica degli atenei a livello mondiale;
  2. Employer Reputation, sulla base delle valutazioni dei datori di lavoro sui laureati assunti;
  3. Citations per Paper, cioè l’impatto della ricerca scientifica riguardo la disciplina in un determinato ateneo;
  4. H-index, ovvero una valutazione complessiva dell’impatto scientifico e dei contributi alla ricerca.
I parametri valutati in QS Ranking by Subject per i primi tre atenei classificati

Ecco perché La Sapienza è un’eccellenza mondiale

Progetto Theatron, Polo Museale e Grandi Scavi

“Questo brillante risultato, frutto di impegno e di passione. Si inserisce nel solco della tradizione di eccellenza nel campo degli studi classici del nostro Ateneo; tanti sono i corsi di laurea interamente in inglese e gli spazi per studiare tra statue e fregi decorativi nel Museo di Arte classica. Ruolo essenziale anche quello del Progetto Theatron in cui gli studenti adattano e mettono in scena i testi greci e latini. Parliamo di un ambito disciplinare che è base valoriale fondante della nostra società e, come tale, va custodito e trasmesso alle nuove generazioni. Inoltre, offre strumenti di analisi e competenze trasversali, che fanno la differenza in un mercato del lavoro e in un contesto socio-culturale che si evolve con estrema rapidità”. Commenta così Antonella Polimeni, rettrice dell’ateneo romano.

Il Teatro antico anche a distanza

Il progetto Theatron. Teatro Antico alla Sapienza” è coordinato da Anna Maria Belardinelli, docente di Filologia classica dell’Ateneo. Dal 2010 Theatron produce traduzioni di testi teatrali antichi su cui si basano le relative rappresentazioni. Il Progetto si articola quindi in due laboratori paralleli: uno di traduzione, cui partecipano gli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Filologia, Letterature e Storia del Mondo Antico, e uno di messa in scena, cui partecipano gli studenti iscritti alle diverse Facoltà che animano La Sapienza. La traduzione, che si basa su un rigoroso lavoro di critica-testuale, di esegesi e di ricostruzione drammaturgica dell’opera in programma, è “messa alla prova” e trova conferma nel laboratorio teatrale vero e proprio.

Sapienza

Quest’anno la pandemia non ha fermato il Progetto: come le lezioni e tutte le altre attività, anche Theatron si è attivato a distanza! Oltre 30 collegamenti virtuali per lo studio del testo, 12 sessioni notturne per la registrazione, più di 35 partecipanti di cui una in Sud America, circa 60 ore di lavoro di post produzione multimediale, un’ora di spettacolo rappresentato su una piattaforma virtuale. Sono questi in numeri della tragedia “Agamennone”, lo spettacolo teatrale messo “in scena” quest’anno da Theatron.

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Theatron a distanza durante l’a.a. 2019-2020
Il Museo dell’Arte classica: studiare tra le statue antiche

Il Museo occupa una superficie di oltre 3000 mq, con molte sale che accolgono gli oltre 1200 calchi in gesso di opere di scultura greca (originali e copie di età romana), esistenti in musei e collezioni di ogni parte del mondo. L’esposizione è organizzata in modo da illustrare agli studenti ed ai visitatori lo svolgimento storico della plastica greca. Gli studenti possono comodamente studiare nelle sale del Museo, le aule per seguire le lezioni di Archeologia e Storia Antica si trovano nella stessa sede.

Nota anche come “Museo dei Gessi”, la Gipsoteca della Sapienza fu fondata da Emanuel Löwy, Professore di Archeologia e Storia dell’Arte, che nel 1889-1890 si adoperò per creare una raccolta di calchi di sculture greche, originali e copie romane, sul modello delle gipsoteche europee. L’atrio di ingresso dal lato posteriore dell’edificio di Lettere e Filosofia accoglie il pubblico con il calco del colossale κοῦρος di Samo (570 a.C. ca.); le vetrine alle pareti contengono riproduzioni di statuette e altri materiali, dal periodo minoico e miceneo a quello greco classico ed ellenistico.

Grandi Scavi, studiare Archeologia nelle terre del mondo

I Grandi Scavi rappresentano da quarant’anni una delle più rilevanti prospettive di ricerca della Sapienza. Erano costituiti inizialmente da un numero limitato di ricerche di eccezionale importanza; nel tempo sono aumentati: oggi comprendono un elevato numero di missioni scientifiche (24) e coinvolgono numerosi docenti, ricercatori e studenti. Gli scavi coprono un ambito geografico molto esteso (Italia, Vicino e Medio Oriente, Africa orientale e sahariana) e interessano un arco cronologico amplissimo, dal Paleolitico al Medioevo, costituendo un patrimonio eccezionale di conoscenze che pone la Sapienza nella posizione di eccellenza nel campo dell’Archeologia

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NEWS | Ca’ Foscari sorprende ancora con due cicli di seminari

L’Università Ca’ Foscari di Venezia sorprende ancora: ha lanciato ben due cicli di seminari per tutto il secondo semestre di questo anno accademico!  Entrambi hanno già visto un primo incontro, ma niente paura, ne restano ancora tanti altri da seguire.

Il primo ha come titolo “Dialoghi nel Mediterraneo”: chiaro l’obiettivo di prendere in considerazione tematiche diverse che in questa grande area si sono consumate. L’Epigrafia, sia greca che latina, incontra qui la Letteratura e la Storia. Il secondo si compone di studi dalle tematiche più svariate sulla Roma antica, “Storia e documenti”.

Entrambi saranno trasmessi in diretta sulla piattaforma Zoom dalla Ca’ Foscari. Per il primo bisogna inviare una richiesta di partecipazione alla mail indicata in basso nella locandina; ogni incontro del secondo ha invece già riportato il link di Zoom.

Foscari

Ca' Foscari

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NEWS | La Sapienza lancia un ciclo seminariale su Euripide

Il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza – Università di Roma ha lanciato dei seminari di Letteratura greca; il ciclo è dedicato a Luigi Enrico Rossi, grecista e filologo italiano che studiò appunto nel prestigioso ateneo romano. Le conferenze mirano ad approfondire la conoscenza del grande tragediografo ateniese Euripide. Ad un primo incontro del 28 gennaio 2021 ne seguiranno ben altri quattro, il prossimo si terrà il 18 febbraio 2021 dalle ore 15 alle ore 18.

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Seguiranno quindi altri incontri per proseguire la ricerca: verranno prima analizzate alcune tragedie per tematiche e personaggi, al fine di costruire confronti. Tutte le conferenze si svolgeranno, come le altre di recente, online su Zoom, le modalità di accesso verranno indicate di volta; per l’incontro del 18 febbraio le credenziali d’accesso sono indicate in locandina sopra questo paragrafo. L’iniziativa è inoltre valida per l’aggiornamento del corpo docenti della scuola secondaria e per il conseguimento di crediti formativi negli atenei aderenti. Si prega anche di iscriversi sulla piattaforma Classroom a seconda del proprio profilo usando i codici riportati nella parte bassa di ogni locandina. Segue la locandina relativa al ciclo seminariale completo.ciclo

(In copertina: rilievo con Euripide che riceve in dono una maschera teatrale).

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NEWS | “La Sicilia protagonista: l’età romana”, il resoconto del secondo incontro

Come annunciato, l’Università di Messina, l’Associazione S.U.D. (Studenti Universitari Democratici) e ArcheoMe hanno curato il secondo appuntamento de “La Sicilia protagonista”. Durante il primo appuntamento (11 gennaio 2021) gli interventi si erano concentrati sull’età greca della Sicilia, oggi invece sull’età romana dell’Isola.

Ha moderato Kevin Vadalà, studente di Filosofia dell’ateneo messinese e membro dell’Associazione S.U.D. La Prof.ssa di Storia romana dell’Ateneo, Elena Caliri, ha curato il primo intervento riguardo le fonti storiografiche per la Storia romana e i primi rapporti tra la Sicilia e Roma; presente in questo frangente è stato il focus sulle guerre puniche e sull’evoluzione dell’amministrazione romana sull’Isola. Ha concluso Francesco Tirrito, Dottore in Archeologia e Direttore della nostra Redazione, con un approfondimento sulla Messina romana.

Gli scogli storiografici

“Non c’è Storia se non Storia contemporanea”, così la Prof.ssa Caliri ha dato inizio all’intervento: l’Unità d’Italia ha spinto a riguardare la Storia romana, ma, cambiando la politica, si è verificata un’inversione storiografica: è ritornato il profondo interesse per l’età delle poleis greche. Un altro filone interpretativo vede la Sicilia come icona dell’incontro-scontro tra Oriente ed Occidente, frammento di una grande Storia dell’Umanità. Ha continuato poi con una particolare linea interpretativa, quella della passività dell’Isola: la Sicilia ha subito tante civiltà, senza mai dare il “la” a nessuna. Suggestivi in questo caso i richiami a “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nel discorso del Principe Fabrizio Salina nei confronti di chi lo aveva esortato a far parte del nuovo parlamento.

Sicilia-Roma, da timidi contatti all’amministrazione dell’Isola

Roma si struttura inizialmente come città-stato, quando entra in contatto con altre civiltà non esercita delle annessioni territoriali, ma conclude una serie di accordi federativi (foedera) e non ha mano ferma, se non in rari casi. Tutto cambia quando Roma mette piede in Sicilia.

La Fides dei Romani, un valore o anche un culto?

Uno dei punti cruciali è la richiesta d’aiuto dei Mamertini ai Romani, mercenari osco-campani che si erano rivolti precedentemente ai Cartaginesi. I Mamertini si rivolgono a Roma con la deditio in fidem, atto di resa totale e, come tale, pericolosissimo. La Fides per i Romani è una divinità, il concetto di fides è un patto di sangue che non si può disattendere. I nobili della società romana non volevano accettare la receptio in fidem dei Mamertini, ma iniziano ad aver peso le classi medie: i comizi centuriati votano la guerra.

Cosa cambia dopo la prima guerra punica

La prima guerra punica attraversa più di un ventennio del III secolo a.C. e ha degli effetti devastanti. La parte occidentale della Sicilia «diventa romana»: Roma non aveva mai organizzato territori separati da un braccio di mare e non si sa come li abbia amministrati dal 241 al 227 a.C., anno dell’elezione di Gaio Flaminio, primo governatore della Sicilia. Roma acquisirà la parte orientale della Sicilia solo durante la seconda guerra punica. Tutta la Sicilia per Roma è inizialmente un luogo di sperimentazione: vuol trarre il massimo rendimento con il minimo sforzo, sostituendosi alle autorità che dapprima riscuotevano le tasse; la natura delle tasse non è stata cambiata (1/10 del prodotto agricolo): era regolata dalla Lex Ieronica, che Roma utilizza, ma non riconosce con questo nome.

Non dopo tanto tempo Roma inizia a diventare “bulimica”, a chiedere quantitativamente sempre più; l’economia agraria della Sicilia ne risente molto. Dalle Verrine di Cicerone è chiaro che Roma instaura con con alcune città siciliane i già menzionati foedera (rapporti bilaterali), con Messina, Taormina e Noto; altre città erano state definite “immuni”, cioè non tenute a pagare le decime.

La Professoressa ha infine introdotto un altro argomento: di lì a poco la Sicilia diventa un grande centro di manodopera servile. Gli schiavi danno vita a due burrascose rivolte; Diodoro Siculo ne riferisce il motivo: le pessime condizioni in cui i padroni, in maggior parte greci, li tenevano.

Messina, un significativo caso studio nella Sicilia romana

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L’area distrutta dal terremoto del 1908
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La vecchia sede municipale nella cd. “Palazzata”

“La Storia si fa attraverso le fonti”, l’incipit del Dottor Francesco Tirrito apre un intervento che si propone di indagare le fonti archeologiche della Messina romana. Ha iniziato con un quadro puntuale della Messina pre-terremoto del 1908; la catastrofe ha aiutato la ricostruzione poiché le macerie hanno protetto tutto quello che c’era al di sotto, hanno fatto da tappo. Il primo scavo sistematico dell’area è stato effettuato solo nel momento in cui Giacomo Scibona era a capo della nascente Soprintendenza di Messina (prima gli scavi erano stati condotti dalla Soprintendenza di Siracusa). 

Il seguito dell’intervento ha studiato la carta archeologica di Messina, evidenziandone i punti cruciali, le nuove scoperte e i limiti geografici in fiumi e necropoli. L’indagine si è concentrata sull’area archeologica di Palazzo Zanca, territorio importantissimo per ricostruire interi secoli della storia messinese. Nella foto i livelli romani sono colorati in rosso: si tratta di un piano pavimentale da cui si innalzano dei pilastri; questi dovrebbero corrispondere ad un criptoportico con accanto edifici ad andamento circolare, si ipotizzò la struttura di un Odeion.

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I reperti conservati nell’Antiquarium di Messina

Straordinari i reperti esposti nell’Antiquarium di Messina, tra cui spiccano tessere di mosaico dai materiali ricercati. Si pensò quindi di collocare nell’area il Foro della città romana di Messina. Messina ha onorato quindi l’insediamento greco anche espandendosi, si è monumentalizzata dal I secolo d.C. con le suddette strutture e ha rispettato i limiti naturali imposti dai fiumi e dalle necropoli. 

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In rosso: le strutture di età romana nell’area di Palazzo Zanca

La scoperta dell’area archeologica di Palazzo Zanca

Si è concluso così il secondo di un ciclo di incontri che continuerà il 25 marzo 2021 con una conferenza sulla Sicilia medievale; la discussione sarà animata da altri interventi. 

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NEWS | “SCRIPTA LEGAMVS”, il concorso alla riscoperta delle epigrafi

L’Associazione Italiana di Cultura Classica (AICC) ha bandito un interessante concorso dal titolo “SCRIPTA LEGAMVS”; si tratta di un nuovo contest rivolto a tutti gli studenti – singoli, a gruppi, per istituti – che mira a far trovare, leggere e divulgare le epigrafi. Il nome dell’iniziativa gioca sull’ambivalenza della voce verbale LEGAMVS < LEGERE, “leggiamo” (congiuntivo esortativo) / LEGAMVS < LEGARE, “lasciamo in eredità” (indicativo), dato che l’obiettivo proposto è quello di leggere le epigrafi. Il record epigrafico è spesso sottovalutato, l’AICC vuole dunque sensibilizzare sul tema partendo dai giovanissimi; quindi propone loro di realizzare un video dai 3 ai 6 minuti di lunghezza che illustri un’iscrizione latina presente in un luogo pubblico.

Verranno dunque selezionati i tre video migliori da una giuria presieduta dalla Prof.ssa Silvia Orlandi, docente di Epigrafia latina della Sapienza di Roma; tanto altro materiale ricevuto verrà presentato durante la cerimonia di premiazione che si terrà a maggio 2021.

L’iscrizione al concorso dovrà pervenire entro il 26 febbraio 2021 e il materiale da valutare entro il 20 aprile 2021.

SCRIPTA LEGAMVS

Premi per tutti con “SCRIPTA LEGAMVS”

I tre video vincitori saranno pubblicati sul sito nazionale dell’AICC. I docenti coordinatori dei tre gruppi riceveranno l’iscrizione all’AICC e una pubblicazione epigrafica per ciascun gruppo, offerta dalla casa editrice Arbor Sapientiae. I partecipanti non vincitori avranno uno sconto del 25% su tutto il catalogo Arbor Sapientiae Editore. Inoltre per i docenti coordinatori la partecipazione con un gruppo di studenti o un’intera classe varrà come attività di aggiornamento (con attestato di partecipazione per 10h di aggiornamento).

L’unica spesa da sostenere riguarda un contributo organizzativo di 30 euro per ogni Istituto partecipante (a prescindere del numero di classi/gruppi coinvolti); da versare sul conto con IBAN IT 3 16Z03 4750 1605 CC001 1402032 BIC INGBITD1, a Maria Grazia Iodice (causale “SCRIPTA LEGAMVS + nome Istituto”). 

Il bando completo del concorso “SCRIPTA LEGAMVS” è consultabile qui.

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NEWS | Grandi eventi per la Giornata della Lingua Greca

Martedì 9 febbraio 2021, alle ore 10:30, si svolgerà l’incontro telematico dal titolo “Il Greco a teatro; l’evento è promosso in occasione della Giornata mondiale della Lingua Greca 2021. Il tutto è organizzato dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, nonché dall’Associazione Italiana di Cultura Classica. Ci saranno anche contributi di docenti da altri atenei: la Prof.ssa Domenica Minniti Gonias parlerà degli Italianismi nel linguaggio del teatro neogreco; quindi continuerà la Prof.ssa Sotera Fornaro con Le parole del teatro greco.

L’incontro avverrà sulla piattaforma Zoom a questo link o inserendo le credenziali presenti nella locandina.

Lingua greca

Un’altra iniziativa in occasione della Giornata sarà curata dal Prof. Daniele Macris, docente di Latino e Greco del Liceo Classico “F. Maurolico” (ME). Il Professore terrà una conferenza dal titolo “La lingua Greca tra Omero e Solomos” che verrà pubblicata sui canali social dell’AICC.

Lingua greca

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NEWS | “ΙΛΙΟΥΠΕΡΣΙΣ”, un imperdibile ciclo di seminari epici

Il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia avvierà un ciclo di seminari epici. Si svolgerà secondo un format già sperimentato negli anni precedenti, quest’anno avrà il titolo di “ΙΛΙΟΥΠΕΡΣΙΣ“; si proporrà come un laboratorio di approfondimento per i temi che riguardano la caduta dell’antica Troia e i miti ad essa legati. 

Il ciclo “ΙΛΙΟΥΠΕΡΣΙΣ” è aperto alla partecipazione di tutti, ognuno avrà il proprio attestato terminati i sei incontri. L’iscrizione è però obbligatoria e dev’esser effettuata compilando questo modulo; all’email indicata arriveranno di volta in volta tutte le informazioni necessarie. Di seguito la locandina con le date e tutti gli incontri e i temi previsti.

(In copertina il pannello marmoreo frontale di un sarcofago con scena dell’ΙΛΙΟΥΠΕΡΣΙΣ – II sec. a.C.; dalla collezione di Vespasiano Gonzaga conservata nel Palazzo Ducale di Mantova).

ΙΛΙΟΥΠΕΡΣΙΣ

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NEWS | Il “Tesoro di Morgantina” non più oltreoceano, il dibattito continua

L’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, si è interessato alla questione dei famosi “Argenti di Morgantina“; conosciuti anche con il nome di “Tesoro di Morgantina” o “Tesoro di Eupolemos”, il tale che si crede l’ultimo proprietario. Ad intervenire in merito è il deputato regionale all’ARS, l’On. Carmelo Pullara:

“Così come all’assessore Samonà, – spiega Pullara – anche a me sta a cuore preservare l’integrità di così importanti tesori; non solo per il loro pregio artistico, ma anche per il significato che hanno per il territorio della provincia di Enna e della città di Aidone”.

Come deputato e componente della commissione Cultura, farò quanto in mio potere affinché si riesca a trovare una soluzione ragionevole; il tutto al fine di non pregiudicare l’integrità di questo tesoro siciliano. Il prestito degli argenti rientra in un accordo di scambio molto più ampio, ma datato e stipulato quando ancora non erano ben noti i rischi per l’integrità di questo tesoro.

Ora che siamo a conoscenza del pericolo che corre il “Tesoro di Morgantina” – conclude il deputato – dobbiamo fare tutto quello che è in nostro potere per ottenere una modifica del contratto tra USA ed Italia.

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Il “Tesoro di Morgantina” – fonte: Regione Siciliana

Un Tesoro tanto prezioso quanto conteso

Si tratta di 15 pezzi in argento risalenti al III secolo a.C. Gli americani hanno scavato Morgantina (EN) che, durante la II guerra punica, aveva defezionato da Roma ed era stata oggetto di incursioni romane (214-211 a.C.). Il sito conservava piccoli ripostigli di gioielli e monete: ripostigli di emergenza secondo il dato numismatico, alcuni contengono monete che appartengono al sistema del denario, altre sono parte di emissioni più antiche; le monete sono fior di conio, nuove di zecca. Tra i monili spiccano le profonde coppe, due pissidi, di cui una con lamina decorata a sbalzo, un’olpe, uno skyphos, una coppia di corna, dei recipienti per mescere il vino e piatti per sacrifici.

Ma il Tesoro non si trova sempre dove dovrebbe. Un patto tra Italia e Stati Uniti sancisce che deve stare in mostra quattro anni al Met di New York e quattro anni al museo archeologico di Aidone (EN). Quando non è esposto al museo dell’antica Morgantina è sostituito da una gigantografia che ne mostra i reperti. Ciò dovrebbe ripetersi per altri trenta lunghi anni, ne son passati già dieci dalla firma dell’accordo tra MiBACT e il Met. Le riflessioni davanti alle tristi vetrine vogliono che il Tesoro resti a Morgantina e non faccia ritorno negli USA, un sogno per cui si combatte a braccio di ferro ancora oggi. Il lungo viaggio che ogni quattro anni gli oggetti devono affrontare genera preoccupazione per la conservazione dei reperti stessi: è il perno su cui tutt’oggi si fonda il tanto acceso dibattito.

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NEWS | Un nuovo strumento a tutela dei lavoratori della Cultura

Nasce il Tavolo permanente per i lavoratori della Cultura pesantemente colpiti dall’emergenza sanitaria ancora in corso; il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, ha firmato ieri il decreto ministeriale che lo istituisce ufficialmente. 

“Nasce il tavolo permanente per i lavoratori dei musei, degli archivi e delle biblioteche. Un nuovo spazio per un costante ascolto delle esigenze dei professionisti di uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia” – così ha commentato il ministro Franceschini. “In vista delle misure di rilancio si rafforza così il dialogo e il confronto già intrapreso”.

Tavolo
Il Ministro Franceschini

Il tavolo è presieduto dal Direttore generale Musei, Massimo Osanna, ed è composto dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni di settore. Vi partecipano anche il Direttore generale Archivi, il Direttore generale Biblioteche e diritto d’autore e i rappresentanti delle istituzioni culturali.

Il Tavolo vuole esaminare tutte le problematiche delle istituzioni legate al protrarsi della pandemia per capire come affrontarle. Si spera, però, che possa continuare a svolgere il suo compito di condivisione, dibattito e mediazione anche dopo l’emergenza.

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NEWS | Online la call for papers per “Dialoghi sul mondo antico”

Online la call for papers per la quarta edizione di Classicamente. Dialoghi senesi sul mondo antico, con scadenza il 31 gennaio 2021. La Call è indirizzata a giovani ricercatori e studiosi: laureati magistrali, dottorandi e dottori di ricerca che abbiano conseguito il titolo da meno di 5 anni al momento della scadenza della stessa. I seminari mirano a coinvolgere i giovani ricercatori con l’obiettivo di stabilire un dialogo per condividere e discutere approcci diversi al mondo antico (antropologico, filologico, storico, archeologico, semiotico, linguistico etc.).

I candidati sono pertanto invitati ad inviare un abstract di massimo 500 parole attraverso questo modulo dedicato.

Dialoghi sul mondo antico: tanti i temi possibili!

Sono tante le tematiche proposte, tra queste: i rapporti di identità e l’approccio al diverso, allo straniero; le relazioni di parentela, aspetti cultuali e/o sociolinguistici, per cui un’approfondimento sulla cultura materiale non sarebbe male. Alle istituzioni giuridiche e filosofiche, si aggiungerebbero quindi anche le modalità di trasmissione del sapere (oralità, scrittura) e l’importanza della memoria (personale, collettiva).

dialoghi sul mondo antico