Il “Trowel Contest” è un’occasione per divertirsi, da soli o in gruppo, e vincere bellissimi premi che anche la nostra redazione metterà in palio. Di seguito troverete tutte le informazioni necessarie per parteciparvi, non c’è tempo da perdere!
Come iscriversi
Per iscriversi basta cercare su Telegram il gruppo “Trowel Contest 2021“, unirsi al gruppo, presentarsi scrivendo l’account Instagram da associare e inviare attraverso messaggio privato all’amministratore il video della performance di lancio, che servirà a partecipare alla prima fase della gara. I video dovranno avere una durata massima di 30 sec. Il gruppo Telegram verrà utilizzato esclusivamente per le informazioni di servizio. In aggiunta, la finestra per le iscrizioni, che precisiamo esser gratuita, resterà aperta per tutto il mese di maggio.
Come partecipare
La competizione avrà inizio nel mese di giugno e si svolgerà in modalità torneo. Il 2 Giugno verrà pubblicato su Instagram il tabellone con le date e gli accoppiamenti degli scontri diretti tra i partecipanti con i video del lancio della trowel. Gli scontri si svolgeranno tra due sfidanti attraverso i video pubblicati nelle storie della pagina Instagram di Sterro Today. Passerà il turno chi otterrà più voti nel sondaggio. Ogni concorrente che passerà il turno, per competere nello scontro successivo, dovrà inviare attraverso Telegram un nuovo video del lancio del trowel. Questa procedura sarà valida fino allo scontro finale. I concorrenti saranno taggati nelle storie.
Chi può partecipare
La partecipazione è aperta a tutti senza nessuna limitazione, basta aver più di 18 anni di età. Con un unico account Instagram è possibile mandare un video del lancio della trowel con più persone, partecipando in gruppo. Se non si è provvisti di trowel è possibile usare altri utensili, pur rimanendo in tema.
Chi vince
Vincerà il premio del “Trowel Contest 2021” chi avrà inviato un video lancio della trowel per ogni scontro diretto disputato e averli vinti tutti fino al duello finale. La giuria, composta da tutti i partner dell’evento, assegnerà i Premi Speciali: Miglior Video, Creatività, Voti Ricevuti.
Antiche mura romane sotto un impianto di carburanti. Accade ad Atripalda, in provincia di Avellino, immediato l’intervento della Soprintendenza.
Sembra impensabile eppure “imprevedibilità”, a volte, è sinonimo di archeologia. Durante i lavori di ammodernamento di un impianto di carburanti ad Atripalda, in provincia di Avellino e non a caso precisamente in Via Appia, sono emerse strutture murarie di epoca romana. In quello che costituiva l’immediato suburbio di Abellinum, mura in opus reticulatum risalenti al I secolo a.C.e, con ogni probabilità, pertinenti all’anfiteatro romano dell’antica città.I setti murari rinvenuti sorgono non molto lontano dal Parco Archeologico dell’antica Abellinum, non sarebbe così assurdo pensare ad una linea di continuità tra i due siti. Una bella sorpresa per il proprietario dell’impianto costruito nei primi anni Settanta, che non avrebbe mai potuto immaginare, recandosi a lavoro, di calpestare ogni giorno un vero e proprio tesoro archeologico. Immediato l’intervento della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, che hasubito sospeso le attività di ristrutturazione e ordinato l’intervento di un funzionario archeologo di zona. L’archeologa Silvia Pacifico, dopo un accurato sopralluogo, ha deciso di approfondire ed ampliare l’area dell’indagine archeologica al fine di avere una maggiore conoscenza di quanto emerso; sarà necessario adesso verificare le estensioni dei setti murari affiorati e valutare il futuro delle strutture scoperte.
Insomma, chissà cosa si nasconde sotto i nostri piedi!
Al via il “Trowel Contest 2021” che consiste in una prova di lancio della cazzuola. Organizzato e annunciato da Sterro Today e Let’s Dig Again sui canali social, il Contest giunge ora alla sua seconda edizione. La redazione di ArcheoMe è molto felice di essere tra gli organizzatori dell’evento, nella categoria sponsor.
Abbiamo in serbo tante novità e sorprese che verranno svelate nei prossimi giorni. Quindi, tenetevi pronti e scaldate le cazzuole!
A Bacoli (NA) riapre la tomba di Agrippina, madre dell’imperatore Nerone. Fu la prima donna a governare, di fatto, l’impero ad interim durante i primi anni di regno del figlio, mostrando quasi con fierezza l’impietosa indole. Spietata, audace, accecata dalla smania di potere e, pertanto, macchiatasi di numerosi atti delittuosi al fine di conseguirlo e mantenerlo. L’odio, la violenza, la vendetta, accrescevano in lei sin dalla più tenera età, quando il dispotico prozio Tiberio le sterminò in maniera efferata la famiglia e la costrinse a contrarre matrimonio con il console dalla dubbia reputazione Enobarbo, dal quale ebbe Nerone.
Dev’essere stata proprio la personalità magnetica di Agrippina a spingere l’imperatore Claudio, sposato in terze nozze, a designare come erede al trono Nerone. Il rapporto tra madre e figlio, però, fu notoriamente conflittuale, al punto da risolversi in un matricidio di non facile riuscita. Sappiamo che Nerone invitò la madre ad una festa a Baia (NA) e ordinò di far affondare la nave che avrebbe dovuto riportare Agrippina ad Anzio. La schiava personale, anch’ella precipitata in mare e sperando in un celere salvataggio, cominciò a gridare ai marinai di essere Agrippina; quelli, complici di Nerone, la uccisero colpendola alla testa con i remi. Agrippina assistette alla scena e, allontanatasi a nuoto, venne tratta in salvo da alcuni pescatori che la condussero in una Villa nei pressi del Lago Lucrino. Nerone perseverò negli intenti e inviò alcuni sicari alla villa facendo consumare il delitto. È il 59 d.C. Secondo Tacito venne sepolta lungo la strada per Miseno, in una grande villa di epoca romana sul mare nella Marina di Bacoli. Finalmente quella villa rimasta chiusa per vent’anni verrà riaperta al pubblico e, tra i suoi resti, si potrà rivivere tutto il fascino “macabre” dell’Augusta.
Giulia Agrippina Augusta
“Ventrem feri!” (“Colpisci il ventre!”), gridò Agrippina ai suoi assassini porgendo il ventre.
Viaggia al ritmo intrigante del funky siculo, insegue la scia inebriante del fiore di zagara e, lungo un coloratissimo itinerario fra gli agrumeti DOP e IGP di cinque province siciliane, ne esplora a passo d’uomo – e a volo d’uccello – l’incredibile varietà di paesaggi, monumenti, piazze, mercati, tradizioni e volti. “L’anziano che indica la rotta” (citazione del celebre scatto di Robert Capa) e la fanciulla che invita al viaggio sussurrando il suo nome, “Zagara”, parola dalle sonorità e fascinazioni arabe (da zahra, fiore).
Il vecchietto indica il sentiero sulle “Vie della Zagara” tra i Limoni di Messina
S’intitola “Scent of Zagara” – “Profumo di Zagara” ed è il nuovo travel video del Distretto Agrumi di Sicilia con le musiche originali di “Jacaranda“, giovane band catanese che vi ha dedicato un brano inedito, dal sound mediterraneo e assai orecchiabile.
“Scent of Zagara”, a spasso tra agrumeti DOP, IGP e BIO
Dall’Etna alla Conca d’Oro, il video è un omaggio alla natura generosa, alla storia e al patrimonio culturale dell’isola del sole ma non solo. In vista dell’auspicata ripresa del turismo dopo la pandemia, è un invito a programmare il prossimo viaggio in Sicilia in qualunque stagione, scegliendo tra le “Vie della Zagara“. Si tratta di sette itinerari nei territori di vocazione delle sue eccellenze agrumicole: IGP Arancia Rossa di Sicilia, Limone Interdonato di Messina, Limone di Siracusa e Limone dell’Etna; la DOP Arancia di Ribera e, infine, il Mandarino di Ciaculli e la via del biologico, metodo di coltura che accomuna tutti gli agrumi col “bollino di qualità”.
Limone IGP dell’Etna
Federica Argentati, presidente Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia: “Questo video, che ho voluto con determinazione, è un dono alla filiera agrumicola ed in particolare a chi ha già imparato a coniugare i verbi dell’agricoltura con quelli del turismo: i più potenti attrattori economici dell’isola attraverso cui, a nostro avviso e non solo, passa la ripresa e il futuro post covid della Sicilia. A queste imprese agrumicole multifunzionali, spesso rinvigorite dalla presenza di giovani che alla produzione affiancano attività di fattoria didattica e accoglienza nell’ottica del turismo lento e attento al viaggiatore, dedichiamo questo efficace strumento di promozione. “Scent of Zagara” è a disposizione anche delle istituzioni e di quanti lavorano per far conoscere, attraverso i sette itinerari degli agrumi siciliani DOP e IGP e BIO, l’immensa offerta di esperienze che, tra natura, cultura e buon cibo, svela un viaggio nella nostra terra”.
Economia, identità culturale e società nel mirino
Di “ritorno all’economia reale, al territorio e alle sue autentiche risorse” parla Giuseppe Rallo, direttore di Alta Scuola Arces, che spiega come “il video ‘Scent of Zagara’ si inserisce al meglio nell’ambito nella tematica del nostro progetto ‘Motris’, ossia la mappatura dell’offerta di turismo relazionale integrato in Sicilia. Un progetto che si fonda su tre principi: la ri-territorializzazione dell’economia (ossia il ritorno all’economia reale), la ricomposizione dell’identità culturale e la ricontestualizzazione della società in contrapposizione a quella globale, riportando l’uomo e le relazioni personali al centro degli interessi, evitando di rimanere travolti da processi economici transnazionali”.
Il travel video tra i borghi siciliani
Nel video – girato fra monumenti e agrumeti di comuni e borghi delle province di Messina, Catania, Siracusa, Agrigento e Palermo – compaiono anche i giovani musicisti di “Jacaranda“, autori del brano funky: un ritmo d’oltreoceano che, sorretto da un basso elettrico, è arrangiato con gli strumenti della tradizione siciliana come mandolino, friscalettu e coloriture di marranzano. “Jacaranda” è impegnata infatti nella ricerca e valorizzazione degli strumenti popolari siciliani cui affianca quelli provenienti da varie parti del mondo, nell’ottica di un sound sperimentale e contemporaneo. “Scent of Zagara” è diretto da Filippo Arlotta, sceneggiatura di Gianluca Reale, direttore di produzione Vera Leotta.
Le scene del travel video sono girate a: Messina, Itala, Taormina, Acireale, Torre Archirafi (Riposto), Acitrezza, Catania, Grammichele, Caltagirone, Marzamemi, Noto, Siracusa, Realmonte, Agrigento, Ribera, Palermo, Ciaculli (Palermo), Bagheria e Belpasso.
Borgo di Marzamemi (Limoni di Siracusa)
Protagonista del travel video in agrumeto
Castello di Ribera (AG; origine dell’Arancia di Ribera)
Villa Palagonia nella Conca d’Oro (Bagheria, PA; origine del Mandarino Ciaculli)
In copertina: l’Arancia Rossa di Sicilia sulla Scala di Caltagirone (CT).
Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Claudio Meliadò, professore associato di Letteratura Greca all’Università di Messina e coordinatore del progetto “Classics’ R-Evolution”.
“Ogni fenomeno letterario è frutto del tempo che l’ha generato e i veri capolavori impregnano di sé la storia. Sono concepiti per non lasciare le cose nel modo in cui le trovano. Pensiamo ai grandi testi concepiti dall’uomo: la Poetica di Aristotele, la Repubblica di Platone, la Divina Commedia, IlPrincipe di Machiavelli fino ad arrivare ai testi del ‘900. Ci sono delle opere letterarie che apportano una rivoluzione, imprimono alla storia e alla visione del mondo un dinamismo nuovo tanto da creare una evoluzione nella storia; ma non esauriscono la propria vita in questo. Vengono ripresi, riscritti, adattati alla sensibilità, allo spirito alle necessità del tempo, fino a evolversi loro stesse e a essere, ogni volta capaci di ridiventare strumento di affermazione di ideali, di bellezza e di rivoluzione. Mi è capitato più volte di citare Simone Weil, che in apertura di un lavoro sull’Antigone di Sofocle, scritto per rendere accessibili agli operai delle fonderie di Rosières i capolavori della letteratura greca, dice: «Sono passati circa duemilacinquecento anni da quando in Grecia si scrivevano bellissimi poemi. Ormai, a leggerli, sono quasi soltanto coloro che si specializzano in questo studio, ed è un peccato. Perché questi antichi poemi sono talmente umani da essere ancora molto vicini a noi e possono interessare tutti. Sarebbero persino molto più commoventi per quanti sanno cosa significhi lottare e soffrire, piuttosto che per coloro che hanno trascorso la loro vita tra le quattro mura di una biblioteca». L’Antigone è stata rappresentata per la prima volta tra il 456 e il 446 a.C., ha segnato il tempo e la storia, divenendo paradigma per ogni uomo, tuttora può ridiventare strumento di interpretazione del mondo di oggi e di quell’evidente conflitto tra legge naturale e diritto positivo. Da qui nasce il progetto Classics’ R-Evolution, da me coordinato, che vede riuniti in stretta collaborazione il DiCAM, le delegazioni dell’AICC di Acireale, Locride, Messina, Milazzo, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, e numerose scuole della Sicilia e della Calabria. Si tratta di un percorso di lettura, che mira a indagare il testo classico dalla sua creazione letteraria, legata a un preciso contesto sociale, etico, filosofico e culturale, alle forme e alle motivazioni della sua fortuna antica e moderna. Il fine del progetto è cogliere la portata rivoluzionaria del testo e la sua metamorfica evoluzione attraverso il tempo, nella convinzione che in ogni fase della sua vita esso sia stato portatore della bellezza che tanto cerchiamo. La IV Giornata di Studi chiude la riflessione avviata lo scorso anno su Ifigenia in Tauride e Baccanti. Se nel 2020, poco prima del lockdown, ci siamo ritrovati in 500 nell’Auditorium del DiCAM per approfondire queste due tragedie, la messa in scena antica, i loro aspetti musicali e religiosi, anche con l’apporto di docenti e studenti della scuola superiore, quest’anno volgiamo l’attenzione alla strada percorsa da quei due testi dalla letteratura latina alle riprese di Racine, Goethe e Pavese, senza tralasciare il dionisismo in età cristiana e gli apporti della filosofia. Fondamentali sono gli interventi degli studenti dei Licei di Acireale, Capo d’Orlando e Villa San Giovanni, che tra le altre cose ampliano la prospettiva alla filmografia”.
A conclusione della serie TV Rai trasmessa in diretta mondiale su Leonardo Da Vinci – in onda stasera – molti si saranno interrogati sulla effettiva esistenza di Caterina da Cremona: personaggio chiave nella storia ideata e raccontata da Frank Spotnitz e Steve Thompson e interpretata dalla talentuosa Matilda De Angelis. Un dubbio naturale che ha coinvolto gran parte del pubblico durante le sequenze con nomi del calibro di Ludovico “Il Moro”, Niccolò Machiavelli, Cesare Borgia etc. Chi è Caterina da Cremona che così tanto – almeno a detta degli autori – sembra aver influenzato le scelte e la vita di Leonardo (libertà narrative a parte)?
Secondo i produttori della serie, che non hanno mai nascosto di essersi presi alcune libertà narrative, una Caterina nella vita di Leonardo c’è stata. Ipotesi data dal ritrovamento di documenti che attestano l’esistenza di una Caterina tra le modelle del genio. Niente però che possa giustificare l’attenzione rivolta al personaggio durante la serie. Potrebbe trattarsi invece – secondo alcuni – della trasposizione di quella Lisa che ispirò appunto il celebre dipinto oggi conservato presso al Louvre di Parigi. Una tesi affascinante, romantica, sì, ma storicamente poco solida. Insomma un mistero dettato dalle regole della sceneggiatura probabilmente (non sarebbe la prima volta) o forse l’indizio di una verità pronta ad essere svelata!
Chi lo sa! Godiamoci la fine della serie con un unica certezza: una Caterina nota alla storia e così importante per Leonardo, effettivamente ci fu e del genio fu proprio la madre.
Concetta Barbera
Matilda De Angelis nei panni di Caterina da Cremona sul set di “Leonardo”
La partenza è prevista entro le ore 9:00, presso la chiesa di S. Maria di Mili. La più antica chiesa normanna della Sicilia. Il percorso andrà poi in direzione di S. Pietro di Mili, di cui sarà possibile visitare la chiesa parrocchiale. Il percorso avrà seguito su un’antica mulattiera, risalendo le colline e godendo dei paesaggi mozzafiato che separano la valle di Mili da quella di Larderia. Tramite la mulattiera sarà poi possibile raggiungere i resti della chiesa medievale di S. Giorgio, passando attraverso uliveti millenari e suggestivi scorci sulla vallata e sullo Stretto.
È prevista una sosta per il pranzo che sarà preparato dal rifugio S. Eustochia e consumato nelle ampie aree esterne del rifugio, sempre nel rispetto del distanziamento sociale e delle normative anti Covid. L’escursione prosegue poi con una tappa presso il Forte Cavalli, in località Monte Gallo. Forte Cavalli è una fortificazione di fine ‘800 posta a guardia dello Stretto di Messina, un luogo estremamente suggestivo dal quale è possibile ammirare paesaggi straordinari.
Forte Cavalli, Messina
Informazioni utili
Lunghezza: 6,5 km; quota: 199-315 m s.l.m.; difficoltà: E (media); quota di partecipazione: 10 euro.
Il rientro presso il punto di raduno di partenza è previsto entro le ore 18:00.
È obbligatorio l’uso della mascherina ed è consigliato un abbigliamento da trekking adeguato.
La partecipazione è limitata a 20 persone per garantire il rispetto delle normative anti Covid.
Tutti abbiamo sognato, guardando il film “Una notte al museo”, di poterci trovare nelle vesti del protagonista: un museo tutto per noi. Aggirarci indisturbati tra le sue sale di notte, scoprirne i misteri più reconditi, interagire con quel che custodisce che prende vita e perderci nel tempo. I Musei Civici di Pavia accolgono la #museumatnightchallenge, una sfida tra musei di tutto il mondo per tenere accesa la luce sulla cultura e sull’arte in questo momento buio. La challenge è nata da un’idea del parco di attrazioni belga “Le Pass” e i musei che si sfidano hanno il compito di raccontare cosa accade di notte nelle loro sedi. Le sfide si consumano sui canali social tra Facebook e Instagram a colpi di video, allestimenti e fotomontaggi.
Vi lasciamo il suggestivo video di sfida a cura dei Musei Civici di Pavia e…non perdetevi gli altri contenuti della challenge!
“Cosa succede di notte tra le mura del Castello Visconteo? Chi si aggira tra le sale dei Musei Civici? Le luci si spengono, le opere restano sole…o forse no?”
La redazione ArcheoMe si congratula con la collaboratrice Oriana Crasì per gli ottimi risultati sportivi raggiunti nelle ultime competizioni.
L’atleta, nonché archeologa e redattrice di assoluto valore per la nostra redazione, ha ottenuto, tra ieri e oggi, ben due medaglie d’oro in altrettante gare, valevoli per le qualificazioni regionali FITARCO 3D. Il prestigioso risultato ottenuto nella nobile e antica disciplina del tiro con l’arco dalla nostra Oriana, che virtualmente le garantisce l’accesso al Campionato Nazionale FITARC 3D, ci inorgoglisce: Ad Maiora, campionessa del “Mens sana in corpore sano”.
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