Dante

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NEWS | Dante arriva agli Uffizi, al via la mostra digitale

Gli Uffizi lanciano A riveder le stelle , una mostra virtuale su Dante Alighieri coi disegni della Commedia di Federico Zuccari digitalizzati.

Questo nuovo anno, il 2021, vede Dante come grande protagonista. È infatti il settecentesimo anniversario della scomparsa di Dante Alighieri (Firenze, 1265 – Ravenna, 1321) e queste celebrazioni saranno fatte a prova di Covid, in forma virtuale. Dal 1 gennaio 2021 il museo degli Uffizi ha inaugurato una mostra virtuale dedicata alle illustrazioni della Divina Commedia. La mostra online, intitolata A riveder le stelle, include tutti gli ottantotto disegni che l’artista marchigiano Federico Zuccari  eseguì alla fine del Cinquecento per illustrare il poema dantesco. Ecco che gli Uffizi hanno per la prima volta digitalizzato in alta definizione i disegni e  resi accessibili per la prima volta online. La fragilità della carta anche da qui deriva la scelta degli Uffizi di digitalizzare nella sua completezza, rendendo disponibile a tutti questo consistente nucleo di fogli fisicamente fragile e, per sua natura, non adatto a esser consultato regolarmente.

I fogli “danteschi” di Zuccari

I protagonisti  della mostra sono quindi i fogli “danteschi” di Zuccari, che si trovano nelle Gallerie degli Uffizi. Essenziale per la creazione dell’evento è stata Donatella Fratini, curatrice dei disegni dal Cinquecento al Settecento degli Uffizi. La Dott.ssa Fratini ha progettato un percorso a tappe per mostrare al pubblico del web i disegni del ciclo illustrativo della Divina Commedia più importante prima dell’Ottocento. L’artista realizzò il ciclo di disegni tra il 1586 e il 1588, durante un soggiorno in Spagna. Le opere e i suoi fogli entrarono nella raccolta degli Uffizi nel 1738 grazie alla donazione di Anna Maria Luisa de’ Medici. I disegni si trovavano nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, ma raramente esposti al pubblico, protetti in ambienti termoregolati. I disegni di Zuccari sono, soprattutto, noti a un pubblico ristretto di studiosi. 

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NEWS | 700Dante, online il portale dedicato al Sommo Poeta

La città di Firenze celebra i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri con una serie di eventi che ne tracciano un percorso storico, biografico, letterario e politico.

Il Sommo Poeta, simbolo e icona della lingua e della cultura italiana nel mondo, sarà omaggiato per tutto il 2021 attraverso una serie di iniziative organizzate da oltre trenta istituzioni, riunite in un Comitato Organizzatore coordinato dal Comune di Firenze, con il supporto dell’Associazione MUS.E.

Anniversari artistici

Lo scopo del progetto è di raccontare la storia di Dante e della sua Firenze, attraverso eventi virtuali e non: conferenze, giornate di studi, eventi e mostre aperte al grande pubblico, in un programma denso e variegato, consultabile online da oggi sul portale www.700dantefirenze.it e sulla pagina Facebook dedicata.

La Divina Commedia illumina Firenze, affresco realizzato dal pittore Domenico di Michelino, è l’immagine scelta per rappresentare il settecentenario della morte di Dante Alighieri

Un evento importante per raccontare cosa ha rappresentato e ancora oggi rappresenta la figura di Dante a 360 gradi, come dichiarato dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi durante la conferenza stampa di presentazione dell’anno di Dante, tenutasi il 2 ottobre scorso nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.

La legge che ha istituito i tre grandi anniversari di Leonardo nel 2019, Raffaello nel 2020 e Dante nel 2021 è stata fatta diversi anni fa, consentendo di preparare per tempo le celebrazioni: ciò ha permesso di coinvolgere molti soggetti e preparare iniziative di grande qualità. Il Comitato per le celebrazioni di Dante ha difatti selezionato cento progetti tra gli oltre 400 pervenuti.

Il Museo dantesco

Tra le iniziative che celebreranno la figura del Sommo Poeta, va in questa direzione – ha detto il ministro Dario Franceschini – anche la scelta di creare a Firenze il Museo della lingua italiana, presso l’ex Monastero Nuovo nel Complesso monumentale di Santa Maria Novella. Inserito ad agosto 2020 nel programma Grandi Progetti Beni Culturali varato dal MiBACT, il nuovo Museo costituirà la “casa della lingua italiana”, raccontando il nostro patrimonio linguistico e letterario anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali.

Articolo a cura di Giorgia Greco

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NEWS | Dantedì, oggi l’omaggio di Unict e Teatro Stabile al ‘Sommo poeta’

Anche l’Università di Catania aderisce alla giornata nazionale in onore di Dante Alighieri, che si celebra il 25 marzo, data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia.

Dalle ore 12 tutti sono invitati a celebrare il “Dantedì”, leggendo i versi della Commedia, seppur a distanza, e a condividere sui social ‘pillole’, letture in streaming, performance dedicate a Dante, con gli hashtag ufficiali #Dantedì, #IoleggoDante e #UnictxDantedì. Grazie alla collaborazione con il Teatro Stabile di Catania, l’Università ha realizzato un video della lettura dell’Inferno, nel quale gli attori Pietro Pace, Luca Iacono, Egle Doria, Simone Luglio, Franco Mirabella e Silvio Laviano leggeranno le terzine del XXVI Canto, sulle musiche originali del compositore Edmondo Romano.

Il video integrale sarà pubblicato sul canale YouTube dell’Ateneo e diffuso attraverso i siti e i canali social istituzionali dell’Università di Catania e del Teatro Stabile di Catania. All’iniziativa collabora anche Radio Zammù con una poesia, tratta da “Le rime”, letta da quattro speaker, ognuno rigorosamente da casa propria. I versi scelti sono un inno allo stare insieme con gli amici in allegria e spensieratezza. Dante è il simbolo della cultura e della lingua italiana, ricordarlo insieme sarà un modo per unire ancora di più il Paese in questo momento difficile, condividendo versi dal fascino senza tempo…

I docenti dell’Ateneo Rosario Castelli e Andrea Manganaro (Letteratura italiana, Dipartimento di Scienze umanistiche) interverranno inoltre con due contributi video che saranno pubblicati sullo stesso canale. Anche le lezioni a distanza di discipline letterarie dei corsi di studio dell’Università di Catania, che saranno tenute nella giornata di oggi tramite la piattaforma MS Teams, saranno dedicate al Sommo Poeta. All’iniziativa aderisce l’Associazione degli Italianisti Italiani, con cui Unict collabora da anni, e che coinvolgerà a distanza gli alunni di moltissime scuole siciliane.

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NEWS | “UniCt per Dantedì”, l’iniziativa social per la giornata dedicata a Dante

Il 25marzo – data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia – si celebrerà per la prima volta il “Dantedì”. Una giornata dedicata a Dante Alighieri, recentemente istituita dal Governo.

‪L’appuntamento nazionale è per le ore 12 di mercoledì 25 marzo, orario in cui siamo tutti chiamati a leggere Dante e a riscoprire i versi della Commedia. Le celebrazioni, seppur a distanza, proseguiranno durante tutta la giornata sui social, con pillole, letture in streaming, performance dedicate a Dante, con gli hashtag ufficiali #Dantedì e #IoleggoDante.

UniCt per Dantedì

Anche l’Università degli Studi di Catania ha aderito al progetto nazionale e, grazie alla collaborazione con il Teatro Stabile di Catania, ha realizzato un video della lettura dell’Inferno. Gli attori Pietro Pace, Luca Iacono, Egle Doria, Simone Luglio, Franco Mirabella e Silvio Laviano leggeranno le terzine del XXVI Canto, sulle musiche originali del compositore Edmondo Romano.

Il video integrale sarà pubblicato alle 12 sul canale YouTube di Zammù Multimedia, la webtv d’Ateneo, che ha realizzato il montaggio dei videoselfie inviati dagli attori.

Anche Radio Zammù rende omaggio al padre della lingua italiana con una poesia, tratta da “Le rime”, letta da quattro speaker, ognuno rigorosamente da casa propria! I versi scelti dalla redazione sono un inno allo stare insieme con gli amici in allegria e spensieratezza, nella speranza di poterlo fare presto anche tutti noi.

Naturalmente, non poteva mancare l’apporto dei docenti dell’Ateneo: anche Rosario Castelli e Andrea Manganaro (Letteratura italiana, Dipartimento di Scienze umanistiche Disum) hanno realizzato due contributi video che saranno pubblicati sullo stesso canale.

Anche le lezioniadistanza di discipline letterarie dei corsi di studio dell’Università di Catania, che saranno tenute il 25 marzo tramite la piattaforma MSTeams, saranno dedicate al Sommo Poeta.

All’iniziativa aderisce inoltre l’Associazione degli Italianisti Italiani, con cui Unict collabora da anni, e che coinvolgerà a distanza gli alunni di moltissime scuole siciliane e non solo.

Mibact

Tra le iniziative istituzionali, si segnala in particolare che sul canale YouTube del Mibact e sul sito del Corriere della Sera sarà trasmesso un filmato, realizzato appositamente per questa prima edizione del “Dantedì”. In questo saranno presenti i preziosi contributi di Paolo Di Stefano, giornalista del suddetto quotidiano e promotore della giornata dedicata a Dante; Alberto Casadei dell’Associazione degli italianisti; Claudio Marazzini presidente dell’Accademia della Crusca; Carlo Ossola presidente del Comitato per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante; del linguista e filologo Luca Serianni della Società Dante Alighieri; di Natascia Tonelli dell’Università di Siena; di Sebastiana Nobili dell’Università di Ravenna.

Dante è il simbolo della cultura e della linguaitaliana, ricordarlo insieme sarà un modo per unire ancora di più il Paese in questo momento difficile, condividendo versi dal fascino senza tempo.

     XXVI Canto dell’Inferno
Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande
che per mare e per terra batti l’ali,
e per lo ‘nferno tuo nome si spande!

Tra li ladron trovai cinque cotali
tuoi cittadini onde mi ven vergogna,
e tu in grande orranza non ne sali.

Ma se presso al mattin del ver si sogna,
tu sentirai, di qua da picciol tempo,
di quel che Prato, non ch’altri, t’agogna.

E se già fosse, non saria per tempo.
Così foss’ei, da che pur esser dee!
ché più mi graverà, com’ più m’attempo.

Noi ci partimmo, e su per le scalee
che n’avea fatto iborni a scender pria,
rimontò ’l duca mio e trasse mee;

e proseguendo la solinga via,
tra le schegge e tra ’ rocchi de lo scoglio
lo piè sanza la man non si spedia.

Allor mi dolsi, e ora mi ridoglio
quando drizzo la mente a ciò ch’io vidi,
e più lo ’ngegno affreno ch’i’ non soglio,

perché non corra che virtù nol guidi;
sì che, se stella bona o miglior cosa
m’ ha dato ’l ben, ch’io stessi nol m’invidi.

Quante ’l villan ch’al poggio si riposa,
nel tempo che colui che ’l mondo schiara
la faccia sua a noi tien meno ascosa,

come la mosca cede a la zanzara,
vede lucciole giù per la vallea,
forse colà dov’e’ vendemmia e ara:

di tante fiamme tutta risplendea
l’ottava bolgia, sì com’io m’accorsi
tosto che fui là ’ve ’l fondo parea.

E qual colui che si vengiò con li orsi
vide ’l carro d’Elia al dipartire,
quando i cavalli al cielo erti levorsi,

che nol potea sì con li occhi seguire,
ch’el vedesse altro che la fiamma sola,
sì come nuvoletta, in sù salire:

tal si move ciascuna per la gola
del fosso, ché nessuna mostra ’l furto,
e ogne fiamma un peccatore invola.

Io stava sovra ’l ponte a veder surto,
sì che s’io non avessi un ronchion preso,
caduto sarei giù sanz’esser urto.

E ’l duca, che mi vide tanto atteso,
disse: “Dentro dai fuochi son li spirti;
catun si fascia di quel ch’elli è inceso”.

“Maestro mio”, rispuos’io, “per udirti
son io più certo; ma già m’era avviso
che così fosse, e già voleva dirti:

chi è ’n quel foco che vien sì diviso
di sopra, che par surger de la pira
dov’Eteòcle col fratel fu miso?”.

Rispuose a me: “Là dentro si martira
Ulisse e Dïomede, e così insieme
a la vendetta vanno come a l’ira;

e dentro da la lor fiamma si geme
l’agguato del caval che fé la porta
onde uscì de’ Romani il gentil seme.

Piangevisi entro l’arte per che, morta,
Deïdamìa ancor si duol d’Achille,
e del Palladio pena vi si porta”.

“S’ei posson dentro da quelle faville
parlar”, diss’io, “maestro, assai ten priego
e ripriego, che ’l priego vaglia mille,

che non mi facci de l’attender niego
fin che la fiamma cornuta qua vegna;
vedi che del disio ver’ lei mi piego!”.

Ed elli a me: “La tua preghiera è degna
di molta loda, e io però l’accetto;
ma fa che la tua lingua si sostegna.

Lascia parlare a me, ch’i’ ho concetto
ciò che tu vuoi; ch’ei sarebbero schivi,
perch’e’ fuor greci, forse del tuo detto”.

Poi che la fiamma fu venuta quivi
dove parve al mio duca tempo e loco,
in questa forma lui parlare audivi:

“O voi che siete due dentro ad un foco,
s’io meritai di voi mentre ch’io vissi,
s’io meritai di voi assai o poco

quando nel mondo li alti versi scrissi,
non vi movete; ma l’un di voi dica
dove, per lui, perduto a morir gissi”.

Lo maggior corno de la fiamma antica
cominciò a crollarsi mormorando,
pur come quella cui vento affatica;

indi la cima qua e là menando,
come fosse la lingua che parlasse,
gittò voce di fuori e disse: “Quando

mi diparti’ da Circe, che sottrasse
me più d’un anno là presso a Gaeta,
prima che sì Enëa la nomasse,

né dolcezza di figlio, né la pieta
del vecchio padre, né ’l debito amore
lo qual dovea Penelopè far lieta,

vincer potero dentro a me l’ardore
ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto
e de li vizi umani e del valore;

ma misi me per l’alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola da la qual non fui diserto.

L’un lito e l’altro vidi infin la Spagna,
fin nel Morrocco, e l’isola d’i Sardi,
e l’altre che quel mare intorno bagna.

Io e’ compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov’Ercule segnò li suoi riguardi

acciò che l’uom più oltre non si metta;
da la man destra mi lasciai Sibilia,
da l’altra già m’avea lasciata Setta.

“O frati,” dissi, “che per cento milia
perigli siete giunti a l’occidente,
a questa tanto picciola vigilia

d’i nostri sensi ch’è del rimanente
non vogliate negar l’esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”.

Li miei compagni fec’io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;

e volta nostra poppa nel mattino,
de’ remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancino.

Tutte le stelle già de l’altro polo
vedea la notte, e ’l nostro tanto basso,
che non surgëa fuor del marin suolo.

Cinque volte racceso e tante casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che ‘ntrati eravam ne l’alto passo,

quando n’apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avëa alcuna.

Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;
ché de la nova terra un turbo nacque
e percosse del legno il primo canto.

Tre volte il fé girar con tutte l’acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com’altrui piacque,

infin che ’l mar fu sovra noi richiuso”.