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CULTORES ARTIUM | Carpineto Romano uno dei Borghi della Contea De Ceccano

CARPINETO ROMANO

 

Carpineto Romano sorge in una piccola vallata al centro dei Monti Lepini e si trova a ottocento metri d’altezza; da questo luogo è, ancora oggi, possibile accedere al tratto che conduce alla via “Francigena del Sud”, che collegava Roma e Brindisi ed era percorsa principalmente dai pellegrini che desideravano arrivare fin lì per poter raggiungere l’imbarco per la Terra Santa.

La Storia 

Carpineto Romano era uno di quei Borghi che un tempo facevano parte della grande contea dei De Ceccano: in epoca medievale, infatti, apparteneva ai conti di Ceccano e, grazie a costoro, la città assunse un ruolo di notevole importanza e crescita sotto tutti fronti. Da qui, il borgo si sviluppò anche in due aree distinte, dammonte e dabballe.

Secondo alcuni storici, la città sorgerebbe nell’area in cui si trovava l’antica città volsca di Ecetra. Oggi è, invece, un bellissimo borgo in provincia di Roma, ricco di storia, arte e cultura.

Il Borgo conserva una storia antica come i popoli che l’abitarono. Nel territorio è possibile notare, ancora oggi, tracce di insediamenti sia preromani che romani; il borgo medievale, tuttavia, ebbe origine tra l’VIII e il IX secolo.

Esso fu sotto il dominio del Papa che ne aveva il totale controllo attraverso la gestione curata dall’autorità dei canonici lateranensi e il suo potere durò fino al 1077, anno in cui  l’abitato fu affittato alla potente famiglia De Ceccano, già Conti di Ceccano.

Particolare della fontana all’esterno della Chiesa di Sant’Agostino con lo stemma del Rione che è simile a quello dei Conti De Ceccano.

Del periodo storico medievale e del legame con i conti di Ceccano restano numerose testimonianze e, in particolare, è nella meravigliosa chiesa di Sant’Agostino che restano vive tali tracce: osservando, infatti, il portale esterno di questa chiesa, è possibile ammirare lo stemma del cardinale Annibaldo De Ceccano.

Chiesa di Sant’Agostino nell’omonimo Rione con il richiamo nello stemma ai   dei Conti de Ceccano,

Un’altra traccia evidente è legata  al “Palio della carriera”, evento molto atteso e sentito che coinvolge tutti i rioni della città; in tale occasione, durante la sfilata dei Rioni, si può notare come il rione di Sant’Agostino porti fiero, ancora oggi,  lo stemma del cardinale, ricordando un antico legame.

Nel 1299, Carpineto fu acquistata dai Conti Caetani: si trattava di una famiglia molto potente, legata a papa Bonifacio VIII, loro diretto familiare.

Nel 1323, Ceccano tornò di nuovo in possesso avendo costoro risolto questioni ereditarie, che ne avevano comportato la temporanea perdita. Nel XVI secolo, questa famiglia, tuttavia, si estinse e di conseguenza, la città fu gestita per trent’anni da un commissario, che diede alla cittadinanza il titolo di “Statuta et Ordinationes”.

Nel 1589 il borgo venne acquistato  dalla famiglia del cardinale Pietro Aldobrandini che, insieme alla sorella Olimpia, lo rese un modello di “bello stato”, generandovi tanto benessere. Con essi, il borgo acquisì anche il titolo di “Ducato”, vedendo la nascita di importanti costruzioni, come la fondazione del Convento e la chiesa francescana di San Pietro Apostolo. Carpineto Romano divenne, così, un importante centro culturale, arricchendosi anche di personaggi illustri come il mistico San Carlo da Sezze.

Gli Aldobrandini furono l’ultima famiglia in possesso della città e il loro potere durò fino alla generale soppressione dei feudi, avvenuta nel 1816.

Durante il periodo dell’invasione napoleonica e fino al 1825, la città subì molti attacchi, specie all’epoca del brigantaggio.

Carpineto Romano città nativa di Papa Leone XIII

Di Carpineto Romano è considerevole ricordare, soprattutto, che essa sia stata la città natale di Papa Leone XIII, all’anagrafe Gioacchino Vincenzo Pecci (1878-1903), nato proprio nel palazzo di famiglia, il Palazzo Pecci, aperto oggi al pubblico per le visite. Papa Leone XIII è conosciuto come colui che scrisse l’enciclica sociale “Rerum Novarum” e fu anche il primo Papa della storia a essere filmato. Durante il suo pontificato, la città si abbellì di chiese meravigliose, di fontane pubbliche, di un ospedale, di scuole.

Cosa vedere a Carpineto Romano

  • La chiesa di Sant’Agostino con il suo convento;
  • Palazzo Pecci, casa natale di Papa Leone XIII e il Museo i cimeli di Papa Leone XIII dove poter trovare appunto oggetti realmente usati dal Pontefice;
  • Palazzo Aldobrandini che oggi è la sede del Museo la Reggia dei Volsci.

Eventi da non perdere:

Il Palio della Carriera è l’evento è più seguito e atteso di questo Borgo.

Il Palio rievoca il periodo storico in cui la città era governata dagli Aldobrandini, sotto il ducato di donna Olimpia. Sono stati riportati alla luce anche le consuetudini di quel tempo, come l’abbinamento di cavalli e cavalieri dei sette rioni storici. Suggestiva è l’offerta dei ceri alla vigilia della festa del Santo Patrono della città, Sant’Agostino (27 Agosto) nella colleggiata. Questo Palio non è soltanto una rievocazione storica, ma un momento di forte aggregazione in cui vengono esposte mostre, rappresentazioni, prodotti di artigianato e percorsi enogastronomici.

Carpineto Romano è conosciuta anche per le Castagne che, nel periodo che va da ottobre a novembre, sono le protagoniste della seguita “Sagra della Callarrosta”, un evento culinario molto apprezzato.

Prodotti Tipici

La “Ciammella Carpinetana”

Uno dei prodotti tipici di Carpineto è, sicuramente, la Ciambella Carpinetana, la cosiddetta “Ciammella”. La Ciammella Carpinetana ha, anch’essa, origini antiche e una leggenda popolare vuole che Papa Leone XIII amasse questo cibo tanto da consumarlo perfino a colazione; pare, inoltre, che, qualora si trovasse lontano dalla sua terra natia, per poter assaporare i prodotti che questa offre ancora oggi, vi inviasse uomini di fiducia a fare scorta di una simile prelibatezza.

La famosa “Ciammella” Carpinetana

Altro prodotto tipico di questa città sono i Giglietti, tipico prodotto da forno; assai apprezzate sono anche le Castagne di Carpineto e il tartufo nero pregiato, vere eccellenze culinarie.

 

Carpineto Romano, essendo parte della grande Contea de Ceccano, è uno dei luoghi che rientrano nel lavoro di promozione territoriale dell’Associazione Cultores Artium. E’ sempre piacevole ripercorrere i vicoli del borgo, ricchi di storia, dove il tempo sembra essersi fermato. E’ un onore, inoltre, per noi di Cultores Artium accompagnare i visitatori in questa meravigliosa passeggiata culturale.

Per info e prenotazioni consultare la pagina Facebook Cultores Artium o scrivete alla mail: cultores.artium@gmail.com 

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CULTORES ARTIUM | La Regina Camilla tra passato e futuro

Camilla, leggendaria Regina dei Volsci, è una giovane donna forte e coraggiosa. La sua storia inizia con la fuga di suo padre, il Re dei Volsci Metabo, che la porta con sé ancora in fasce, allontanandosi dalla città di Privernum, poiché la sua tirannia aveva scatenato l’ira del popolo.

La Regina Camilla

Giunto sulla riva del fiume Amaseno, gonfio e in piena a causa degli abbondanti rovesci,  impossibile da attraversare con la piccola Camilla in braccio, Metabo si vede costretto ad agire, pur di salvarsi. Invoca, quindi, Diana, dea della caccia, alla quale consacrerà Camilla, prende la piccola e la avvolge in una corteccia di albero, fissandola alla sua lancia, e la scaglia verso la sponda opposta del fiume.

Metabo salva la vita della figlia e può, finalmente, raggiungerla a nuoto. 

Camilla viene allevata dal fiero papà nei lussureggianti boschi della vallata, in luoghi àsperi e inaccessibili.

Lei crescerà come una guerriera coraggiosa, nutrita con latte di cavalla, vestita di pelli di animali selvaggi e addestrata fin dai primi anni di vita.

Le viene insegnato a tirare con l’arco e a cavalcare veloce tra i suoi boschi, fino a diventare più abile di molti uomini guerrieri.

Inoltre, pur essendo di una bellezza disarmante e avendo molti corteggiatori, sembra, però, trarre piacere soltanto dalle sue armi.

Diventa oggetto di ammirazione da parte di donne e uomini e, per questo, le viene richiesto di diventare la regina della sua gente.

Una volta divenuta sovrana, sostiene in battaglia le popolazioni del Lazio meridionale, per difendere la sua terra e quelle limitrofe dall’assalto di Enea, che era fuggito dalla città di Troia in fiamme.

Proprio durante una simile circostanza, Camilla muore per mano di Arunte, un astuto e veloce guerriero troiano, che la ferisce mortalmente a tradimento.

Tale personaggio viene citato nel libro IX dell’Eneide e nel canto I dell’Inferno di Dante, nel quale è Virgilio che la menziona insieme ad altri personaggi del poema (nello specifico Eurialo, Turno e Niso, nel suo secondo monologo) per spiegare al protagonista quale sarà il percorso che dovrà seguire.

Camilla, inoltre, appare anche personificata al fianco della regina delle Amazzoni Pentesilea nel canto IV nel nobile castello degli Spiriti Magni.

Anche Boccaccio la include nel suo “De mulieribus claris”.

Camilla rappresenta per tutto il popolo del basso Lazio un esempio di forza e coraggio, essendo tanto determinata e innamorata della sua terra al punto di sacrificarsi per difenderla. Perciò è stato scelto di renderle omaggio con un progetto che possa valorizzare e difendere le terre dove la regina dei Volsci è cresciuta e per cui ha lottato.

IL CAMMINO DELLA REGINA CAMILLA

Il Cammino della Regina Camilla è un progetto partecipativo per la creazione di opportunità di turismo lento nella valle dell’Amaseno.

L’idea nasce alcuni anni fa all’interno di un progetto di ricerca condotto e seguito dalla Dott.ssa  Sara Carallo, ricercatrice dell’Università Roma Tre che ha portato alla realizzazione di un portale web dedicato alla Valle del fiume Amaseno (www.valledellamaseno.it).

È proprio dall’esperienza di incontro di questi luoghi e delle sue comunità che questa idea ha iniziato a farsi strada nel cuore delle persone e a trasformarsi in un progetto originale e ambizioso, che ha l’obiettivo di promuovere e rendere fruibile il patrimonio materiale ed immateriale della Valle dell’Amaseno.

Il progetto del Cammino della regina Camilla vede attualmente il coinvolgimento e l’adesione del gruppo di ricerca “Terre Alte” del Club Alpino Italiano (sezioni di Frosinone, Sora, Cassino, San Donato Val Comino), di “A piedi liberi” e “Cultores Artium” (come gruppo di coordinamento), insieme alla XIII Comunità Montana Lepini-Ausoni, la Compagnia Dei Lepini e a numerose associazioni locali e liberi cittadini della Valle.

Appuntamenti da non perdere

Nelle date del 21 e 22 Dicembre prossimo, avrà luogo il primo evento dedicato a questo progetto che prevede due bellissimi appuntamenti a cui SIETE TUTTI INVITATI!

Cammino della Regina Camilla _ 21 e 22 dicembre 2019

La prima giornata, del 21 Dicembre, avrà il seguente programma:

Avrà luogo la presentazione del progetto per la costruzione del Cammino della regina Camilla, un “cammino sociale” di circa 130 chilometri, suddiviso in diverse tappe, che attraversa tutti i borghi della Valle dell’Amaseno, un territorio straordinario dal punto di vista culturale e naturalistico, situato nel Lazio meridionale tra le province di Latina e di Frosinone.

Dopo i saluti istituzionali, si svolgerà la presentazione del progetto a cura del Gruppo di Coordinamento.

A seguire interverranno:

  • Simone Frignani _ “costruttore di cammini” di grande successo in Italia (come la “Via degli Dei”, il “Cammino di San Benedetto”, “Italia Coast to Coast”) che ci racconterà come si costruisce un cammino e quali sono le ricadute sui territori.
  • Paolo Piacentini _ esperto di cammini del MiBACT.
  • Francesco Senatore _ FederTrek Escursionismo e Ambiente che ci parlerà dell’esperienza del Cammino nelle Terre Mutate.

Alle ore 17.00 si terrà, presso l’Abbazia di Fossanova, la messa di natalizia presieduta dal Vescovo di Latina con il tradizionale scambio di Auguri tra i Sindaci dei Comuni Lepini.

Nella giornata del 22 dicembre invece il programma prevede:

Inaugurazione della prima tappa del Cammino della Regina Camilla:

da Fossanova fino a Priverno.

L’itinerario attraversa la bassa Valle dell’Amaseno e coincide, in parte, con uno dei più noti e importanti pellegrinaggi religiosi: la Via Francigena Del Sud.

Lungo il suo percorso è possibile, ancora oggi, rinvenire numerosi resti archeologici di abitati del paleolitico, ruderi di ville, cisterne romane e tracce dell’antica città di Privernum; elementi tangibili e intangibili che hanno contribuito a delineare la storia sociale ed economica del territorio.

L’appuntamento è previsto per le ore 8:30, presso la stazione ferroviaria Priverno-Fossanova, per consentire una mobilità sostenibile a coloro che vogliono fare a meno di utilizzare l’automobile.

Dalla stazione, dopo pochi chilometri, incontreremo la meravigliosa e imponente Abbazia di Fossanova, tra i primi esempi di arte gotico-cistercense d’Italia.

L’itinerario procede lungo l’argine del fiume Amaseno che, in quest’area, abbandona la sua caratteristica fisionomia selvaggia e impetuosa per somigliare a un regolare canale di bonifica, circondato da strade interpoderali a maglia regolare e da campi agricoli.

In quest’occasione, saranno nostri ospiti alcuni rappresentanti del progetto di Contratto di Fiume Amaseno – XIII Comunità Montana, che ci racconteranno delle attività che stanno svolgendo per riqualificare il corso d’acqua.

Lungo il percorso, incontreremo alcuni resti archeologici simbolo della storia della Valle, come alcuni mulini ad acqua e torri difensive, tra cui l’imponente torre della Sassa, ubicata su un grande massiccio calcareo.

Il paesaggio circostante è contraddistinto da terrazzamenti di uliveti che si estendono sui ripidi e scoscesi crinali dei Monti Ausoni e cingono l’abitato di Sonnino sul colle Sant’Angelo.

L’itinerario termina nella meravigliosa piazza del centro storico di Priverno, una delle più belle d’Italia, con la splendida Cattedrale di Santa Maria Assunta che la domina dall’alto di una scalinata, anticipata da un pregevole portico a tre arcate eleganti, con influssi cistercensi, e il Museo Archeologico, luogo chiave per comprendere la storia del territorio.

L’evento è a numero chiuso con prenotazione obbligatoria entro venerdì 20 Dicembre per tutte le informazioni necessarie e per prenotare potete consultare il numero telefonico e la mail di seguito riportata:

Telefono: 3496480272  __ Mail: camminoreginacamilla@gmail.com

 

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CULTORES ARTIUM | Privernum, l’antica capitale dei Volsci

Priverno è una piccola cittadina del Lazio, in  provincia di Latina, collocata al centro della valle dell’Amaseno.

Oggi è la sede della XIII Comunità Montana, ma, nel IV secolo a. C., era un potente centro Volsco.

La storia

Privernum, capitale dei popoli Volsci, fieri avversari dei romani, ha una storia molto antica.

La leggenda vuole che essa sia stata fondata dal re Metabo, padre della regina Camilla, la leggendaria regina guerriera, caduta in battaglia per difendere la libertà dei popoli italici e, quindi, della sua terra.

A seguito di lunghe lotte, però, la città passò sotto il controllo dei Romani che, una volta conquistatala (nel 329 a.C.), la distrussero completamente, ricostruendo, successivamente, il nuovo abitato nella piana di Mezzagosto, dando così origine alla Privernum romana.

I lavori per la costruzione della Privernum romana sono datati intorno al 161 a.C., grazie alle mura, ancora oggi visibili.

Vennero costruiti un acquedotto, delle fognature e persino una diga, sul fiume Amaseno, che permetteva, così, l’irrigazione dei campi e l’uso civile.

Con la caduta dell’Impero romano, le colonie attraversarono periodi di profonda crisi e analoga sorte toccò a Privernum: da città ricca e ambita, si trasformò in un punto di sosta, presso cui ristorarsi, prima di proseguire il cammino.

Nel IX secolo, Privernum cessò di esistere a causa delle invasioni barbariche e , in seguito, venne totalmente distrutta dai Saraceni. I cittadini abbandonarono, quindi, l’antica Privernum e fondarono nuovi centri sui colli e monti circostanti:  Priverno sul Colle Rosso, Sonnino, Roccasecca, Maenza e Roccagorga.

Fino alla presa di Roma, Priverno era sotto il dominio dello Stato Pontificio; mantenne tale condizione fino al 1870, quando entrò a far parte del circondario di Frosinone, abolito, tuttavia, nel 1927.

Dal 1946, anno della fondazione di Latina, appartiene alla provincia omonima.

Cosa vedere a Priverno

Priverno conserva un centro storico ancora in parte medievale, diviso in due parti dall’asse principale di Via Consolare.

Molto bella è Piazza Giovanni XXIII, che è impreziosita dai palazzi nobiliari e dai monumenti che l’abbracciano: è il caso, ad esempio, del Palazzo Comunale (del XIII sec.) e della Cattedrale di Santa Maria Annunziata (X-XI secc.).

Quest’ultima è caratterizzata da una facciata romanica e, al suo interno, è possibile ammirare molte opere d’arte.

Da visitare sono anche la Chiesa di San Giovanni Evangelista (IX-X secc.) e le chiese di Sant’Antonio Abate (XIV-XV sec., con all’interno notevoli affreschi) e di San Benedetto (IX-X sec., con affreschi duecenteschi).

A pochi chilometri dal centro abitato, invece, si può visitare la bellissima abbazia di Fossanova (1187-1208).

Abbazia di Fossanova _ foto a cura della pagina Facebook “Valle dell’Amaseno”

Si tratta di un primo esempio di stile gotico cistercense italiano. Al suo interno, è possibile ammirare la tomba celebrativa del Dottore della Chiesa San Tommaso d’Aquino, morto nell’abbazia nel 1274, le cui spoglie, invece, riposano a Tolosa.

Il Castello di San Martino è una dimora rinascimentale, che si trova in uno splendido parco. Oggi ospita l’interessante Museo per la Matematica (“Il giardino di Archimede”) e il centro di educazione ambientale.

L’area archeologica di Privernum, situata in località Mezzagosto, a poca distanza dalla stessa Priverno, conserva imponenti scorci della Privernum romana. Al suo interno, è possibile visitare le domus romane, che conservano ancora la bellissima pavimentazione a mosaico, con i più svariati decori e intrecci geometrici.

Visibili sono anche i resti imponenti di un teatro con una grande piazza porticata alle sue spalle e un edificio termale costruito, dopo il II secolo d.C., sulle strutture abbandonate di una domus.

Area Archeologica di Privernum _ foto a cura della ProLoco di Priverno

Scavi recenti hanno anche riportato alla luce quella che era la fase altomedievale della città.

Nell’Area Archeologica, inoltre, è possibile, grazie a un settore ben attrezzato, partecipare ai laboratori didattici incentrati sul tema della ricerca archeologica.

 

Eventi da non perdere

Palio del Tributo:

il Palio del Tributo rievoca i fatti risalenti al XIV- XV secolo, quando i castelli dei paesi vicini pagavano un tributo a Priverno poiché centro politico e amministrativo. Si svolge solitamente durante la prima settimana di luglio e ha già superato le venti edizioni.

Festa Medievale:
il bellissimo borgo di Fossanova, nei giorni dell’undici, dodici e tredici agosto, si trasforma e torna ai fasti del suo periodo medievale. Ogni strada del borgo ospita spettacoli di danza, giullari e mestieranti dell’epoca: la festa attira i turisti di tutta Italia.

Sagra Falia e Broccoletti:

la manifestazione è dedicata a due prodotti tipici di Priverno: la falia, un pane dalla forma allungata, che viene preparato con acqua, farina, lievito naturale e olio di oliva, e i broccoletti, verdura tipica di zona.

Curiosità

Priverno è stata scelta come location del videoclip “Piccola Anima” di Elisa ed Ermal Meta; le scene sono state girate tra i vicoli medievali della città e nella centralissima piazza sovrastata dalla cattedrale di San Giovanni e dalla scalinata che porta alla chiesa. Di seguito, il link del videoclip:

( https://www.youtube.com/watch?v=JaB1wdm9pTo )

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CULTORES ARTIUM | Al via il progetto “Il Cammino della Regina Camilla” nei Borghi della Valle dell’Amaseno

 

Nasce nel Lazio il progetto per la costruzione del Cammino della Regina Camilla. Esso nasce come un “cammino sociale” di circa 130 chilometri, suddiviso in diverse tappe che attraversano tutti i Borghi della Valle del fiume Amaseno: si tratta di un territorio straordinario dal punto di vista culturale e naturalistico, situato nel Lazio meridionale, tra le province di Latina e Frosinone.

Chi è la Regina Camilla?

          Camilla e Turno 

La Regina Camilla è la capostipite del popolo Ciociaro, figlia di Re Metabo, tiranno di Privernum,una delle città dei Volsci.

Il Re Metabo venne, però, cacciato per il suo modo spietato di governare e, durante la fuga, portò con sé la piccola Camilla, ancora in fasce.

Inseguito da bande di cittadini inferociti, giunse sulle rive del fiume Amaseno, in piena per le troppe piogge; il sovrano avvolse, quindi, la bambina con una corteccia di albero e la legò alla sua lancia, per gettarla oltre il fiume.

Incalzato dai nemici, si tuffò, così, in quelle acque, per raggiungere la figlioletta che, nel frattempo, era rimasta incolume poiché, secondo la leggenda, già consacrata da Metabo alla Dea Diana.

Camilla crebbe in queste terre come una principessa guerriera, imparando l’arte bellica, difendendo la sua terra anche a costo della vita.

Viene citata nella Divina Commedia di Dante e, prima ancora, nel libro XI dell’Eneide.

Il Progetto

L’idea nasce alcuni anni fa all’interno di un progetto di ricerca condotto e seguito dalla Dott.ssa Sara Carallo, ricercatrice dell’Università di Roma Tre, che ha portato alla realizzazione di un portale web dedicato alla Valle dell’Amaseno (www.valledellamaseno.it).

È proprio dall’esperienza di incontro di questi luoghi e delle sue comunità che questa idea ha iniziato a conquistare gli abitanti e a trasformarsi in un progetto originale e ambizioso.

Suo obiettivo è promuovere e rendere fruibile il patrimonio materiale e immateriale della Valle dell’Amaseno, attraverso modalità di turismo sostenibile, a bassissimo impatto ambientale e ben integrate con le potenzialità dell’area.

Un momento della conferenza del Progetto di inizio del “Cammino della Regina Camilla”

Il Progetto del Cammino della Regina Camilla vede attualmente il coinvolgimento e l’adesione de:

  • Il Gruppo di ricerca Terre Alte del Club Alpino Italiano, sezioni di Frosinone, Sora, Cassino, San Donato Val Comino.
  • Delle Associazioni culturali “A piedi liberi” e “Cultores Artium”, che saranno coinvolte come gruppo di coordinamento insieme alla XIII Comunità Montana dei monti Lepini Ausoni, alla Compagnia dei Lepini, a numerose altre associazioni locali e a liberi cittadini della Valle.

Si tratta di un progetto partecipativo ed è, quindi, aperto all’adesione di chiunque volesse offrire il proprio contributo.

L’itinerario

L’itinerario è dedicato alla Regina dei Volsci Camilla ed è volto a favorire processi di inclusione socio-spaziale tra le popolazioni, a rafforzare la loro consapevolezza identitaria e il legame con il territorio.

Le recenti esperienze di successo di altri cammini in Italia (come, ad esempio, la Via degli Dei da Bologna a Firenze o il Cammino di San Benedetto) mostrano quanto tali percorsi saino in grado di generare processi virtuosi di sviluppo e crescita economica, sociale e ambientale.

Proprio per questo, il progetto di Cammino della Regina Camilla sosterrà le realtà ricettive, enogastronomiche e commerciali locali, attraverso un coinvolgimento diretto.

Il percorso ad anello partirà dalla stazione ferroviaria di Priverno-Fossanova, per favorire il più possibile una mobilità sostenibile; attraverserà tutti i borghi della Valle:

Abbazia di Fossanova, Priverno, Roccagorga, Maenza, Prossedi, Giuliano di Roma, Villa Santo Stefano, Castro dei Volsci, Vallecorsa, Amaseno, Pisterzo, Roccasecca dei Volsci, Sonnino.

Il territorio è costituito da importanti evidenze storico culturali e naturalistiche, da aree di rilevante interesse speleologico e altri geositi, nonché da Zone di Protezione Speciale e Siti di Importanza Comunitaria. Si tratta, dunque, di un insieme paesistico tra i più caratteristici del Lazio meridionale.

Il cammino si collegherà agli altri cammini già esistenti sul territorio (come la Via Francigena nel Sud); seguirà, inoltre,  antichi percorsi di transumanza e mulattiere per dare valore a tutto il patrimonio già esistente nella Valle.

Potrà essere percorso a piedi, in mountain bike o a cavallo.

Sabato 21 dicembre sarà inaugurata la prima tappa:

dalla Stazione di Priverno-Fossanova a Roccagorga (passando per Priverno).

Nei mesi successivi, verranno presentate le altre tappe attraverso l’organizzazione di escursioni ed eventi pubblici. È prevista anche la pubblicazione di una guida in cui saranno inserite tutte le informazioni tecniche e logistiche per poter svolgere l’itinerario, insieme ad approfondimenti culturali sulla storia del territorio e sulle comunità che lo abitano.

Per maggiori informazioni potete rivolgervi a:

Sara Carallo, responsabile scientifico del progetto

camminoreginacamilla@gmail.com – 3496480272

Sito web: http://www.valledellamaseno.it/valle/cammino-regina-camilla/

Pagina Facebook: Cammino della Regina Camilla

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CULTORES ARTIUM | Il Cimitero Monumentale di Ceccano (FR)

A Ceccano, non troppo distante dal centro urbano, si trova il Cimitero Monumentale.

Ogni anno, a novembre, ospita al suo interno un evento dedicato alla storia e alla scoperta dei personaggi illustri che hanno lasciato un segno nella città e che ivi riposano: obiettivo di tale manifestazione è, sicuramente, quello di lasciare qualcosa di profondo in chi vi partecipa e invitare alla riflessione.

L’evento “il Cimitero Racconta”, che ha avuto luogo proprio la scorsa domenica 9 Novembre, raggiungendo la quarta edizione, è promosso da Cultores Artium in collaborazione con l’architetto Vincenzo Angeletti Latini, storico di Ceccano. Numerosi i visitatori accorsi.

Evento “il Cimitero racconta” 09.11.19 _ foto di Cultores Artium

Cenni storici sul Cimitero Monumentale

Era il 21 luglio 1868, quando il vescovo Gesualdo Vitali benedì il cimitero di Ceccano, costruito prima di quello di Frosinone, risalente, invece, al 1871.

Nel 1889, fu donato dalla famiglia Sindici il terreno per la costruzione, nell’esedra sommitale, di un ampliamento del cimitero e della tomba dei Passionisti, realizzati anche alla generosità dei ceccanesi.

L’architetto Giovanni Jacobucci, che realizzò, tra il 1930 e il 1933, in stile neoclassico, il Palazzo della Provincia a Frosinone, fu incaricato di progettare, in quegli stessi anni, anche l’ampliamento del cimitero.

A lui si deve la creazione del monumentale accesso con il viale, che termina con un’ampia scalinata che si conclude nella sommità con l’esedra, sacrario per le spoglie dei caduti della prima guerra mondiale.

Il portale d’ingresso presenta due torri ai lati, con locali destinati al custode; su di esso è incisauna citazione, tratta dall’ Apocalisse di San Giovanni:
BEATI MORTUI QUI IN DOMINO MORIUNTUR“, “Morti beati coloro che muoiono nel Signore”.

“BEATI MORTUI QUI IN DOMINO MORIUNTUR” dall’Apocalisse di San Giovanni _ entrata del Cimitero monumentale di Ceccano, foto di Cultores Artium.

 

Alcuni dei personaggi illustri di Ceccano

GIUSEPPE BRUNI

Ceccano vuole tributare il suo omaggio all’Eroe dell’aria e all’importante esponente del regime, rinominando piazza Castello in piazza I. Balbo, con delibera n. 83 del 10/7/40, il cui oggetto è “Denominazione di p.zza Italo Balbo dell’attuale piazza Castello, morto il 28/6/1940 nei cieli di Tobruk”.

Con Balbo, moriva Giuseppe Bruni, di Ceccano, Vicegovernatore della Libia, autore de “II nuovo assetto politico-amministrativo della Libia e de “In Viaggio del Duce in Libia per l’inaugurazione della litoranea”. L’aereo sul quale si trovavano venne abbattuto, ufficialmente per errore, dalla contraerei italiana.

CESARE BRAGAGLIA.

Fu il primo traduttore di letterature slave per la “Biblioteca Universale”, edita dalla Sonzogno che pubblica Boris Godunof di A. Puskin (licenziato a Ceccano il 4 settembre 1883 e uscito come n. 57 della collana), de La camicia rossa di A. Herzen (licenziata “sulle sponde del Fucino” nel settembre 1884, e uscita col n. 124 l’anno successivo) e del Libro della nazione polacca e dei pellegrini polacchi di Mickiewicz.
Pubblicista, fondò a Ceccano nel 1883 la rivista letteraria, d’arte, agricoltura e industria, di cui ne è il direttore, Vita Nuova.
Di spirito democratico, si interessò anche alla politica, fondando, nel 1886, il Giornale Elettorale del 4° Collegio di Roma, del quale diventò direttore con Giuseppe Angeletti. 

L’avvocato Cesare Bragaglia dedicò a suo figlio la Cappella alla fine del viale del Cimitero: nella parte superiore è ancora leggibile la dedica
“PER MIO FIGLIO GINO ERESSI  AVV. CESARE BRAGAGLIA”

DON MARIO COLONNA

Fu V Duca di Rignano e Calcata, principe di Sonnino, Nobile romano, Patrizio napoletano, Patrizio veneto e Patrizio onorario di Ferrara, Cavaliere d’onore e devozione SMOM.
Primogenito di Don Prospero Colonna, Sindaco di Roma prima e dopo Nathan, con capacità realizzatrici notevoli. E’ lui a sistemare la Piazza Esedra, ad acquisire al pubblico Villa Borghese, a realizzare il Traforo sotto il Quirinale. Alla sua amministrazione si lega la prima legge speciale su Roma del 1904. Parlamentare del Regno d’Italia per due legislature, XIX e XX, eletto nella circoscrizione di Anagni.

DON PROSPERO COLONNA

Sposò a Parigi il 10 settembre 1917 Adelina Drysdale Munro (Buenos Aires, Argentina, 19 Settembre 1896 – Roma, Italia, 14 Dicembre 1942), figlia di Thomas James Drysdale e Elisabeth Maria Munro.
In onore di Adelina, suo nonno materno, tale Duncan MacKay Munro, intitolò la stazione ferroviaria centrale, che collega Cordoba e Buenos Aires.
Sempre da Adelina prende il nome una città nel quartiere di San Isidro, a 20 km a nord della città di Buenos Aires, fondata nel 1909.


GIZZI GIOVANNI GIUSEPPE

Nacque a Ceccano il 25 dicembre 1863 da Emilio e Maria Sodani. Di ingegno precoce, si dedicò con passione agli studi e, dopo aver frequentato il liceo ginnasio di Ceccano, si iscrisse sedicenne all’Università di Roma, seguendo, in successione, i corsi di numerose facoltà e conseguendo ben sette lauree: in filosofia, lettere, giurisprudenza, medicina e chirurgia, scienze naturali, scienze fisiche e matematiche, ingegneria e architettura.

TANZINI MICHELE

Dal 1929 al 1943 fu Deputato, dal 1931 al 1933 Podestà; fece costruire l’acquedotto con il serbatoio e il campo sportivo e si occupò che venisse ingrandito il Cimitero, incaricando l’architetto Iacobelli.

LATINI GAETANO E BERARDI APOLLONIA

La tomba, nella quale riposa Augusto Angeletti, medico e primo dentista specialista di Ceccano, venne realizzata nel 1918.
Sergio Angeletti fu, invece, un musicista (chitarra, basso) e suonò ne “I Faraoni”, complesso musicale degli anni ‘60; incise per la RCA il 45 giri Lupo Mannaro e Solo Sarò. Il suo fu tra i gruppi che inaugurano il Piper.

Si trasferì a Vienna dove fece parte del gruppo I Corsauri, incise vari brani per la discografica Lesborne.

Suonò  all’Hotel Hilton di Theran in occasione delle nozze dello Scià di Persia. E’ l’autore della colonna sonora del film Nostra Signora dei Turchi di Carmelo Bene.

Insegnò Italiano presso l’Istituto di Cultura del Consolato Italiano a Vienna.

Testo tratto dagli scritti dell’Arch. VINCENZO ANGELETTI LATINI

 

Il Cimitero Monumentale è visitabile tutti i giorni.

Per maggiori approfondimenti e informazioni si può contattare l’Ass. Cultores Artium nelle pagine Facebook, Instangram o alla mail dell’Ass.: cultores.artium@gmail.com

 

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CULTORES ARTIUM | Castel Sindici: storia del Castello progettato dal Cavalier Sacconi

Castel Sindici è il secondo Castello di Ceccano (Frosinone), non per importanza, ma per epoca di realizzazione.

Si tratta di un elegante edificio, costruito alla fine dell’800 per volere dell’enologo e Cavaliere del lavoro Stanislao Sindici.

Il progetto del Castello venne realizzato dal Conte Giuseppe Sacconi,  importante architetto e politico italiano, noto principalmente per essere stato il progettista dell’Altare della Patria di Roma.

Il Conte Sacconi con i modellatori dell’Altare della Patria di Roma Foto a cura di Cultores Artium

 

Architettura del Castello

Il castello venne costruito in pietra calcarea, facilmente reperibile nelle zone circostanti, sul modello di un’antica fortezza medievale. Fu realizzato al centro di un grande parco verde che presenta, tuttora, un’interessante varietà faunistica.

Nel 1928, la tenuta di Castel Sindici venne dichiarata, per la sua bellezza e per la sua storia, zona di Interesse Artistico Nazionale.

L’edificio nacque, tuttavia, come cantina per la conservazione del vino: proprio qui, infatti, veniva prodotto il celebre “Castel Sindici”, paragonato al bianco di Frascati, molto apprezzato e venduto sia in Italia che all’estero, vincitore di ben otto medaglie d’oro. Fu, per questo, menzionato tra i vini pregiati del Lazio, nella prima edizione del 1931 della “Guida Gastronomica d’Italia” del Touring Club Italiano, ed esposto anche tra i vini del padiglione italiano della EXPO Mondiale del 1935 a Bruxelles. Ancora oggi è possibile, durante alcuni eventi, ammirare le bellissime botti di ceramica, nelle quali esso veniva conservato.

Castel Sindici _ foto di Alberto Bevere per Cultores Artium

Da Cantina a Salotto di Artisti

Con il passare del tempo, Castel Sindici venne convertito da semplice cantina a residenza della famiglia, divenendo, soprattutto, luogo di ritrovo per gli importanti artisti che gravitavano attorno agli stessi Sindici: visitatori graditi, di cui si hanno notizie certe, furono i fratelli e pittori romani Aurelio e Cesare Tiratelli.

Proprio grazie a una tela di Cesare Tiratelli del 1887, raffigurante Caterina Gizzi Sindici, moglie di Stanislao, è stato possibile dedurre che la data della costruzione del palazzo debba essere sicuramente antecedente alla realizzazione del quadro.

Nell’elegante dimora, inoltre, venne ospitato anche il celeberrimo Gabriele D’Annunzio, che pare fosse intimo amico della pittrice Francisca Stuart e di suo marito Augusto Sindici, forse cugino dello stesso Stanislao.

Dal secondo conflitto mondiale ad oggi

Dopo il 1943, l’edificio venne requisito dai Nazisti che ne fecero sede di comando militare di zona delle S.S.; secondo alcuni racconti, inoltre, avrebbero qui eseguito anche la condanna a morte di un civile.

Il palazzo, attualmente, è in possesso dell’Amministrazione Comunale che, dopo anni di abbandono, è riuscita ad acquistare la proprietà, con il proposito di disporne un adeguato restauro, al fine di renderla nuovamente fruibile alla popolazione.

Il parco circostante, invece, ricco di piante secolari, è aperto al pubblico tutti i giorni e al suo interno hanno luogo numerosi eventi culturali e sportivi.

Per un’anteprima del sito, utile il link sottostante:

CASTEL SINDICI: https://youtu.be/e82bTzwsmtA

Si tratta di una clip, realizzata dall’Associazione Culturale di Ceccano Cultores Artium, per la promozione dei monumenti e delle bellezze che può offrire la città.

Per ulteriori informazioni:

Castel Sindici, pagina Fb
Associazione Cultores Artium (cultores.artium@gmail.com), pagine Fb e Instagram.

 

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CULTORES ARTIUM | Il Castello dei Conti de Ceccano

Sul punto più alto di Ceccano, il famoso colle, sorge il Castello dei Conti e intorno ad esso si sviluppa tutto il centro storico. L’edificio ha origine da una torre del VIII sec., la torre Mastio, costruita su quella che un tempo era l’antica acropoli. Questa fortezza rappresenta un antico esempio di rocca fortificata del Lazio meridionale, costruito da una cinta muraria che corrisponde grosso modo all’attuale Piazza Camillo Mancini. 

Il Castello ha vissuto due vite: nel medioevo fortezza, centro politico e capitale della Contea mentre dal 1523 cambia totalmente natura divenendo progressivamente un carcere con l’aggiunta di vari edifici.

Del periodo Carcerario si hanno memorie storiche dei cittadini che vivevano attivamente questo carcere prendendo a cuore a volte anche i suoi “abitanti”. Conosciuta è sicuramente la storia di Mastro Titta, noto in romanesco come “er boja de Roma”, ricordato per essere stato un celebre esecutore di sentenze capitali dello Stato Pontificio e che nelle sue memorie cita spesso anche questo carcere.

Nella piazza d’armi del Castello si può visitare quello che era il tribunale dei Colonna ed è nella stessa piazza che avvenivano le esecuzioni, ragione per cui molti si sentono a disagio avvertendo strane sensazioni o presenze. Il Castello si tinge di mistero e affascina, se vogliamo, anche per questo suo lato spettrale.

Un’altra memoria del carcere si ha grazie a Dacia Maraini che nel suo libro “Memorie di una ladra” descrive il personaggio di Teresa Numa, personaggio realmente esistito, che essa conobbe nel 1969. Teresa fu ospite del carcere descrivendo la sua vita all’interno della struttura ormai nell’ultimo periodo di attività. Il Carcere di Ceccano resta infatti in funzione fino al 1973, anno di chiusura, viene abbandonato e solamente negli anni ’90 viene acquistato dal Comune di Ceccano che si impegna a ristrutturarlo e ridonarlo alla cittadinanza che grazie all’Associazione Cultores Artium può oggi visitarlo e apprezzarne la storia.

Le stanze del Castello ospitano tutto l’anno mostre, convegni, concerti lirici e tante iniziative che si sposano benissimo con la suggestiva cornice del Castello dei Conti.

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NEWS | Lo storico “Palio delle Corti” fa il suo ritorno a Ceprano (FR)

Ceprano, piccola, ma importante città che dista 20 km da Frosinone e soltanto 106 km dalla capitale, si trova nella Valle Latina a 105 m s.l.m. ed è attraversata dal fiume Liri. 

La città nasce dai romani che ne fanno una loro colonia nel 328 a.C. sulla riva sinistra del fiume Liri, è il luogo di fondazione di “Fregellae”. Viene distrutta nel 316 a.C. a seguito della sconfitta romana delle Forche Caudine ma ricostruita a partire dal 124 a.C. A causa però dell’interdizione derivata dalla pratica della devotio, i suoi sopravvissuti sono costretti a dare un nuovo nome alla città che viene chiamata così “Fregellanum”. Questa antica città viene utilizzata come cantiere per il recupero di materiali edili. Fregellanum si può quasi certamente identificare con la moderna Ceprano il cui nome latino deriva da un nome di persona Ceparius con l’aggiunta del suffisso –anus ed era posta secondo gli antichi itinerari a 14 miglia dalla città di Frusino, attuale Frosinone.

La storia 

Sul ponte di Ceprano, che allora veniva definito il passo in quanto rappresentava un luogo obbligato di passaggio per le carovane che si spostavano da Roma a Napoli, il Papa Innocenzo IV  e il Principe Manfredi di Sveviasi trovano uno di fronte l’altro, il Papa che siede su di una mula bianca aspetta che il Principe Manfredi si prostri ad esso riconoscendo così la sua autorità spirituale su quella temporale e in segno di sottomissione verrà costretto quest’ultimo ad attraversare tutto il ponte reggendo le briglie del cavallo del Papa.

Il Torneo dei Feudi

Per la prima volta si terrà a Ceprano, grazie al Consiglio dei Giovani in collaborazione con Damiano Capobianco, Giuseppe Martini e Luca Gallina il “Torneo dei Feudi”. Le contrade della città sono state chiamate “Feudi” per restare nel contesto storico nel quale è ambientato l’evento, il Palio delle Corti giunto alla sua XXIV edizione e la rievocazione storica dell’incontro avvenuto sul ponte del fiume Liri tra Manfredi di Svevia e Papa Innocenzo IV. 

Il Torneo offrirà sei feudi: Torre, Ponterotto, Sentiero Ferrato, Sant’Antonio, Guardaluna e Portone; saranno scrupolosamente divisi dall’organizzazione i feudi che avranno quindi l’occasione di mettersi alla prova in sfide diverse: lancio del ferro di cavallo, moglie piena botte ubriaca, assedio alla torre, scacchi giganti, corsa con i sacchi, vesti il cavaliere, taglio dell’albero usando lo “stroncone”, costruisci il muro di cinta e l’immancabile tiro alla fune. Si inizia dalle ore 15.00 del sabato con l’inizio del “Torneo dei Feudi” ovvero le contrade storiche del paese che cercheranno di qualificarsi e successivamente l’apertura dei banchi medievali e del percorso Enograstronomico, per concludere alla sera con la proclamazione del Feudo vincitore. Nella domenica seguente ci sarà di nuovo l’apertura dei banchi medievali e il percorso Enograstronomico aspettando il primo pomeriggio dove andrà in scena la rievocazione storica, la sfilata dei  Cortei.