Torna dall’Inghilterra la nave arcaica di Gela (CL) che, dopo lunghe peregrinazioni durate 2700 anni, verrà esposta in un padiglione provvisorio dell’area archeologica di “Bosco Littorio”. Lo annuncia il governatore siciliano Nello Musumeci, che conferma anche lo stanziamento di ben 4 milioni di euro per il Museo del Mare, degna futura casa della nave provvista di un apposito ambiente a temperatura e umidità costanti per conservare i legni. La ricostruzione del Museo Archeologico di Gela (CL) sembra quindi essere alle porte, Alberto Samonà, assessore ai Beni Culturali siciliani, lo ha confermato.
Il Museo del Mare, una cattedrale nel deserto?
La notizia ha lasciato all’oscuro sulla precisa collocazione definitiva del futuro Museo del Mare. “Costruire dentro un’area archeologica? Mi sembra un’assurdità”, ha detto Alessia Mistretta, docente responsabile del programma di ricerca. “Non si edifica in un’area protetta e, se realmente vi sono le risorse per costruire un nuovo museo a Gela, che lo si faccia in una zona da recuperare, non di certo in piena area archeologica”. Una linea di questo tipo viene seguita anche dal presidente di SiciliAntica, Simona Modeo: “Il vecchio museo archeologico di Gela ha problemi strutturali, ha bisogno di cure e fondi, serve dunque un nuovo spazio per custodire la nave e vedremo quale. Ben venga anche un nuovo museo, che potrebbe essere una risorsa per Gela e il suo territorio ma, come spesso è accaduto, non vorremmo che fosse una cattedrale nel deserto o un annuncio senza seguito. Pensiamo a Sabucina, dove esiste un antiquarium e dove sono stati spesi soldi per renderlo fruibile, ma preda di vandali nell’indifferenza delle istituzioni e così accade per altri siti archeologici. Forse occorre programmare meglio le spese regionali”.
Valeria Li Vigni, soprintendente del Mare in Sicilia e moglie di Sebastiano Tusa, defunto archeologo ed ex Assessore ai Beni Culturali siciliani, è stata nominata Presidente nazionale dei Gruppi archeologici subacquei che aderiscono ai GAI (Gruppi Archeologici Italiani). La cerimonia è avvenuta ieri, 11 ottobre 2020, durante il terzo giorno di “Archeologia ritrovata”, manifestazione tenutasi a Menfi (TP) presso il Teatro del Mare.
“Archeologia ritrovata”, si conclude la 17esima edizione
La manifestazione nazionale ha goduto della partecipazione di tutti i Gruppi Archeologici Italiani nella splendida cornice del selinuntino, tra Campobello di Mazara, Castelvetrano, Sambuca di Sicilia e Menfi (TP). Ci sono stati incontri, dibattiti, presentazioni degli ultimi casi studio e, da subito, visite guidate di alcune bellezze dell’Isola: il primo giorno alle Cave di Cusa e al sito archeologico di Mokarta, nel comune di Salemi (TP); invece, il 10 ottobre il percorso si è snodato sul monte Adranone a Sambuca di Sicilia (TP), che fa parte del Parco Archeologico di Agrigento, e al Palazzo Panitteri, sede del Museo del monte.
«Quello che vogliamo mettere in atto è un “sostegno” economico dei grossi Parchi archeologici nei confronti dei siti minori», ha detto Riccardo Guazzelli, ex Soprintendente ai Beni Culturali di Trapani e oggi Capo di Gabinetto dell’Assessore regionale ai Beni Culturali. A tal proposito, il Comune di Menfi (TP) ha ufficializzato l’adesione dei Gruppi Archeologici d’Italia alla “Rotta dei Fenici”, progetto che ha l’obiettivo di valorizzare tutti i siti archeologici prova della connessione delle grandi direttrici nautiche, commerciali e culturali, percorse dai Fenici.
Nomina di Valeria Li Vigni a Presidente nazionale dei gruppi archeologici subacquei durante l’ultimo giorno di “Archeologia ritrovata” a Menfi (TP)
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) inaugurerà il 15 ottobre 2020 la 26esima edizione degli “Incontri di Archeologia”, momenti molto piacevoli e interessanti, all’insegna della cultura a titolo gratuito, che accompagneranno i visitatori fino al 13 maggio 2021.
Parola d’ordine: collezionismo
Gli eventi, con cadenza settimanale (il giovedì), saranno molteplici e tratteranno gli argomenti più discussi del momento: grandi mostre, le nuove collezioni del Museo che cambia, il dialogo con il territorio tra storie di scavi e di tutela, gli aggiornamenti negli studi di settore.
Anche per l’offerta culturale 2020/2021, gli Incontri di Archeologia prevederanno alcuni eventi legati a una parola chiave: per quest’edizione, il collezionismo, declinato secondo diverse accezioni. L’incontro inaugurale sarà tenuto dal direttore del Museo, Paolo Giulierini, che intratterrà il pubblico con “Previsioni bestiali: leggere il futuro dal volo degli uccelli nel mondo etrusco”, un omaggio alla grande mostra sugli Etruschi ospite al MANN fino al 31 maggio 2021.
Mostra sugli Etruschi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Dialogo tra le arti
Il MANN non propone solo lectiones, amplia anche la sua offerta su grandi schermi. ArcheoCineMann prevede la proiezione di due film di interesse storico-archeologico su cui generare dibattiti costruttivi: “Stonehenge” di N. Gilliam Smith il 3 dicembre e “Il Vaso del caos” di Giovanni Greco il 17 dicembre.
Tutti gli eventi saranno organizzati in sicurezza e nel rispetto delle vigenti disposizioni anti-Covid19: obbligatoria la prenotazione telefonica presso la Segreteria dei Servizi Educativi del Museo (tel. 0814422328/329, dal lunedì al venerdì, ore 9-15).
Incredibile ricerca subacquea a Baia dei Camerini (BR), il progetto internazionale “UnderwaterMuse” (Immersive Underwater Museum Experience for a wider inclusion) intende valorizzare il grande patrimonio archeologico sommerso nella Baia dei Camerini (BR), nell’insenatura di Torre Santa Sabina.
In loco si è da poco conclusa l’attività di rilievo metrico 3D curata dai docenti e ricercatori dai dipartimenti di Architettura e Design e di Ingegneria ambientale del Politecnico di Torino, sulla base delle indagini archeologiche del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento.
Come si presentava Baia dei Camerini (BR) nel 2014
Archeologia e Tecnologia fanno fronte comune
Come riporta il bando, tale progetto intende trasformare i siti archeologici subacquei in un parco o eco-museo attraverso metodologie e tecniche innovative e sperimentali. Sarà importantissimo il feedback dei visitatori: un’opera di tal genere affascina grandi e piccini, professionisti e amatori per l’originalità del contesto; è necessario quindi costruire modelli turistici specifici per tale sito sulla base di un’offerta sostenibile, magari la realtà virtuale.
Cosa ci aspetta nel 2021
Il prossimo anno verranno riprese le operazioni di scavo in situ e contemporaneamente continueranno la documentazione e la sperimentazione di nuove tecnologie; riguardo a quest’ultime, la ricognizione di quest’anno è stata l’occasione perfetta per testare il laboratorio di dati mobile – Moving Lab – del Dipartimento di Ingegneria ambientale di Torino.
Le ricerche del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento sulla spiaggia di Ostuni (BR)
La scoperta di un complesso urbano sull’Aventino ha portato alla luce, ben cinque anni fa, strutture murarie e ambienti con incredibili mosaici, che da novembre 2020 potranno essere ammirati da tutti.
L’incredibile scoperta
Nel 2015 Bnp-Paribas Real Estate ha chiesto dei sopralluoghi alla Soprintendenza Archeologica di Roma per poter intervenire su alcuni uffici, che sarebbero diventati degli appartamenti lussuosi: le agenzie che facevano visitare gli appartamenti ai possibili compratori si guardavano bene dal dire cosa era apparso pochi metri sotto i garage. Il tutto ha destato non poca curiosità, infatti il cantiere è stato subito fermato dalla società che ha dato il via libera agli scavi, condotti dalla cooperativa scelta dalla stessa, ma diretti dall’archeologa della Soprintendenza, Alessandra Capodiferro, responsabile sull’Aventino da più di vent’anni.
“Io non credo che allora sapessero cosa stavano distruggendo – ammette Capodiferro – tanto che un pilone poggia su un muro romano. Il fatto è che ci troviamo di fronte a un contesto ad alta presenza archeologica, in un arco di tempo compreso tra l’età arcaica e il terzo secolo, fino al sesto. E noi abbiamo scavato solo dove la proprietà, che ha fatto di tutto per agevolare il nostro lavoro, aveva bisogno di avere il nulla osta per impiantare i micropali antisismici”.
Come se dicesse: chissà quanti ambienti si troverebbero se si ampliasse il raggio d’azione della ricerca! Fa sicuramente ben sperare in un futuro intervento…
La “scatola archeologica”
Dallo scavo sono emersi tre ambienti, appartenenti a una o più domus di II-III secolo d.C., con bellissimi mosaici in tessere di pasta vitrea e un muro fortificato, scavato nel costone di tufo, con il basamento di una torre del VI secolo a.C.. Agli archeologi si è posto innanzi un arco cronologico amplissimo: i tre ambienti, appartenenti ad una sontuosa residenza di età tardo repubblicana, hanno avuto una lunga continuità abitativa.
“Non è un museo, è una scatola archeologica”, sottolinea la soprintendente Daniela Porro; difatti, le opere murarie e i mosaici di epoca antonina ed adrianea sono stati ricollocati nell’esatta posizione in cui erano stati trovati sulla base di rapporti stratigrafici, orientamento e deformazioni. Il risultato è stato un allestimento unico, arricchito da luci, proiezioni e dalla voce narrante di Piero Angela.
Un caso unico e, purtroppo, raro di collaborazione tra pubblico e privato, che speriamo dia il buon esempio!
Due dei mosaici in pasta vitrea rinvenuti negli ambienti dell’Aventino (RM)
Una rivista scientifica americana, Plos One, rivela la scoperta di neuroni umani appartenenti a una vittima dell’eruzione di Pompei ed Ercolano (NA) del 79 d.C..
La scoperta è stata fatta dal team diretto dall’antropologo forense Pier Paolo Petrone, responsabile del Laboratorio di Osteobiologia umana e Antropologia forense presso il Dipartimento di Medicina legale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Una ricerca multidisciplinare
La straordinaria scoperta fa parte di uno studio condotto dai ricercatori della Federico II, dal CEINGE-Biotecnologie Avanzate, dalle Università Roma Tre e Statale di Milano e dal CNR, in stretta collaborazione con il direttore del Parco Archeologico di Pompei ed Ercolano, Francesco Sirano. Archeologi, geologi, antropologi, genetisti, neurologi e medici legali hanno lavorato in sinergia nonostante le tante limitazioni imposte dal Covid-19: lo sviluppo della ricerca ha potuto contare sulle tecnologie più avanzate di microscopia elettronica del Dipartimento di Scienze dell’Università di Roma Tre.
I risultati dello studio hanno mostrato il processo di vetrificazione delle perfette strutture neuronali indotto dall’eruzione; sono stati analizzati anche i dati di alcune proteine già identificate dai ricercatori in un lavoro pubblicato a gennaio scorso dal New England Journal of Medicine. Un aspetto di rilievo potrebbe riguardare l’espressione di geni che codificano le proteine isolate dal tessuto cerebrale umano vetrificato, come spiega Giuseppe Castaldo; Maria Giuseppina Miano aggiunge che tutte le trascrizioni geniche identificate sono presenti nei vari distretti del cervello, quali la corteccia cerebrale, il cervelletto o l’ipotalamo.
Ci auguriamo quindi di poter leggere ancora a riguardo.
Il processo di vetrificazione delle strutture neuronali al microscopio
Le immagini della bellissima Capitale deserta hanno accompagnato tutta l’Italia durante la lunga quarantena e oltre: le tante vedute del Colosseo che ricordiamo con un velo di tristezza hanno ispirato un interessante film documentario.
Il docu-film è stato realizzato tra aprile e giugno 2020: durante le settimane di chiusura al pubblico e subito dopo il grande isolamento, lo staff del Parco Archeologico del Colosseo è stato orgoglioso di partecipare a tale progetto e ha sapientemente guidato i registi tra le rovine e gli scorci più caratteristici del maestoso Anfiteatro. Le telecamere hanno seguito gli archeologi, i restauratori e gli operai alle prese con la colossale manutenzione: accudire un gigante del genere, in tempi di pandemia, è stata un’operazione difficile e onerosa.
“Il film è stata l’irripetibile occasione per raccontare in modo diverso uno dei luoghi più simbolici ed universalmente noti, ma capace di svelare sempre nuovi segreti, nascosti tra le pieghe e le geometrie della pietra di cui è fatto. Nei mesi di lockdown la sfida è stata quella di inventare un modo diverso di raccontare le infinite storie che attraversano il Colosseo in vista della sua apertura: nuove regole, percorsi limitati, un pubblico ridotto e più esigente”, commenta il Direttore del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo.
La Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto (TN)
La Rassegna nasce nel 1990 a Rovereto (TN), da sempre volta a raggiungere il grande pubblico per sensibilizzarlo sui temi della ricerca archeologica e della tutela del patrimonio culturale. Un evento atteso ogni anno durante la prima settimana di ottobre per l’ampia proposta di film e documentari delle migliori produzioni mondiali.
Incontri con registri e altri esperti, presentazioni di libri, laboratori didattici di carattere storico-archeologico e visite guidate fanno da corredo al grande evento, mettendo alla prova la bellissima e produttiva collaborazione che esiste da anni tra l’organizzazione della Rassegna e il Museo civico di Rovereto.
Nasce “Archeologie Sperimentali”, la prima rivista scientifica internazionale di Archeologia Sperimentale, edita dall’Università degli Studi di Torino e con cadenza annuale.
Oltre al grande merito di divulgare, la Rivista si pone l’obiettivo di creare costante dialogo tra fonti di natura diversa, far interagire, tramite discussioni e confronti, e potenziare il dibattito metodologico con la diffusione di strumenti tecnologico-sperimentali: punto di forza di tale settore.
L’Archeologia Sperimentale nella ricerca italiana
Il primo numero della Rivista si presenta con un breve resoconto dello stato dell’arte dell’Archeologia Sperimentale sul territorio italiano: parliamo di stasi o di leggero, ma graduale avanzamento?
Prosegue aprendo un dibattito metodologico: sulla base della situazione del Paese è bene mettere in luce non soltanto le potenzialità, ma anche le problematiche e i limiti dell’utilizzo di strumenti sperimentali. Infine, è possibile prendere cognizione di causa attraverso la presentazione di alcuni casi studio, prodotti di esperienze che in anni e anni hanno dato grandi e dimostrabili risultati: in particolare, questo primo numero tratta di ricerca e attività sperimentale sulla lavorazione della pietra verde nella Preistoria; il tutto arricchito da un puntuale e preciso corredo fotografico.
Call for papers: garantito il dialogo internazionale tra gli studiosi
Tutti gli studiosi del settore potranno dare il loro contributo alla ricerca, concetto ribadito più volte dal comitato redazionale perché estremamente fondamentale.
È possibile pubblicare sia in inglese che in italiano, con l’obbligo di inserire un riassunto nella lingua non utilizzata nel contributo, il tutto sarà poi valutato da un comitato scientifico specializzato.Nella piattaforma informatica verrano inoltre inseriti contenuti multimediali allegati ai contributi: video, fotografie, aggiornamenti delle ricerche, nuovi scavi e laboratori e fasi di protocollo sperimentale.
Il Museo Archeologico a Castellammare di Stabia (NA) è un omaggio a Libero D’orsi, l’archeologo che ha riportato in luce le ville romane dell’antica Stabia che avevano già ammaliato i Borboni.
Il Museo sorge nella Reggia di Quisisana, la residenza di caccia del Re Carlo di Borbone, e accoglie per il momento 15 sale espositive che sono suddivise in sezioni, posto d’onore ai ritrovamenti di Libero D’Orsi: meravigliosi affreschi e pavimenti in opus sectile, sculture, vasellame da mensa, oggetti in metallo.
Palazzo Reale di Quisisana
La Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (NA)
L’Antiquarium stabiano: cosa è cambiato
Gli straordinari reperti erano già stati sistemati decenni prima nelle vetrine dell’Antiquarium stabiano, allestito nel centro storico da Libero D’Orsi, ma chiuso al pubblico nel 1997. Il tavolo delle trattative per l’apertura del Museo era attivo da ben cinque anni con discussioni, proposte, problemi ed idee sempre nuove; ad un anno dall’apertura la collaborazione tra il Comune di Castellammare e il Parco archeologico di Pompei ha concretizzato il grande e bellissimo progetto che oggi possiamo ammirare.
In ricordo dell’Antiquarium sono state riutilizzate le vetrine degli anni ’50, che ospitano solo i reperti più significativi degli 8000 allora contenuti nella vecchia struttura: una nuova sezione del Museo è già stata annunciata da Massimo Osanna, direttore generale dei musei del MiBACT e del Parco Archeologico di Pompei, possibile grazie a una futura collaborazione con le Università della Regione.
Foto dell”Antiquarium stabiano a Castellammare di Stabia (NA) prima dell’apertura del Museo
Dentro la Reggia
I reperti esposti all’interno delle sale allestite nella storica cornice della Reggia di Quisisana attraversano 11 sezioni tematiche.Le prime sono cronologicamente più vicine a noi, dedicate alla storia della Reggia e ai primi scavi borbonici in Italia che hanno portato luce sull’antica Stabia. Si continua seguendo le tracce di Opici e Osci, Romani e Sanniti fino all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.; questa lunga sosta permette di ammirare ciò che resta delle ville d’otium romane, incantevoli oasi di riposo dalla frenetica quotidianità antica: il percorso inizia con Villa San Marco, segue Villa del Petraro con i resti degli impianti termali, e infine Villa di Carmiano, che sfoggia incredibili affreschi a tema dionisiaco.
Porzione di pavimento in opus sectile marmoreo, Castellammare di Stabia (NA), Villa San Marco, I sec. d.C.
Affresco con Giunone ed Ebe, Castellammare di Stabia (NA), Villa San Marco, I sec. d.C.
Affresco con fichi, Castellammare di Stabia (NA), Villa Arianna, I sec. d.C.
Affresco con figura femminile, Castellammare di Stabia (NA), Villa Arianna, I sec. d.C.
Frammento di soffitto con Hermes, Castellammare di Stabia (NA), Villa San Marco, I sec. d.C.
Sabato 26 e domenica 27 settembre si celebrano le Giornate Europee del Patrimonio, la più grande manifestazione culturale d’Europa per cui il MiBACT ha scelto lo slogan: “Imparare per la vita”, ricalcando quello del Consiglio d’Europa “Heritage and Education – Learning for Life”, per capire appieno il grande insegnamento che ogni giorno lascia.
In Italia aderiscono moltissimi luoghi della cultura da nord a sud: musei, gallerie, aree e parchi archeologici con programmi ricchi e unici; riportiamo alcune iniziative tra le più rilevanti per il forte spirito d’intraprendenza dopo il grande isolamento.
Venezia riparte con una marcia in più
La regina del Veneto si è ben rialzata dopo il lockdown: cultura, teatro e musica sono stati i protagonisti indiscussi in più di 160 serate dell’estate 2020. Il Comune del capoluogo veneto non ha voluto lasciare sole le piccole isole del litorale dopo il lungo periodo di isolamento: il centro storico ha deciso di ristorare nuovamente tutti i residenti e i molti turisti dando voce alle sue bellezze.
Per le Giornate Europee Venezia propone una visita guidata negli ambienti del sottotetto dell’ultimo piano di Palazzo Carminati a San Stae, che ospita gli studi d’artista della Fondazione Bevilacqua La Masa da più di cento anni; i giovani realizzeranno le loro opere nella storica cornice, in continuità con gli artisti che ivi li hanno preceduti.
In programma anche un’interessante passeggiata tra urbanistica e architettura, una visita guidata tra alcuni edifici storici del capoluogo: la Casa Naager, Palazzo Donà, l’Ospizio di San Lazzaro dei Mendicoli e la Chiesa di Santa Maria del Pianto; il tutto volto al fine di evidenziare alcune componenti costruttive peculiari in riferimento alle tecniche e al comportamento nel tempo, un’iniziativa che ha riscosso particolare successo nelle Giornate precedenti.
Veduta della Chiesa di Santa Maria del Pianto e scorcio di Palazzo Donà
Bellezze non solo diurne
Venezia dimostra ancora una volta di sfruttare al meglio il suo potenziale, illuminandosi di notte e svelando ai presenti la sua luce: dopo un breve excursus storico sull’evoluzione dei sistemi di illuminazione, il pubblico ammirerà i relitti di antiche lanterne risparmiate dallo scorrere inesorabile del tempo.
Autunno in grande: il riscatto di Asolo (VE)
Nel bellissimo borgo veneto la fresca aria autunnale porta con sé tantissime idee: visite guidate, letture dedicate e passeggiate storiche scalderanno gli animi dei futuri partecipanti.
Il programma è ricco: la prima domenica di ottobre sarà allietata da una passeggiata storica nel giardino-parco archeologico di Villa Freya, di cui sarà possibile visitare l’orto botanico in più occasioni. La settimana successiva lo storico locale Emmanuele Petrin accompagnerà i presenti alla scoperta della borgata del ponte e della chiesa parrocchiale di Pagnano e, domenica 18 ottobre, al Monte dei Frati, dove sorgeva il convento di San Girolamo, polo culturale importantissimo della Serenissima.
Villa Freya (Asolo, VE)
Le Giornate al sud
Diversi enti dell’Italia meridionale hanno organizzato tante manifestazioni culturali entro parchi archeologici e musei per il grande evento.
Il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con CoopCulture, propone un ricco programma di visite, laboratori e presentazioni di libri alla Valle e al Museo Griffo; i titoli destano grande curiosità: “Le persone e le cose” di R. D. Accardi, riguardo le nuove strategie di comunicazione nei musei archeologici; “Paesaggio, arte e natura nella Valle dei Templi di Agrigento” di E. Cicala e M. Ala. Completano il ricco corredo una visita guidata al Tempio di Asclepio, lezioni di yoga e una speciale caccia al tesoro per i bambini.
Il Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo” (AG)
Nel resto della Penisola…
A Firenze il visitatore si immedesimerà nella vita sfarzosa di un tempo tra le danze della corte dei Medici; a Roma le Terme di Caracalla mostreranno le loro bellezze ai presenti: i mosaici, i resti delle vasche e della decorazione architettonica conservata negli splendidi sotterranei. Si andrà alla scoperta di Monte Rotondo tra l’Umbria e le Marche, ammirando le vallate circostanti nel ricordo dei popoli italici che le hanno abitate; a Messina si terrà la mostra del ponte virtuale sullo Stretto, volta a porre l’accento sui tratti della provincia siciliana e di Reggio Calabria che si uniscono, fino a fondersi in un unica dimensione, accomunando tradizioni e modi di vivere.
NEWS | The European Heritage Days from North to South
On Saturday 26 and Sunday 27 September, the European Heritage Days are celebrated, the largest cultural event in Europe for which MiBACT has chosen the slogan: ‘Learning for life’, following that of the Council of Europe ‘Heritage and Education – Learning for Life’, to fully understand the great teaching that it leaves every day.
In Italy there are many places of culture from north to south: museums, galleries, archaeological areas and parks with rich and unique programs; we report some of the most relevant initiatives for the strong entrepreneurial spirit after the great isolation.
Venice starts again with an extra gear
The queen of Veneto got up well after the lockdown: culture, theatre and music were the undisputed protagonists in more than 160 evenings in the summer of 2020. The Municipality of the Venetian capital did not want to leave the small islands of the coast alone after the long period of isolation: the historic center has decided to restore all the residents and many tourists to give voice to its beauties.
For the European Days Venice offers a guided tour of the attic rooms on the top floor of Palazzo Carminati in San Stae, which has housed the artist studios of the Bevilacqua La Masa Foundation for more than a hundred years; the young people will create their works in the historic setting, in continuity with the artists who preceded them there.
Also on the program there is an interesting walk between urban planning and architecture, a guided tour of some historic buildings in the capital: the Casa Naager, Palazzo Donà, the San Lazzaro dei Mendicoli Hospice and the Church of Santa Maria del Pianto; all aimed at highlighting some peculiar constructive components in reference to techniques and behavior over time, an initiative that was particularly successful in the previous days.
Not only daytime beauties
Venice proves once again to make the most of its potential, lighting up at night and revealing its light to the people present: after a brief historical overview on the evolution of lighting systems, the public will admire the relics of ancient lanterns spared from the inexorable flow of the time.
An Autumn on a big scale: the redemption of Asolo (VE)
In the beautiful Venetian village, the fresh autumn air brings with it many ideas: guided tours, dedicated readings and historical walks will warm the spirits of future participants.
The program is rich: the first Sunday of October will be enlivened by a historical walk in the archaeological garden-park of Villa Freya, of which it will be possible to visit the botanical garden on several occasions. The following week, the local historian Emmanuele Petrin will accompany the people present to discover the village of the bridge and the parish church of Pagnano and, on Sunday 18 October, to Monte dei Frati, where the convent of San Girolamo, a very important cultural centre of the Serenissima, once stood.
Days in southern Italy
Various entities in southern Italy have organized many cultural events in archaeological parks and museums for the great event.
The Archaeological Park of the Valley of the Temples in Agrigento, in collaboration with CoopCulture, offers a rich program of visits, workshops and book presentations at the Valley and at the Griffo Museum; the titles arouse great curiosity: ‘People and things’ by RD Accardi, regarding the new communication strategies in archaeological museums; ‘Landscape, art and nature in the Valley of the Temples in Agrigento’ by E. Cicala and M. Ala. A guided tour of the Temple of Asclepius, yoga lessons and a special treasure hunt for children enhance this itinerary in its entirety.
In the rest of the Peninsula …
In Florence the visitor will identify himself in the sumptuous life of the past among the dances of the Medici court; in Rome the Baths of Caracalla will show their beauties to people present: the mosaics, the remains of the basins and the architectural decoration preserved in the splendid undergrounds. Then, we will go to the discovery of Monte Rotondo between Umbria and the Marches, admiring the surrounding valleys in memory of the Italic peoples who inhabited them; Messina will host the exhibition of the virtual bridge over the Strait, aimed at highlighting the features of the Sicilian province and Reggio Calabria that come together, until they merge into a single dimension, bringing together traditions and ways of living.
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