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NEWS | Anche la Sicilia aderisce alla “Notte Europea dei Musei”: gli eventi in programma

𝗥𝗶𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮. 𝗧𝗼𝗿𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗶

Sabato 14 maggio, in occasione della “Notte Europea dei Musei”, i luoghi della cultura siciliani rimarranno aperti con l’ingresso simbolico di 1€. Una nuova straordinaria opportunità di visitare i beni culturali siciliani! La Regione Siciliana, su indicazione dell’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, ha aderito alla Notte Europea dei Musei, l’appuntamento annuale che si svolge contemporaneamente nei musei di tutt’Europa.

A partire dalle 19 e fino alle 23 (in alcuni siti alle 24) sarà possibile visitare, quindi, i principali musei regionali della Sicilia, molti dei quali, per l’occasione, proporranno visite guidate e allestimenti particolari.

La Notte dei Musei promuove la cultura e invita, soprattutto le famiglie, ad avvicinarsi all’arte e coltivare la bellezza. Occasioni come la notte europea e le prime domeniche del mese con ingresso gratuito, costituiscono un forte incentivo alla conoscenza del nostro ricchissimo patrimonio di opere d’arte. Avvicinarsi ai luoghi della Cultura, scoprendo la storia della nostra Isola e di coloro che la abitarono, portare anche i più piccoli al Museo, è il modo migliore per conoscere la Sicilia, la sua identità, la sua dimensione universale. È il modo migliore per tornare a essere consapevoli della nostra Sicilia, una Terra unica al mondo, nonostante le tante, troppe, ferite subite.

Per celebrare la serata, molti dei musei siciliani hanno programmato iniziative speciali. Per una maggiore certezza dell’orario di apertura e delle proposte di visita è sempre consigliabile consultare le pagine web o Fb delle singole strutture museali.

Gli eventi in programma nell’isola

In particolare si segnalano:

AGRIGENTO – Il Museo archeologico Griffo di Agrigento sarà aperto dalle 19 alle 22 con il seguente programma: alle 19 nel giardino del Museo concerto della U.S. Naval Forces Europe and Africa Band; alle 20 e alle 20.45 visita guidata all’itinerario tematico “L’etica della guerra nel mondo greco antico”, alle 20.30 e alle 21.45 nella Sala Zeus Gaetano Aronica legge “Omero, Iliade” di Alessandro Baricco.

CATANIA – In provincia di Catania aperti dalle 20 alle 22: il Museo di Adrano e le Mura Dionigiane. Il Museo della Ceramica di Caltagirone sarà visitabile dalle 18.30 alle 21.00.

ENNA – Il Parco archeologico di Piazza Armerina e della Villa Romana del Casale propone la visita della Villa Romana, del Museo di Palazzo Trigona ad Aidone e del Museo Regionale di Aidone. Inoltre, alle Terme della Villa del Casale alle 21.00 si terrà una conversazione per illustrare il mosaico pavimentale del Tepidarium con resti di scena di ludi, tra cui la corsa con le fiaccole. La conversazione sarà tenuta dal Prof. Paolo Barresi dell’Università Kore di Enna e dal Dott. Rosario Patanè, responsabile delle attività di valorizzazione del Parco archeologico.

Alcuni mosaici della Villa Romana del Casale (immagine via RestaurArs)
 

MESSINA – Al MuMe – Museo Interdisciplinare di Messina (apertura dalle 20 alle 24) sarà allestita una piccola sezione espositiva e didascalica del culto mariano della Lettera, patrona di Messina, la cui festività ricorre il 3 giugno. Alle opere già esposte nel circuito museale del primo piano si aggiungerà una trascrizione in cinese del XVII secolo della lettera della Madonna ai messinesi (42 d.C.) e alcune opere artistiche tra cui due Cartagloria del XVII secolo in argento bulinato e sbalzato. Durante la serata le guide turistiche della provincia di Messina effettueranno visite guidate approfondite con gratuità per i giovani fino a 18 anni di età.

Una delle sale del MuMe (immagine via Discover Messina Sicily)
 

Sempre in provincia di Messina aperto (dalle 20 alle 24) il Parco archeologico di Tindari dove sarà possibile visitare: l’Antiquarium di Milazzo e la possibilità di visitare la cittadella fortificata, a Tusa l’area archeologica di Halaesa Arconidea limitatamente all’Antiquarium, al Lapidarium e alla Chiesa di Santa Maria delle Palate. A Patti negli stessi orari aperta l’area archeologica e l’Antiquarium di Tindari e la Villa romana. A Capo d’Orlando ingresso libero dalle 20 alle 24 per l’area archeologica di Bagnoli.

A Taormina, dalle 20 alle 23 sarà aperto il Teatro Antico e a Giardini Naxos apertura, sempre dalle 20 alle 23, per il Museo Archeologico.

Locandina del Teatro Antico di Taormina (Adius Culture)
 

Nell’Isola di Lipari il Museo archeologico Eoliano Bernabò Brea resterà aperto alle visite dalle 20 alle 23.

PALERMO – Al Museo di Arte Moderna di Palazzo Riso (chiusura alle ore 24.00, ultimo ingresso ore 23.30) è l’ultimo giorno utile per visitare “Seductions”, la mostra del fotografo tedesco Uli Weber a cura di Daniela Brignone. Al Museo archeologico regionale A. Salinas apertura fino a mezzanotte. Con un sovrapprezzo è possibile prenotare la visita guidata alla collezione del Museo e alla statua di Athena, proveniente dal museo dell’Acropoli di Atene, e gustare un calice di vino. Al Museo Regionale di Palazzo Abatellis apertura dalle 20 alle 24: Notturno a Palazzo Abatellis “Umanità del MedioEvo nel Trionfo della Morte” e “Umanità del Rinascimento in Laurana e Gagini”.

RAGUSA – Aperto dalle19 alle 22 il Convento della Croce a Scicli.

SIRACUSA – Alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo in mostra “Le figure del presepe” in collaborazione con il Liceo artistico Gagini di Siracusa. Aperti anche l’Ipogeo di Piazza Duomo (dalle 20 alle 24) e il Museo Archeologico Paolo Orsi (dalle 19 alle 23). Aperto anche il Castello Maniace (dalle 20 alle 24) dove, nella Sala Ipostila, si potrà ammirare la mostra “Passi” di Alfredo Pirri.

La mostra “Passi” di  Alfredo Pirri al Castello Maniace (immagine via Palermo – La Repubblica)
 

A Palazzolo Acreide dalle 19 alle 23 si può visitare Palazzo Cappellani. A Lentini, dalle 16 alle 22, visitabile con un euro l’area archeologica di Monte San Basilio – San Mauro e il Parco archeologico di Leontinoi che resterà aperto fino alle 22.00.

TRAPANI – L’area monumentale del Parco archeologico di Selinunte resta aperta dalle 19 alle 24. Stesso orario per il Museo del Satiro che si trova nella nella chiesa di S. Egidio a Mazara del Vallo. Al Parco archeologico di Segesta apertura straordinaria dalle 20.00 alle 24.00. A Marsala restano aperti 19.30 alle 22.30 il Parco archeologico Lilibeo e il Museo archeologico di Baglio Anselmi.

Fonte: Alberto Samonà.

Immagine di copertina ©Dario Giannobile

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NEWS | Dieci nuovi archeologi specializzati per valorizzare i beni culturali siracusani

Una formazione specialistica per valorizzare e promuovere al meglio l’immenso patrimonio culturale siracusano. Ma anche importanti investimenti nel campo della formazione e delle strutture per rendere Siracusa sempre più una “città universitaria”. Sono i punti chiave della strada tracciata dall’amministrazione comunale di Siracusa e dall’Università di Catania che nei giorni scorsi, al Palazzo Vermexio, sono stati esposti nel corso della cerimonia di consegna dei  diplomi ai dieci nuovi archeologi specializzati in beni culturali, che hanno completato il percorso di formazione specialistica per l’anno accademico 2020/2021.

Un momento importante per i nuovi archeologi, ma anche per Siracusa e per l’ateneo Catanese

“La giornata di oggi rappresenta un momento importante per i nuovi dieci archeologici, ma anche per Siracusa e per l’ateneo catanese che in questi ultimi anni ha consolidato la sua presenza in questo territorio con investimenti importanti” ha spiegato il rettore Francesco Priolo dell’Università di Catania

“Mi riferisco agli interventi di ristrutturazione per 1,2 milioni di euro del palazzo Impellizzeri, prossima sede delle attività formative, concesso dal Comune e che entro un anno sarà restituito alla città. Altri 9 milioni di euro saranno investiti sull’ex caserma Abela, attuale sede della Struttura didattica speciale di Architettura, con un progetto già esecutivo inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche dell’ateneo. Stiamo, inoltre, lavorando per acquisire nuovi finanziamenti tramite bandi ministeriali sull’edilizia universitaria e sulla coesione territoriale per far sì che l’investimento dell’Università di Catania su Siracusa sia a lungo termine”.

archeologi specializzati
Intervento del rettore Francesco Priolo
Gli archeologi specializzati, figure sp di fondamentale importanza

“L’amministrazione comunale, con il prezioso supporto dell’ateneo catanese e grazie ai fondi del Pnrr, è impegnata nella realizzazione di un archeo-parco e di nuovi parchi urbani, finalizzati alla valorizzazione e riqualificazione dell’immenso patrimonio archeologico siracusano. Parliamo di progetti per un ammontare di 50 milioni di euro, alcuni già finanziati, altri ammessi a finanziamento, che vedono protagonista l’archeologia e l’identità di Siracusa”, ha spiegato il primo cittadino Francesco Italia.


“La figura dell’archeologo specializzato è di fondamentale importanza per la valorizzazione del patrimonio archeologico siracusano perché purtroppo ancora oggi ci si limita ad una gestione dei beni culturali finalizzata solo alla custodia” ha aggiunto l’assessore Fabio Granata.

“E, invece, occorrono quelle conoscenze e competenze che i neo archeologi diplomati oggi in questa sede, nella Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici seconda solo a quella di Atene, hanno acquisito per valorizzare quell’immenso patrimonio materiale e immateriale siracusano. Credo che il patrimonio archeologico di Siracusa sia tra i più importanti al mondo e per garantire la migliore gestione possibile dei beni culturali, con investimenti anche nel campo della formazione, è indispensabile che i parchi archeologici abbiano una propria autonomia”.

Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche i docenti Daniele Malfitana e Marina Paino dell’ateneo catanese

“La cerimonia di consegna del diploma rappresenta l’esito finale di un impegno di due anni di formazione specialistica che gli allievi hanno ricevuto, sia con didattica frontale in aula che con esperienze maturate sul campo in  scavi archeologici , ricerche in laboratori e depositi di musei e parchi archeologici, tirocini formativi nelle Soprintendenze dell’isola” ha spiegato il direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici

“Con il conseguimento del titolo, l’allievo diventa archeologo professionista e da questo momento in poi può iniziare un percorso di inserimento nel mondo della ricerca, delle professioni, del lavoro, dell’imprenditoria dove il tema “archeologia” dalla forte trasversalità riesce a dialogare molto bene”.
Per la direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche “la rinnovata collaborazione tra l’Università di Catania e il Comune di Siracusa consentirà ai dieci neo archeologi specializzati, grazie alle importanti competenze acquisite tramite questo impegnativo percorso, di poter svolgere una brillante carriera in Italia e all’estero“.

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ATTUALITÀ | Un ologramma di Antonello da Messina come guida virtuale al Museo di Palazzo Bellomo, Siracusa

La demo su una riproduzione dell’Annunciazione, realizzata nell’ambito del progetto Value, è stata presentata alla Fiera Internazionale sui Musei, i Luoghi e le Destinazioni Culturali di Roma.

È l’ologramma di Antonello da Messina, nelle vesti di “cicerone”, a guidare virtualmente i visitatori al Museo di Palazzo Bellomo a Siracusa.

Ricostruzione di Antonello da Messina

In particolar modo, e non poteva essere altrimenti, alla sua opera, l’Annunciazione di Antonello da Messina, conservata proprio nella struttura museale siracusana. Ed è proprio il pittore siciliano del Quattrocento ad illustrare l’opera e alcuni dettagli sulla Vergine e sull’Arcangelo Gabriele oltre a interagire direttamente con i visitatori.

Annunciazione, Antonello da Messina, 1474

 

Digital Transformation nei musei e nell’arte

La demo su una riproduzione dell’Annunciazione di Antonello da Messina è stata presentata al ROME – Fiera Internazionale sui Musei, i Luoghi e le Destinazioni Culturali (dal 17 al 19 novembre) nel corso della sessione Digital Transformation nei musei e nell’arte.

Ad illustrarla il prof. Giovanni Maria Farinella, docente di Machine Learning al Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania, insieme con l’ing. Ignazio Infantino dell’ICAR-CNR.

Si tratta dell’ultima “invenzione” del Progetto VALUE, un sistema che permette ai visitatori, tramite un kit indossabile, di essere assistito “virtualmente”, mediante l’uso della realtà aumentata, durante l’osservazione di un bene o di un’opera in un museo. Il sistema Value, infatti, consente di migliorare la fruizione del bene grazie anche ad un racconto virtuale, coinvolgente e multisensoriale, del bene che il visitatore sta osservando.

Proprio a Roma, nel corso della fiera internazionale, era presente uno stand dei partner del progetto Value (Xenia Gestione Documentale, Università di Catania, IMC Service, ICAR-CNR e Capitale Cultura group).

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NEWS | Finanziati i lavori nel Parco di Leontinoi e nell’Antiquario di Megara (SR), Samonà: «Il governo sta orientando molte risorse»

Stanziato l’importo di 1.426.000,00 euro per il progetto relativo agli interventi di sistemazione dell’Antiquario di Megara Hyblaea e di miglioramento dell’area archeologica di Leontinoi. A essere coinvolte anche le aree di Monte San Basilio nel Museo Archeologico di Lentini (SR) dove è prevista la realizzazione di un laboratorio di conservazione e restauro.

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L’area di Megara Hyblaea (foto da Alberto Samonà)
Il progetto

Il progetto esecutivo, curato dal Dipartimento Tecnico dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, è stato affidato a un team di professionisti, architetti e ingegneri di varie regioni d’Italia. Il gruppo ha svolto già dei sopralluoghi insieme al direttore del Parco Lorenzo Guzzardi e ai tecnici, nonché agli archeologi della missione francese: si prevede manutenzione ordinaria e straordinaria. I lavori interesseranno  l’area archeologica di Megara Hyblaea e l’Antiquario, l’area archeologica Leontinoi, il Museo archeologico di Lentini, l’area archeologica di Monte San Basilio (SR). Le operazioni saranno dedicate al ripristino dei camminamenti e delle passerelle; inoltre, saranno messe a punto delle recinzioni e degli impianti di illuminazione. Si procederà poi con l’installazione degli impianti di video-sorveglianza e antincendio. 

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Una parte dell’esposizione dell’Antiquario (foto da Alberto Samonà)
Le parole dell’assessore Samonà e del direttore Guzzardi

«Con il completamento dei lavori dell’Antiquarium si potrà, finalmente, riaprire ai visitatori l’importante struttura nel complesso del Faro Cantera sulla rada di Augusta. Il percorso di visita includerà sia l’esposizione di reperti archeologici degli scavi della città e delle necropoli, sia la fruizione dei resti messi in luce all’interno dello stesso edificio museale. Si tratta di un’altra importante opera che valorizza il contenuto dell’area archeologica di Megara e arricchisce la complessiva offerta culturale della Sicilia. Un intervento che rientra tra le opere di ammodernamento e miglioramento dell’offerta dei musei e dei parchi della Sicilia, su cui il Governo Musumeci sta orientando molte delle proprie risorse». Commenta così l’assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Alberto Samonà.

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L’assessore Alberto Samonà in visita all’Antiquario di Megara Hyblaea (SR)

Il direttore del Parco Lorenzo Guzzardi stupisce svelando un punto di forza del progetto: «Il percorso museale di Megara comprenderà anche una sala multimediale che introdurrà i visitatori a una migliore comprensione dell’area archeologica e alla più compiuta fruizione delle sale espositive».

Il direttore del Parco di Leontinoi (SR) Lorenzo Guzzardi
L’assessore Alberto Samonà e i membri del Parco presenti nell’area interessata (foto da Alberto Samonà)
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ATTUALITÀ | Teatro Greco di Siracusa, la stagione 2021 tra dramma classico e contemporaneità

Una buona notizia per la stagione teatrale a Siracusa. Al Teatro Greco tornano, infatti, le rappresentazioni classiche che ogni anno attirano un pubblico vario e vasto. Sarà la volta delle “Baccanti di Euripide per la regia di Carlus Padrissa, “Le Coefore e “Le Eumenidi di Eschilo, diretta da Davide Livermore, e “Le nuvole di Aristofane con la regia di Antonio Calenda. Si prevede, come sempre, lo schema rappresentativo mutuato dall’Antica Grecia: tre tragedie e una commedia.

Dramma classico e contemporaneità

La Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) ha previsto, per la stagione 2021, tre produzioni inedite. L’obiettivo è il rinnovo del dramma classico attraverso le intuizioni di grandi artisti contemporanei.

La 56esima stagione in programma dal 3 luglio al 22 agosto 2021 prevede due ritorni e un esordio assoluto.

Al suo esordio, con la regia delle “Baccanti“, si trova il catalano Carlus Padrissa, tra i fondatori della Fura dels Baus, compagnia teatrale osannata per la capacità di adattare il teatro a un linguaggio contemporaneo.

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Le “Baccanti” di Euripide in una rappresentazione passata al Teatro Greco di Siracusa (foto: Eco del Sud)

Davide Livermore invece, dopo il successo del 2019 con “Elena” di Euripide, torna a Siracusa con Eschilo. Fra i registi italiani più apprezzati del momento, Livermore, propone il secondo e il terzo atto dell’”Orestea” di Eschilo, “Le Coefore e “Le Eumenidi“, in coproduzione con il Teatro Nazionale di Genova. Si tratta di una collaborazione voluta in occasione del centenario della ripresa delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco dopo la Grande Guerra e l’epidemia di Spagnola. Un evento, inoltre, a cui l’INDA dedicherà una mostra interattiva di foto d’epoca, che sarà esposta nella sede dell’INDA dall’estate 2021 all’inverno 2022. Infine, ritorna anche Antonio Calenda, uno dei maestri della regia italiana, alla direzione della commedia “Le nuvole” di Aristofane.

Una rappresentazione passata al Teatro Greco di Siracusa (foto: Fondazione INDA)

Sarà una stagione in cui verrà riproposto, in parte, il programma del 2020, annullato a causa della situazione pandemica. “Ifigenia in Tauride di Euripide con la regia di Jacopo Gassmann, invece, prevista per il 2020, è riprogrammata per il 2022.  

A partire da oggi, giovedì 29 aprile, è possibile prenotare i biglietti per la Stagione 2021 e convertire i biglietti acquistati nel 2020 per assistere agli spettacoli in programma quest’anno. Sarà possibile prenotare i biglietti e avere maggiori informazioni scrivendo un messaggio a questo indirizzo mail.

Immagine di copertina: rappresentazioni al Teatro Greco di Siracusa (via Balarm).

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NEWS | Il Castello Svevo di Augusta (SR) diventerà un nuovo spazio museale

Iniziano i lavori per il restauro e il consolidamento strutturale del Castello Svevo di Augusta (SR), che diventerà, per decisione dell’assessorato dei Beni Culturali, un nuovo spazio museale. Il Castello, simbolo della città di Augusta (SR), è in condizioni di fatiscenza ed abbandono, sequestrato nel 2016 dalla Procura di Siracusa e attualmente posto sotto la tutela alla Soprintendenza siracusana.

“Dopo anni di abbandono comincia oggi una nuova stagione per il Castello Svevo e il territorio di Augusta. Il recupero dell’edificio è un segnale forte e tangibile”. Così dichiara l’assessore dei Beni Culturali e dell’identità siciliana Alberto Samonà.

Difatti, il Castello Svevo rappresenta un patrimonio culturale inestimabile per l’identità cittadina, il suo recupero porta con sé il riaffiorare della memoria storica. Le operazioni non saranno né poche né facili, in particolar modo si dovranno consolidare le fondazioni e, successivamente, agire sull’ala federiciana. Quindi, i lavori restaureranno le volte e le strutture architettoniche, ma creeranno anche gli impianti del nuovo museo. I fondi stanziati per creare questo nuovo spazio provengono dal Fondo Sviluppo e Coesione-Patto per il Sud e ammontano a circa 3 milioni di euro.

Augusta
Il Castello Svevo di Augusta (SR) visto dall’alto

La storia del Castello Svevo di Augusta (SR)

La realizzazione della fortezza medievale iniziò nel 1232 ca. per volere di Federico II di Svevia. Il Castello di Augusta sorge sulla “Terra Vecchia”, dove si sviluppava precedentemente un’antica torre di avvistamento normanna. La penisola, con la nuova costruzione sveva, mantenne il suo ruolo difensivo; infatti il Castello serviva a difendere il territorio dagli attacchi marittimi sul fronte orientale. La sua realizzazione fu opera del progetto di Riccardo da Lentini.

Federico II giunse, secondo una leggenda, ad Augusta in seguito ad un naufragio; rimase così affascinato da quella terra tanto da fondarvi la città, come testimonia anche un’epigrafe del 1242 ca.:

Augustam Dìvus Augustus

candidit urbem. Et tulit ut

tìtulo sit Veneranda suo.

Successivamente all’avvento degli Angioini e degli Aragonesi il Castello fu di volta in volta occupato. Furono proprio gli spagnoli ad aggiungere le imponenti bastionate nel XVIII sec. La struttura divenne un carcere a partire dal 1978, per poi essere chiusa a causa dei pericoli di crolli e affidata alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Siracusa. 

Statua di Federico II di Svevia, Palazzo Reale di Napoli
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NEWS | Sgarbi, il Caravaggio di Siracusa non avrebbe dovuto fare ritorno

Così come previsto ieri il “Seppellimento di Santa Lucia“, l’opera di Caravaggio – di proprietà del FEC, (Fondo edifici di culto del ministero dell’Interno) – è partita per ritornare a Siracusa, in vista dei festeggiamenti di Santa Lucia (13 dicembre). Lo scorso ottobre era stata inviata al Mart di Rovereto (TN) per una mostra insieme alle opere dell’artista Alberto Burri.

Caravaggio, “Seppellimento di Santa Lucia”; olio su tela (1608), Chiesa di Santa Lucia alla Badia (SR).

Il Caravaggio stava meglio a Rovereto

Ma le polemiche non si sono affatto stemperate. Fantomatiche associazioni locali, improbabili esperti di arte e molti personaggi animati da rancori personali e anche politici, sui social, continuano ad attaccare Sgarbi, già abbastanza in vista in questo periodo, di aver “scippato” il dipinto alla città. Sgarbi, che del Mart è il presidente e che ha fortemente voluto la mostra con il capolavoro del Merisi, ora che l’opera torna in Sicilia replica duramente:

«Nella bella Siracusa, che non potrà festeggiare Santa Lucia – **dichiara con con sarcasmo Sgarbi **- si affacciano sulla scala gli ultimi cretini. Invece di ringraziare chi gli ha riparato il dipinto di Caravaggio e con grande puntualità lo ha riportato nella chiesa della Borgata, continuano a insultare, impotenti e imbecilli, cercando di andare su quella cronaca che li ignora. Ho provato soltanto pietà e ho voluto dar loro, falsari e bugiardi, un ultimo schiaffo. Nella notte, sotto la pioggia, ho accompagnato il dipinto del “Seppellimento di Santa Lucia” nel macabro rito del suo trasporto. L’ho fatto salire su un camion e l’ho visto partire. Vi mando il video e le fotografie e spero di non sentire più la voce stridula di chi per Caravaggio non ha fatto niente. La Santa a Rovereto è stata benissimo. Adesso è in pericolo».

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NEWS | Rinvenuto il relitto di un’antica nave a Siracusa

Eccezionale rinvenimento da parte della Soprintendenza del Mare di un sito archeologico sommerso nel fondale marino antistante Ognina, a Siracusa. Si tratta di una nave oneraria, ovvero di un’imbarcazione adibita a traffici commerciali, contenente un ingente carico di ceramiche da mensa di epoca tardo antica. L’importante scoperta è avvenuta nel corso di alcune immersioni subacquee di esplorazione e documentazione storica autorizzate e coordinate dalla Sopmare ed effettuate dai subacquei altofondalisti Fabio Portella e Stefano Gualtieri, con il contributo dell’associazione Capo Murro Diving Center di Siracusa. Il relitto – che è stato rinvenuto al largo di Ognina ad una profondità di circa 75 metri – si trova posizionato in un vasto areale caratterizzato da un fondale prevalentemente pianeggiante costituito da sabbia mista a fanghiglia. “Abbiamo disposto e coordinato il recupero di due reperti individuati dall’archeologo della Soprintendenza del Mare, Fabrizio Sgroi – dice la Soprintendente Valeria Li Vigni – quali elementi diagnostici del carico del relitto sulla scorta di una sommaria descrizione degli scopritori. I due reperti, che presentano notevoli incrostazioni, consistono in una ciotola a doppio manico con coperchio e in una brocca a forma di campana. La Sopmare – dichiara la dott. Valeria Li Vigni – svolge da anni un lavoro capillare di sensibilizzazione e di collaborazione con i diving che ha fornito risultati sempre più incoraggianti e in costante evoluzione. A breve procederemo con la definizione di un rilievo sistematico del relitto per studiarlo più approfonditamente”.

“La collaborazione dei diving nell’individuazione del relitto – sottolinea l’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – testimonia la bontà e l’efficacia di una politica di costante sensibilizzazione e promozione verso il territorio e l’enorme ricchezza sommersa. Occorre sempre più lavorare perché vi sia una presa di coscienza, sempre più generalizzata e diffusa, della necessità di tutelare il patrimonio identitario e valorizzare le nostre ricchezze che sono alla base di uno sviluppo culturale ed economico capace di contribuire a far crescere, peraltro, un’offerta sempre più qualificata e in crescita”.

I due reperti che rappresentano espressione di una ceramica da mensa priva di colore (acroma), farebbero pensare ad un insieme di ceramiche di origine africana databili intorno al IV sec d.C.; va valutata, però, la possibilità che si tratti di una produzione locale di ceramiche da mensa, cosa che sarebbe attestata da fornaci presenti nel siracusano intorno al VI sec d.C. La brocchetta monoansata rappresentava un bollitore a forma di campana e fondo convesso da posizionare sulla brace con la funzione di riscaldare i liquidi; un centro di fabbricazione di questa particolare forma, che presenta forti influssi bizantini, è stato riscontrato in Africa del Nord, in Tripolitania e in Tunisia. La ciotola con coperchio ha forma emisferica e un piccolo piede sul quale si innestano due anse probabilmente decorate ma fortemente corrose dalla lunga permanenza a mare. Il coperchio presenta una presa a bottone piuttosto rozza. La localizzazione pone il relitto lungo la direttrice di uno dei due cavi elettrici che, nel 1912, sono stati messi in posa sul fondale dalla ditta Pirelli su commissione del Governo italiano per collegare la Sicilia alla Libia con i due rispettivi approdi finali a Tripoli e Bengasi.

Fonte: Regione Siciliana

 

 

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ILLUSTRI SICILIANI | Luigi Bernabò Brea, una vita al servizio del patrimonio siciliano

Uno tra i più illustri studiosi che la nostra terra può vantare è sicuramente Luigi Bernabò Brea. Egli, pur nascendo a Genova, dedicò gran parte della sua vita allo studio, alla difesa e alla valorizzazione del patrimonio siciliano, diventando, a tutti gli effetti, “figlio adottivo” di una madre che ancora oggi rende omaggio al suo operato.

Bernabò Brea nasce il 27 settembre 1910 a Genova e lì si laurea in Giurisprudenza, per poi seguire la sua passione e conseguire la laurea in Archeologia presso l’Università di Roma La Sapienza. Frequenta, poi, la Scuola Archeologica di Atene, grazie alla quale inizia la sua carriera di archeologo, favorita dalla scoperta del Kabirion di Chloi, sull’isola di Lemnos. Dopo la parentesi lavorativa di un anno presso il Museo Nazionale di Taranto, mostratosi fin da subito come promettente studioso, nel 1939 viene chiamato a dirigere la Soprintendenza alle Antichità della Liguria.

Bernabò Brea durante una fase di scavo
Bernabò Brea e la sua compagna in un cantiere di scavo siciliano
 
Nel 1941, finalmente, Luigi Bernabò Brea valica lo Stretto e si trasferisce a Siracusa dove occuperà il posto di Direttore della Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale fino al 1973. Gli anni della guerra non gli consentono di operare quanto realmente desiderava ma, una volta terminata, si dedica anima e corpo al restauro dei monumenti devastati dall’evento bellico e alla loro riorganizzazione all’interno del Museo di Siracusa. È in questo momento che inizia la sua prima attività di ricerca sul territorio siciliano, rivolgendo la sua attenzione al poco conosciuto territorio della provincia di Enna e alla zona tirrenica della provincia di Messina. Nel territorio messinese, e principalmente in quello delle Isole Eolie, sono avvenute alcune delle sue più importanti scoperte archeologiche.    

Nonostante sia impossibile riassumere l’intensissima attività che Brea ha svolto dal dopoguerra al 1973 come dirigente della Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale, vogliamo porre l’accento sul grado di impegno profuso da questo illustre personaggio a favore della nostra Sicilia. Egli, infatti, ha dato voce alla lunga e gloriosa storia della nostra bella isola, operando nel campo della tutela, della conservazione e del restauro dei monumenti archeologici, della ricerca sul terreno, dello scavo, della creazione di zone archeologiche organizzate e di musei locali, favorendo anche il dialogo con Istituti stranieri, quali L’ École Française di Roma.

Durante il Secondo Dopoguerra, il suo interesse accademico viene catturato dai materiali preistorici scavati e studiati, a suo tempo, da Paolo Orsi e Ippolito e Corrado Cafici. Questo studio, condotto in occasione del riallestimento del Museo di Siracusa, lo ha portato all’identificazione di alcuni giacimenti databili al Paleolitico superiore e al Mesolitico, fino ad allora non riconosciuti. Per alcuni di essi, Bernabò Brea ha potuto effettuare saggi di scavo, i quali, unitamente ai dati pervenuti dagli scavi eoliani di Lipari e Panarea – che hanno portato alla luce chiarissime evidenze che vanno dal Neolitico Medio all’Età Classica -, hanno condotto lo studioso a porre le basi di una nuova visione della successione delle culture preistoriche in Sicilia. Tale formulazione viene poi pubblicata nel volume Sicily before Greeks nel 1958.  

Bernabò Brea durante l’inaugurazione del Museo Eoliano
 
Nel 1973, dopo il suo collocamento a riposo, lo studioso si vota completamente alle Isole Eolie e al Museo Archeologico Regionale di Lipari, che a lui viene dedicato post-mortem. A Lipari, gli scavi nella zona del Castello e nella piana sottostante hanno portatoalla luce una intatta successione stratigrafica che ha permesso la ricostruzione dell’evoluzione culturale dagli inizi del Neolitico Medio fino all’età storica. Invece, le stazioni minori della stessa isola e i dati provenienti dagli insediamenti di Filicudi, Panarea e Salina hanno permesso di completare e confermare il quadro storico già suggerito dagli scavi del Castello di Lipari, ricostruendo la storia dell’antropizzazione dell’arcipelago eoliano, dagli inizi del neolitico all’età classica.

L’instancabile attività di ricerca dello studioso ha portato alla composizione una straordinaria collezione di reperti, considerata la più completa nel Mediterraneo centro-occidentale, paragonabile a quelle delle civiltà dell’Egeo. Questa collezione è stata sistemata all’interno del complesso architettonico del Castello di Lipari, dove ancora oggi si trova. Le esposizioni del Museo, curate direttamente da Luigi Bernabò Brea e da Madeleine Cavalier, sua collaboratrice e moglie, rispecchiano un criterio rigorosamente cronologico che permette di seguire, in ordinata successione, tutte le civiltà che si sono avvicendate nelle isole Eolie dall’età neolitica alla fine del mondo antico. L’allestimento, seppur diviso in diversi complessi, presenta una modernità comunicativa inconsueta ma dalla forte eloquenza didattica.

Scomparso il 4 febbraio 1999, mentre stava lavorando all’XI volume di Meligunìs Lipára, il nome di Brea è associato a uno dei periodi più fiorenti per lo studio della storia siciliana e non possiamo dimenticare quello che può essere considerato come il suo testamento biologico: la sua grande passione per la nostra terra.

 

Foto estratte da Google Immagini

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NEWS | Lutto nel mondo archeologico e politico: Muore la Prof. ssa Mariarita Sgarlata

È deceduta prematuramente all’età di 57 anni, a causa di un cancro, la prof. ssa Mariarita Sgarlata: una notizia che sconvolge il panorama archeologico e politico siracusano. Brillante la sua carriera: professore associato di Archeologia cristiana e medievale, responsabile della Commissione Pontificia per le Catacombe siracusane, ma anche Assessore regionale ai Beni culturali, al territorio e all’ambiente nella giunta Crocetta. Inoltre, consulente del ministro Bonisoli e consigliere delegato della fondazione Inda.

Una donna combattiva e determinata, anche nella battaglia per la difesa del paesaggio da un eccessivo consumo del suolo e dal degrado, con l’intento di recuperare, attraverso scelte sostenibili la vocazione turistico-culturale del territorio.

I funerali verranno celebrati a Siracusa nella prossima settimana.