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NEWS | Segesta (TP) da Hollywood, tra ricerche e Indiana Jones

A Segesta (TP) si è appena conclusa l’ultima campagna di scavi, condotta in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa. I risultati delle ricerche sono stati soddisfacenti e i nuovi ritrovamenti hanno aggiunto un importante tassello per la ricostruzione di alcuni aspetti del periodo ellenistico-romano della città: nuovi elementi per quanto riguarda la partecipazione attiva dei membri di spicco della comunità. Il ritrovamento di due iscrizioni greche, infatti, ha permesso di risalire ai nomi di alcuni benefattori che hanno finanziato la costruzione di opere pubbliche. Inoltre, Segesta sarà presto tra i set del prossimo film su Indiana Jones.

Segesta (TP), l’area dell’ingresso monumentale all’agorà, oggetto di indagine nell’ultima campagna di scavo (foto: Regione Siciliana)

Il monumentale ingresso all’agorà di Segesta e lo “sponsor” del committente

Le indagini si sono concentrate sul versante meridionale della grande piazza, circondata da un portico monumentale che chiudeva l’agorà. La piazza era stata costruita nel II secolo a.C., seguendo i modelli urbanistici e monumentali diffusi nelle città di tutto il Mediterraneo. In particolare, gli archeologi si sono concentrati sulla zona dell’ingresso monumentale che portava all’agorà.

Il Parco archeologico di Segesta (TP) – foto da: Rossella Giglio

«Un’iscrizione greca, scoperta presso la porta, arricchisce il quadro delle testimonianze di evergetismo, di munificenza per la comunità, della Segesta ellenistico-romana: vi compare lo stesso nome che era iscritto su una base di statua nel teatro di Segesta, forse quello del suo finanziatore. Diodoro dedica qui la statua di suo padre Tittelo, che era stato ginnasiarca e aveva a sua volta finanziato la costruzione di un edificio per i giovani della città. Tutte queste testimonianze mostrano chiaramente il ruolo che avevano le grandi famiglie nella storia della Sicilia antica». Commenta così il professore Carmine Ampolo, emerito della Scuola Normale, presente alla chiusura della campagna di scavo.

Il professore Carmine Ampolo e la direttrice Rossella Giglio al momento del ritrovamento dell’iscrizione a Segesta (TP) – foto: Rossella Giglio

La seconda iscrizione era incisa sulla base di una statua

«Era la base ben conservata e leggibile – spiegano gli archeologi – di una delle statue fatte innalzare da questo personaggio, già noto per aver eretto la statua della sorella, sacerdotessa di Afrodite Uranìa, rinvenuta presso il tempio dorico nel XVII secolo».

Una campagna fruttuosa, i cui esiti sono stati illustrati in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato la direttrice del Parco archeologico di Segesta Rossella Giglio, l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà, e il team di archeologi, docenti e studenti, provenienti dallUniversità di Pisa e dalla Scuola Normale Superiore.

L’assessore Alberto Samonà con la direttrice Rossella Giglio sugli scavi di Segesta (TP)
L’assessore Alberto Samonà nel Parco archeologico di Segesta (TP) – foto: Regione Siciliana

Segesta sarà presto meta di un altro archeologo: arriva Indiana Jones

I riflettori rimangono accesi su Segesta e non sono soltanto quelli della ricerca. Tra i veri professionisti del mestiere potrebbe presto aggirarsi un “impostore”. Si tratta dell’archeologo più famoso del cinema: Indiana Jones! Indiana tornerà nel 2022 con il quinto capitolo della fortunata saga di Spielberg. L’inizio delle riprese a Segesta è previsto tra settembre e ottobre 2021. In questo periodo, i visitatori del Parco potrebbero trovarsi faccia a faccia con Harrison Ford e Brad Pitt.

Scena dall’ultimo film di Indiana, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008)

Segesta torna quindi a far parlare di sé e noi non vediamo l’ora di saperne di più sulla sua vera storia e di vederne l’infinita bellezza sul grande schermo!

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NEWS | Online l’evento firmato SNS “Teatro Antico Scena Contemporanea”

Il “Forum degli Allievi”, in collaborazione con il Gruppo Teatrale della SNS Scuola Normale Superiore e FAcT, presenta l’incontro “Teatro antico scena contemporanea”. Maddalena Giovannelli e Massimiliano Civica dialogheranno della messa in scena di opere classiche nel teatro contemporaneo.

L’evento sarà trasmesso online oggi 18 dicembre alle ore 18 e sarà raggiungibile a questo link.

Massimiliano Civica si è formato all’Università La Sapienza di Roma in “Metodologia della ricerca teatrale” e ha studiato presso l’OdiN Teatret di Eugenio Barba e presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio d’Amico. Nel 2007 ha vinto il premio “Hystrio – Associazione Nazionale Critici Teatrali” e il premio “Lo Straniero” per la sua attività teatrale. Sempre nel 2007 è diventato Direttore Artistico del “Teatro della Tosse” di Genova. È stato vincitore nel 2008 del premio “Ubu” per la miglior regia de “Il Mercante di Venezia” di Shakespeare, “Alcesti” di Euripide nel 2015 e “Un quaderno per l’inverno” di Armando Pirozzi nel 2017.

Maddalena Giovannelli insegna Storia del Teatro presso l’Università della Svizzera Italiana (Lugano). I suoi campi d’interesse sono la commedia e la tragedia greca, la ricezione del teatro classico nel contemporaneo, la formazione del pubblico di teatro e di danza. Ha pubblicato il libro Aristofane nostro contemporaneo (Carocci 2018) e Il pubblico in danza. Comunità, memorie, dispositivi con Lorenzo Conti e Francesca Serrazanetti (Scalpendi 2019). Ha fondato la rivista semestrale Stratagemmi_prospettive teatrali e l’associazione culturale Prospettive Teatrali.

L’evento è raggiungibile anche dalla pagina Facebook a questo link.