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ACCADDE OGGI | Robespierre muore ghigliottinato

Dopo il suo arresto, nessuna prigione volle trattenerlo e, in seguito, Robespierre fu portato dai soldati della Comune di Parigi all’Hotel de Ville, dove si ricongiunse con alcuni seguaci.

Il 28 luglio del 1794 la polizia irruppe nell’Hotel. Arrestò alcuni fedeli di Robespierre e lui ricevette un un colpo di pistola che lo ferì gravemente al volto.

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Il colpo di pistola inferto a Robespierre

I medici, che avevano avuto il compito di curarlo per evitare che evitasse la ghigliottina a causa della ferita, dissero che non emise mai un lamento sebbene il dolore fosse molto forte. Tutte le persone arrestate furono portate dapprima alla Conciergerie (palazzo storico di Parigi) per un primo riconoscimento e poi in Piazza della Rivoluzione per essere giustiziati.

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La Conciergerie, Parigi
Piazza della Rivoluzione, Parigi

Robespierre era ferito gravemente alla mascella e un testimone riportò che le sue ferite erano in pessime condizioni. Riferì anche che il prigioniero rimase in silenzio tutto il tempo e che gridò dolore solo quando gli furono tolte le bende dal volto; perse molto sangue: era chiaro che sarebbe morto a breve, così i boia decisero di accelerare l’esecuzione.

Il momento della ghigliottina

Robespierre morì il 28 luglio 1794. Il suo corpo venne gettato il una fossa comune nel Cimitero degli Errancis (Parigi), dove tutt’oggi riposa.

La targa sulla tomba di Robespierre nel Cimitero degli Errancis
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ACCADDE OGGI | L’arresto di Robespierre, figura chiave della Rivoluzione francese

Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre nacque ad Arras, un paese nel nord-est della Francia, nel 1758 da una famiglia borghese. Fu uno dei protagonisti della Rivoluzione francese (1789-1799); ricordato anche come uno dei padri della Prima Repubblica francese.

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Ritratto di Robespierre

Fu tra i migliori studenti del suo corso di retorica e molto amato dai suoi insegnanti tanto che, nel 1775, venne scelto dal maestro per declamare dei versi latini al cospetto di Luigi XVI: il re era giunto in visita nel collegio in cui Robespierre studiava. Il sovrano però, annoiato, non fece attenzione ai versi che il giovane stava declamando.

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il collegio Louis-le-Grand in cui Robespierre studiava
il re di Francia Luigi XVI

Studiò i grandi classici latini e greci; ammirava la repubblica romana e l’arte oratoria dei grandi del passato: Cicerone, Virgilio, Livio, Tacito e Catone, anche se molto distanti dai costumi del 1700. Nel 1782, dopo aver completato gli studi, decise di ritornare nella natìa Arras per esercitare, seguendo così le orme del padre, la professione di avvocato.

L’arresto

Nel corso degli anni Robespierre si fece dei nemici. Proprio questi, nel giugno del 1794, fecero girare voce che volesse istaurare di nuovo la monarchia, concentrando tutto il potere nelle sue mani e scegliendo Luigi Carlo come prossimo al trono dopo la morte per ghigliottina della regina Maria Antonietta.

Un mese più tardi, il 26 luglio 1974, Robespierre fece un discorso davanti alla Convenzione per la Salute Pubblica, di cui egli stesso faceva parte. Parlò a lungo riguardo a una possibile cospirazione contro la Repubblica e incolpò, senza fare nomi, alcuni dei membri del Comitato.

il Comitato di Salute Pubblica in seduta

Secondo lui occorreva rinnovare il Comitato di Salute Pubblica e quello della sicurezza generale. Le minacce, seppur velate, portarono gran scompiglio all’interno della Convenzione. La maggior parte del Comitato voleva agire velocemente e la Convenzione, colpita dalla retorica di Robespierre, approvò l’idea.

Il giorno seguente, il 27 luglio 1974, Robespierre venne arrestato e le sue ultime parole furono: «La Repubblica è perduta, i briganti trionfano».

L’arresto di Robespierre