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NEWS | Lombardia, piccoli borghi da proteggere

È simbolico che il convegno sul restauro sia stato organizzato a Palazzo Giureconsulti, ovvero all’interno di un sito che è l’esempio di un restauro di grandissima qualità, terminato proprio lo scorso aprile e che ha coinvolto la facciata e gli spazi interni, utilizzando anche tecniche e processi innovativi.

Sono le parole del presidente di Regione Lombardia al convegno “Il restauro guarda al futuro, organizzato da Confartigianato.

Tra gli altri, hanno partecipato all’evento Marco Granelli, presidente Confartigianato Imprese, Eugenio Massetti, presidente Confartigianato Imprese Lombardia e Antonella Ranaldi, sovrintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano.

InnovaMusei, progetto della Regione Lombardia
Risultati raggiunti e nuovi impegni

Il presidente ha ricordato che Regione Lombardia, da inizio legislatura, ha promosso iniziative di conservazione e di valorizzazione dei beni culturali, mobili e immobili, di proprietà di enti e istituzioni ecclesiastiche, stanziando oltre 7 milioni di euro per ben 86 progetti di restauro indispensabili per la salvaguardia di opere di valore artistico, storico e culturale in piccoli borghi storici e nelle città lombarde.

Un esempio su tutti il campanile del Bernascone a Varese. Sempre dalla collaborazione con Fondazione Cariplo, (e Unioncamere Lombardia) è nato inoltre, il progetto InnovaMusei che ha stanziato 2,1 milioni di euro a favore di partenariati strategici nel settore delle raccolte museali ed ecomusei con il sostegno di imprese culturali e creative attive nel settore e portatrici di pratiche innovative. Sono stati sinora finanziati 16 progetti (17 imprese culturali e creative coinvolte) che hanno generato un investimento totale pari a oltre 3 milioni di euro.

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NEWS | Brescia, la città illuminata corre verso il 2023

Bergamo e Brescia, due delle città maggiormente colpite dalla pandemia, sono state scelte come le capitali della Cultura nel 2023. A presentare l’iniziativa è stato l’assessore regionale alla Cultura e Autonomia, Stefano Bruno Galli che, insieme al collega bresciano Fabio Rolfi, ha visitato alcune realtà culturali della città.

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La Leonessa torna a risplendere dopo la pandemia

Brescia sarà al centro dell’attenzione nazionale e internazionale.

Dalla Regione Lombardia c’è un impegno straordinario di risorse e di energie per fare in modo che il 2023 lasci un segno a lungo termine, faccia risplendere questa città come grande realtà culturale, fortemente attrattiva. “Oggi ho avuto modo di visitare due eccellenze, scambiando idee e progetti per il futuro” afferma Stefano Bruno Galli che, insieme al collega Fabio Rolfi, ha visitato alcune realtà culturali della città. La prima tappa è stata la sede della LABA in via Don Vender per poi proseguire verso la sede del Festival pianistico Internazionale in piazza Paolo VI.

“Abbiamo stanziato 6 milioni di euro per le infrastrutture, oltre alla previsione di investimenti in deroga alla programmazione annuale e triennale di settore. Sono risorse che serviranno per la via ciclabile tra Bergamo e Brescia, animata da impianti culturali, e per la mobilità sostenibile. Abbiamo fatto anche un investimento straordinario da 500.000 euro per gli eventi che animeranno la rassegna”.

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Due città, una Capitale della Cultura

Prende corpo il percorso di “Brescia e Bergamo capitali italiane della cultura 2023”. Il progetto è realizzato con la volontà di sfruttare questo evento a lungo termine per rilanciare l’attrattività e favorire la ripartenza economica attivando pratiche culturali, imprenditoriali e istituzionali. La base della progettualità sarà la cultura che svolgerà un ruolo importante a servizio dello sviluppo sociale ed economico per la realizzazione di una città allargata, radicata, e policentrica. Una città pronta a rappresentare una realtà costituita da eccellenze nel campo del lavoro, dell’impresa, della tecnologia, della solidarietà e dell’inclusione sociale.

Logo capitale della cultura Bregamo – Brescia

Galli ha dichiarato: “Queste due città sono tra le più colpite dalla pandemia. Sceglierle come capitali della cultura è anche un riconoscimento al patrimonio diffuso e alle meraviglie artistiche che le caratterizzano. Per questo abbiamo lavorato e continueremo a lavorare con istituzioni, associazioni e realtà del territorio affinché questo evento sia visto come un patrimonio globale delle città, un termine da cui partire anche a livello economico nella fase post pandemica, utilizzando la cultura come leva privilegiata per lo sviluppo”.