Il primo, Eis Pegas – Alle Sorgenti è un docufilm di Andrea Giannone sul sito rupestre di Cava d’Ispica (RG). Sul grande schermo affascinanti sopralluoghi nella Cava Ispica, tra grotte antichissime, catacombe dei primi cristiani, antiche iscrizioni greche, affreschi bizantini e una natura rigogliosa. La proiezione sarà dedicata alla memoria di Anna Maria Sammito, archeologa di Modica, prematuramente scomparsa.
Riprese sul set di Eis Pegas
A seguire Sicilia Grand Tour 2.0, docufilm di Lorenzo Daniele che, sulle tracce degli acquerelli e dei racconti di Jean Houel, racconta il viaggio contemporaneo di un giovane studente universitario sulle rotte del Grand Tour del Settecento.
Conclude il cinema archeologico I leoni di Lissa, film diretto da Nicolò Bongiorno, con spettacolari riprese subacquee alla scoperta di dettagli e memorie una pagina dimenticata dell’Unità d’Italia: la battaglia di Lissa del 1866.
Come annunciato dall’assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Alberto Samonà, il Parco Archeologico Naxos Taormina (ME) riapre oggi, 17 maggio 2021. Oggi ricorre anche il centenario della nascita dell’artista siciliano Pietro Consagra e, per l’occasione, è stata allestita un’esposizione all’interno del Teatro. Una selezione di opere dell’artista, realizzate tra il 1964 e il 2003, intrecciano un inedito dialogo con le memorie del Teatro Antico di Taormina e con il paesaggio circostante, in un percorso en plein air aniconico e atemporale.
«Oggi la poetica di Consagra – sottolinea Gabriella Tigano, direttrice Parco Archeologico Naxos Taormina (ME) – approda qui, nel Teatro Antico di Taormina, spazio scenico che da millenni accoglie e consacra – in ununicum fra natura, architettura e paesaggio – il verbo dell’arte, declinato in infinite pluralità di linguaggio. Lo accogliamo con gioia certi che il dialogo ravvicinato fra archeologia e arte contemporanea sarà per i visitatori una nuova e vibrante esperienza di viaggio e di conoscenza in Sicilia».
La scultura da cui muove il percorso espositivo è Piano sospeso bianco del 1964, una rottura semantica netta realizzata dall’artista siciliano nella sua carriera, dirompente rispetto alle opere precedenti; l’opera è sospesa su una delle due pàrodoi del Teatro, frontale alla cavea e agli spettatori. Attraverso la poetica della frontalità, Consagra ha infatti instaurato le condizioni di un dialogo immediato, con un osservatore libero e a sua volta reattivo, creando le premesse dell’arte “partecipata”. Quest’opera appartiene allo stesso momento di svolta dei Giardini e dei Ferri trasparenti del 1964-66, opere tutte monocrome, bianche, rosa, violette, blu, carminio, lilla, nere, che si incurvano, si frammentano e si gonfiano come sul punto di levitare, ponendosi agli occhi dello spettatore come oggetti sensitivi mobili dalla doppia frontalità, in un allentamento liberatorio della tensione morale.
Come sarà possibile vedere in mostra anche con il Giardino bianco del 1966, il colore assume una tale intensità e uniformità da cancellare il materiale da cui è invisibilmente supportato, esprimendo la nuova apertura di Consagra a una felicità individuale. Nuove dinamiche dello sguardo e del corpo saranno attivate anche dal Matacubo esposto, scultura dalle forme tondeggianti e sensuali che attirerà il visitatore a sedersi sopra. La voce, in dialetto siciliano, definisce oggetti molto compatti e spesso ingombranti, ma viene utilizzata dall’artista come termine “paradossale” per indicare opere ludiche, realizzate in marmo e in ferro dipinto, proposte in alternativa alle panchine, costituite comunemente da rigide sbarre di ferro e legno, considerate dall’artista “repressive”.
Il confronto diretto, faccia a faccia, con le opere di Consagra, strategicamente disposte negli spazi del Teatro sarà un’esperienza emozionante: l’artista stesso non escludeva che si potesse alleviare la sofferenza umana con il piacere della bellezza, con la forza di un artificio intelligente, nella consapevolezza che ci può essere una essenzialità, un rigore, un pensiero anche nell’aspetto leggiadro di una scultura. E l’opera di Consagra continua a essere un messaggio di speranza perché proprio oggi l’arte sia nuovamente «la salvezza della spiritualità collettiva e della fiducia in crisi». La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Electa.
“Frammenti del tempio d’oro” è il titolo della scultura realizzata dall’artista Paola D’Amore in omaggio all’archeologo Sebastiano Tusa. L’opera sarà esposta al Teatro Antico di Taormina fino alla fine di ottobre.
In ricordo del grande archeologo siciliano
Tre colonne in metallo accese dai raggi del sole su un fondale panneggiato alla greca curato dalla stilista d’interni Mira Tasic. L’opera di Paola D’Amore è abbinata al Premio Tusa assegnato a Massimo Osanna, già Direttore del Parco Archeologico di Pompei e dei Musei del MiBACT. All’inaugurazione, insieme alla Direttrice del Parco Naxos Taormina, Gabriella Tigano, era presente Valeria Li Vigni, Soprintendente del Mare e moglie di Tusa.
L’autrice di un saggio che illustra l’opera della D’Amore si esprime in ricordo dell’archeologo: “Tusa ci ha lasciato un tesoro di insegnamenti e di scoperte, le cui implicazioni devono ancora essere interamente disvelate; tra le più importanti c’è la scoperta della relazione virtuosa tra la natura, l’umanità e l’arte, relazione che è stata sempre presente nella storia culturale dell’Occidente”.
Gennaio da recordnei siti del Parco Naxos Taormina
Circa 1800 visitatori, in totale, per la prima domenica gratis di febbraio: grande affluenza alla passeggiata archeoastronomica, ai laboratori per bambini a Naxos e oltre 300 persone a Isola Bella.
Il parco Archeologico Naxos Taormina, diretto dall’ archeologa Gabriella Tigano, ha archiviato un 2019 che piazza il Teatro Antico di Taormina al settimo posto fra i primi dieci monumenti italiani con il maggior numero di presenze, il 2020 si annuncia con grandi numeri e premia il grande lavoro di organizzazione, promozione e comunicazione avviato dalla direzione.
Sono stati infatti resi noti i dati di affluenza del mese di gennaio 2020 raccolti da Aditus, società che gestisce i servizi di biglietteria per i siti del Parco:
Taormina cresce del +68% con 20.407 visitatori nel mese di gennaio (nel mese analogo del 2019 si erano fermati a 12.145); aumentano i visitatori anche a Naxos con 506 presenze nello stesso periodo (+35%) rispetto allo scorso anno, quando furono 374; invece 361 i visitatori di Isola Bella che, per disagi legati a una mareggiata di fine anno, era rimasta chiusa alle visite per ragioni di sicurezza i primi 13 giorni di gennaio.
“Siamo molto soddisfatti del crescente gradimento del pubblico” – commenta il Direttore Gabriella Tigano – “e, nonostante la bassa stagione, l’aumento di presenze in tutti i siti, legato anche alla sempre maggiore qualità dell’offerta culturale e di attività collaterali insieme a una comunicazione capillare e strutturata, ci conferma come non solo i turisti, che in questo periodo sono pochi, ma anche i siciliani e la comunità del territorio siano profondamente legati a questi monumenti e da più parti si desideri condividere la bellezza e la loro conoscenza anche in contesti culturali differenti e stimolanti”.
Intanto, la scorsa domenica sono stati circa 1800 i visitatori dei siti del Parco in occasione della “Domenica al Museo”, l’iniziativa del MIBAC che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei siti archeologici d’Italia ogni prima domenica del mese.
Circa 70 persone hanno partecipato al mattino al Teatro Antico di Taormina alla passeggiata organizzata in collaborazione con NaxosLegge e dedicata al tema dell’Archeoastronomia in compagnia dell’astrofisico Andrea Orlando che, bussola alla mano, ha ipotizzato come oltre all’orientamento topografico a sud-ovest – per inglobare nel paesaggio sia il mare che il massiccio dell’Etna – gli antichi greci abbiano forse studiato una coincidenza astronomica da verificare con opportuni calcoli.
Al Museo di Naxos una decina di bambini hanno partecipato al laboratorio didattico su mitologia e costellazioni al termine di una interessante visita ai reperti della collezione guidati dai giovani archeologi di Civita Sicilia.
Oltre trecento infine i visitatori a Isola Bella grazie alla bella giornata e alla bassa marea che rendeva più semplice il “transito” a piedi, sull’ istmo di terra che conduce alla pittoresca isoletta.
Appuntamento quindi da non perdere con la “Domenica al Museo” previsto per la giornata del 1°marzo.
Nuovo appuntamento il 2 febbraio con la “DomenicaAlMuseo“, ossia l’ingresso gratuito la prima domenica del mese in tutti i siti del Parco Archeologico Naxos Taormina, che da sempre aderisce all’iniziativa.
Per i visitatori il Parco ha organizzato due iniziative in collaborazione con NaxosLegge (al Teatro Antico, con un astrofisico che svelerà i misteri dell’ArcheoAstronomia) e Civita Sicilia (con un laboratorio per bambini sulle costellazioni).
BENI CULTURALI in Sicilia: a Naxos e Taormina l’ingresso sarà gratis il 2 febbraio per la Domenica al Museo
Di scena le stelle: Archeoastronomia al Teatro Antico con l’astrofisico Andrea Orlando, mentre al Museo di Naxos per i bambini laboratorio didattico su miti e costellazioni.
L’Astrofisico Andrea Orlando
Giardini Naxos (Me), 31 gennaio 2020
Un astrofisico al Teatro Antico per esplorare i misteri dell’Archeoastronomia, disciplina che studia le connessioni tra la Terra (e le opere dell’uomo) e il Cielo; mentre al Museo di Naxos i bambini giocheranno con le mappe stellari, alla scoperta della mitologia delle costellazioni.
Sono i due appuntamenti in programma nei siti del Parco Archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano, per la prossima domenica 2 febbraio in occasione della consueta manifestazione nazionale “Domenica al Museo”, indetta dal Mibact, che prevede l’ingresso gratuito in siti e musei che aderiscono all’iniziativa.
Collaborano ai due progetti NaxosLegge, diretto da Fulvia Toscano, che coordina la passeggiata al Teatro Antico con l’astrofisico Andrea Orlando (ore 11.00); e i giovani archeologi di Civita Sicilia che cureranno il laboratorio didattico con i bambini (ore 10.30, costo 3,00€ a partecipante, per info e prenotazione contattare il 335 7304378).
Spiega Andrea Orlando: “Metà scienziati, metà umanisti, gli archeoastronomi misurano i rapporti esistenti fra gli astri celesti e i monumenti realizzati dall’uomo, sin dall’epoca preistorica alla ricerca di connessioni fra l’orientamento di queste opere e i movimenti dei corpi celesti. Per questo studiamo e misuriamo templi, teatri (in genere rivolti a sud, come quello di Taormina, ma con le dovute eccezioni come quello di Tindari che guarda a nord), santuari, dolmen, menhir e tombe con l’aiuto di bussole e altre specifiche strumentazioni, fra cui anche il GPS. L’istante magico in cui, durante alcuni eventi astrali, la luce giunge in un determinato punto del monumento si chiama ierofania, ossia “manifestazione del sacro” in questo caso attraverso la luce e si verifica in particolare per i solstizi d’inverno e d’estate, riti che sin dall’antichità venivano celebrati dalle popolazioni di ogni emisfero”.
Per la domenica al museo del Parco Archeologico Naxos Taormina, domenica 2 febbraio, dalle 9 alle 16 (orario invernale) l’ingresso è gratuito in tutti i siti: Museo e Area Archeologica di Naxos, Teatro Antico e Isola Bella di Taormina.
Parco Archeologico Naxos – Taormina
Il Parco archeologico Naxos–Taormina è stato istituito nel 2007 e gode di autonomia scientifica e di ricerca, organizzativa, amministrativa e finanziaria. Dal 2013 al Parco Archeologico di Naxos-Taormina è stata affidata la gestione di alcuni siti monumentali e paesaggistici della provincia di Messina: il Museo Archeologico di Naxos e delle sue collezioni; del Teatro Antico di Taormina; di Villa Caronia (sede amministrativa del Parco); del Museo naturalistico di Isolabella, delle aree archeologiche di Taormina e Francavilla. Dal 2019 sono gestiti dal Parco anche Palazzo Ciampoli e Odèon (Taormina) e la Chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo (Casalvecchio Siculo). Dal giugno 2019 è diretto dall’archeologa Gabriella Tigano. Fra i grandi eventi gestiti dal Parco e che hanno visto in protagonista il Teatro Antico di Taormina – secondo sito più visitato in Sicilia dopo la Valle dei Templi, mentre il sito di Naxos è sesto nella classifica italiana – figurano il G7 del maggio 2017 e la visita del Dalai Lama nel settembre dello stesso anno. Nel corso del 2018 i siti gestiti dal Parco Naxos Taormina hanno registrato complessivamente 993.668 visitatori (esclusi gli oltre 150.000 spettatori degli eventi serali nel Teatro Antico di Taormina nel periodo tra giugno e settembre).
Info pubblico
0942 51.001 – 0942 628.738
Acquisto biglietti online qui, a cura di Aditus Culture, concessionario dei servizi aggiuntivi
E’ il prototipo delle grandi cattedrali normanne di Messina, Catania, Monreale e Cefalù e, con le sue feritoie, le merlature e il tetto calpestabile, era di fatto la roccaforte della Val d’Agrò, un avamposto dove anche i monaci, se necessario, ricorrevano ad armi e spade per difendere il territorio dalle invasioni straniere.
La Chiesa Basiliana e il Monastero dei Santi Pietro e Paolo, a Casalvecchio Siculo (nella Val d’Agrò, in provincia di Messina), sono da poche settimane inseriti nel patrimonio dei siti monumentali gestiti dal Parco Archeologico Naxos-Taormina, diretto da Gabriella Tigano.
Mercoledì 11 settembre, ore 18, è stato ospitato per la prima volta un evento della rassegna “Comunicare l’Antico”, organizzato da Naxos Legge, diretto da Fulvia Toscano, in collaborazione con il Parco. Di scena Raffaele Schiavo con l’incontro-laboratorio “Danzare la voce. Riverberi e riflessioni musicali del volto umano”.
La performance di Schiavo, che ha incluso la proiezione di video sulla sua attività in hospice e a domicilio, è stata preceduta dagli interventi del direttore del Parco, Gabriella Tigano, di Ketty Tamà e Fulvia Toscano (Naxos Legge) e di Fillippo Brianni, presidente Archeoclub area jonica.
Le visite alla Chiesa Basiliana dei SS. Pietro e Paolo – monumento d’età bizantina, restaurato intorno al 1172, come documenta un’epigrafe in greco sull’architrave d’ingresso – sono a cura del Comune di Casalvecchio Siculo: fino al 1 ottobre tutti i giorni 9-13 e 15-19; dal 2 ottobre fino a marzo solo al mattino 9-13.
Il Giro di Sicilia volge al termine. Nella giornata odierna, infatti, verrà percorso l’ultimo tratto che collega Giardini Naxos al rifugio/arrivo previsto sulle pendici dell’Etna.
Il Giro, che mancava da 42 anni, regala emozioni e spettacolo al pubblico che in massa si è riversato per le strade della Sicilia.
La partenza di oggi è fissata a Naxos, la seconda colonia greca in Sicilia dopo Messina, che fu fondata dal calcidese Teocle (Tucle) nel 734 a.C. secondo Tucidide (737-736 a.C. secondo Eusebio).
Sempre secondo Tucidide, da lì ripartì nel 729 a.C. per poi sbarcare nella piana di Catania, dove combatté contro i Siculi, fondando prima Leontini (Lentini), Tauromenion (Taormina) e infine Katane (Catania). Al culto del mito del grande navigatore colonizzatore è stata dedicata una statua in bronzo dal maestro Turi Azzolina.
Il fondatore calcidese Tucle
Un altro splendido monumento, presente sul lungomare, ci ricorda un altro avvenimento molto importante legato al nome dell’antica Naxos. Il Tempietto Olimpico, infatti, ricorda il passaggio della fiaccola olimpica da Giardini Naxos, in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960. All’alba del 19 agosto 1960 fu organizzata a Giardini una cerimonia per ricordare Tisandros, un pugile dell’antica Naxos vincitore dal 572 al 560 a.C. di quattro edizioni dei Giochi. Nella trabeazione del tempietto sono incise epigrafi che ricordano Tisandros e le date di fondazione e distruzione di Naxos.
Il Tempietto Olimpico
Il sito archeologico dell’antica Naxos insiste sulla penisola di Schisò, con una superficie di circa 37 ettari. L’insenatura, esistente fra Capo Taormina e Capo Schisò e che forma la baia di Naxos, costituiva un riparo naturale per le piccole e fragili navi di allora.
Nell’epoca moderna assunse il nome attuale di Giardini, che affiancò il vecchio toponimo Naxos. Ad oggi appartiene all’area metropolitana di Messina ed è, di fatto, la terza località del territorio messinese inserita all’interno di questa XXIV edizione del Giro di Sicilia, dopo Milazzo (arrivo della prima tappa, clicca qui) e Capo d’Orlando (partenza della seconda tappa, clicca qui).
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