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NEWS | Dal Parlamento l’ok per la riproduzione delle foto di Beni Culturali

Il Parlamento si è espresso totalmente favorevole, ma tarda l’approvazione del Mibact.

Il Parlamento è sul punto di approvare finalmente il libero riutilizzo delle immagini di beni culturali nel pubblico dominio. Questo importante traguardo è la conseguenza delle pressioni e dell’opera di sensibilizzazione di Wikimedia Italia, di ANAI, Associazione Italiana Biblioteche – AIB e ICOM Italia. Finora, infatti, non era possibile scattare né pubblicare una foto di un bene pubblico fatta in un luogo d’arte. Ad impedirlo era l’articolo 108 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. 

Con il nuovo Decreto cultura, firmato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 22 maggio, viene ammessa la possibilità di effettuare liberamente foto all’interno dei musei con qualsiasi dispositivo elettronico. 

Il Decreto Cultura rende libera la riproduzione di beni culturali. Questo è lecito, purché non ci sia contatto fisico con il bene, né l’esposizione dello stesso a sorgenti luminose (flash o illuminazione artificiale), né l’uso di stativi o treppiedi. E’ libera anche la divulgazione, con qualsiasi mezzo, delle immagini di beni culturali. Tutto questo è possibile se e solo se viene fatto senza scopo di lucro. Questo decreto rende molto più facile la vita a tantissimi studenti, ricercatori, tesisti e amanti del sapere. La riproduzione e divulgazioni di beni culturali pubblici è, infatti, essenziale per lo studio e la ricerca, così come per la manifestazione del pensiero e la promozione della cultura.

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NEWS | IL GIALLO DI SETI I, PADRE DEL GRANDE RAMESSE

La Dott.ssa Giuseppina Capriotti, responsabile del Centro Culturale Italiano presso Il Cairo, nella giornata di oggi, mercoledì 7 ottobre, alle ore 18.00 ci porterà “Alla ricerca di Seti I: un giallo archeologico tra Egitto e Roma Capitale”. Il giallo nasce dal ritrovamento di una bella testa, attribuita tradizionalmente al famoso Ramesse II e conservata al Museo Barracco di Roma (Musei Capitolini), arrivata sul suolo italiano insieme ad altre antichità egizie già in epoche remote e soprattutto durante l’Impero Romano.

Sullo sfondo delle vicende storiche dell’Unità d’Italia e alla luce di nuovi studi, tra Egitto e Italia, tra mercati antiquari e archeologia, una nuova intrigante e misteriosa avventura può essere raccontata. L’accurata osservazione, visiva e pure tattile, di una raffinata testa egizia, può condurre a una nuova comprensione dell’opera, del suo significato originario e di quello attribuitogli successivamente. Sarà l’eterno Ramesse II o Seti I suo padre appartenente alla XIX dinastia, che regnò intorno al 1294 a.C., che diede il via alla costruzione di un grande regno, impegnandosi in politica estera e dando il via alla costruzione di grandi opere, lasciando in eredità al suo famoso figlio un regno già prospero.

Seti I al cospetto del dio Osiride sul frammento di un pilastro dalla tomba KV17 del faraone. Neues Museum, Berlino

 

Il ciclo di incontri online del Museo Tattile Statale Omero di Ancona (AN)

L’incontro, che fa parte del ciclo di conferenze online “Uno zoom sull’arte”, si terrà presso il Museo Tattile Statale Omero di Ancona e sarà disponibile tramite piattaforma web Zoom. Per partecipare occorre prenotarsi via mail all’indirizzo conferenze@museoomero.it.

I prossimi incontri si terranno sempre di mercoledì, dalle 18 alle 19.30:

  • 21 Ottobre – “Brera: ripensare un museo”, a cura di James Bradburne, direttore generale della Pinacoteca di Brera;
  • 4 Novembre – “Rivoluzione digitale e umanesimo”, a cura di Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino;
  • 18 Novembre – “Reggia di Caserta museo verde: il patrimonio storico-artistico e paesaggistico per lo sviluppo sostenibile della società”, a cura di Tiziana Maffei, direttrice della Reggia di Caserta.
Archivio

NEWS | È in corso la digitalizzazione e la catalogazione dei reperti del Museo Archeologico di Taranto

Il Museo Archeologico di Taranto ha dato avvio alla creazione di un archivio digitale, nonché alla catalogazione e digitalizzazione di 40.000 reperti presenti nelle sale e nei depositi.

Tutto il patrimonio culturale in un click

L’archivio sarà completamente accessibile e fruibile in otto lingue diverse. I lavori sono diretti da Anna Maria Marras, responsabile del progetto. Il team è vario e composto da specialisti provenienti da vari settori: archeologi specializzati in ambito magno-greco, fotografi e informatici professionisti. 

La creazione di un archivio accessibile a tutti dal proprio portatile o da mobile avvicina il MArTA ai grandi musei internazionali e incentiva sempre di più la ricerca nel campo archeologico. Ogni reperto sarà visibile nell’archivio e sarà corredato di foto e di accurate descrizioni, al fine di dare più informazioni a chiunque voglia approfondire.

Costruire un museo digitale: il progetto MArTA 3.0

La Direttrice del Museo Archeologico di Taranto Eva Degl’Innocenti conferma la sua ambizione e il suo desiderio di eccellenza. Questa operazione di digitalizzazione e catalogazione si inserisce, infatti, nel più ampio e articolato progetto MArTA 3.0: è stato fatto un vero e proprio restyling del museo, basato su un’attenta strategia che punta tutto sul digitale. Nuovo logo, nuovo sito web, nuova area shop e nuova piattaforma digitale. Tratto distintivo del nuovo lettering è la M, che rievoca il tridente impugnato da Taras, simbolo di Taranto. Insomma, il MArTA pensa sempre in grande e solca nuove strade, cercando di rivoluzionare e migliorare la comunicazione e la fruizione. Si punta, quindi, non solo sulla partecipazione attiva e al pieno coinvolgimento del visitatore attraverso piattaforme digitali, ma anche all’inclusione. Alcuni esempi: contenuti accessibili in 8 lingue diverse, attività esperienziali, anche per disabili; il Fablab, laboratorio di artigianato digitale 3D, percorsi personalizzati in base al target (bambini, adulti, specialisti) e focus didattici su attività legate alla cultura, oreficeria e archeologia.