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NEWS | Il MANN per la città, il Museo si racconta per le strade

Il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) si racconta per le strade dei quartieri della città con l’iniziativa “Il MANN per la città”

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) ha deciso di raccontarsi per le strade dei quartieri della città, con l’iniziativa Il MANN per la città. Il progetto sarà attivo durante tutte le festività natalizie ed è iniziato il 16 dicembre. Molte iniziative sono state rese possibili grazie alla collaborazione di diverse realtà. Per citarne solo alcune: l’Assessorato al Patrimonio, ai Lavori Pubblici e ai Giovani, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo, l’Assessorato ai Beni Comuni e all’Urbanistica del Comune di Napoli. Infine, il museo porta avanti anche un’attività di valorizzazione realizzata con la rete dei Negozi Amici del MANN. L’obiettivo di tutto ciò non è solo quello di valorizzare la zona, ma rendere l’area del museo ancora più attrattiva, un grande “quartiere della cultura” che possa fortificare il senso di comunità e di appartenenza e creare una salda rete tra le botteghe e le piccole imprese del posto.

Dodici tavole per le dodici fatiche di Ercole

Il calendario 2021 è composto da dodici tavole raffiguranti le dodici fatiche di Ercole. Realizzato dalla Scuola Italiana di Comix, esso si inserisce nell’ambito del progetto universitario Obvia. Obvia (Out of boundaries viral art dissemination), è un progetto di comunicazione e promozione del MANN finalizzato all’ampliamento dei fruitori. Il museo ha affidato a dodici disegnatori la ricerca di una sintesi creativa tra la mitologia e la contemporaneità. La figura di Ercole è stata scelta per diventare da eroe del mito a eroe dei nostri tempi. Ercole è rappresentato alle prese con le grandi battaglie del terzo millennio, quali il Covid-19 e il cambiamento climatico. Un messaggio che sembra andare di pari passo con l’indagine sull’attualità condotta attraverso alcune grandi mostre del MANN, come Mito e natura e Capire il cambiamento climatico. Le dodici tavole del calendario Comix sono riprodotte sul rivestimento dei cantieri del Museo e, di sera, sono illuminate dai fasci di luce dell’edificio. 

Le Gallerie del Principe
MANN
Immagine da “Fuga dal museo”, la mostra fotografica di Dario Assisi e Riccardo M. Cipolla. Fonte: https://www.museoarcheologiconapoli.it/.

Quanto all’iniziativa pensata per la Galleria Principe, su grandi totem sono disposti dei dettagli dei fotomontaggi di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla. Le foto erano state le protagoniste della mostra Fuga dal Museo e creano un divertente gioco: le statue dell’Archeologico sono infatti “trasposte” in luoghi della città di Napoli e del litorale flegreo, come se fossero a passeggio per la città.

Adesso il percorso espositivo punta sul rimando tra il dettaglio e l’opera completa: nella Galleria Principe è possibile rintracciare alcuni particolari delle immagini. I Negozi Amici nei pressi del MANN (l’elenco delle adesioni è nel sito del Museo) espongono l’opera originale o la sua riproduzione. Non solo: ai clienti sarà donata una copia del calendario 2021.

 

Regalati un viaggio nella storia con OpenMANN
La locandina del MANN. Fonte https://www.museoarcheologiconapoli.it/it

Infine, in tema di doni, anche per il Natale 2021, non mancherà la promozione dell’abbonamento annuale “OpenMANN”. Sul sito coopculture.it, la card sarà acquistabile, entro il 31 gennaio, al prezzo ridotto di 10 euro per adulti e 15 euro per famiglie (due adulti over 25 anni). Naturalmente, i vecchi abbonati recupereranno, alla riapertura del Museo, il tempo non fruito a causa dell’emergenza Coronavirus. Con l’augurio di tornare al Museo ad inizio 2021, il simbolo della promozione natalizia è la statua femminile della Concordia augusta (da Pompei, Edificio di Eumachia, I sec. d.C.). 

 

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NEWS | Testato un metodo innovativo per la classificazione di frammenti di ceramica antica

Pubblicato un metodo che unisce analisi chimiche e mineralogiche per la classificazione dei reperti ceramici

Un team multidisciplinare dell’Università di Valencia (UV) e del Museo Archeologico di Sagunto ha utilizzato una nuova metodologia per conoscere l’origine di frammenti ceramici. I frammenti appartengono ad anfore provenienti dal Museo di Sagunto. Questo nuovo metodo unisce alle tecniche di riconoscimento classiche analisi chimiche e fisiche, facilitando la classificazione dei reperti archeologici. 

Gianni Gallello, ricercatore e coordinatore dell’unità di ricerca multidisciplinare ArchaeChemis, ritiene che questo studio stabilisca un efficace metodo di classificazione per i reperti che, attraverso il metodo classico, non sarebbero classificabili. 

 

La problematica classificazione dei frammenti
Un’immagine pubblicata all’interno dello studio (in: Applied Clay Science Volume 198, 105857). .

Come chiarisce lo studio pubblicato sulla rivista Applied Clay Science, oggetto dello studio sono stati venti frammenti di anfore romane provenienti da una collezione del Museo Archeologico di Sagunto (Spagna). Se queste appartengono a diverse tipologie conosciute, altri ventisette frammenti di anfora non sono classificati. La classificazione dei reperti ceramici, in particolare quelli anforacei, è essenziale per la ricerca archeologica: il riconoscimento morfologico dei vari tipi di anfore è lo strumento principale per conoscere la provenienza dei reperti anforacei e, di conseguenza, per ricostruire le varie rotte commerciali dell’antichità.

Il metodo innovativo

Lo studio è stato fatto tramite studi multidisciplinari basati su analisi mineralologiche e chimiche, quali spettroscopia a fluorescenza a raggi X, spettrometria di massa e l’analisi chemiometrica. Le analisi hanno permesso di conoscere aspetti importantissimi dei reperti ceramici, come il processo di elaborazione, il materiale e la sua origine. Ecco che è stato possibile identificare la maggior parte dei campioni non originariamente classificati. Si dimostra così l’importanza e l’affidabilità dell’approccio metodologico sviluppato per le attività di classificazione della ceramica.

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NEWS | È in corso la digitalizzazione e la catalogazione dei reperti del Museo Archeologico di Taranto

Il Museo Archeologico di Taranto ha dato avvio alla creazione di un archivio digitale, nonché alla catalogazione e digitalizzazione di 40.000 reperti presenti nelle sale e nei depositi.

Tutto il patrimonio culturale in un click

L’archivio sarà completamente accessibile e fruibile in otto lingue diverse. I lavori sono diretti da Anna Maria Marras, responsabile del progetto. Il team è vario e composto da specialisti provenienti da vari settori: archeologi specializzati in ambito magno-greco, fotografi e informatici professionisti. 

La creazione di un archivio accessibile a tutti dal proprio portatile o da mobile avvicina il MArTA ai grandi musei internazionali e incentiva sempre di più la ricerca nel campo archeologico. Ogni reperto sarà visibile nell’archivio e sarà corredato di foto e di accurate descrizioni, al fine di dare più informazioni a chiunque voglia approfondire.

Costruire un museo digitale: il progetto MArTA 3.0

La Direttrice del Museo Archeologico di Taranto Eva Degl’Innocenti conferma la sua ambizione e il suo desiderio di eccellenza. Questa operazione di digitalizzazione e catalogazione si inserisce, infatti, nel più ampio e articolato progetto MArTA 3.0: è stato fatto un vero e proprio restyling del museo, basato su un’attenta strategia che punta tutto sul digitale. Nuovo logo, nuovo sito web, nuova area shop e nuova piattaforma digitale. Tratto distintivo del nuovo lettering è la M, che rievoca il tridente impugnato da Taras, simbolo di Taranto. Insomma, il MArTA pensa sempre in grande e solca nuove strade, cercando di rivoluzionare e migliorare la comunicazione e la fruizione. Si punta, quindi, non solo sulla partecipazione attiva e al pieno coinvolgimento del visitatore attraverso piattaforme digitali, ma anche all’inclusione. Alcuni esempi: contenuti accessibili in 8 lingue diverse, attività esperienziali, anche per disabili; il Fablab, laboratorio di artigianato digitale 3D, percorsi personalizzati in base al target (bambini, adulti, specialisti) e focus didattici su attività legate alla cultura, oreficeria e archeologia.