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NEWS | Spazi culturali ai tempi del Covid: la “Ferita” di JR su Palazzo Strozzi

Lo street artist francese JR stupisce con una nuova installazione sulla facciata di Palazzo Strozzi a Firenze. L’artista porta all’attenzione del pubblico la situazione dei luoghi di cultura durante la pandemia. L’opera, intitolata “La Ferita”, rappresenta un enorme squarcio sulla facciata del Palazzo. 

L’artista JR di fronte alla sua installazione su Palazzo Strozzi

Costruita come un gioco illusionistico, l’installazione permette di vedere all’interno del palazzo, permette di accedere con lo sguardo alle sue stanze e ai suoi tesori temporaneamente inaccessibili. Si possono scorgere il colonnato del cortile, un’immaginaria sala espositiva con i quadri della Primavera e della Nascita di Venere del Botticelli, e una biblioteca. JR ha realizzato questa enorme installazione servendosi di una tecnica da egli stesso ampiamente utilizzata: un collage fotografico in bianco e nero, alto 28 metri e largo 33.

Significato dell’opera di JR

La colossale opera dell’artista francese, famoso per i suoi progetti dall’impatto invasivo e di protesta, vuole portare l’attenzione su un tema estremamente attuale e spesso complesso: la cultura ai tempi del Covid-19. 

Installazione dell’artista JR realizzata per il Museo del Louvre nel 2019

L’inaccessibilità ai luoghi di cultura, la chiusura di musei, ma anche di teatri e cinema lascia spazio alla nostalgia, al ricordo dei luoghi, e all’immaginazione degli stessi. È per questo motivo che “La Ferita”, apre la visione su un interno in parte reale, in parte solo immaginato. Immaginato proprio perché oramai inaccessibile.

Dice l’artista: “E’ un piacere essere qui. Questa opera risveglia tante cose in tutti noi e quello che mi interessa è che ognuno la interpreterà in base alla sua storia, ognuno avrà una lettura differente. Un’opera del genere resta per pochi mesi, ma la sua immagine resterà nella testa delle persone anche in futuro e penso che anche quando non ci sarà più le persone che l’hanno vista andranno a vedere cosa c’è dietro a quel muro”. 

 

 

 

 

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NEWS | Bitume, la street art trasforma una fabbrica in un luogo di cultura

A Ragusa la street art trasforma una storica fabbrica in un luogo artistico e di riflessione collettiva.

La storica fabbrica Ancione di Ragusa ha trovato una nuova vita: l’evento Bitume ha trasformato e reso nuovamente accessibili ben 147 mila metri quadri di storia industriale siciliana. Bitume – Industrial Platform of Arts, evento site-specific, ha permesso una nuova fruizione della storica Fabbrica di Ragusa. 

La fabbrica è nata nel 1948: era un grande stabilimento per la produzione di materiale bituminoso, di Antonino Ancione. Dismesso e abbandonato da anni, lo stabilimento ora ospita ben 25 opere d’arte. In particolare, ospita dei murales fatti da artisti contemporanei e internazionali. Le opere e gli spazi della fabbrica sono fruibili e accessibili per tutto il mese di ottobre. L’evento patrocinato dall’Ars, la Regione Sicilia, il Comune di Ragusa, la Fondazione Federico II, l’Università di Catania e co-gestito dall’ecomuseo Carat.

Gli artisti di Bitume

Bitume a Ragusa ospita ben 30 artisti internazionali. Tra questi, c’è il duo italiano Sten e Lex (attualmente in mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Roma), il calligrafista Luca Barcellona, l’italiana Martina Merlini, il siciliano Licama

Artisti internazionali che partecipano all’evento sono l’australiano Guido van Helten, lo spagnolo Sebas Velasco, i greci Simek e Dimitris Taxis, il moscovita Alexey Luka, l’argentino Francisco Bosoletti, il madrileno Ampparito, i tedeschi Case Maclaim e SatOne, il fotografo Alex Fakso e il polacco M-City

La street art per valorizzare aree urbane abbandonate

Non è il primo caso in cui la street art aiuta a riqualificare aree dismesse del tessuto urbano. Le varie parti dello stabilimento, dalle vasche di raffreddamento ai silos, mantengono la loro aurea spettrale, ma con il colore dei murales diventano qualcosa di diverso, acquistando un nuovo significato.

La fabbrica Ancione diventa, così, uno spazio di riflessione sull’ambiente urbano e il bene comune. Il direttore artistico Vincenzo Cascone auspica, quindi, che ogni ragusano prenda parte all’evento Bitume, che lui stesso definisce “esperienza”. Egli definisce Bitume come dialogo tra arte e memoria, nonché una interessante rilettura del passato.