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ANCIENT EGYPT | The metamorphosis of the Egyptian pyramid

The Egyptian funerary architecture developed in monumentality during the Old Kingdom with Djoser, pharaoh of the 3rd dynasty. Thanks to this sovereign, but especially to the ingenuity of his architect Imhotep, we have the transition from the mastaba (Arabic word meaning literally “bench”) to the pyramid, which becomes a royal burial or funerary temple.

The first pyramid

Djoser had the mastaba built inside his funerary complex in Saqqara, on a square plan; in a second time he added a stepped superstructure, raising the monument gradually with other levels, until it reached a height of about 60 meters. For this reason, it was necessary for the construction of the pyramid to choose a place with a solid rocky ground, which was able to support the weight of the structure.

Other pharaohs followed Djoser’s example, having other step pyramids built; then with Snefru, founder of the 4th dynasty, there was a turning point: from a step structure, the pyramid was transformed with smooth faces.

With Snefru’s successor, Pharaoh Cheops, perfection was achieved: the dimensions of the monument, in fact, are the result of complex geometric and astronomical calculations. The Greek historian Herodotus (5th century B.C.) states that it took thirty years to build it, involving a hundred thousand men (reliable figures, according to modern historians) for cutting, transporting and laying the stones.

What the pyramid was hiding
piramide interno
Inside the pyramid of Cheops

Like the other pyramids, the one built by Cheops was not accessible from the outside, while on the inside it contained some funerary rooms. The cell for the burial of the pharaoh, generally located at the base of the building, here is exceptionally almost at the center, surmounted by 9 granite monoliths. It was entirely covered by slabs of white limestone, on which hieroglyphs were carved. Finally, at the top of the imposing structure the pyramydion stood out, the tip of the pyramid, consisting of a single block of granite covered with electrum – an alloy of gold and silver – which reflected sunlight over long distances.

Egyptian architects designed a sort of labyrinth to try and make the pharaoh’s funeral chamber inaccessible. In spite of these precautions, however, the pyramid was repeatedly violated by grave looters, who, having penetrated the interior, took away everything precious that was kept there. The construction technique was realized through the method of the wrapping ramp, built around the pyramid and made with various layers of bricks, easily removable at the end of the works.

The funerary complexes of the 4th dynasty

The pyramids of Chefren and Menkaure (more commonly known as Mycerinus) in Giza reproduce, on a smaller scale, the features of Cheops’ pyramid, but with a richer aesthetic value, playing on the contrast of color between the granite used at the base of the structure and the layer of limestone above.

complesso funerario Chefren
Reproduction of Chefren’s funerary complex; below on the right, the valley temple

Djoser’s successors also added an access ramp and the so-called “valley temple” or “lower temple” (also known as the “welcoming temple”), which became an integral part of the funerary complex; this was a building whose main function was to prepare the deceased ruler for the journey to the afterlife. To make the access easier, an artificial canal was often dug, connecting the Nile to the temple, on whose quayside the funeral procession or sacred boats docked to worship the sovereign.

Tradotto da: https://archeome.it/antico-egitto-la-metamorfosi-della-piramide-egizia/

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ANTICO EGITTO | La metamorfosi della piramide egizia

L’architettura funeraria egizia si sviluppa in monumentalità durante l’Antico Regno con Djoser, faraone della III dinastia. Grazie a questo sovrano, ma soprattutto all’ingegno del suo architetto Imhotep, abbiamo il passaggio dalla mastaba (termine arabo che significa letteralmente “panca”) alla piramide, che diventa sepoltura reale o tempio funerario.

La prima piramide

Djoser fece costruire la mastaba all’interno del suo complesso funerario a Saqqara, su pianta quadrata; in un secondo tempo fece aggiungere una sovrastruttura a gradoni, innalzando il monumento via via con altri livelli, fino a raggiungere un’altezza di circa 60 metri. Per questo motivo, per costruire la piramide era stato necessario scegliere un luogo con un terreno roccioso solido, che fosse in grado di sostenere il peso della costruzione.

Altri faraoni seguirono l’esempio di Djoser, facendo costruire altre piramidi a gradoni, ma con Snefru, fondatore della IV dinastia, vi fu la svolta: da struttura a gradoni, la piramide venne trasformata con facce lisce.

Con il successore di Snefru, il faraone Cheope, si raggiunse la perfezione: le dimensioni del monumento, difatti, sono il risultato di complessi calcoli geometrici e astronomici. Lo storico greco Erodoto (V secolo a.C.) afferma che per costruirla ci vollero trent’anni, impegnando centomila uomini (cifre attendibili, secondo gli storici moderni) per taglio, trasporto e posa delle pietre.

Cosa nascondeva la piramide
piramide interno
Interno della piramide di Cheope

Come le altre piramidi, quella fatta costruire da Cheope non era accessibile dall’esterno, mentre all’interno conteneva alcune stanze funerarie. La cella per la sepoltura del faraone, generalmente collocata alla base della costruzione, si trova qui eccezionalmente quasi al centro, sormontata da 9 monoliti di granito. Essa era interamente ricoperta da lastre di calcare bianco, sulle quali erano scolpiti dei geroglifici. Infine, sulla sommità dell’imponente struttura spiccava il piramydion, la punta della piramide, costituita da un blocco unico di granito ricoperto di elettro – una lega di oro e argento – che rifletteva la luce del sole fino a lunga distanza.

Gli architetti egizi idearono una sorta di labirinto per cercare di rendere inaccessibile la camera funeraria del faraone. Nonostante queste precauzioni, però, la piramide è stata a più riprese violata da “tombaroli”, che, penetrati all’interno, hanno portato via tutto ciò che di prezioso vi era custodito. La tecnica costruttiva fu realizzata attraverso il metodo della rampa avvolgente, costruita attorno alla piramide e realizzata con vari strati di mattoni, facilmente rimovibili al termine dei lavori.

I complessi funerari della IV dinastia

Le piramidi di Chefren e Menkaura (più comunemente noto col nome di Micerino) a Giza riproducono, in scala minore, le fattezze di quella di Cheope, ma con un valore estetico più ricco, giocando sul contrasto di colore fra il granito impiegato alla base della struttura e lo strato di calcare soprastante.

complesso funerario Chefren
Riproduzione del complesso funerario di Chefren; in basso a destra, il tempio a valle

I successori di Djoser, inoltre, aggiunsero una rampa d’accesso e il cosiddetto “tempio a valle” o “tempio basso” (noto anche come “tempio di accoglienza”), che divenne parte integrante del complesso funerario; questo era un edificio che aveva come funzione principale la preparazione del sovrano defunto al viaggio verso l’aldilà. Per rendere più semplice l’accesso, veniva spesso scavato un canale artificiale, che collegava il Nilo al tempio, sulla cui banchina approdavano il corteo funebre o le barche sacre per celebrare il culto del sovrano.