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ATTUALITÀ | Cavillier e il “progetto Iside” per il Gruppo Archeologico Kalaritano

Il GAK (Gruppo Archeologico Karalitano) presenta una conferenza online dal titolo Aegyptica e Culti Egizi in Sardegna. È un tema che ormai da anni attira sempre più studiosi e, tra questi, un posto d’onore spetta al Prof. Giacomo Cavillier, direttore del Centro studi di Egittologia e Civiltà Copta “J.F. Champollion”. La conferenza è prevista per venerdì 23 aprile alle ore 18:00. Il link per accedere alla conferenza su piattaforma Zoom sarà disponibile sulla pagina del GAK.

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La conferenza ha per oggetto l’analisi delle fonti, testuali e non, che testimoniano un legame del territorio italico con l’Egitto antico, soprattutto durante il periodo tolemaico e romano. In merito a questo argomento, il prof. Cavillier presenterà il Progetto Iside. Archeologia, Culto e Antichità. Si tratta di un’iniziativa condivisa da istituzioni culturali di pregio del territorio catanese, tra cui la docente e scrittrice Dora Marchese. Un progetto che si propone di ricostruire e valorizzare il millenario e vitale “rapporto” tra la Sicilia orientale e l’Egitto faraonico, testimoniato dai culti, dai commerci e dalle tradizioni locali. Per fare ciò si rende necessaria l’analisi delle antichità egizie ed egittizzanti presenti e del fecondo apporto dei racconti di viaggio di letterati e studiosi siciliani dell’800 e ’900.

 

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NEWS | Iside in Sicilia Orientale, online la conferenza Cavillier

Il 6 novembre 2020 alle 17:30 la pagina Facebook della Soprintendenza per i Beni Culturali di Catania trasmetterà in diretta una conferenza tenuta dall’egittologo Giacomo Cavillier dal titolo: Iside in Sicilia Orientale. Archeologia di un culto faraonico in età tolemaica e romana.

Questa è solo una delle tante iniziative del progetto di ricerca Iside, archeologia, storia e antichità, avviato questo ottobre dal Centro Studi di Egittologia e Civiltà Copta “J.F. Champollion” con sedi a Genova, al Cairo e a Luxor e in collaborazione con la Soprintendenza di Catania.

Iside, dentro o fuori dal Pantheon romano?

Approfondire il culto di Iside nella Sicilia Orientale non è semplice, perché dall’Egitto la dea madre approdò rapidamente in tutto il Mediterraneo dall’età saitica. Fu uno dei culti principali sulla penisola in età tolemaica e si affermò definitivamente con l’espansione dell’Impero: l’esercito da grande vettore ne divenne propulsore. I culti orientali arrivati in Occidente, come quello di Iside o Mitra, non entrarono mai a far parte del Pantheon romano, ma mantennero con esso un rapporto sereno, di reciproca e buona convivenza. I fedeli iniziati ai culti orientali furono, infatti, personaggi anche molto in vista a livello politico, sociale e militare e non furono soltanto seguaci del culto isiaco: basti pensare al ricchissimo record epigrafico relativo al culto mitraico nei castra peregrina di Santo Stefano Rotondo sotto al Celio.

Egiziana d’origine, siciliana d’adozione

Il culto isiaco in Sicilia è diventato importante fin dall’età tolemaica, tanto da esser associato a quello di Serapide: a Taormina (ME), sotto la chiesa di San Pancrazio, sono ancora visibili i resti di un serapeo; Catania ha restituito monete bronzee sulle cui effigi appaiono entrambe le dee. Non lontano è stata ritrovata un’iscrizione bilingue, stesso testo sia in greco che in latino: il pubblico determina da sempre la lingua di comunicazione e la Sicilia è la grande madre, spesso e volentieri adottiva, di greci, latini, ma anche di orientali.

Partendo dalle origini del culto di Iside nell’Egitto faraonico, mediante lettura di passi in geroglifico e di immagini tratte dalle principali opere della letteratura funeraria e dall’architettura templare, Cavillier fornirà un quadro analitico aggiornato sul fenomeno nella Sicilia orientale in epoche successive.