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ATTUALITÀ | Cavillier e il “progetto Iside” per il Gruppo Archeologico Kalaritano

Il GAK (Gruppo Archeologico Karalitano) presenta una conferenza online dal titolo Aegyptica e Culti Egizi in Sardegna. È un tema che ormai da anni attira sempre più studiosi e, tra questi, un posto d’onore spetta al Prof. Giacomo Cavillier, direttore del Centro studi di Egittologia e Civiltà Copta “J.F. Champollion”. La conferenza è prevista per venerdì 23 aprile alle ore 18:00. Il link per accedere alla conferenza su piattaforma Zoom sarà disponibile sulla pagina del GAK.

culti

La conferenza ha per oggetto l’analisi delle fonti, testuali e non, che testimoniano un legame del territorio italico con l’Egitto antico, soprattutto durante il periodo tolemaico e romano. In merito a questo argomento, il prof. Cavillier presenterà il Progetto Iside. Archeologia, Culto e Antichità. Si tratta di un’iniziativa condivisa da istituzioni culturali di pregio del territorio catanese, tra cui la docente e scrittrice Dora Marchese. Un progetto che si propone di ricostruire e valorizzare il millenario e vitale “rapporto” tra la Sicilia orientale e l’Egitto faraonico, testimoniato dai culti, dai commerci e dalle tradizioni locali. Per fare ciò si rende necessaria l’analisi delle antichità egizie ed egittizzanti presenti e del fecondo apporto dei racconti di viaggio di letterati e studiosi siciliani dell’800 e ’900.

 

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NEWS | Usanze funerarie antico egiziane, la conferenza online del Museo Egizio di Torino

Martedì 16 marzo 2021, alle ore 18, il Museo Egizio presenta la conferenza egittologica online I modellini di sarcofago del Museo Egizio. Usanze funerarie tra Medio e Nuovo Regno, tenuta dal curatore Paolo Marini.

All’inizio Medio Regno (1980-1700 a.C.) si attestano i primi ushabti, spesso disposti all’interno di modellini di sarcofago, riproducenti nel dettaglio quelli realmente utilizzati per accogliere e proteggere le spoglie del defunto. L’utilizzo dei modellini di sarcofago, protrattosi almeno fino all’Epoca Tarda (722-332 a.C.), non si deve alla necessità di proteggere o conservare le statuette funerarie, ma è strettamente connesso al ginepraio di credenze funerarie che orbita intorno agli ushabti.

Il Museo Egizio conserva un importante corpus, quasi completamente inedito, di modellini di sarcofago, attualmente in studio da parte del dipartimento “Collezione e Ricerca”. In questa conferenza saranno presentati i primi risultati del loro studio. Inoltre, saranno illustrati i rapporti tra questa singolare tipologia di oggetti e il restante corredo funerario.

La conferenza, tenuta dal Dott. Marini, sarà introdotta dal Dott. Enrico Ferraris, curatore del Museo Egizio. L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

Locandina evento
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NEWS | Daniele Manacorda al nuovo appuntamento con i dialoghi del MAUC (UNICT)

Il 26 febbraio 2021, alle ore 17, si svolgerà una conferenza presso il Museo di Archeologia dell’Università degli Studi di Catania (MAUC).

Si avrà la partecipazione virtuale di un importante figura dell’Archeologia, Daniele Manacorda, Professore di Metodologia della ricerca archeologica presso l’Università di Roma Tre. A dialogare con lui sarà il Professore Daniele Malfitana, docente della stessa disciplina presso l’Università degli Studi di Catania e Presidente del Comitato tecnico scientifico del MiBACT. Inoltre interverrà la Professoressa Marina Paino, direttore del DISUM (Dipartimento di Scienze Umanistiche) dell’ateneo catanese; ed anche il professore Nicola Laneri, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico e Responsabile scientifico MUAC. L’evento, organizzato in collaborazione con Officine culturali, si potrà seguire tramite il canale YouTube del MAUC.

Il tema e i protagonisti al MAUC

L’incontro sarà quindi una discussione volta ad esplorare le molteplici facce dell’Archeologia. Saranno presentati argomenti che sia Manacorda che Malfitana affrontano da anni: la relazione tra Archeologia urbana e contesto archeologico. Non a caso il Professore Manacorda, alunno di Andrea Carandini, ha molta esperienza negli scavi stratigrafici urbani; infatti, nella Capitale, si è occupato dell’allestimento di parchi archeologici e musei (ne è un esempio la Crypta Balbi).

Di non minore spessore è il Professore Malfitana, che, grazie alla sua esperienza in Università e nel Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha sempre voluto creare un dialogo tra ricerca archeologica e pianificazione urbanistica. Infatti il Professore è a capo di un progetto di grande importanza per la città etnea: TeCHNIC, che ha come obbiettivo quello di ricostruire i processi storici della comunità immersa nel contesto urbano. 

MAUC

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NEWS | Un resoconto delle “Storie dell’ultimo decennio” della Scuola di Paleoantropologia (UNIPG)

Come annunciato, nel corso della prima giornata (19/02/2021) dell’evento on-line gratuito “Evoluzione umana, storie dell’ultimo decennio. Raccontate dai protagonisti della Scuola di Paleoantropologia”, si sono svolti quattro diversi interventi ad opera della Scuola di Paleoantropologia di Perugia.

Marco Cherin, direttore della Scuola, ha presentato l’evento e ringraziato anche i numerosi spettatori sia di Meet sia di Youtube (il numero degli spettatori era troppo elevato per la sola applicazione Meet). Ha poi introdotto il primo dei due relatori della giornata: Jacopo Moggi Cecchi, dell’Università di Firenze, il cui intervento aveva titolo “Ex Africa semper aliquid novi (Plio- Pleistocene)”; ha avuto inizio con un’immagine del “nostro albero di famiglia”, un grafico dal quale si evince che la nostra storia iniziò ben 8 milioni di anni fa. Sono seguite poi una serie di nuove scoperte e ricerche che si sono svolte nel corso dell’ultimo decennio.

L’intervento successivo di Giovanni Boschian, dell’Università di Pisa aveva titolo “Dalle grotte alle impronte”. Egli ha dimostrato, anche grazie ad una carrellata di siti (tra cui le storie impronte di Laetoli, scavate e studiate dalla stessa Scuola di Paleoantrologia), come sia possibile ricostruire la vita e i comportamenti delle creature, umane o animali, dalle impronte che lasciano.

storie
Un momento della conferenza
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NEWS | “Per gli uomini e per gli dei”, la conferenza online della Prof.ssa Marina Castoldi

Marina Castoldi presenta una nuova conferenza on-linePer gli uomini e per gli dei, aspetti della bronzistica in Magna Grecia. La diretta sarà fruibile, martedì 9 febbraio 2021 alle ore 18:30, sulle pagine Facebook della Prof.ssa Castoldi e di Giovanna Corradini Editore.

Marina Castoldi è docente associato di Archeologia della Magna Grecia all’Università degli Studi di Milano; è anche Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dello stesso Ateneo. I suoi campi di ricerca vertono sulla bronzistica greca e romana, l’artigianato artistico, la coroplastica, la ceramografia greca e italica, l’iconografia. È direttore del progetto di ricerca Oltre la chora e dello scavo archeologico di Jazzo Fornasiello (Gravina in Puglia, BA).

Secoli di produzione artigianale

Con il nome di Magna Grecia, Megale Hellàs, si indicano quei territori dell’Italia meridionale che i Greci occuparono tra VIII e VII secolo a.C. I Greci, spinti da motivi politici e/o economici, affrontarono l’apoikìa: scelsero di allontanarsi dalla propria casa per vivere meglio. Si crearono nuove realtà territoriali, dove i Greci, che si stabilirono lungo le coste, dovettero rapportarsi con le comunità locali dell’entroterra per affermare la propria identità e per interagire. Le fondazioni coloniali – termine ormai superato – diventarono in qualche decennio delle vere e proprie città in grado di costruire templi e monumenti.

Ma una cosa che sin dalle prime fasi si configurò già di alto livello fu la produzione artigianale. Alle spedizioni coloniali si unirono anche ceramisti e fabbri in grado di portare nel nuovo mondo un sapere tecnico che aveva già avuto una lunga sperimentazione.

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Locandina evento (fonte Marina Castoldi)

 

“Per gli uomini e per gli dei”, il nuovo libro di Marina Castoldi

Per gli uomini e per gli dei è anche il titolo del nuovo libro della Prof.ssa Castoldi, dedicato alla produzione bronzistica. La maggiore attenzione dedicata, in questi ultimi tempi, agli aspetti più tecnici dell’evidenza archeologica, – dichiara l’editore – unita all’affinamento dei metodi di scavo, ha fatto diventare una realtà le officine di bronzisti, un tempo limitate ai dati riportati dalle fonti che ricordavano famosi scultori, come Pitagora di Rhegion e Dameas di Crotone. Erano prodotti in bronzo gli oggetti destinati a durare nel tempo: le statue, che celebravano il mondo degli dei e degli eroi, ma anche i vasi utilizzati nei riti sacri. Inoltre vi era il vasellame riservato al banchetto e al simposio. Il tutto era molto apprezzato dai popoli indigeni, che dedicavano ai loro defunti, come corredo funebre, preziosi vasi di bronzo, simbolo di status e del compiacimento di essere riusciti a «vivere alla greca»; e ancora gli arredi e gli specchi.

Attraverso la conferenza e, soprattutto, attraverso il libro, si propone un viaggio in questo laborioso mondo, alla scoperta di statue, vasi, arredi, oggetti per gli uomini e per gli dei!

Una copia del libro potrà essere prenotata scrivendo a questo indirizzo.

Copertina del libro ( © Edizioni di Storia)
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NEWS | “ECOValors” presenta i risultati di “MANN in colours”, i colori delle statue antiche

Oggi 5 Febbraio 2021 si terrà, in modalità telematica, la conferenza stampa del progetto “ECOValors”. Nato dalla collaborazione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l’Università “Tor Vergata” di Roma, il progetto si basa sull’uso delle nuove tecnologie per preservare i colori delle statue antiche.

Le prime operazioni di ricerca hanno interessato 20 statue marmoree conservate al MANN, grazie all’operazione “MANN in colours”, individuando le loro cromie originarie. I risultati di tale progetto verranno resi noti durante la conferenza, che avrà inizio alle ore 11.30.

Inoltre, si discuterà delle ulteriori tecnologie che saranno adoperate da “ECOValors” per la conservazione e la tutela delle tracce di colore sulle sculture antiche.

Interverranno durante la conferenza stampa: il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli Paolo Giulierini e il Rettore dell’Università “Tor Vergata” Orazio Schillaci. Saranno presenti anche la Dott.ssa Cristina Barandoni, Responsabile Scientifico ECOvalors per il MANN e la Dott.ssa Federica Valentini, Ricercatore Dipartimento di Chimica Università “Tor Vergata”.

ECOValors
La Piccola Ercolanese, statua marmorea parte del progetto “MANN In colours”, Museo archeologico Nazionale di Napoli.

 

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NEWS | “Il tempo nell’arte egizia”, le conferenze online del Museo Egizio di Torino

Continua il vasto programma di conferenze online del Museo Egizio di Torino. Nonostante la riapertura al pubblico, il Museo dà a tutti, vicini e lontani, la possibilità di seguire online le conferenze. Giovedì 4 febbraio, ore 18, sarà la volta della conferenza egittologica dal titolo Il tempo nell’arte egizia, a cura di Federico Poole.

Il tema del tempo è fondamentale per la comprensione dell’arte dell’antico Egitto, un tema che evidenzia notevoli differenze tra l’arte egizia e l’arte occidentale sviluppatasi partendo dall’arte greca. In quest’ultima, infatti, la dimensione tempo è fortemente influenzata dal punto di vista dell’osservatore, congelando il movimento nell’istante in cui avviene, come in una fotografia (basti pensare ad opere quali il Discobolo di Mirone con il suo attimo sospeso). L’arte faraonica, d’altro canto, pur riproducendo la realtà in movimento, sembra ignorare o, almeno, leggere diversamente la dimensione del tempo. Ed è questo uno dei motivi per cui l’osservatore, spesso, la percepisce come statica.

La conferenza si concentrerà su questo ed altri aspetti della dimensione del tempo come chiave interpretativa dell’arte dell’antico Egitto – come si legge nella presentazione del Museo Egizio.

Le conferenze del Museo Egizio di Torino

L’evento in questione verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale Youtube del Museo Egizio.

La conferenza, in italiano, verrà introdotta da Alessia Fassone, curatrice del Museo. Sarà tenuta da Federico Poole, curatore al Museo Egizio dal 2013.
Federico Poole si occupa dell’editoria scientifica del museo e dirige la Rivista del Museo Egizio. Per il museo ha curato la mostra temporanea Il Nilo a Pompei (2016). Inoltre ha collaborato all’allestimento della collezione egiziana del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.


Locandina evento (© Museo Egizio di Torino)
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NEWS | ArcheoMe e Associazione S.U.D. nuovamente in “La Sicilia protagonista”

L’Università di Messina, con Associazione S.U.D. (Studenti Universitari Democratici), e ArcheoMe daranno il via al secondo appuntamento de “La Sicilia protagonista”. La prima conferenza ha trattato l’età greca dell’Isola e questo secondo incontro si concentrerà invece sull’età romana. Seguiranno gli incontri del 25 marzo 2021 sul periodo medievaleil 20 aprile 2021 l’appuntamento verterà sull’età moderna dell’isola e il ciclo si concluderà il 15 maggio 2021 con l’età contemporanea.

Tutti gli incontri verranno trasmessi in diretta dalla pagine Facebook di ArcheoMe e dell’Associazione S.U.D. Il modulo Google per iscriversi è online al seguente link.

Il programma

Al secondo appuntamento del ciclo di incontri interverranno: la professoressa Elena Caliri, docente di Storia romana preso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina; il professor Giuseppe Giordano, docente ordinario di Storia della Filosofia, nonché direttore del DiCAM. Concluderà Francesco Tirrito, dottore in Archeologia e direttore editoriale di ArcheoMe, con un intervento sulla Messina romana con particolare attenzione al caso di Palazzo ZancaModererà Kevin Vadalà, studente di Lettere dell’Ateneo, nonché membro dell’Associazione S.U.D.

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NEWS | Conferenze all’Egizio, Christian Greco presenta la tomba di Ramose

Martedì 1 dicembre, alle ore 18:00, il Museo Egizio di Torino presenterà sui propri canali social una conferenza dal titolo Un monumento dimenticato a Tebe. La tomba di Ramose (TT132), responsabile del tesoro del sovrano Taharqa, tenuta dal Direttore Christian Greco.

La particolarità della camera sepolcrale della tomba di Ramose (TT 132) risiede, tra le altre cose, nell’accurata descrizione del sapere cosmografico dell’antico Egitto.
Le pareti presentano immagini e testi dipinti, contenenti tutte le informazioni necessarie al defunto per compiere il suo viaggio oltre la vita, per completare con successo il suo rito di passaggio da una vita terrena ad una vita nuova. Il defunto, infatti, raggiunge la camera sepolcrale nel suo stato pre-liminale. Abbandona il mondo dei viventi per entrare nell’aldilà. In questo particolare stato, il defunto viene associato ad Osiride ed ha bisogno di essere protetto durante la veglia notturna.

Il viaggio notturno del defunto nell’aldilà, Tomba di Ramose (TT132), Fonte ©2020 Francis Dzikowski

L’iconografia della camera sepolcrale rappresenta gli episodi cruciali per la rinascita del defunto. Nel suo stato post-liminale, dopo il risveglio dal torpore della morte ascende al cielo, entra nel grembo di Nut ed inizia il viaggio assieme al dio sole (Museo Egizio di Torino).

La conferenza sarà in lingua italiana e verrà trasmessa in live streaming sul canale Youtube e sulla pagina Facebook del Museo Egizio.

L’evento è realizzato in collaborazione con ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio.

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NEWS | Egitto delle Meraviglie, la conferenza online

L’incontro sull’antico Egitto dal titolo “Spedizioni e scoperte faraoniche di ‘800 e ‘900” sarà trasmesso in streaming su Facebook il 26 novembre 2020 alle ore 21:00

Nell’anniversario della scoperta della tomba di Tutankhamon andrà in scena il docufilm girato nel rispetto delle norme anti-Covid nella sala Solimena della splendida Villa Durazzo-Bombrini di Cornigliano (GE). L’evento sarà arricchito da diversi contributi: introdurrà il professor Giacomo Cavillier, direttore del Centro Studi di Egittologia e Civiltà Copta “J-F Champollion” e membro del Comitato Scientifico della nostra Redazione; seguiranno la gemmologa Stefania Ferrari, la ricercatrice Ascovil (Associazione delle ville di Cornigliano) Antonella Giavino e il giornalista Enrico Cirone.

L’Egitto di Napoleone

Le terre d’Egitto sono da sempre state fonte di curiosità e interesse. Ne parlavano addirittura autori antichi come Erodoto, Strabone, Plinio il Vecchio, fino a Manetone che, nel III secolo a.C., scrisse gli importantissimi Aegyptiaca.

Nell’età moderna l’interesse del mondo occidentale ha trasformato sempre più la curiosità per la storia dell’Egitto in una vera e propria caccia al tesoro tra le sabbie del deserto. Una tra le spedizioni più prolifiche la condusse Napoleone Bonaparte nel 1798; l’impresa si presentava molto rischiosa, ma il ventinovenne generale se ne assunse il comando. Malgrado la conquista dell’Egitto, dal punto di vista strategico la spedizione non ebbe il successo sperato e i territori conquistati vennero rapidamente perduti nei due anni successivi; tuttavia, la campagna d’Egitto ebbe una straordinaria importanza scientifica e culturale e sotto questo aspetto si risolse in un successo.

“Battaglia delle Piramidi” di Antoine-Jean Gros (1810)

Il grande Champollion

La spedizione di Napoleone poi portò alla pubblicazione, nel 1809, di venticinque volumi chiamati Description de l’Égypte, in cui si descrivevano gli aspetti della civiltà egizia e dei monumenti e reperti ritrovati, come l’importantissima Stele di Rosetta. La stele, chiamata così perchè rinvenuta presso la località di Rosetta in Egitto, reca sul fronte iscrizioni in tre lingue: egiziano antico in caratteri geroglifici, neo-egiziano in caratteri demotici e greco. Grazie all’analisi comparata di quelle iscrizioni, Jean-François Champollion (1790-1832) riuscì ad arrivare, nel 1822, alla decifrazione dei geroglifici. Tra il 1828 e il 1830 fu lo stesso Champollion, nel frattempo divenuto direttore della sezione egiziana del Museo del Louvre, a guidare una missione scientifica franco-toscana in Egitto, con il pisano Ippolito Rossellini.

Jean-François Champollion

L’Egitto delle meraviglie da Mariette a Carter

Dal 1842 al 1845 il tedesco Karl Richard Lepsius fu a capo di una spedizione scientifica ordinata dal re di Prussia Federico Guglielmo IV. La spedizione raccolse importanti reperti per il Museo egizio di Berlino ed elaborò una relazione con rilievi e disegni, che fu pubblicata in una serie di 12 volumi. Con il francese Auguste Mariette prese avvio nel 1850 una stagione ricca di straordinarie scoperte, tra cui il Serapeo di Saqqara, tempio dedicato a Serapide, e una necropoli nei pressi di Menfi, collegata alla città da un viale di accesso con 600 sfingi. Nominato dal governo francese Direttore dei servizi di antichità in Egitto, Mariette organizzò razionalmente le ricerche sul campo e pose il problema della tutela e vigilanza dei siti archeologici per evitare spoliazioni e garantirne l’integrità agli studiosi futuri. Nel 1858 fondò il Museo egizio del Cairo.

A. Mariette seduto all’estrema sinistra, l’imperatore di Brasile Pedro II seduto all’estrema destra ed altri personaggi in visita a Giza nel 1871
H. Carter con il Sarcofago d’oro della tomba di Tutankhamon (1922)

Sicuramente una delle scoperte più importanti avvenne agli inizi del XX secolo: due archeologi britannici Howard Carter e Lord Carnarvon, scoprirono, nella Valle dei Re, la tomba di Tutankhamon con il famoso Sarcofago d’oro del “faraone fanciullo”. Quando Carnarvon gli chiese: “Can you see anything?” (“Riesci a vedere niente?”), Carter rispose: “yes, wonderful things!” (“sì, cose meravigliose!”).