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NEWS | “Le foibe? Una falsificazione fascista”, nuova bufera su Barbero che chiarisce

In seguito a giorni di forti critiche dopo le dichiarazioni a proposito del Green PassBarbero chiarisce le sue posizioni sulle foibe dopo il discorso di Montanari.

l’inizio delle discussioni

Il tutto è iniziato quando lo storico dell’Arte di Siena, Tomaso Montanari, ha rilasciato un articolo sul Fatto Quotidiano il 26 agosto; Montanari ha criticato la legge del 2004 che istituisce “la giornata del ricordo delle foibe” a ridosso e in evidente opposizione a quella della Memoria definendola il più clamoroso successo di una falsificazione storica di parte neofascista.

Storico dell’Arte e futuro Rettore eletto dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari

A ciò sono seguite critiche da diversi giornali e da diverse forze politiche, le quali hanno chiesto anche le dimissioni di Montanari.

Le posizioni di Barbero
Storico, Alessandro Barbero

In seguito ad alcune affermazioni pubbliche da parte del docente di storia su questa faccenda, il Fatto Quotidiano ha deciso di intervistarlo il I settembre. Barbero, alla domanda se fosse d’accordo con Montanari sulla questione relativa alle foibe, lo difende dalle accuse e mette chiarezza sulle loro posizioni:

Sono d’accordo, ma bisogna capirsi. Montanari non ha affatto detto che le foibe sono un’invenzione e che non è vero che migliaia di italiani sono stati uccisi lì. Nessuno si sogna di dirlo: la fuga e le stragi degli italiani hanno accompagnato l’avanzata dei partigiani jugoslavi sul confine orientale, e questo è un fatto. La falsificazione della storia da parte neofascista, di cui l’istituzione della Giornata del ricordo costituisce senza dubbio una tappa, consiste nell’alimentare l’idea che nella Seconda guerra mondiale non si combattesse uno scontro fra la civiltà e la barbarie, in cui le Nazioni Unite e tutti quelli che stavano con loro stavano dalla parte giusta e i loro avversari, per quanto in buona fede, stavano dalla parte sbagliata.

La critica maggiore viene fatta alla politica e deriva dallo scegliere di ricordare una categoria di morti piuttosto che un’altra:

…scegliere una specifica atrocità per dichiarare che quella, e non altre, va ricordata e insegnata ai giovani è una scelta politica, e falsifica la realtà in quanto isola una vicenda dal suo contesto.

Schema di una foiba tratto da una pubblicazione del CLN (1946)