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NEWS | Intervista al direttore uscente Zuchtriegel: concluso l’intervento di manutenzione del teatro di Velia

Si è concluso a fine marzo l’intervento di manutenzione straordinario dell’antico teatro di Elea-Velia. I lavori, finalizzati a tutelare il monumento e a renderlo accessibile ai visitatori del sito, sono stati eseguiti secondo dei progetti che rientravano da circa un anno tra le competenze del Parco archeologico di Paestum e Velia. Per la conoscenza e la valorizzazione dell’area dell’acropoli, il Parco ha varato un progetto di indagini stratigrafiche sull’altura dominata dal castello medievale e alle sue pendici.

Il teatro di Velia venne costruito intorno al 400 a.C. sul versante sud-orientale dell’acropoli, su un’area che aveva un assetto precedentemente abitativo. Il primo impianto fu realizzato secondo imponenti opere di terrazzamento, funzionali alla costruzione del teatro, ma anche alla monumentalizzazione del santuario, forse dedicato al culto dell’antica Athana e costruito alle spalle dell’edificio teatrale. In seguito, il teatro subì opere di ristrutturazione e ampliamento, raggiungendo massimo splendore in età imperiale. L’ultima fase si data al III secolo d.C. 

Intervista al direttore Zuchtriegel

La redazione di ArcheoMe ha voluto intervistare il direttore uscente Gabriel Zuchtriegel, che da poco ha preso le redini del Parco archeologico di Pompei.

Direttore, come è nato il progetto di valorizzazione e di manutenzione del teatro antico e quanto sarà importante per il futuro del Parco?

Il progetto è nato in base a una ricognizione effettuata dopo l’accorpamento dell’area archeologica di Velia alla gestione autonoma di Paestum. Il degrado del teatro antico di Velia era molto avanzato e dunque rientrava tra le priorità che abbiamo voluto affrontare in tempi brevi con il bilancio del Parco archeologico Autonomo. Oltre alla tutela, questo era importante anche per la fruizione del sito in sicurezza“. 

Velia
Il teatro di Velia dopo gli interventi di manutenzione (foto: Parco archeologico Paestum&Velia)
Saprebbe dirci quando è stato compiuto l’ultimo lavoro di rinnovo di questa zona del Parco prima dell’ultimo progetto?

“L’intervento di restauro del teatro risale al 2003. Negli anni ’80, la cavea fu scavata e i blocchi smontati. Il restauro del 2003 prevedeva la creazione di una struttura in terra armata sulla quale venivano riposizionati i blocchi antichi originali. Questa struttura, nel corso degli anni, ha subito un degrado progressivo che bisognava fermare”.

Come mai il teatro versava in quelle condizioni, come si evince da alcune foto di quest’estate? Il Covid come ha influito sulla gestione di parchi come il vostro? Abbiamo notato le preziose strategie avviate dal Parco soprattutto durante il periodo del primo lockdown.

“Lo statuto da Parco Autonomo, con un proprio bilancio, ci ha consentito di intervenire in una situazione dove la precedente gestione non aveva i mezzi per eseguire questi lavori in tempi rapidi. Credo che si tratti di un esempio come l’autonomia possa aiutare ad accorciare tempi e reperire finanziamenti“.

Velia
Il teatro prima dei lavori di manutenzione nell’estate 2020 (foto: Parco archeologico Paestum&Velia)
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Il teatro di Velia in seguito agli ultimi lavori di manutenzione del 2003 (foto: Parco archeologico Paestum&Velia)
Quali sono state le figure partecipanti che hanno collaborato al progetto, atto anche a migliorare l’accessibilità del teatro?

“Oltre alla ditta che ha eseguito i lavori sulla base di un appalto e sotto la supervisione di una restauratrice, il progetto è stato gestito dai nostri funzionari e assistenti interni all’amministrazione e con una mia continua supervisione. Anche se l’importo non è particolarmente alto rispetto ad altri interventi, parliamo di 130mila Euro di lavori, ho tenuto molto a questo intervento e ho visitato il cantiere almeno una volta a settimana“.

Da questo momento in poi sarà possibile usufruire dunque delle sedute della cavea? Avete in programma eventi di rappresentazioni tragiche o spettacoli all’aperto da ambientare nella quinta scenografica del teatro, come già viene fatto ad esempio a Segesta, Taormina, Catania e Siracusa?

“Il teatro di Velia è più piccolo di quelli di Siracusa e Taormina. Ma sicuramente la futura direzione di Paestum e Velia potrà programmare delle iniziative culturali all’interno del monumento. Ma soprattutto i visitatori che vengono a Velia tutti i giorni, che che spero presto potranno tornare, dunque scolaresche, famiglie, persone del posto e turisti, potranno sperimentare la straordinaria acustica del teatro, che ancora oggi ci può fare apprezzare la maestranza degli architetti antichi. Anche in ultima fila si sente perfettamente quello che si dice al centro dell’orchestra del teatro, anche senza microfoni che ovviamente in antico non esistevano”.

L’importanza del progetto nell’organizzazione del Parco
Pensate che il nuovo progetto, che ha avuto come fine il miglioramento delle condizioni del teatro, possa rendere più piacevole il percorso all’interno del parco da parte del visitatore?

Sicuramente, ma è un tassello in un mosaico molto più grande. A Velia abbiamo tanti progetti in corso, perché è un sito eccezionale che merita di essere tutelato e valorizzato al meglio. Oltre ai monumenti che consentono di farsi un’idea del paesaggio urbano e del suo sviluppo attraverso i secoli, Velia è importante per la sua storia e eredità immateriale. Come sede della scuola eleatica, fondata da Parmenide nella prima metà del V secolo a.C., ha avuto un impatto enorme sul pensiero occidentale, a cominciare da Socrate e Platone e fino alla filosofia del ‘900. Il XXI secolo svilupperà una sua visione del pensiero eleatico, che dunque continua a essere attuale“.

Avete altri progetti in cantiere per migliorare fruibilità, accesso e valorizzazione del sito archeologico?  Abbiamo notato l’uscita della nuova iniziativa: il restauro delle mura di Paestum e dello slogan “adotta un blocco e partecipa al restauro anche tu”. Può darci qualche informazione in merito?

Ci sono tanti progetti in corso tra Paestum e Velia. Il nostro obiettivo è sempre quello di congiungere la tutela e la conservazione dei siti con la fruizione e l’accessibilità, nell’ottica di una condivisione della conoscenza e del patrimonio che appartiene a tutti. A volte, i nostri progetti di manutenzione, restauro e scavo comportano anche scoperte inaspettate, come quella di un tempietto dorico di V secolo a.C. nel quartiere NO di Paestum. Anche a Velia si sta avviando un progetto di scavo stratigrafico e indagini, funzionale a una maggiore conoscenza e accessibilità del sito. Sono curioso di vedere i risultati, anche se ora seguo da spettatore, dal momento che ho iniziato il mio lavoro a Pompei“.

Massimo Osanna e la direzione temporanea del Parco: i suoi commenti alla conclusione dei lavori

Da pochi giorni l’accademico e funzionario, Massimo Osanna, ha avocato la direzione del Parco archeologico di Paestum&Velia a sé nell’attesa della selezione del futuro dirigente attraverso un bando internazionale. Con lui anche la dott.ssa Maria Luisa Rizzo che lo affiancherà in questo nuovo percorso come direttore facente funzioni. Dopo la conclusione dei lavori al teatro, nell’ambito della sua direzione generale dei Musei, Osanna ha visionato i lavori e ha così espresso la sua opinione: “Ho molto apprezzato il lavoro che l’équipe del Parco archeologico di Paestum e Velia sta realizzando. Ho voluto visionare personalmente quanto fatto su questo monumento, anche dopo aver letto l’accurata relazione tecnica di Francesca Condò, funzionaria architetto della Direzione generale Musei, che qualche settimana fa era venuta al Parco per un sopralluogo. Devo dire che il risultato finale mi sembra molto positivo, anche in considerazione della storia travagliata del monumento che rende gli interventi di restauro e manutenzione particolarmente complessi. Come è noto, il teatro è stato completamente scavato e poi ricostruito e l’intervento di manutenzione attuale va a migliorare una situazione che era di grande degrado.

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NEWS | “Accarezzare la storia di Roma”, la guida tattile del ParCo

Il Parco archeologico del Colosseo e Lazio Innova, nell’ambito di una stipula per la definizione di progetti condivisi in tema di accessibilità, presentano alla Maker Faire Rome 2020 Digital Edition la prima guida tattile del PArCo, intitolata “Museo Palatino. Accarezzare la storia di Roma”.

Dall’11 al 13 dicembre 2020 la prima guida tattile del PArCo sarà presentata in una vetrina virtuale della Maker Faire Rome 2020 e sarà fruibile previa registrazione sulla piattaforma. Sabato 12 dicembre 2020 alle ore 11:10 la guida sarà inoltre presentata in diretta sul canale Mainstreaming del portale.

“La collaborazione del PArCo con Lazio Innova ha l’obiettivo di indirizzare l’uso delle tecnologie e dell’innovazione per il fine ultimo dell’inclusione e della piena accessibilità del patrimonio”, commenta il Direttore del Parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo. “Non ci fermeremo alla guida tattile ‘Museo Palatino. Accarezzare la Storia di Roma’, oggi presentata in occasione della Maker Faire Rome 2020, ma proseguiremo su questa strada per ampliare la conoscenza del nostro patrimonio con prodotti accessibili a tutti e fortemente legati al tema del digital”.

“Il ParCo tra le mani”

La guida, ideata e curata per il PArCo da Giulia Giovanetti e Federica Rinaldi, con Donatella Garritano – che ha anche curato la traduzione inglese – e Silvia D’Offizi, è nata nell’ambito del corso di formazione realizzato dal PArCo con il Museo Tattile Statale “Omero” di Ancona e la Direzione Generale Educazione e Ricerca del MiBACT (2018-2019), e si inserisce nella serie di azioni coordinate che favoriscono l’autonomia di visita agli ipovedenti e ai non vedenti e che fanno parte del più ampio Progetto “Il PArCo tra le mani”.

Palatino per tutti

Il prototipo realizzato da atipiche edizioni si compone di una scatola di grande formato che, oltre a contenere il materiale tattile e testuale, una volta aperta diviene il piano di lettura della mappa dell’area archeologica. All’interno sono presenti due raccoglitori ad anelli, contenenti le 16 schede con le opere più rappresentative della collezione del Museo, descritte con testi scientifici, ma ad alta leggibilità (in Italiano e Inglese con trascrizioni in braille) e illustrate con immagini tattili.

Per lo sviluppo e la creazione del prototipo si è rivelato fondamentale il supporto delle tecnologie e delle risorse del Fablab di Zagarolo. L’équipe ha messo a disposizione la stampa digitale UV con la quale sono state realizzate particolari stampe a rilievo, illustrazioni e texture tattili, come per alcuni testi in braille. La caratteristica di questa stampante è proprio quella di utilizzare inchiostri foto – polimerizzanti, che vengono istantaneamente asciugati e solidificati grazie a una sorgente luminosa a ultravioletti. Ciò consente di poter stampare su qualunque supporto e di poter realizzare spessori diversificati, permettendo ad esempio la contemporanea fruizione della guida tattile a persone con deficit visivo e non.

Patrimonio culturale, patrimonio sensoriale

L’approccio alla realizzazione della guida tattile, a opera di atipiche edizioni, è un’ibridazione tra artigianalità e utilizzo consapevole delle nuove tecnologie di prototipazione digitale, favorita dal processo di coprogettazione e collaborazione che ha coinvolto molteplici professionalità, competenze e sensibilità tra archeologi, storici dell’arte, artigiani, artisti, maker e persone con disabilità visiva.
La guida tattile vuole dimostrare che l’innovazione tecnologica applicata ai Beni Culturali può essere in grado di generare buone pratiche, presentando al pubblico un nuovo modo di fruire del patrimonio culturale. La collaborazione al progetto di due artisti ha permesso, attraverso la loro specifica sensibilità e un approccio materico, di arricchire l’efficacia della guida tattile come strumento di promozione del patrimonio culturale in senso inclusivo.

L’illustratrice e incisore Susanna Doccioli della Stamperia a Ripa ha contribuito alla tavola tattile ispirata alle grandi ali in marmo bianco greco, appartenute a una “Vittoria alata”. Si tratta di un reperto scultoreo con particolari incredibilmente realistici, che sono stati resi dall’artista grazie a un’incisione dettagliata e alla stampa di una piuma in gaufrage su carta Fabriano Rosaspina.
Dario Zeruto, alchimista della carta, ha contribuito a rendere unica l’ultima pagina della Guida Tattile che, affrontando il tema della scultura ideale, rappresenta “l’eroe” e la “cosiddetta Danzatrice” resi tramite una contrapposizione di materiali, in particolare stoffe di differente fattura magistralmente lavorate in pieghe. 

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NEWS | I capolavori degli Uffizi “tradotti” nella lingua dei segni

Le Gallerie degli Uffizi di Firenze presentano, all’interno del più ampio Uffizi per tutti, un nuovo progetto in occasione del 2 dicembre “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità”.

Il progetto sarà presentato sulla pagina Facebook degli Uffizi con una diretta streaming alle ore 10:30 del 2 dicembre.

Saranno disponibili una serie di video – descrizioni dei capolavori degli Uffizi raccontati in LIS, la lingua dei segni italiana, con sottotitoli in italiano. Prossimamente lo stesso progetto prevede la stessa serie di video – descrizioni nella lingua dei segni internazionale ma con sottotitoli in inglese.

Si tratta di una delle principali novità dei progetti di miglioramento dell’accessibilità per individui sordi, sviluppati nel corso dell’anno dal Museo in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi.

Un’arte accessibile

Una narrazione che associa al potere delle immagini la forza dei segni, spiegano gli Uffizi.

Il Ritratto dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca raccontato in LIS (© Maurizio Costanzo – MSN)

Ciascun video presenta un capolavoro (La Primavera di Botticelli e Ritratto dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca sono alcune delle opere disponibili) con brevi spiegazioni e informazioni essenziali. Lo scopo è quello di integrare, senza distogliere l’attenzione dal soggetto originale.

Tutti dobbiamo avere pari opportunità di accesso alla cultura – dice Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – , e dunque anche ai musei e ai loro contenuti. Applicare questo diritto è uno dei principali obiettivi delle Gallerie degli Uffizi, così come dell’Ente nazionale sordi con cui abbiamo proficuamente lavorato a questo progetto.

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NEWS | A Ferrara 5 musei civici aperti per Ognissanti

Musei civici aperti e visite guidate organizzate per il 1 Novembre. La cultura non si ferma a Ferrara

Il primo Novembre, per la festa di Ognissanti, alcuni musei civici e il Castello Estense saranno aperti al pubblico. Il sindaco Alan Fabbri ha voluto incentivare la cultura e mantenere alta l’offerta della città. Questa decisione è stata presa anche come risposta ai blocchi imposti dal governo a causa del COVID19. L’accesso garantirà ancora delle entrate a musei e luoghi della cultura, messi in ginocchio dal recente lockdown.

“Amministrare significa stare accanto alle associazioni e ai cittadini. Non possiamo permettere che la vita diventi grigia a tal punto da farci sequestrare i colori e la bellezza della cultura”. Alan Fabbri

Il primo Novembre saranno accessibili al pubblico di Ferrara: Palazzo Schifanoia e Museo Civico Lapidario (aperto dalle 10 alle 19),  Palazzina Marfisa d’Este (dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18), la Casa di Ludovico Ariosto (dalle 10 alle 12.30 e dalle  16 alle 18), il museo della Cattedrale (9.30 – 13 e  15 -18) e il Castello Estense (10 – 18). L’ingresso ai musei di Ferrara è contingentato ed è fortemente consigliato fare la prenotazione sull’apposito sito

Per ulteriori info: ufficio informazioni e prenotazioni di mostre e musei, chiamare il numero 0532 244949.

Castello Estense, Ferrara