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ARCHEOLOGIA | Il villaggio preistorico di Thapsos

Il villaggio preistorico di Thapsos occupa l’attuale penisola di Magnisi, nel golfo tra Augusta e Siracusa. Gli scavi archeologici, condotti nel ‘900, hanno portato Luigi Bernabò Brea a considerarlo quale principale emporio del Mediterraneo Occidentale. Infatti, sono state rinvenute numerose ceramiche micenee, cipriote, maltesi, nonché ceramica di imitazione egea e cicladica, che testimoniano i ricchi commerci di cui viveva questo villaggio nel momento di massima fioritura.

Thapsos è il più importante tra i villaggi preistorici siciliani in cui sia evidente il nuovo rapporto che le popolazioni locali hanno con le coste. Lo spostamento dalle grotte alla costa, infatti, ha significato l’apertura agli scambi commerciali e culturali con i grandi Micenei. Tali relazioni si sono poi, consolidate, fino a quando, nel XIII secolo a.C., le fiorenti civiltà preistoriche siciliane dell’antica e media Età del Bronzo scomparvero bruscamente. L’arrivo di genti guerriere, come gli Ausoni, ha costretto le popolazioni locali ad abbandonare i villaggi costieri e a rifugiarsi sulle impervie alture dell’entroterra siciliano.    

L’abitato preistorico di Thapsos

Gli studiosi hanno individuato tre fasi dell’abitato, di cui solo le prime due appartengono alla cultura di Thapsos. Queste documentano il passaggio dalla capanna a un’abitazione dotata di più ambienti specializzati. Le capanne indigene della prima fase sono di tipo monocellulare, di forma circolare, sub-circolare, ovale o a ferro di cavallo. Esse si sono trasformate in vere e proprie case di forma rettangolare, disposte intorno ad ampi cortili e dotate di più stanze e pozzi. La cosa più interessante è rappresentata dal fatto che tali complessi abitativi siano fiancheggiati da strade, che sembrano organizzate in funzione dell’abitato. Tale organizzazione, che potremmo definire proto-urbana, sembra essere di ascendenza micenea: pare, infatti, che i Micenei, assieme alla cultura artistica, abbiano importato gli isolati e il sistema di collegamento stradale dal mondo egeo.

ricostruzione di capanna
Ricostruzione di una capanna dell’insediamento di Thapsos

Le necropoli di Thapsos

Necropoli del villaggio di Thapsos

Il villaggio preistorico di Thapsos possiede ben tre necropoli. Queste si estendono intorno al faro, nella zona centro meridionale della penisola e a ridosso del muro di fortificazione. In generale, si tratta di tombe a grotticella artificiale, a forma di forno o, più raramente, di tholos, accessibili tramite un piccolo dromos o da un pozzetto che si apre sulla superficie. Le sepolture nella zona centrale della penisola sono ascrivibili a un tipo completamente diverso: si tratta di tombe a enchytrismos, caratterizzate, invece, da scheletri inumati entro grandi giare, privi di corredo e deposti orizzontalmente su piccole cavità naturali della roccia.

ARCHAEOLOGY | The prehistoric village of Thapsos

The prehistoric village of Thapsos occupies the current peninsula of Magnisi, in the gulf between Augusta and Syracuse. Archaeological excavations, conducted in the 1900s, led Luigi Bernabò Brea to consider it as the main emporium of the Western Mediterranean. In fact, numerous Mycenaean, Cypriot and Maltese ceramics have been found, as well as Aegean and Cycladic imitation ceramics, which testify to the rich trade that this village lived in at the moment of maximum flowering.

Thapsos is the most important of the Sicilian prehistoric villages where the new relationship that local populations have with the coasts is obvious. The move from the caves to the coast, in fact, meant the opening to commercial and cultural exchanges with the great Mycenaeans. These relations then consolidated until, in the 13th century BC, the flourishing Sicilian prehistoric civilizations of the ancient and middle Bronze Age abruptly disappeared. The arrival of warrior peoples, such as the Ausoni, forced the local populations to abandon the coastal villages and take refuge on the steep hills of the Sicilian hinterland.

The prehistoric settlement of Thapsos

Scholars have identified three phases of the town, of which only the first two belong to the culture of Thapsos. These document the transition from the hut to a house with several specialized environments. The indigenous huts of the first phase are single-celled, circular, sub-circular, oval or horseshoe-shaped. They have been transformed into real rectangular houses, arranged around large courtyards and equipped with several rooms and wells. The most interesting thing is represented by the fact that these housing complexes are flanked by roads, which seem to be organized according to the inhabited area. This organization, which we could define as proto-urban, seems to be of Mycenaean ancestry: it seems, in fact, that the Mycenaeans, together with the artistic culture, imported the blocks and the road connection system from the Aegean world.

 

Reconstruction of a hut of the settlement of Thapsos

The necropolis of Thapsos

The prehistoric village of Thapsos has three necropolises. These extend around the lighthouse, in the central southern area of the peninsula and close to the fortification wall. In general, these are artificial cave tombs, in the shape of an oven or, more rarely, of tholos, accessible via a small dromos or from a well that opens onto the surface. The burials in the central area of the peninsula can be ascribed to a completely different type: they are enchytrismos tombs, characterized, on the other hand, by skeletons buried in large jars, without equipment and placed horizontally on small natural cavities in the rock.

Necropolis of the village of Thapsos

Translated and curated by Veronica Muscitto

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